La rivolta del maggio 1898 a Firenze

di Alessandro Ferrini

I tumulti del maggio 1898 a Firenze Disegno di Achille Beltramo per la "Domenica del Corriere"
Disegno di Achille Beltramo per la “Domenica del Corriere”

Che dopo l’unità d’Italia le condizioni delle classi subalterne andassero via via peggiorando è purtroppo un dato di fatto: il tentativo di risanare il bilancio dello Stato, il cui debito esorbitante dopo l’unificazione era ulteriormente salito per gli investimenti nella costruzione di nuove infrastrutture e nella riorganizzazione della pubblica amministrazione, essenzialmente gravando sulle classi operaie e contadine, provocò numerose rivolte e altrettante sanguinose repressioni. I governi che si susseguirono negli ultimi decenni dell’Ottocento anziché avviarsi sulla strada di adeguate riforme che permettessero una più equilibrata redistribuzione del reddito ricorsero sempre più frequentemente a una pesantissima tassazione indiretta e alla repressione violenta di ogni protesta (tanto per citarne alcune la tassa sul macinato o quella sulla pece ricordate dal Verga nei Malavoglia). Probabilmente proprio questo atteggiamento di insensibile chiusura ha poi ingenerato nel carattere degli italiani una profonda sfiducia, che ancora oggi percepiamo, nell’apparato dello Stato, nei politici e nei funzionari pubblici in generale. … continua a leggere I tumulti di maggio 1898 a Firenze

L’arte dei merciai a Firenze nel Medioevo

Arte dei Merciai, Ferraiuoli, Armaiuoli

Se cerchiamo l’etimo della parola Merciaio/ Merceria troviamo che essa deriva dal latino merx-mercis, merce e in questo tipo di bottega si vendono e trovano le cose minute che appartengono al settore del vestiario. Oggi questi mestieri e  botteghe sono quasi del tutto scomparsi, ma quest’ attività si trova documentata in antichi statuti medievali. A Firenze, in particolare, essa era un’Arte associata dal 1296 a quella dei Medici e degli Speziali anche se spesso non compariva insieme ai pittori, oliari, venditori di cera e candele. L’abbinamento, non sempre evidente, in alcuni testi si spiega con la possibilità di vendere, insieme alle altre merci, anche articoli di drogheria.    …  continua a leggere  Arti e mestieri: i merciai a Firenze nel Medioevo

Vedi anche:

L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto

L’Arte dei Beccai

Le arti a Firenze

L’Arte dei Beccai faceva parte delle cosiddette Arti Minori, distinte da quelle dette Maggiori, e con un peso diverso nei confronti del governo della repubblica. Anche se inserita in quelle Minori l’arte, che riuniva alla corporazione gli addetti al commercio delle carni insieme ai pesciaiuoli e ai gestori di locande e osterie, aveva comunque un grosso potere dimostrato dalle varie botteghe e costruzioni ad essa legate: nel Trecento nascono i locali della Beccheria in prevalenza in quello che era allora il Mercato Vecchio, cuore pulsante della vita cittadina che occupava quello che è oggi lo spazio di Piazza della Repubblica, nel centro quindi.

Nei pressi della Chiesa di Ognissanti si teneva il mercato degli animali mentre il macello era dislocato nelle viuzze adiacenti via Santissimi Apostoli. … continua a leggere  L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

L’assedio di Firenze del 1529 e l’eccidio di Lastra a Signa

Giovanni Stradano, L’assedio di Firenze (1555, Firenze Palazzo Vecchio, Sala di Clemente VII)

Nel 1529 le truppe dell’esercito di Carlo V assediavano Firenze. Dopo il Sacco di Roma e a seguito della pace siglata a Barcellona, l’imperatore si era riappacificato con papa Clemente VII; tra le clausole dell’accordo c’era quella di ristabilire la dominazione dei Medici a Firenze da dove erano stati cacciati ed era stata proclamata la Repubblica. In cambio il Pontefice lo avrebbe incoronato imperatore come di fatto avvenne l’anno successivo a Bologna. Firenze resistette a lungo all’assedio delle truppe imperiali finché il 12 agosto 1530, presso la chiesa di Santa Margherita a Montici fu siglata la resa.

Una delle prime tragiche battaglie combattute durante questa guerra fu quella di Lastra a Signa    … continua a leggere  L’eccidio di Lastra a Signa durante l’assedio di Firenze del 1529 

Sulla via di Rosano: le gualchiere di Remole

di Salvina Pizzuoli

Le gualchiere di Remole

Chi percorre la via di Rosano lungo la riva sinistra dell’Arno, in prossimità di via di Remoluzzo, vede comparire i merli di antiche torrette in pietra e laterizio: si tratta delle gualchiere di Remole testimonianza della fiorente industria laniera fiorentina nel lontano XIV secolo.

