Il racconto di un testimone dell’epoca

da: Guido Carocci, Bagni e villeggiature in Toscana, Firenze

Rapolano Terme visto dal colle di San Giorgio (cartolina d'epoca)
Rapolano Terme visto dal colle di San Giorgio (cartolina d’epoca)

Fu Rapolano signoria dei Conti di origine salica della Scialenga, volgarmente conosciuti sotto il vocabolo di Cacciaconti. Però nella storia politica questo paese incomincia a comparire verso il 1175, quando alcuni suoi signori lo posero col suo distretto sotto l’accomandigia del Comune di Siena. Gli storici fiorentini poi ci avvisano che nel 1208 un esercito del loro Comune, capitanato da Gualfredotto da Milano allora potestà di Firenze, tornato a far oste contro i Senesi, penetrò fino a Rapolano, menandone gran preda e molti prigioni. Anche nel 1253, dicono gli autori medesimi, il castello di Rapolano e molte altre fortezze e ville dei Senesi furono assalite, prese ed arse dai Fiorentini. Andrea Dei nella sua “Cronaca” racconta sotto l’anno 1266, che l’oste senese occupò Grosseto e Rapolano, e lo storico Malavolti aggiunge il motivo perché quei popoli si erano dati ai Guelfi e ribellati al Comune di Siena, allora seguace del Ghibellinismo. Lo stesso Malavolti aggiunge che i Senesi nel 1306 sospettando che i Ghibellini di Arezzo non tentassero di occupare il Castello di Rapolano, i Signori Nove per non tenervi guardie, fecero disfargli le mura in più luoghi, acciocché pigliando Rapolano non vi si fossero potuti fortificare. Ciò avvenne qualche anno dopo che il Comune di Siena aveva venduto il provento dei Bagni di Rapolano (anno 1301), mentre nel 1339 la Signoria con Consiglio detto della Campana deliberò che si allacciassero le acque di Castiglione per condurle ai Bagni di Rapolano.

Gli ultimi avvenimenti fatali a questo paese furono quelli stessi che spensero la libertà senese, allorché un distaccamento Austro-Ispano-Mediceo nel 30 Maggio del 1554 saccheggio e abbruciò Armaiolo e quindi corse a devastare il Castello di Rapolano, i cui abitanti, caduta la città di Siena, si dovettero anch’essi sottomettere ai vincitori per atto solenne del 24 Settembre 1554. Cenni descrittivi.

Siede il paese di Rapolano sopra un’amenissima collinetta, coronata di ulivi, a circa 400 metri sul livello del mare. Vi si accede dalla stazione ferroviaria per una larga e comoda via di appena 300 metri. Il paese è gaio e pulito e vi si gode un vastissimo orizzonte ed un’aria pura e veramente balsamica. Ha nel centro una magnifica piazza, dove trovasi l’elegante Caffè Rossi che nella stagione estiva è ridotto a giardinetto con sedili e piante di fiori ed è il ritrovo serale della élite rapolanese e della colonia bagnante. Presso il paese vi sono spaziosi viali ed un vasto piazzale per il pubblico passeggio, dove nei giorni festivi la brava Filarmonica locale suole rallegrarci colle sue belle e scelte sinfonie.

Di fianco al palazzo Comunale, sulla piazzetta Garibaldi, sorge il nuovo Teatro, di cui è ammirabile la facciata tutta di bianco travertino lavorato e nel quale, spesso e volentieri, grazie alle gentili premure dei signori Accademici, ci è dato sentire della buona prosa ed anche della buona musica.

Che dire poi della bellezza e varietà del paesaggio? Da una parte le ondulate colline del vinifero Chianti, dall’altra il maestoso Monte Amiata coi suoi fianchi ricchi di ombrose foreste e di freschissime sorgenti; qua le boscose spalliere dei poggi vicini, dove il verde cupo dei castagni che ne copron le cime, vien giù digradando nel verde pallido dei numerosi uliveti; là le pendici e le balze argillose spiccano severe nella nudità del loro dorso cenerognolo; all’intorno una ridente ed ubertosa campagna, dove la vite e l’olivo primeggiano in mezzo ad una rigogliosa e varia vegetazione.

Per la salubrità del clima e l’amenità dei dintorni, Rapolano può dirsi un eccellente luogo di villeggiatura; mentre per le prodigiose acque delle sue terme è senza dubbio una delle migliori stazioni balnearie d’ Italia.

