Tappa 9 Barga – Borgo a Mozzano: Km 21 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 8 h
di Oreste Verrini
“(…) il suon dell’ore viene col vento dal non veduto borgo montano (…)” nelle parole riprese dalle poesia L’ora di Barga il poeta Giovanni Pascoli racconta di come il suono del campanile del borgo lo raggiungesse nel suo giardino di Castelvecchio Pascoli come da un luogo lontano e misterioso.
Barga, Duomo
L’articolo offre una dettagliata presentazione della tappa 9 della Via del Volto Santo, che collega Barga a Borgo a Mozzano. Il percorso si estende per 21 km, con un livello di difficoltà escursionistica (E) e un tempo medio di percorrenza stimato di 8 ore.
Affascinante viaggio alla scoperta degli stemmi comunali toscani, simboli ricchi di storia.Luisa Di Tolla ci guida tra le antiche regole dell’araldica e i segreti dei borghi.Leoni, gigli e castelli raccontano secoli di gloriose autonomie e storiche rivalità.Ogni scudo racchiude un’identità unica, tramandata dal Medioevo fino ai giorni nostri.
L’araldica, ovvero la disciplina che stabilisce con regola le forme e le figure degli stemmi, trae la sua origine dagli “araldi” che, come si sa, erano figure tipiche dell’ordinamento cavalleresco all’epoca delle crociate.
Avevano vari compiti fra i quali quello di giudice d’arme, nei tornei fra cavalieri. Per garantire l’ordinato svolgimento delle gare annotavano su appositi rotoli o registri le norme, lo stemma e le insegne di ogni singolo cavaliere partecipante al torneo. … continua a leggere Stemmi dei comuni toscani
Nascosto tra le colline senesi, a brevissima distanza da Rapolano Terme, sorge un minuscolo gioiello di pietra che sembra sospeso nel tempo. Il borgo fortificato di Armaiolo è un antico castello medievale che domina silenzioso la valle dell’Ombrone, custode di storie secolari e di una fiera resistenza storica. Questo affascinante insediamento, che conserva intatta l’atmosfera dei secoli passati con i suoi vicoli suggestivi e le sue mura difensive, rappresenta una tappa imperdibile per chiunque desideri scoprire la Toscana più autentica e meno battuta dai flussi turistici di massa.
Estesa per circa 15 chilometri lungo il litorale grossetano, la Pineta del Tombolo è un corridoio verde protetto di straordinaria bellezza che unisce Castiglione della Pescaia a Principina a Mare, attraversando Marina di Grosseto. Spesso considerata il frutto dei rimboschimenti ottocenteschi voluti dai Lorena, questa suggestiva foresta costiera nasconde in realtà origini molto più antiche, che affondano le radici nell’epoca romana e nei primi statuti del Quattrocento.
Val di Cornia: alla scoperta di Campiglia Marittima e Suvereto
Campiglia Marittima, la Rocca particolare della bifora del palazzo signorile (XI-XV secolo)
Nel cuore della Maremma Livornese, la Val di Cornia custodisce un legame millenario tra l’uomo, la pietra e la terra. Questo angolo di Toscana incanta i viaggiatori grazie al fascino intatto dei suoi insediamenti medievali e a un patrimonio archeologico unico in Europa.
Il viaggio comincia a Campiglia Marittima, splendido borgo collinare che domina il panorama costiero. Oltre ai suoi vicoli suggestivi, testimoniati da una ricca galleria immagini, il territorio ospita la splendida Pieve di San Giovanni fuori le mura, capolavoro dell’arte romanica. A breve distanza, il Parco Archeominerario di San Silvestro permette di calarsi letteralmente nella storia: qui è possibile esplorare le gallerie sotterranee della Miniera del Temperino e ammirare i resti della Rocca di San Silvestro, l’antico villaggio fortificato dei minatori medievali.
Poco distante si incontra Suvereto, inserito tra i borghi più belli d’Italia. Cinto da mura secolari, il paese accoglie i visitatori con i suoi palazzi in pietra e una forte tradizione legata ai grandi vini DOC della zona. Una guida dedicata e una galleria fotografica vi accompagneranno alla scoperta di questo gioiello senza tempo, perfetto connubio tra storia e identità toscana.