Sono ancora lì, ormai in disuso e in grande degrado, ma ancora presenti nonostante l’età ad attestare la loro storia lunghissima che si muove dal lontano 1327 circa fino al 1966, anno dell’ultima alluvione devastante del fiume, quando furono completamente dismesse e abbandonate non da quello che fu il loro ruolo originario ma di mulino da grano e frantoio.

Ma cosa erano le gualchiere e quale ruolo ricoprivano nella produzione dei “panni lani”?

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Montughi e dintorni

Veduta di Firenze dal convento di Montughi (1744)

Su per il colle di Montughi a Firenze

Il parco Stibbert a Firenze

galleria foto del Parco Stibbert

A Firenze: villa Fabbricotti e il suo parco

*vai a Firenze settecentesca nelle “vedute” di Giuseppe Zocchi

Tracce di Firenze

Pianta della Catena. Veduta di Firenze attribuita a Francesco Rosselli. Si nota la catena che la chiude circondandola e che le dà il nome e l’Autore che disegna in alto a destra ci dà il punto di vista.

Tracce di Firenze è il titolo di uno scampolo museale all’interno di Palazzo Vecchio, due stanze, la cui visita è gratuita, che raccolgono mappe, stampe, alcuni particolari ad olio che raffigurano, ad opera di artisti italiani e stranieri, la Firenze di un tempo.
Su tuttatoscana molti gli articoli dedicati alla Firenze scomparsa per i rimaneggiamenti e le demolizioni attuate durante il periodo in cui fu capitale o la Firenze com’era, in base alle documentazioni e ricostruzioni delle epoche passate.
In questa pagina alcune immagini che riportano opere che la documentano in un determinato periodo storico.

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San Salvatore in Ognissanti

di Salvina Pizzuoli

Riva destra dell’Arno: un ampio spiazzo si apre davanti alla facciata della chiesa di San Salvatore in Ognissanti opera  di Matteo Nigetti (1637), un esempio di “Barocco fiorentino”. Il complesso che comprende anche il convento e il campanile la cui prima costruzione risale al 1256, quando la chiesa fu dedicata dai frati dell’Ordine degli Umiliati a Maria Regina di tutti i Santi, ordine che la ebbe in cura dalla fondazione al 1561 quando si insediarono i frati minori dell’ordine degli Osservanti rimasti alla guida del convento fino al 2000 quando furono sostituiti dalla Comunità Monastica Benedettina Fraternità di Gesù e dal 2005.i Frati francescani dell’Immacolata , quindi nell’autunno 2016 la chiesa è tornata ai Frati minori.

Una storia lunga e ricca di cambiamenti.
Il convento di Ognissanti fu fondato dai frati dell’ordine degli Umiliati  venuti a Firenze dal Piemonte nel 1239. Un aspetto peculiare dell’ordine era legato al proposito di vivere del frutto del proprio lavoro: erano soprattutto operai  tessitori e follatori di lana o operai addetti a industrie affini a quest’arte di cui favorirono e allargarono lo sviluppo, soprattutto nell’Italia settentrionale dove il movimento aveva il suo centro.

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L’eccidio di Lastra a Signa durante l’assedio di Firenze del 1529

Giovanni Stradano, L’assedio di Firenze (1555, Firenze Palazzo Vecchio, Sala di Clemente VII)

Nel 1529 le truppe dell’esercito di Carlo V assediavano Firenze. Dopo il Sacco di Roma e a seguito della pace siglata a Barcellona, l’imperatore si era riappacificato con papa Clemente VII; tra le clausole dell’accordo c’era quella di ristabilire la dominazione dei Medici a Firenze da dove erano stati cacciati ed era stata proclamata la Repubblica. In cambio il Pontefice lo avrebbe incoronato imperatore come di fatto avvenne l’anno successivo a Bologna. Firenze resistette a lungo all’assedio delle truppe imperiali finché il 12 agosto 1530, presso la chiesa di Santa Margherita a Montici fu siglata la resa.

Una delle prime tragiche battaglie combattute durante questa guerra fu quella di Lastra a Signa    … continua a leggere  L’eccidio di Lastra a Signa durante l’assedio di Firenze del 1529 

Tracce di Firenze

Immagini e documenti della Firenze com’era

Emilio Burci. Veduta dell’Arno e della collina di San Miniato dal Lungarno Archibusieri (lio su tela 1868)

Tracce di Firenze è il titolo di uno scampolo museale all’interno di Palazzo Vecchio, due stanze, la cui visita è gratuita, che raccolgono mappe, stampe, alcuni particolari ad olio che raffigurano, ad opera di artisti italiani e stranieri, la Firenze di un tempo.
Sulle pagine di tuttatoscana molti gli articoli dedicati alla Firenze scomparsa per i rimaneggiamenti e le demolizioni attuate durante il periodo in cui fu capitale o la Firenze com’era, in base alle documentazioni o ricostruzioni delle epoche passate.
In questa pagina alcune immagini che riportano opere che la documentano in un determinato periodo storico.

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