Quattro sono gli stabilimenti balneari che trovansi intorno a Rapolano e tutti di acque diverse tanto nella temperatura che nella composizione; quindi estesissima è la scala delle malattie che possono trovare in esse un efficace rimedio,

Bagno caldo di S. Giovan Battista (Proprietà Marii). – È questo il più importante e rinomato a motivo dell’alta temperatura delle sue acque unitamente ai principî mineralizzatori che in esse si contengono. Dista circa un chilometro e mezzo dalla stazione ferroviaria dove ad ogni arrivo di treno trovasi apposito omnibus per condurre i signori bagnanti allo Stabilimento. Questo è composto di un vasto fabbricato, che può dare alloggio a numerose persone in camere spaziose e bene aereate; ha sale di ricevimento, da musica, lettura, caffè, biliardo ecc., ed un buon numero di camerini per uso di bagno, dai quali si può accedere alle camere dei piani superiori senza ricevere impressioni dell’aria esterna. Presso lo stabilimento trovasi appalto di generi di privativa (o “generi di monopolio” si riferisce storicamente e giuridicamente a quei beni di consumo la cui produzione, importazione o vendita è riservata esclusivamente allo Stato) ed altri alberghi di minore importanza per le classi meno agiate.


Le acque di questo Bagno, celebri sin dal 1300 e alle quali si narra accorresse anche S. Caterina da Siena, … Queste acque, oltre essere efficaci nelle dermatosi parassitarie, sono prodigiose nelle malattie croniche della pelle, prurigine, psoriasi, pitiriasi, nei licheni, nella impetigine, nelle varie forme erpetiche, tanto semplici che complicate, o dipendenti dalla diatesi scrofolare, reumatica, o dalla sifilide; guariscono, o notabilmente migliorano, le malattie reumatiche ed artritiche, idrartrosi, depositi minerali dei ligamenti e capsule articolari e loro rigidità; ed infine per il gas solfidrico e acido carbonico uniti all’alta temperatura e ai diversi sali, cloruro di sodio, magnesia e calcio ecc., hanno virtù detersiva antisettica e disseccante nelle ulceri fetide e depascenti e nelle piaghe varicose; e sono sperimentate utili anche nelle bronchiti croniche.  … Conduttore dello Stabilimento è il Sig. Tito Beccarini-Crescenzi, il quale ha in esso introdotto e sta per introdurre utili innovazioni, come: fanghi, massaggio, cura idroelettrica, sale d’inalazione, doccie di varia forma ecc.

Bagno caldo della Querciolaia, (Proprietà Arrigucci). – A 2/3 di chilometro da Rapolano, presso la bella via provinciale che conduce a Siena, sorge questo nuovo grandioso Stabilimento, che per la sua ridente posizione, per la breve distanza che lo separa dal paese e per la qualità superlativa delle sue acque, è più che mai ricercato e frequentato dai signori bagnanti. Esso comprende numerosi bagnetti ed un albergo fornito di tutto il confortabile possibile; vi ha pure una sala d’aspetto per coloro che non alloggiano nello Stabilimento ed un apposito Caffè. Coloro poi che preferiscono ivi risiedere, possono dopo il bagno raggiungere le loro camere senza esporsi alle impressioni dell’aria esterna. Le acque termo solfuree di questo Bagno, a cui ricorse anche Giuseppe Garibaldi per curarsi della fatale ferita di Aspromonte. … Basta dare uno sguardo alla analisi chimica perché chiaro apparisca come dette acque debbono riuscire utili in tutte le affezioni reumatiche sì dei muscoli che delle articolazioni e nelle loro conseguenze e complicanze, come pure nelle dermatesi di natura parassitaria e in quasi tutte le malattie della pelle, specialmente nei periodi sub-acuto e cronico. Riescono poi utilissime nelle piaghe atoniche, fetide, varicose e nelle diverse ulceri sia semplici che specifiche. Danno inoltre splendidi risultati come risolventi degli indurimenti delle glandule e gangli linfatici, delle pseudo-anchilosi, delle retrazioni ligamentose, tendinee e muscolari. Usate sotto forma d’irrigazioni guariscono le ulceri del collo dell’utero, favoriscono il flusso menstruo, l’ovulazione e la risoluzione delle affezioni lente di tutto l’apparecchio genito-urinario; usate poi sotto forma di gargarismi e di polverizzazioni, guariscono le stomatiti, le laringiti, faringiti ecc., anche se di natura granulosa. Finalmente si sono vedute riuscire vantaggiose nelle affezioni bronchiali e polmonari a lento periodo e nella sterilità muliebre.

