Il sasso del Regio: sensazionale scoperta archeologica in Casentino


Il reperto

Di Giovanni Caselli

L’incisione sul Sasso del Regio

Che a culti pagani si siano sovrapposti nel corso dei secoli culti cristiani è un fatto consolidato per quanto concerne molti luoghi sacri delle nostre campagne, trovarne l’evidenza tangibile è tuttavia sempre una sorpresa; quando poi emergono prove che residui del culto pagano palesemente perdurano evolvendosi a fianco del culto cristiano fino ai nostri giorni, la cosa diventa davvero interessante e degna di esame. Il “Sasso del Regio” scoperto di recente a Stia, in Casentino, … Continua

L’abbazia di San Salvatore e la leggenda di re Rachis


Abbazia di San Salvatore, la facciata

Siamo in una terra antica, da sempre terreno di transito, non lontana dalla via Francigena, la grande arteria medievale: siamo nel territorio amiatino, una zona ricca di testimonianze, posto prima al confine tra l’Impero e il Patrimonio di Pietro e successivamente tra la Repubblica di Siena, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, e di scontri tra feudatari maggiori e minori, con un passato di contese attestato dalla presenza nel paesaggio di paesi arroccati, castelli, pievi, chiese e badie. … Continua

Sulla via del Montecucco: da Paganico ad Arcidosso


Un itinerario in auto

Da Paganico ad Arcidosso, il paesaggio

Stiamo percorrendo la via del vino, quello che negli ultimi anni è balzato agli onori delle cronache: il Montecucco.

La zona tipica di questo vino, che confina con quelle del più famoso Brunello e del Morellino, interessa il territorio di vari comuni in provincia di Grosseto tra i quali Arcidosso, Castel del Piano e Civitella Paganico.

Se lungo il percorso il panorama è quanto di più ameno un viaggiatore possa desiderare, non sono da trascurare lungo il tragitto che abbiamo deciso di seguire, le varie contrade e le pievi e i paesi ricchi di antiche memorie e di forte suggestività. Lasciata Grosseto ci dirigiamo verso Civitella Paganico. … Continua

Lungo l’Ariminensis, tra Arezzo e Anghiari


Un itinerario in auto

Galbino, il castello

La strada consolare romana detta Ariminensis che congiungeva Arezzo con Rimini è ancora oggi percorribile, il nuovo tracciato infatti segue prevalentemente l’antico, diramandosi,  come è ovvio immaginare per l’importanza della via di comunicazione, in più percorsi per toccare località limitrofe. Oltre che incantevole dal punto di vista paesaggistico, l’itinerario è disseminato di  edifici medievali e resti di età romana. Ne abbiamo percorso un tratto, quello che da Arezzo attraverso il Passo di Scheggia, conduce ad Anghiari. La statale odierna prende il nome di Libbia. Il percorso originario passava dove oggi troviamo il castello di Montauto, ricordato già dal 967 quando Ottone I lo concesse a Goffredo d’Ildebrando dei Barbolani, un’importante famiglia di feudatari, proprietari di molti castelli nella zona; l’estensione del loro feudo era tale che gli permetteva di muoversi da Anghiari ad Arezzo senza mai uscire dai propri confini. … Continua

A Scarlino c’è un Museo subacqueo


Il MAPS del Puntone

Siamo a Scarlino e precisamente in località Puntone.

MAPS ricostruzione della costa e del lago salato

Quello che oggi è il Padule di Scarlino, era in passato un grande lago costiero con sbocco al mare. Lì sorgeva, conosciuto in età romana, uno scalo: Portus Scabris. La struttura portuale sfruttava la naturale conformazione della costa con un porto esterno prima dell’ingresso al lago salato e uno interno. La geostoria del luogo era, a partire dal IV secolo a. C., alquanto suggestiva: la striscia di terra del tombolo che separava il lago dal mare aperto, era ampia, attraversata da una strada raccordata alla via Aurelia, ed era occupata da centri per la lavorazione dei metalli nei pressi dello sbocco verso il mare come testimoniano gli accumuli di scorie, nerissime e luccicanti, affioranti nel terreno con ammassi alti anche fino a 10 metri. …Continua

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda


I miracoli di San Zanobi vescovo di Firenze (IV-V secolo)

Appennino Tosco Emiliano, il paesaggio dal Sasso di San Zanobi

Siamo a pochi chilometri dal passo della Raticosa sul crinale dell’Appennino Tosco-Emiliano che, nonostante la calura di quest’estate torrida e asciutta, mantiene vividi i suoi splendidi colori.

Lungo la strada in direzione Piancaldoli compare, ben stagliato in lontananza nel cielo azzurrissimo, il famoso Sasso. La storia lo lega ad una pagina recente quando durante la seconda guerra mondiale parte della sua roccia fu utilizzata dagli alleati per sistemare la Provinciale Piancaldolese demolendo la cappella dedicata a San Zanobi che sorgeva nei pressi e visibile in antiche foto.

Ma chi era San Zanobi?

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In Casentino: la pieve di Sant’Antonino a Socana


Pieve di sant’Antonino a Socana, la facciata

Il sito su cui sorge la pieve di Sant’Antonino a Socana annovera negli edifici che vi sono stati rinvenuti millenni di storia: dall’età etrusca a quella romana e quindi medievale. La pieve si presenta come una delle molte disseminate lungo vie principali o vicinali dalle caratteristiche strutture romaniche, datata infatti tra l’ XI e il XII secolo. Sorge sui resti, oggi visibili sulla parte absidale, di un tempio etrusco di età tardo arcaica  … Continua

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)


… sconfitta e morte di Lucio Sergio Catilina

di Alessandro Ferrini

Particolare dell’affresco di Cesare Maccari raffigurante Catilina (Roma, Palazzo Madama, 1880)

Lucio Sergio Catilina nacque a Roma nel 108 a.C., all’inizio di un secolo tormentato da guerre e lotte civili che segnarono la fine della Repubblica e l’inizio del Principato.

Discendente da una nobile e antica famiglia romana, nobili genere natus, – lo definisce lo storico Sallustio – fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque, dopo aver tentato di essere eletto console nelle file dei populares per due volte senza riuscirci, osteggiato in ogni modo dagli optimates e dai maneggi di Cicerone, nel 63 decise di organizzare una congiura e tentare un colpo di stato per impadronirsi del potere. La congiura venne scoperta da Cicerone, allora console in carica, molti congiurati vennero arrestati e condannati a morte ma Catilina riuscì a fuggire verso l’Etruria … Continua