Pereta, un borgo fortificato di Maremma

di Salvina Pizzuoli

Pereta

Siamo a Pereta un borgo fortificato a dieci chilometri da Magliano in Toscana nella bella Maremma, sulla strada che porta a Scansano. Come l’abbiamo scoperto?

Come tutte le gradite sorprese, quasi per caso…

La Toscana e la Maremma pullulano di questi piccoli borghi più o meno suggestivi, più o meno integri.

Pereta è davvero singolare. … continua a leggere

Pereta un antico castello aldobrandesco

A Montesenario: ghiacciaie e burraie lungo il sentiero B1

Il Percorso ad anello B1 delle burraie alle pendici del Monte Senario

di Salvina Pizzuoli

Ghiacciaia a Montesenario
Ghiacciaia

Siamo a Monte Senario, l’antico Asinarius o Sinarius, posto, come scriveva lo storico Repetti, “tra la Sieve e il Mugnone a 4 miglia toscane a scirocco di Vaglia e a 10 miglia toscane a ostro di Firenze”.

Ci porta fin quassù non il caldo afoso che la nostra bella Firenze sa regalarci in più giornate estive, ma un percorso a piedi, inaugurato da poco, realizzato dalla Pro loco di Vaglia in collaborazione col Circolo Arci “Chiari di luna” e il contributo dell’Amministrazione Comunale, alla scoperta di antichi cimeli dell’attività rurale: la grande ghiacciaia e le burraie; così grande da essere la più imponente d’Europa e tale ancora oggi si presenta alla vista del visitatore … continua a leggere   Archeologia rurale: ghiacciaie e burraie

Civitella Marittima

La formella con lo stemma di Civitella Marittima
La formella con lo stemma di Civitella

Siamo a Civitella Marittima un borgo murato sulle colline della Maremma grossetana. La storia ci racconta che il fondatore di questo antico castello fosse Ildebrandino di Gherardo degli Ardengheschi, una potente famiglia di feudatari insediata in Maremma dal capostipite Ardengo, paladino di Carlo Magno. Furono acerrimi nemici di un’altra famiglia stanziata in Maremma, gli Aldobrandeschi.

Fu proprio da questa rivalità che nacque il castello di Civitella. A Roccastrada, a pochi chilometri, gli Aldobrandeschi avevano costruito un fortilizio con lo scopo di vigilare sull’importante strada che metteva in comunicazione il mare con l’interno. Il possente castello di Ildobrandino aveva così lo scopo di resistere agli eventuali attacchi da parte degli Aldobrandeschi al fine di ridurre sotto il loro potere anche l’ennesima località. Eresse una possente cinta di mura che inglobava la precedente torre, costruita dal padre, e i caseggiati che vi erano sorti all’intorno, facendo diventare il castello sua dimora e la cittadella il capoluogo della sua corte*.    … continua a leggere  Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi 

La treggia in Toscana

Una indagine etnologica su uno strumento di trasporto del mondo contadino del prof. Giovanni Caselli

Cos’è dunque la “Cultura della Treggia”? Anzitutto sarà bene chiarire che il termine “cultura” è qui inteso in senso antropologico e di questo ne ha data una precisa definizione Taylor [1], in senso etnologico è quel complesso insieme che racchiude conoscenza credenza, arte, morale, legge, costume ed ogni altra capacità ed abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”.    … continua a leggere    La cultura della treggia in Toscana

Castiglioncello e il cinema italiano negli anni del boom

Attori, registi e luoghi tra il 1955 e il 1965

Il golfo di Castiglioncello e sullo sfondo la pineta di Marradi
Il golfo di Castiglioncello e sullo sfondo la pineta di Marradi

Tra la metà degli anni Cinquanta e la metà degli anni Sessanta Castiglioncello visse una stagione culturale particolarmente intensa. In quegli anni la piccola località balneare della costa livornese divenne un punto di ritrovo informale per attori, registi e sceneggiatori del cinema italiano. Non si trattava di un festival o di una manifestazione organizzata, ma di una concentrazione spontanea di presenze legate al mondo cinematografico che trasformò il paese in una sorta di “salotto estivo” del cinema.
Il fenomeno si colloca nel contesto più ampio della stagione d’oro di Cinecittà e del boom economico italiano. … continua a leggere Castiglioncello e il cinema italiano negli anni del boom

La macchia di Migliarino: storia di un ecosistema

La macchia di Migliarino

È una vasta pineta che si stende oltre il Serchio, tra il lago di Massaciuccoli e il mare per 2400 ettari; dal 1979 fa parte del Parco naturale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli. Un visitatore illustre la descrive durante una gita nel 1768:

