Lo zafferano, spezia di Toscana


Un po’ di storia e qualche ricetta

il croco da cui si ricava lo zafferano

Et Crocon in parvos versum cum Smilace flores

(Ovidio Le metamorfosi libro IV, 283)

Il nome botanico è Crocus Sativus i cui stimmi essiccati costituiscono la spezia più costosa e più conosciuta di tutto il mondo antico: lo zafferano, dall’arabo zafarān.

La pianta, originaria dell’Asia occidentale, era molto rinomata e diffusa nell’Europa sud occidentale sin da tempi remoti e in Italia era particolarmente pregiata quella aquilana e toscana.

Ne parla Ovidio nelle Metamorfosi, riferendosi al mito di Croco e della ninfa Smilace il cui amore impossibile impietosì gli dei che li trasformarono in fiori;  … continua    Lo zafferano, spezia di Toscana

La Cementizia di Prato


Archeologia industriale in Toscana

Il complesso dell’ex cementificio

Così chiamato l’ex Cementificio Marchino di Calenzano. Ormai parte del paesaggio collinare in località la Querce, vicino a Calenzano, i resti dell’antico cementificio, un notevole esempio di archeologia industriale.

Lo stabilimento La Macine sorto nel 1926 a opera di Ottavio Marchino originario di Casal Monferrato, la cui famiglia aveva fondato nel 1872 la Società Cementi Marchino, sorge alla base delle pendici meridionali dei monti della Calvana. … Continua a leggere:  La Cementizia di Prato

Il castello di Montarrenti


Montarrenti il cassero

Siamo nei pressi dell’incrocio tra due strade importanti della viabilità toscana: segnala l’incrocio e porta il nome del castello che sorge a pochi metri in linea d’aria. Impossibile non notarlo: il cassero si staglia imponente sulla collina dirimpettaia tra la vegetazione che più in basso pare adornarlo. È il castello di Montarrenti, nel comune di Sovicille, che si erge su uno sperone roccioso delle propaggini della Montagnola Senese nella valle del torrente Rosia. … Continua a leggere     Il castello di Montarrenti

Il Chianti “principe di tutti i vini”


di Alessandro Ferrini

Foto di Enio Bravi

“Principe di tutti i vini toscani è il Chianti, quello classico per intenderci, con il marchio del Gallo nero, deliziosa unione di prodotti di vitigni diversi (canaiolo, sangiovese, trebbiano, malvasia toscana)”.

Molti definiscono così il Chianti, senza voler nulla togliere agli altri prestigiosi marchi che nel tempo hanno arricchito il patrimonio vinicolo della nostra regione.

Ci riferiamo al Chianti Classico, quello rigorosamente proveniente  dai vitigni della zona fra Firenze e Siena, … Continua   Il Chianti “principe di tutti i vini”

Boccheggiano e le “Roste”


Boccheggiano – Porta della Torricella

È situato fra la Merse e le sorgenti del torrente Farma sulla cima di un alto poggio formato da rocce di schisto lucente e da scogliere di brecce silicee di tinta rubiconda con tracce di manganese e di ferro ossidati. […] Il castello è cinto di mura in gran parte rovinate con due torri sopra le porte del subiacente borgo, destinate a chiudere l’accesso e l’egresso di un’angusta via che conduce al castello situato sulla vetta del poggio. […] Fu dichiarato feudo da Ferdinando II, che lo accordò nel 1637 col titolo di marchesato a Antonio Salviati nobile fiorentino; agli eredi del quale fu rinnovato nel 1738, sino alla legge sull’abolizione dei feudi granducali, del 21 aprile 1749”. Così lo troviamo descritto nel “Dizionario” del Repetti che ne traccia una breve cronistoria.   …  Continua a leggere    Boccheggiano e le “Roste”

Pasquetta in vetta: cronaca di un’escursione a piedi nei boschi di Rincine (Londa)


di Salvina Pizzuoli  

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Siamo tutti puntuali al Centro Polifunzionale dell’Unione Comuni Valdarno e Valdisieve,  punto di ritrovo della nostra escursione.

Siamo numerosi, un bel gruppone variegato dove non mancano giovani e giovanissimi.

In testa alla cordata la nostra guida, Caterina Gori, e iniziamo la salita sotto un cielo ancora un po’ imbronciato, ma le previsioni ci fanno sperare in una bella giornata di sole. Il percorso è di circa dieci chilometri con un dislivello di quattrocento metri: detto così potrebbe intimorire, ma in realtà il cammino è comodo su ampi sentieri e la salita agevole. Un percorso naturalistico che conserva traccia della sua storia e delle sue trasformazioni.

Come ci ha anticipato la nostra guida ci muoveremo infatti su tre tipi di viabilità strettamente legate alla storia del territorio:

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Sulla via Francigena da San Miniato a San Gimignano con la mappa interattiva


 

Un nuovo viaggio sulla Francigena con la mappa interattiva di Nicola De Innocentis alla scoperta delle pievi di Coiano, Chianni e Cellole.

Altri articoli su mappa interattiva:

Girelliamo per le vie del centro di Firenze con la mappa interattiva

Visitiamo le mura di Grosseto con la mappa interattiva

Lungo la via Francigena da Siena a san Gimignano sulla mappa interattiva

Camminare in Toscana: la Comunità “Il Pellegrino”


Gli articoli della nostra rivista che trattano di strade e di cammini riscuotono sempre più successo. Ci pare allora opportuno presentare agli estimatori degli itinerari a piedi e a chi ancora non la conoscesse la Comunità toscana Il Pellegrino. Sono stati rintracciati antichi percorsi che partendo da piazza della Signoria in Firenze si riallacciano a quelli provenienti da altre Vie nella speranza di promuovere una riqualificazione del territorio. Di seguito proponiamo le pagine del dépliant che contiene numeri di telefono e indirizzo nonché indicazione di alcuni cammini.

Vai all’articolo dedicato alla Comunità il Pellegrino

Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi


Eremo di Montesiepi, la spada nella roccia

Come potrebbe la spada nella roccia di Montesiepi non richiamarne un’altra, quella mai vista ma conosciuta negli scritti che l’hanno immortalata e relativi alla leggenda di Re Artù, alla Tavola rotonda e al Santo Graal? Ma la spada di Montesiepi è lì protetta da una teca e, da recenti studi, pare proprio sia autentica, coeva all’ epoca in cui visse il santo. E non solo. Un’ elegante costruzione romanica, dall’enigmatica forma circolare, inusuale per il periodo storico che la data, fu costruita attorno ad essa: l’eremo di Montesiepi. … Continua a leggere Nella val di Merse: una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

La via Aurelia ed Aemilia Scauri (quarto itinerario): da Salebro a Portus Pisanus


percorsa e descritta da Giovanni Caselli

Tracciato Aurelia da Salebro a Luni

La via Aemila Scauri

Da Salebro, la nuova litoranea del console Emilio Scauro traversava il fosso Pecora,-a ricordo dei milioni di pecore che qui venivano portate in inverno dagli Appennini Tosco-Romagnoli durante le transumanze-, e giungeva nella piana del torrente Cornia all’estremità ella quale é il promontorio di Populonia, dove si trova l’odierna Piombino in luogo del porticciolo romano di Falesia. La Via Aemilia Scauri tagliava subito verso nord e San Vincenzo, ma al bivio, la stazione di Manliana, era un diverticolo che conduceva alla città etrusca, l’unica fra tutte, situata sul mare.

L’ubicazione è tipica di una colonia ellenica: un promontorio e un porto naturale. … Continua  La via Aurelia ed Aemilia Scauri da Salebro a Portus Pisanus