In giro per Bibbiena

di Giovanni Caselli

Entrando in Bibbiena da Via Dovizi troviamo subito sulla destra un colonnato oggi chiuso, della chiesa, da lungo tempo distrutta, dello Spirito Santo. Più avanti si rasentano le mura del Convento di San Lorenzo, oggi deserto e in rovina, solo la chiesa, spaziosa e dignitosa rimaner tutt’ora officiata. Poi a sinistra vediamo il palazzo in stile fiorentino del XVI secolo con lo stemma del Cardinal Dovizi, il personaggio più illustre nato in Bibbiena, consigliere personale di Papa Leone X, autore della prima commedia il lingua italiana, “La Calandria”, opera che ha il pregio di consolidare la lingua toscana come idioma nazionale. Il Dovizi nacque nel 1470 nei pressi, in quello che è oggi l’Hotel Brogi e fece edificare questo palazzo quando era già segretario di Giovanni de’ Medici, il futuro Papa Leone X, figlio di Lorenzo il Magnifico. Nella vicina chiesa di San Lorenzo vi sono due magnifiche terrecotte di Andrea della Robbia donate dal Dovizi. Oltre la Piazzetta dal grandioso nome di Piazza Roma si trova il Palazzo Poltri, molto rimaneggiato nei secoli ma attribuibile al primo Cinquecento. Entrando in Via Berni, di fronte a noi c’è il municipio o Palazzo Niccolini, sorto subito fuori le antiche mura … continua a leggere In giro per Bibbiena

Carrara: il Museo civico del Marmo

Un piccolo museo, recente, ma estremamente interessante per la qualità dei numerosi reperti che alloggia, documenti fotografici e modellini, sezioni dedicate a diversi campioni di marmi, e macchinari, fino a realizzazioni moderne e contemporanee di manufatti nati dalla creatività di artigiani e amatori della pietra lucente. Da non dimenticare, anzi da fruire subito all’inizio della visita, la visione di quattro filmati che raccontano in modo incisivo ed essenziale le tecniche antiche di estrazione, il lavoro delle maestranze, le fonti di energia utilizzate, legate soprattutto a quella muscolare di uomini e animali, le trasformazioni nel tempo e anche le nuove macchine che hanno alleggerito il lavoro dell’uomo, davvero pericoloso e pesante dei tempi più lontani, basti pensare che il martello pesava due chili e il cavatore o il rifinitore battevano per otto ore. Un piccolo spazio ma che avvicina sicuramente il visitatore a questo mondo, che spesso conosce e ammira solo nel prodotto finito, che coniuga ambiente e materiali, abilità, creatività, fornendo un quadro ampio che avvicina alla cultura del marmo attraverso la memoria storica, nel Museo documentata, di un percorso secolare. … continua a leggere Carrara: il Museo civico del Marmo

Un itinerario a piedi illustrato: da Buonsollazzo a Monte Senario

Nella nebbia autunnale

L’abbazia di Buonsollazzo tra le nebbie autunnali

L’itinerario che proponiamo va da via di Tassaia al monte Senario. È indicato con il numero 00 e fa parte di quello più ampio chiamato La via degli Dei. Siamo nei pressi della bella abbazia del Buonsollazzo, a pochi chilometri da Firenze verso Borgo San Lorenzo, che merita almeno di essere vista da lontano, perchè non visitabile, prima di intraprendere il sentiero verso il monte Senario o Asinario. …Continua

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Badia di San Bartolomeo in Buonsollazzo

Un itinerario a piedi sulla Via degli Dei

 

Murlo di Vescovado: un castello tra la valle del Merse e dell’Ombrone senese

Murlo il borgo fortificato visto dall'alto: s'intuisce l'antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato
Murlo il borgo fortificato visto dall’alto: s’intuisce l’antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato

Risiede Murlo sopra un poggio dalla cui faccia orientale scorre il torrente Stile e dal lato opposto quello di Crevole entrambi tributarii alla destra del fiume Ombrone. Il Castello di Murlo in Vescovado è il locale più considerabile di tutto il distretto che fu ne’secoli trapassati dominio feudale dei Vescovi sanesi, ed era costà presso a Murlo nella rocca di Crevole dove si refugiavano que’ prelati allorché dissentivano dal governo della Repubblica e poi de’Granduchi questa contrada, dominata innanzi tutto dai conti dell’Ardenghesca, passasse nel 1151 in mano del vescovo Ranieri allora capo politico del governo di Siena”. (E. Repetti Dizionario

La storia tramanda … Contimua a leggere  Murlo di Vescovado: un castello tra la valle del Merse e dell’Ombrone senese

Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi

Castello di Tocchi la porta d’ingresso

Siamo nella bassa valle del Merse a pochi chilometri da Siena tra colline di sughere, lecci, castagni e querce cui fa da sfondo il cocuzzolo del Monte Amiata dentro la vasta area della Riserva naturale detta del Basso Merse e Tocchi.

