Tracce di Firenze

Immagini e documenti della Firenze com’era

Emilio Burci. Veduta dell’Arno e della collina di San Miniato dal Lungarno Archibusieri (lio su tela 1868)

Tracce di Firenze è il titolo di uno scampolo museale all’interno di Palazzo Vecchio, due stanze, la cui visita è gratuita, che raccolgono mappe, stampe, alcuni particolari ad olio che raffigurano, ad opera di artisti italiani e stranieri, la Firenze di un tempo.
Sulle pagine di tuttatoscana molti gli articoli dedicati alla Firenze scomparsa per i rimaneggiamenti e le demolizioni attuate durante il periodo in cui fu capitale o la Firenze com’era, in base alle documentazioni o ricostruzioni delle epoche passate.
In questa pagina alcune immagini che riportano opere che la documentano in un determinato periodo storico.

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Firenze scomparsa: Mercato Vecchio (parte seconda)

Da Guido Carocci, Firenze scomparsa. Ricordi storico artistici, Firenze 1897

…Il mercato vecchio, sulla sinistra una casa torre

“La bella piazza destinata ad uso di mercato non ebbe aspetto e disposizioni regolari che per breve tempo, giacché i semplici banchi che occupavano tutto all’intorno la cosiddetta corona di Mercato, si tramutarono in baracche, prima provvisorie, poi stabili ed a po’per volta tutti gli spazi liberi vennero occupati dai venditori di vettovaglie. … e la decadenza divenne così piena ed assoluta. I palagi furono suddivisi in gran numero di quartieri dove s’installarono diecine di famiglie, le torri vennero abbassate per risparmiar la spesa del restauro, le logge si convertirono in botteghe, gli ampì e maestosi saloni vennero divisi e suddivisi in ambienti più piccoli e su tutte indistintamente le fabbriche di questo quartiere la noncuranza, la mancanza di affetto per l’arte, l’avidità di guadagni, l’opera del tempo, la bar barie della gente, il sudiciume, si collegarono a danno di quelle vecchie fabbriche le quali dovettero subire ogni sorta di mutilazioni e di guasti. E così tartassati, così mal ridotti, quei vecchi avanzi d’una grandezza scomparsa, giunsero fino a noi per esser condannati all’esterminio.

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Le mura e le porte di Firenze

da Guido Carocci, Firenze scomparsa. Ricordi storico artistici, Firenze 1897

Via dei Bastioni

“Gli ampi ed eleganti viali che descrivendo una specie di semicerchio, ombreggiati da alberi rigogliosi, fiancheggiati da graziosi casamenti, interrotti di tanto in tanto da piazzali e da fioriti giardini, vanno a ritrovare le due parti estreme del lungarno, segnano press’a poco la linea delle antiche mura cittadine. Firenze oltrarno, conserva tuttora quasi intatto il cerchio delle sue mura, mentre le mura della parte posta alla destra del fiume sono cadute per aprire nuovi sbocchi alla città rigurgitante di fabbricati. Di quelle mura che avevano vissuto circa sei secoli non è restato oggi che il ricordo, rappresentato da quei capi saldi che sono le porte e due antiche torri. Fu tra il 1280 e il 1300 che i Fiorentini uscendo dall’angusta cerchia che limitava la città fra l’Arno e la Piazza del Duomo, tra il Ponte alla Carraia e quello alle Grazie, pensarono di racchiudere entro una nuova cinta i sobborghi già ricchi di abitazioni e popolatissimi e dettero quindi mano alla costruzione di quelle mura che con poche modificazioni sono giunte fino a nostri giorni.

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Via Vittorio Emanuele – Montughi (parte prima)

Da Guido Carocci I dintorni di Firenze, Tipografia Galletti e Cocci 1881

Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour

Dalla Barriera del Ponte Rosso (vedi articolo) oltre a via Bolognese iniziava anche via Vittorio Emanuele II “che si diceva precedentemente del Palazzo Bruciato o dei Cappuccini.
Poco oltre, superata l’odierna via Trieste, all’epoca non esistente, si trova sulla destra Villa Fabbricotti o degli Ancipressi (ancipresso o arcipresso. Termine arcaico e popolare toscano ad indicare l’albero e il legno di cipresso n.d.r.). … continua a leggere Via Vittorio Emanuele – Montughi (parte prima)

Le vie “allargate”: via di Porta Rossa

da Guido Carocci Firenze scomaparsa. Ricordi storico artistici, Firenze 1897

“È l’ultimo dei lavori di allargamento di strade importanti e non è ancora compiuto. Non si tratta però che dell’ampliamento irregolare e parziale di quest’antica strada che ebbe nome da una porta o postierla del secondo cerchio delle mura di Firenze, porta che servì poi come stemma all’Arte della Seta che qui e attorno ebbe la maggior parte delle botteghe de’ suoi artefici (L’arte della Seta alla quale erano pure ascritti li orafi, aveva la sua sede, ricca di artistiche decorazioni nel non lontano vicolo della Seta, chiamato oggi di Capaccio). Stretta, tortuosa era tra le strade che maggiormente serbavano l’originalità del carattere fiorentino del medioevo, fiancheggiata da alte torri e da palazzi dalle brune facciate di pietra. … continua a leggere Le vie “allargate”: via di Porta Rossa