Bagno temperato di S. Giacomo a Pelacane. (Proprietà Atticciati). A 500 metri dal paese, in amenissima località, trovasi questo simpatico Stabilimento, corredato di eleganti camerini per uso di un bagno e di una comoda e convenientissima pensione. La bontà delle acque, la comodità della ferrovia, la puntualità del servizio e la modicità dei prezzi, attirano a questo Stabilimento un crescente numero di bagnanti. … Le virtù terapeutiche di questo Bagno sono consimili a quelle delle acque precedenti e quindi possono trovare in esse utilissima cura tutte le malattie della pelle, reumatiche ed artritiche sopra rammentate. Però, per la naturale mitezza di temperatura, sono preferibili queste acque alle altre in molti casi di complicanze individuali, nelle quali una temperatura troppo alta o troppo bassa potrebbe essere di sommo nocumento. Sono poi particolarmente raccomandabili a tutti coloro che si recano alle acque termali per i primi bagni. La proverbiale gentilezza del proprietario; signor Giuseppe Atticciati, e la illuminata esperienza del Direttore sanitario, Dott. Zanobi Mencarelli, sono arra sicura, che questo Stabilimento incontrerà sempre più il favore della sua scelta e cospicua clientela.

Bagno freddo di Armaiolo (Proprietà Buoninsegni). – Questo antico Bagno, situato a circa un chilometro dal paese di Rapolano, recentemente abbellito con bagnetti di marmo, dotato di sale per le differenti forme di doccia e di un gabinetto per doccia, ascendente o clistere, offre tutte le comodità volute dalla moderna balneoterapia. Attigua allo Stabilimento, ombreggiato da adulte piante, trovasi una locanda, ove si può avere alloggio e vitto famigliare a modico prezzo, qualora non si preferisca accedere ai prossimi alberghi di Rapolano, da dove viene effettuato un servizio di comode vetture a piacere dei richiedenti. … Queste acque oltre alle malattie che ricevono un valido trattamento dall’acido carbonico e gaz solfidrico, riescono preziose nelle affezioni artritiche e reumatalgiche, nell’ischiade, nella gotta, nelle anchilosi, nell’atonia del sistema cutaneo e nervoso ed in certe nevrosi; sempre poi hanno riportato il vanto sopra ogni altra acqua termale nelle paralisi, sia parziali che generali, della qual cosa è fra tanti uno splendido esempio, un gentiluomo senese, che trasportato col cataletto a questi bagni ne usci in brevissimo tempo guarito. Di molta utilità sono poi negl’ingorghi glandulari e nei tumori bianchi: applicate poi a foggia di doccia interna, riescono utilissime nelle lente enteriti, particolarmente se complicate da ulcerazioni intestinali e nelle ulceri atoniche del collo dell’utero.

Poggio Santa Cecilia, un borgo abbandonato

Presso i diversi stabilimenti termali di Rapolano esistono tre sorgenti di acqua acidula leggermente salina. … L’uso interno di queste acque però è molto ristretto non essendo esse abbastanza conosciute e apprezzate; mentre l’utilissima applicazione che ricevono in medicina, come nelle fisconie epatospleniche e nelle altre affezioni dell’apparecchio chilopoietico e genito-urinario, meriterebbero molta maggiore considerazione.

Curiosità geologiche. — Presso Poggio S. Cecilia, circa a 4 chilometri da Rapolano, ammirasi un fenomeno detto il soffione. Percorrendo un borro scavato nel tufo, arrivasi ad un punto dove cominciasi a sentire un rumore come di un lontano convoglio di ferrovia, ma che avvicinandosi si va riconoscendo piuttosto somigliante a quello di una grande caldaia d’acqua in ebullizione o al sotterraneo precipitarsi e infrangersi delle acque di un canale o torrente; finché giunti ad un piccolo ripiano, trovasi ad un canto di esso un’apertura del terreno in cui è stato introdotto un breve tubo del diametro di 7 o 8 centimetri, dal quale esce continuamente con grande impeto un soffio di vento freddissimo e di fortissimo odore d’ idrogeno solforato, che lancia in alto a molti metri qualunque oggetto venga a cadere o a porsi in vicinanza del foro. È uno spettacolo curiosisimo vedere con che rapidità di violenza, come freccie scagliate dall’arco, sono cacciati all’aria per una buona diecina di metri e schegge di legno e branche d’arbusti e ramoscelli e foglie e cappelli e pezzuole, e polveri e ghiaiottoli da quell’infuriato e indomabile soffio del misterioso Eolo sotterraneo.

