Itinerario di Annibale (clicca per ingrandire)

In un saggio con questo titolo lo storico e archeologo Mario Lopes Pegna teorizzava che Annibale, attraversando la Toscana per raggiungere il lago Trasimeno dalla Pianura Padana, percorresse un itinerario diverso rispetto a quello comunemente conosciuto e riportato nell’articolo Annibale in Toscana fra storia e leggenda pubblicato su questa rivista.

Lopes ritiene che:

“Annibale si sia servito di una antichissima e poco nota strada ligure che attraversava diagonalmente l’Appennino e conduceva, con percorso quasi rettilineo, nel medio Valdarno inferiore.”

Codiponte la facciata della pieve dei santi Cornelio e Cipriano

Partito dal parmense nella primavera-estate del 217 a.C. il condottiero avrebbe risalito l’Appennino fino al passo del Brattello (m 951) per poi ridiscendere  in Val di Magra, presso la Pieve di San Cassiano di Urceola, situata a poca distanza da Pontremoli.

“Non credo che il prudente generale cartaginese abbia percorso la via di Val di Magra fino ad Aulla, distaccandosene quindi per entrare in Valle Aulella, ma penso invece che egli, per evitare l’incontro con qualche pattuglia di cavalleria romana, subito dopo Filattiera (antica Pieve di Surianum) abbia deviato verso oriente raggiungendo, per Filetto, Pontebosio e Moncigoli, il torrente Aulella presso la Pieve di Codiponte.

Di qui, per Ugliancaldo, Minucciano e Castagnola, pervenne a Piazza al Serchio (antica Sala), donde inizIò la comoda dlscesa lungo il fiume Serchio fino al Ponte a Moriano.”

Il ponte a Cappiano sull’Usciana

L’esercito cartaginese avrebbe poi proseguito, toccando suecessivamente Chiesa Nuova, Borgonovo, Tocchi e Porcari, per Altopascio fino a Ponte a Cappiano, nella zona paludosa in quei giorni eccezionalmente alluvionata da una piena dell’Arno. Qui attraversò il fiume.

“Non è lontana dal vero l’ipotesi che il passaggio avvenisse esattamente là dove nell’ VIII secolo fu tracciata la via Franeigena, o Romea, la quale toccava Fucecchio e San Pierino sorto sul medievale Vico Walari dirigendosi quindi a Pinocchio, sotto S. Miniato, e raggiungendo lo sbocco della Val d’Elsa… La località dove sostò, almeno 4 giorni, l’esercito cartaginese si deve cercare allo sbocco della Val d’Eisa, sotto il poggio di S. Miniato. E’ perciò da supporre che Annibale, risalita la valle dell’Elsa e poi del torrente Slaggia fino a Monteriggioni, deviasse verso levante e raggiungesse, toccando Basciano, Cellole, Sughera, Caspreno e Guistrigona, la valle dell’ Ombrone, che guadò verosimilmente presso Rapolano. Di qui scese lungo Il Pian del Sentine a Lucignano e, fatto accampare l’esercito, mandò subito i cavalieri galli esperti e celerissimi raziatori avidi di preda verso Monte San Savino a provocare Flaminio con le distruzioni e gl’ incendi.”

Foiano e Lucignano (1601)

Come la storia narra la provocazione ebbe pieno successo: il console Flaminio, vittima del suo carattere irruente, si gettò all’inseguimento di Annibale e cadde nella trappola tesagli dal condottiero cartaginese nella piana del Trasimeno, dove l’esercito romano venne completamente distrutto, era il 21 giugno del 217 a.C.

Bibliografia: Mario Lopes Pegna, Annibale dalla Trebbia al Trasimeno, Prato, Bechi 1958

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