Canoni di bellezza e “tormenti” quotidiani
di Luisa di Tolla
Per rispondere ai rigidi standard estetici del tempo, le donne fiorentine si sottoponevano a veri e propri sacrifici. La pelle candida e i capelli biondi erano considerati i canoni assoluti della bellezza ideale. Per ottenerli, si passavano ore sui tetti delle case-torri esponendosi al sole con speciali cappelli senza cupola (le “solane”) e utilizzando ranni schiarenti, attirando spesso le aspre critiche dei moralisti dell’epoca come il celebre scrittore Franco Sacchetti.
Anche l’altezza e la postura erano fondamentali, al punto da spingere le nobildonne a calzare calzature altissime simili a trampoli, mentre le lunghe gonne strascicavano per le vie cittadine in un gioco continuo di seduzione ed eccentricità