[…] dopo aver passato il Serchio, fui a visitare la macchia di Migliarino che è lunga miglia 4 lungo il mare e larga due, ed osservai ch’era molto buona e composta di cerri, lecci e farnie […] ed è piena di bestiame e maiali e rende da 3.000 scudi l’anno al duca Salviati. La macchia però è molto folta, ma vi sono molte acque palustrose e delle lame di mare. Lungo la spiaggia del mare verso la metà del bosco vi e la torre detta di Migliarino*

… continua a leggere La macchia di Migliarino: storia e ambiente

Un itinerario sulla via del vino: da Poppiano a Montespertoli:

Il castello di Poppiano
Il castello di Poppiano

Percorriamo la Val di Pesa lungo le valli solcate dagli affluenti di bacino versoMontespertoli. La strada panoramica corre tra le dolci colline del Chianti a vigne e olivi. Raggiungiamo il castello di Poppiano che si annuncia dalla strada con le sue due torrette.

Documentato intorno al XII secolo appartiene ancora alla famiglia Guicciardini.

…continua a leggere Un itinerario fotografico sulla via del vino: da Poppiano a Montespertoli 

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Sulla via del vino: il castello di Montegufoni

Tra le pievi romaniche in Mugello: Sant’Agata

Bagni termali lungo la via Francigena

Petriolo, Vignone e San Filippo

di Salvina Pizzuoli

Terme medievali

La terra di Toscana vanta sin dall’antichità una notevole abbondanza e varietà di acque minerali tanto che, ai tempi di Augusto, Vitruvio scriveva che superava da sola tutte le altre d’Italia. Molte delle località termali conosciute ai tempi dei Romani ripresero la loro attività e nuovi centri nacquero lungo la grande via di comunicazione detta Francisca o Francigena o Romea, come tutte le vie attraverso cui i pellegrini raggiungevano le tre principali mete: Gerusalemme, Compostella e Roma. La crescita del villaggio fu quindi logica conseguenza e la bella piazza con la grande vasca che ancora oggi possiamo ammirare fu descritta a partire dal 1334: la fonte era divisa in due parti con un portico a riparare i bagnanti dalla pioggia e separata per i maschi e per le femmine e l’invaso era circondato da palazzi e osterie e dotato di una cappella. Le cronache tramandano che l’acqua dei bagni fu usata da illustri personaggi: Lorenzo il Magnifico, Caterina da Siena e Pio II.  … Continua a leggere Bagni termali lungo la via Francigena

I “porti fluviali” di Grosseto

La pianura di Grosseto e la foce dell’Ombrone (sec. XVII)

Nonostante la relativa lontananza dalla costa la città di Grosseto ha avuto nei secoli passati uno sbocco al mare. La fortezza di Grosseto sorse poco prima dell’anno 1000 dopo che Roselle (distante circa 8 km) venne distrutta dai saraceni nel 935. Inizialmente feudo degli Aldobrandeschi passò poi al comune di Siena nel 1336. Venuta in mano ai Medici dopo l’occupazione dei territori di Siena nel XVI secolo, Grosseto assunse notevole importanza come baluardo difensivo, fu migliorata la strada che univa la fortezza a Siena e furono intrapresi lavori di bonifica del territorio.

Nella seconda metà del secolo XVIII i Lorena potenziarono i lavori di bonifica e intrapresero importanti opere idrauliche sul fiume Ombrone. Già agli inizi del XVII secolo la fortezza di Grosseto era collegata al mare mediante una via d’acqua, detta “Fosso Navigante”, la quale, partendo dalla steccaia del Berrettino sul fiume Ombrone a S-E della fortezza, si manteneva sul bordo meridionale del grande padule di Castiglione della Pescaia fino a giungere all’ omonimo porto-canale.     …   continua a leggere     I “porti fluviali” di Grosseto

Luoghi e paesaggi della via Francigena in Toscana

Via Francigena in Toscana

A iniziare dal periodo delle guerre gotico-bizantine (539-552), le strade romane furono abbandonate in molti luoghi e le grandi vie consolari caddero in un progressivo abbandono e tale situazione peggiorò ulteriormente con la dominazione barbarica dei secoli successivi.

Soltanto agli inizi dell’VIII secolo il re longobardo Liutprando (712-744) dette avvio a una ricostruzione del sistema viario nell’Italia centro settentrionale. Suo primo obiettivo fu il diretto collegamento fra Papia (Pavia) capitale della Longobardia e Lucca capitale della Tuscia longobarda. Nel 728, dopo la donazione di Sutri al Pontefice, vennero istituiti buoni rapporti politici con lo Stato della Chiesa, e fu subito deciso di proseguire il tracciato stradale fino a Roma, naturalmente utilizzando i percorsi viari preesistenti. Intento del sovrano era quello di favorire gli spostamenti e anche di facilitare i pellegrinaggi verso Roma. Per tale motivo i pellegrini venivano chiamati “romei” e la strada chiamata Romea. Continua  Luoghi e paesaggi della via Francigena in Toscana