La via Bolognese dal Ponte Rosso alla Lastra

Da Guido Carocci I dintorni di Firenze, Tipografia Galletti e Cocci 1881

Giardino dell’Orticoltura, la serra

Guido Carocci fu appassionato studioso della storia e dell’arte fiorentina; fra le varie opere, di grande interesse attuale perché ci descrivono la Firenze di 150 anni fa, riproponiamo alcuni brani tratti da “I dintorni di Firenze” in cui partendo dalle vecchie “barriere”* descrive i dintorni della città. Ovviamente alcune ville o monumenti dell’epoca oggi non esistono più e non sono stati riportati nell’articolo dove abbiamo trattato solo quelli più famosi  e ancora oggi esistenti.

*Le “barriere” erano posti di controllo situati sulle vie di accesso alla città dove venivano riscosse le imposte del dazio. Furono definitivamente soppresse negli anni ’30 del Novecento.

“Da un antico ponte di mattoni che traversava il torrente Mugnone e che si chiamava il Ponte Rosso, ebbe nome questa Barriera che è una delle più importanti della città. L’antico Ponte Rosso fu demolito e sostituito da un ponte grandissimo sul quale trovasi la piazza esterna della Barriera. Tre strade fanno capo alla Barriera; la Via Faentina, la Via Bolognese e la Via Vittorio Emanuele. … continua a leggere La via Bolognese dal Ponte Rosso alla Lastra

I Camaldoli di San Frediano

da Guido Carocci, Firenze scomaparsa. Ricordi storico artistici, Firenze 1897

L’area della città oggi

“Sopra ad un terreno che era stato concesso loro dalla Signoria di Firenze, i frati dell’Eremo di Camaldoli in Casentino edificarono una chiesa con un annesso monastero che divenne badia e che essi intitolarono a S. Salvatore.
Sorgeva nella località chiamata Verzaja per essere i terreni adiacenti tutti coltivati ad ortaggi e restò poi addossata alle mura della città. Ed anzi, in cotesto luogo stesso, di fianco al monastero, fu aperta e costruita una postierla o porta succursale che dal nome del monastero camaldolense si disse Porta di Camaldoli.
Oggi (siamo nel 1881 n.d.r.), in luogo della porta che rimase quasi sempre murata, è stata da qualche anno aperta una barriera che invece del nome antico porta quello di Bellosguardo, perché vi sta dinanzi la strada che per S. Francesco di Paola, risale serpeggiando il colle stupendo che fin da tempo remoto porta quel nome, derivatogli dallo splendore del panorama che di lassù liberamente si gode.
Fu la Badia di S. Salvadore de’ Camaldolesi o di Camaldoli assai importante per la vastità sua e per la ricchezza del fabbricato, specialmente della chiesa che era adorna anche di antichi affreschi.

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Montughi e dintorni

Veduta di Firenze dal convento di Montughi (1744)

Su per il colle di Montughi a Firenze

Il parco Stibbert a Firenze

galleria foto del Parco Stibbert

A Firenze: villa Fabbricotti e il suo parco

*vai a Firenze settecentesca nelle “vedute” di Giuseppe Zocchi

Firenze a settembre, corsi e ricorsi storici*

Pianta di firenze – Map of Florence 1864

A Firenze settembre fa la parte del leone perché è in questo mese che a distanza di anni si verificarono alcuni avvenimenti di rilievo:

– Era il 15 settembre del 1861 quando re Vittorio Emanuele II inaugurò la “Esposizione italiana dell’Industria, delle arti e dei prodotti nazionali”.

Colpisce il termine “italiana” in un tempo in cui l’unità non era ancora stata del tutto raggiunta, ma era sicuramente la prima dello stato nato il 17 marzo del 1861, quando il primo parlamento proclamò il Regno d’Italia. La Stazione di Porta al Prato, la Leopolda, l’ accolse opportunamente riadattata allo scopo e, come ebbe a sottolineare lo stesso sovrano, molto efficacemente.

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La torre degli Amidei

Torri e amori, delitti e potere a Firenze nel XIII secolo

di Salvina Pizzuoli  

La torre degli Amidei, particolare della facciata
La torre degli Amidei, particolare della facciata

In Por Santa Maria si fa notare per la sua altezza sopra le case e la fiera eleganza: è la torre degli Amidei, potente famiglia fiorentina i cui membri erano Capo di Ponte, come lo era la loro torre a difesa della città dalla parte dell’Arno e da una porta, Por Santa Maria, inglobata poi nella cerchia antica e da cui la strada aveva ripreso il nome. La torre oggi si presenta al visitatore elevata rispetto agli altri palazzi che la stringono e la fiancheggiano, ma sicuramente doveva essere più alta ai tempi della sua edificazione, ribassata per effetto delle “scapotizzature” che gli Ordinamenti di giustizia ispirati da Giano della Bella nella seconda metà del Duecento avevano imposto … continua

History of Tuscany