La prima ferrovia toscana che univa Firenze a Livorno

di Alessandro Ferrini

Locomotiva Rocket di George Stephenson
Locomotiva Rocket di George Stephenson

Nell’aprile del 1838 il granduca Leopoldo II di Asburgo-Lorena ricevette la richiesta dei finanzieri Emanuele Fenzi di Firenze e di Pietro Senn di Livorno la concessione a costruire  una via ferrata. Ottenuta la concessione dal sovrano i due banchieri emisero 30.000 azioni di lire toscane, del valore di 1000 lire ciascuna, per finanziare i lavori. Contemporaneamente fu istituita una commissione presieduta dal conte Luigi Serristori per dar luogo al progetto. L’anno successivo l’ingegner Stephenson, figlio del pioniere delle ferrovie inglesi, presentò il progetto per la costruzione della linea ferrata Firenze – Livorno per una spesa preventiva di oltre 13 milioni di lire. Il progetto suddivideva la linea in quattro sezioni: Livorno – Pisa (12,3 km), Pisa – Pontedera (19,4 km), Pontedera – Empoli (26,8 km), Empoli – Firenze.

Biglietto omaggio per il viaggio inaugurale
Biglietto omaggio per il viaggio inaugurale

Il 5 aprile 1841 iniziarono i lavori, la prima tratta venne inaugurata nel 1844 (il primo treno composto dalla locomotiva e da un vagone impiegò 15 minuti a percorrere i 12,3 chilometri) e nel 1848 i lavori delle quattro tratte per una lunghezza complessiva di 97 km, vennero terminati. Nello stesso anno 1841 furono approvati anche le concessioni della Pisa-Lucca-Pistoia che sarebbe poi continuata nella Pistoia-Prato-Firenze, la futura linea prenderà il nome di Maria Antonia in onore della Granduchessa.

Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse

Nella tratta Livorno – Firenze il treno fermava alle seguenti stazioni:
Livorno, Pisa, Navacchio, Cascina, Pontedera, La Rotta, San Romano, Ponte a Egola, San Pierino, Empoli, Montelupo, Signa, San Donnino, San Martino, Firenze (Stazione Leopolda Porta al Prato).

Orari
Orari

Le tariffe per l’intero percorso erano di 112 crazie (moneta emessa da Cosimo I de’ Medici e in uso anche al tempo dei Lorena) in prima classe, 92 in seconda e 72 in terza. Erano poi previste differenti tariffe per il trasporto della posta e di altre merci come riporta la tabella.
La nuova ferrovia, fra le prime ad essere costruita in Italia, riscosse grande successo e fu seguita a cascata dalla costruzione delle altre tratte ma ebbe anche feroci oppositori e dovette subire attacchi e attentati da parte degli abitanti dei territori che attraversava.
Navicellai e carrettieri furono i primi ad alzare le barricate sentendo minacciati i loro interessi dal nuovo mezzo di trasporto, appoggiati dalla Chiesa che si era subito opposta all’uso e alla diffusione di questo diabolico ordigno che sembrava sovvertire le leggi di natura. Ignoranza e superstizione dilaganti fra le popolazioni delle campagne offrivano fertile terreno alle credenze più bizzarre: al passaggio del treno furono attribuite le malattie che colpirono i vigneti in quel periodo e addirittura l’epidemia di colera che si diffuse nel 1854. Non dissimile l’effetto prodotto dall’ordigno in Inghilterra: le mucche non facevano più latte e i medici paventavano effetti deleteri sulle menti degli abitanti dei luoghi attraversati.

Tracciato della Leopolda
Tracciato della Leopolda

La zona di Navacchio, nei pressi di Pisa, i cui abitanti da lunga tradizione trasportavano merci con i loro navicelli lungo il corso dell’Arno fu la località dove si verificarono più frequentemente gli attacchi: cuscinetti sulle rotaie che facevano deragliare i convogli, lancio di sassi, addirittura colpi di arma da fuoco costrinsero la società di gestione della Leopolda a ricorrere alla protezione di guardie giurate, visto l’atteggiamento di distaccata neutralità che il Granduca teneva, temendo che un intervento del governo gli avrebbe alienato le simpatie delle popolazioni agricole, sudditi fra i più fedeli al sovrano. Negli anni successivi furono costruite altre tratte e nel 1860, all’atto dell’annesione al regno di’Italia, la Toscana era fra le regioni più servite dal trasporto ferroviario.

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