In Toscana non è difficile incontrare espressioni artistiche riconducibili all’Art Nouveau e alle sue diverse configurazioni. A Firenze sono molte e alcune legate al nome di Michelazzi che fu uno dei maggiori protagonisti: i suoi villini ne sono a oggi spettacolare testimonianza. … continua a leggereA Montevarchi: Villa Masini
Siamo a Barga, delizioso borgo medievale arroccato, cinto da mura su cui si aprono antiche porte.
Risiede a mezzacosta dell’Appennino che scende dalla Valle del Serchio fra i torrenti Corsonna, ed Anio nel 28° 9’ longitudine 44° 4’ 6’’ latitudine 20 miglia toscane a settentrione di Lucca, 34 da Pisa, 64 a maestro di Firenze. È di figura sferoidale con un interrotto recinto di mura e tre porte, circondata da due burroni che fiancheggiano due opposti risalti del monte Romeccio, sul cui fianco settentrionale essa giace. Le sue strade sono per lo più scoscese, lastricate; è priva di grandi piazze, se si eccettui il Prato detto già l’Arringo, davanti alla chiesa maggiore.
Così il buon Repetti nel suo “Dizionario” la collocava e ne descriveva le caratteristiche.
Oggi è festa in paese per la tradizionale sagra delle castagne. I negozi sono aperti, la merciaia fornitissima, a Barga c’è ancora, l’elegante negozio di abbigliamento, lungo la Via di Borgo e la via di Mezzo, viuzze strette ed erte su cui procediamo a fatica, fino allo slargo delle piazzette, dove si concentrano i banchetti e i caldarrostai, già al lavoro. Ma non ci fermiamo, al momento abbiamo un’altra meta, lassù, in cima al cucuzzolo, come una gemma incastonata nell’anello, ci aspetta il Duomo che pare chiamarci festoso con uno scampanio che dura a lungo. … continua a leggere Il Duomo di Barga: storia simboli e misteri
Isolata sui colli alle falde della collina del Castello, accanto ad una casa colonica oggi adibita a centro di accoglienza e foresteria per i numerosi fedeli che giungono soprattutto la domenica da ogni parte, è il monumento più notevole del Casentino dopo il castello di Poppi. Il Prof Bronowski presentò un documentario televisivo, una pietra miliare nella storia della BBC, diviso in 13 parti intitolato The Ascent of Man, del 1973 : Il primo prodotto dell’ingegno umano che Bronowski decise di mostrare fu proprio la pieve di Romena. Questa scelta mi rimase molto impressa perché chiaramente dimostrava cosa l’uomo poteva trarre dalla grezza pietra: un’opera che ha il potere di trasmettere spiritualità anche agli animi più insensibili. Sia pure danneggiata e tarpata delle sue campate originali da terremoti e intemperie, la Pieve di Romena ha il potere di muovere le tempre più dure, i materialisti più incalliti. … continua a leggere La pieve di San Pietro a Romena
Edizione ottocentesca dei “Ricordi” edita da Le Monnier
Un mercante fiorentino vissuto fra tre e quattrocento, Giovanni di Paolo Morelli*, compilando, com’era costume allora, le proprie memorie, scrisse sul Mugello, luogo di origine della sua famiglia, parole preziose poiché nel loro genere costituiscono la testimonianza diretta di un’epoca in cui il territorio emerge, dalla notte della storia.
Eppure non è il quadro che Giovanni Morelli intende dipingerci che ci rivela il Mugello in un’epoca in cui ha già recuperato il ‘classico’, è piuttosto quello che egli inconsciamente ci comunica e si impegna ad illustraci non solo il Mugello nella sua essenza vera, profonda, ma le radici stesse della nostra civiltà, una civiltà nata da un progetto. Il progetto dei nostri antenati del medioevo era chiaro: recuperare gli splendori dell’Età Classica.
Il testo del Morelli è stato da me aggiustato nella forma e nel lessico per facilitarne la lettura e per renderne più spedita l’acquisizione da parte di chi non è abituato al linguaggio letterario toscano dell’epoca.
*Giovanni di Paolo Morelli nasce a Firenze nel 1371 da una famiglia giunta in città nel corso del XII secolo. Sposa unaAlberti e per questo rischia l’esilio data l’inimicizia di questa famiglia con quella degli Albizi al potere, ma infine diventa Gonfaloniere e nel 1427, Priore di giustizia. Fu capostipite di una dinastia di cronisti. (Giovanni Caselli, da “Mugello, giardino di Firenze” 2008)