Trovasi sullo sprone settentrionale del monte delle Serre di Petriolo che scende per Tocchi al ponte di Macereto, sulla destra del Merse, e sulla sinistra della strada regia che dal ponte a Macereto si dirige a Grosseto. …continua a leggere Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi

Marsiliana

Marsiliana

Ci sono luoghi in cui la storia resta impressa anche se non immediatamente ravvisabile in manufatti o architetture, ma traspira ovunque ti guardi intorno: è questo l’effetto che fanno molti territori in Toscana, si respira l’impronta lasciata dal tempo anche se di essa pare non esserci traccia tangibile, sono soprattutto i luoghi scelti da uomini nel lontanissimo passato e insediatisi lì, Etruschi prima e poi Romani, e di popolazione in popolazione fino a noi. … continua a leggere Marsiliana

Le mura e le porte di Firenze

da Guido Carocci, Firenze scomparsa. Ricordi storico artistici, Firenze 1897

Via dei Bastioni

“Gli ampi ed eleganti viali che descrivendo una specie di semicerchio, ombreggiati da alberi rigogliosi, fiancheggiati da graziosi casamenti, interrotti di tanto in tanto da piazzali e da fioriti giardini, vanno a ritrovare le due parti estreme del lungarno, segnano press’a poco la linea delle antiche mura cittadine. Firenze oltrarno, conserva tuttora quasi intatto il cerchio delle sue mura, mentre le mura della parte posta alla destra del fiume sono cadute per aprire nuovi sbocchi alla città rigurgitante di fabbricati. Di quelle mura che avevano vissuto circa sei secoli non è restato oggi che il ricordo, rappresentato da quei capi saldi che sono le porte e due antiche torri. Fu tra il 1280 e il 1300 che i Fiorentini uscendo dall’angusta cerchia che limitava la città fra l’Arno e la Piazza del Duomo, tra il Ponte alla Carraia e quello alle Grazie, pensarono di racchiudere entro una nuova cinta i sobborghi già ricchi di abitazioni e popolatissimi e dettero quindi mano alla costruzione di quelle mura che con poche modificazioni sono giunte fino a nostri giorni.

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Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

Eremo di Montesiepi, la spada nella roccia

Come potrebbe la spada nella roccia di Montesiepi non richiamarne un’altra, quella mai vista ma conosciuta negli scritti che l’hanno immortalata e relativi alla leggenda di Re Artù, alla Tavola rotonda e al Santo Graal? Ma la spada di Montesiepi è lì protetta da una teca e, da recenti studi, pare proprio sia autentica, coeva all’ epoca in cui visse il santo. E non solo. Un’ elegante costruzione romanica, dall’enigmatica forma circolare, inusuale per il periodo storico che la data, fu costruita attorno ad essa: l’eremo di Montesiepi. … Continua a leggere Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

The sword in the stone in Tuscany

 

Ghiacciaie e burraie lungo il percorso B1 a Montesenario

Il Percorso ad anello B1 delle burraie dalle pendici del Monte Senario

di Salvina Pizzuoli

Ghiacciaia

Siamo a Monte Senario, l’antico Asinarius o Sinarius, posto, come scriveva lo storico Repetti, “tra la Sieve e il Mugnone a 4 miglia toscane a scirocco di Vaglia e a 10 miglia toscane a ostro di Firenze”.

Ci porta fin quassù non il caldo afoso che la nostra bella Firenze sa regalarci in più giornate estive, ma un percorso a piedi, inaugurato da poco, realizzato dalla Pro loco di Vaglia in collaborazione col Circolo Arci “Chiari di luna” e il contributo dell’Amministrazione Comunale, alla scoperta di antichi cimeli dell’attività rurale: la grande ghiacciaia e le burraie; così grande da essere la più imponente d’Europa e tale ancora oggi si presenta alla vista del visitatore … continua a leggere   Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie

Lungo l’Ariminensis, tra Arezzo e Anghiari

Un itinerario in auto

Galbino, il castello

La strada consolare romana detta Ariminensis che congiungeva Arezzo con Rimini è ancora oggi percorribile, il nuovo tracciato infatti segue prevalentemente l’antico, diramandosi,  come è ovvio immaginare per l’importanza della via di comunicazione, in più percorsi per toccare località limitrofe. Oltre che incantevole dal punto di vista paesaggistico, l’itinerario è disseminato di  edifici medievali e resti di età romana. Ne abbiamo percorso un tratto, quello che da Arezzo attraverso il Passo di Scheggia, conduce ad Anghiari. La statale odierna prende il nome di Libbia. Il percorso originario passava dove oggi troviamo il castello di Montauto, ricordato già dal 967 quando Ottone I lo concesse a Goffredo d’Ildebrando dei Barbolani, un’importante famiglia di feudatari, proprietari di molti castelli nella zona; l’estensione del loro feudo era tale che gli permetteva di muoversi da Anghiari ad Arezzo senza mai uscire dai propri confini. … continua a leggere Lungo l’Ariminensis, tra Arezzo e Anghiari