Nella corte dei bagni della Querciolaia l’acqua termale solfurea, oltre all’introdursi permanentemente nei tubi che la distribuiscono ai bagni, innalzasi a molti metri al disopra di un ampio tubo verticale a foggia di fontana intermittente. Dopo un quarto d’ora di evanescenza, l’acqua incomincia a salire oltre la bocca del tubo, innalzandosi gradatamente sempre più con forza crescente, come una grande colonna che si rompe alla sua sommità in un enorme fiocco spumante i cui sprazzi diffondono all’intorno il tepore della calda sorgente. Ancora parecchi minuti continua il fenomeno così al suo massimo, e poi colla stessa gradazione con cui si è innalzato, il getto va a poco a poco abbassandosi, fino a scomparire del tutto, impiegando nei suoi tre periodi di ascensione, di acme e di discesa un tempo presso a poco eguale a quello durato dalla sua evanescenza e scomparsa. Par di vedere una bottiglia di acqua di Seltz a carica continua e a rubinetto verticale sempre aperto.

Un terzo fenomeno naturale curiosissimo, ma terribile, esiste presso lo stabilimento dei bagni di S. Giovanni Battista o Marii. A meno di cento passi di distanza dai detti bagni nel terreno formato da calcare poroso, incontrasi un grande avvallamento del suolo, di forma circolare, con un diametro di settanta od ottanta metri, e sei di profondità. Si direbbe un cratere vulcanico se l’avvallamento non fosse evidentemente dovuto al lavorio sotterraneo delle copiose acque termali. Infatti la strada che passa poco lungi dal detto luogo, risuona sotto i passi del viandante e delle vetture, come per sotterranee cavità, e le pareti dell’avvallamento stesso, formate da massi di travertino, lasciano vedere in più punti notevoli fenditure, al di là e al disotto delle quali scorgonsi cavità o grotte, che sembrano insinuarsi profondamente nel terreno e scorrere tutto intorno il circuito dell’avvallamento. In queste grotte e specialmente nella maggiore di esse, che trovasi dal lato di ponente, veggonsi, guardando al suolo, uccelletti morti e carogne di cani. E qui purtroppo hanno trovato la morte anche uomini, sia che vi si calassero per cercarvela, sia che ignari del pericolo, la incontrassero per disgrazia, assidendosi per godere l’ombra e la frescura. Nei giorni sciroccali poi, come nei tempi umidi e burrascosi, quando le pressioni barometriche sono molti minori si addensa su tutto il bacino uno strato tanto grande di gaz, che rende quel bassofondo micidiale anche agli uccelli che vi passano sopra. La qual cosa fa ricordare i seguenti versi del divino cantore di Enea:

Spelunca alta fuit, vastoque immanis hiatu, Quam super haud ullae poterunt impune volantes Tendere iter pennis: talis sese alitus atris Faucibus effundens supera ad convexa ferebat.

È insomma il fenomeno della grotta del cane (1); solamente che qui il luogo è detto con termine tristamente felice la mofeta. L’agente mortifero non è altro che un’abbondante esalazione di acido carbonico che occupa gli strati inferiori di quelle grotte sino alla normale altezza di circa mezzo metro; per cui gli animali, appena entrativi, sono colti d’asfissia, che produce per primo e immediato effetto l’insensibilità o il torpore e quindi l’immobilità, poi, in pochi altri secondi la morte. Ad evitare il pericolo che qualche inesperto possa introdursi casualmente nella mofeta, l’autorità Comunale, ha già da diversi anni provveduto colla costruzione di un muro di cinta al luogo fatale.

Indicazioni utili. La stazione ferroviaria di Rapolano è distante 41 chilometro da Siena, 51 da Chiusi e 214 da Roma. Ha otto corse al giorno per le linee Chiusi-Terontola, Chiusi-Roma, Asciano-Grosseto, Empoli-Pisa, ed Empoli-Firenze. Ad ogni arrivo di treno trovansi alla stazione numerose e comode vetture per condurre i signori bagnanti ai diversi stabilimenti del paese.

(1) Per quanto riguarda la “Grotta del Cane”, c’è una sovrapposizione storica e linguistica comune a chi studia i fenomeni vulcanici italiani. La più celebre Grotta del Cane in assoluto si trova in Campania, all’interno del parco delle Terme di Agnano nei Campi Flegrei. Prende questo nome per via del fenomeno della mofeta: un ristagno naturale di anidride carbonica a terra (essendo il gas più pesante dell’aria) che risultava letale per gli animali di piccola taglia che vi entravano. Tuttavia, anche l’area di Rapolano Terme è geologicamente ricca di queste emissioni gassose di CO₂ e risorgenze termali. Proprio nei pressi della concessione mineraria e delle sorgenti di San Giovanni si registrano fenomeni di mofeta e cavità naturali simili (come la vicina mofeta di San Giovanni), che storicamente gli abitanti o gli studiosi locali hanno accostato al termine “Grotta del Cane” per descriverne le esalazioni di zolfo e i miasmi che si depositano lungo il suolo.

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