Forte Stella a Porto Ercole sull’Argentario


Forte Stella il ponte di accesso

Siamo arrivati quassù seguendo le indicazioni, inerpicandoci per una stradetta asfaltata ma stretta, costeggiata dalla bella macchia mediterranea che oggi è un tripudio di gialli, i ciuffi delle ginestre che emergono tra il verde. Parcheggiamo tra le basi a scarpa del fortilizio che si erge sopra di noi. La visita è prevista per le 16.00 e abbiamo tutto il tempo di ammirare il forte dall’esterno e il panorama dall’alto. Quando si scrive che la vista è mozza fiato, spesso si usa questa espressione enfatizzando o non sempre a proposito, ma ora non abbiamo dubbi:  … continua a leggere    Forte Stella a Porto Ercole sull’Argentario

 

Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi


La formella con lo stemma di Civitella

Siamo a Civitella Marittima un borgo murato sulle colline della Maremma grossetana. La storia ci racconta che il fondatore di questo antico castello fosse Ildebrandino di Gherardo degli Ardengheschi, una potente famiglia di feudatari insediata in Maremma dal capostipite Ardengo, paladino di Carlo Magno. Furono acerrimi nemici di un’altra famiglia stanziata in Maremma, gli Aldobrandeschi. Fu proprio da questa rivalità che nacque il castello di Civitella. A Roccastrada, a pochi chilometri, gli Aldobrandeschi avevano costruito un fortilizio con lo scopo di vigilare sull’importante strada che metteva in comunicazione il mare con l’interno. Il possente castello di Ildobrandino aveva così lo scopo di resistere agli eventuali attacchi da parte degli Aldobrandeschi al fine di ridurre sotto il loro potere anche l’ennesima località. Eresse una possente cinta di mura che inglobava la precedente torre, costruita dal padre, e i caseggiati che vi erano sorti all’intorno, facendo diventare il castello sua dimora e la cittadella il capoluogo della sua corte*.    … continua a leggere  Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi 

Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini


Tra decorazioni Decò e simbologie esoteriche

Siamo in piazza Dante a Borgo San Lorenzo, il cuore verde della località principale del Mugello. La grande piazza, che accoglie un giardino con al centro il monumento dedicato ai Caduti, si apre davanti al Palazzo del Comune. La sua attuale struttura risale al 1926 quando prese il nome che la designa e fu abbellita dai giardini che ancora oggi l’adornano. Prima di questa nuova architettura era un grande spazio dedicato alla mostra del bestiame e successivamente anche a campo sportivo. Il bel Palazzo, inaugurato nel 1931, ebbe una lunga gestazione: dal primo progetto del 1883 di Niccolò Niccolai alla definitiva realizzazione nel primo trentennio del XX secolo in base al nuovo progetto, modificato nelle dimensioni nel rispetto anche delle norme antisismiche dopo il catastrofico terremoto del 1919, dell’ingegner Lorini e di Tito Chini, figlio di Chino e nipote di Cesare membro dell’ormai illustre famiglia di ceramisti vetrai e pittori.     … continua a leggere    Il Palazzo comunale di Borgo San Lorenzo e l’opera di Tito Chini

Monte Pisano


Con la dicitura Monte Pisano s’intende il gruppo montano, propaggine meridionale delle Alpi Apuane, che si estende per circa 155 kmq a nord dell’Arno, tra la valle orientale del Serchio e il Val d’Arno inferiore, tra Lucca e Pisa, tanto che “i Pisan veder Lucca non ponno”, come scriveva il sommo padre Dante nel canto XXXIII dell’Inferno in cui domina la figura del conte Ugolino. Spesso indicato con la forma plurale di Monti Pisani, in realtà è un acrocoro la cui cima più elevata tocca i 916 metri con il Monte Serra.    …    continua a leggere     Monte Pisano

In giro per la Montagnola senese


Una premessa geomorfologica del territorio

La Montagnola è la zona collinare ad ovest della città di Siena i cui rilievi si attestano tra i 500 e i 600 metri s.l.m. con Monte Maggio che tocca i 671 metri. Abitata sin dalle età preistoriche ha sempre rappresentato un patrimonio fondamentale per le sue risorse idriche, per i bacini estrattivi, i famosi marmi della Montagnola, i boschi mentre le aree umide bonificate hanno determinato il recupero dei terreni da destinare a coltura. Il riferimento più significativo è all’antico lago Verano, oggi scomparso, la cui opera di prosciugamento, attuata nella prima metà del Settecento, prima dal proprietario Sergardi Bindi poi con l’intervento di Pietro Leopoldo, rappresenta ancora oggi un’opera eccezionale di ingegneria idraulica. … continua a leggere      In giro per la Montagnola senese