La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

Siamo a Pratolino, a pochi chilometri da Firenze, famoso per il suo splendido Parco mediceo. Si devia a destra dalla Bolognese prima di scendere verso Vaglia con  direzione Bivigliano e si gira alla prima a sinistra, via di Macioli. Percorsa tutta la strada, in un’ampia radura si eleva la pieve anticamente detta San Cresci in Albino o a Carza, il torrente che scorre a valle.

La peve di San Cresci a Macioli
La pieve di San Cresci a Macioli

San Cresci a Macioli è un’antica pieve documentata sin dal 926. Più tarda la sua bella torre campanaria che un’iscrizione alla base data 1279. Intorno al 1460 il pievano Arlotto intraprese gli interventi più massicci di restauro, iniziati già in precedenza, terminati intorno al 1466 che avrebbero reso l’attuale pieve più alta rispetto all’originaria datata intorno al VI secolo. ….Continu a leggere  La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

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Cerreto Maggio

di Michele Chini

cerretomaggio
La chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio

Dietro Monte Morello,  a circa un chilometro e mezzo dalla frazione di Paterno, nel comune di Vaglia, inerpicata su un ripido cocuzzolo che domina il vallone segnato dal torrente Carzola, tributario della Carza, sorge l’antica chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio.

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In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano e “Il guerriero” di Sorano

Pieve di Santo Stefano a Sorano
Pieve di Santo Stefano a Sorano

La pieve romanica di Sorano, sorta sulla sponda sinistra del fiume Magra, è un imponente monumento romanico che il viaggiatore incontra percorrendo la strada che da Pontremoli conduce a Villafranca Lunigiana o viceversa lungo la statale della Cisa.  Alla base della collina di Castelvecchio l’antico villaggio di Sorano, con il suo originari  … continua a leggere  In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano e “Il guerriero” di Sorano

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Le meraviglie al passo di Coltibuono

La torre di Cancelli, i ruderi del castello di Montegrossoli, la badia a Coltibuono

La torre di Cancelli
La torre di Cancelli

Documentata dal 1085 in atti della vicina badia, la torre di Cancelli non passa inosservata: siamo al valico tra il Valdarno Superiore e il Chianti. La torre, in pietra grigia, quadrata e poderosa domina non solo il paesaggio ma svetta elegante e slanciata sulla casa rustica che si estende ai suoi piedi. Nei pressi la badia vallombrosiana di San Lorenzo a Coltibuono, in alto i ruderi del vecchio maniero di Montegrossoli, tre “meraviglie” a poca distanza l’una dall’altra.

Sul cucuzzolo le rovina di quello che fu un castello conteso e di cui restano solo pochi resti intatti tra le macerie, testimone di quel passaggio che non fu indolore tra la vecchia economia curtense, il dominio della ricca feudalità e la nascente economia aperta che vedeva negli scambi e nelle città il centro della nuova società comunale. …Continua a leggere   Le meraviglie al passo di Coltibuono

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Omaggio a Dante: Romena e Porciano in Casentino

a cura della Redazione     

il castello di Romena
il castello di Romena (foto Pivi)
Romena, la porta bacia
Romena, la porta bacia

Ivi è Romena la’ dov’ io falsai
la lega suggellata del Batista;
per ch’ io il corpo su arso lasciai

Ma s’ io vedessi qui l’ anima trista
di Guido o d’ Alessandro o di lor frate,
per Fonte Branda non darei la vista.

Dante nel canto XXX dell’Inferno fa menzionare Romena, uno dei castelli dei potenti conti Guidi, al falsario di monete Maestro Adamo che, per conto…

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Il Pratomagno

Immagini di Toscana di Giacomo Maria Pivi

 Il castello di Romena fra poesia e leggenda

La pieve di San Pietro a Romena

di Giovanni Caselli

La pieve di Romena nei pressi del castello

Isolata sui colli alle falde della collina del Castello, accanto ad una casa colonica oggi adibita a centro di accoglienza e foresteria per i numerosi fedeli che giungono soprattutto la domenica da ogni parte, è il monumento più notevole del Casentino dopo il castello di Poppi. Il Prof Bronowski presentò un documentario televisivo, una pietra miliare nella storia della BBC, diviso in 13 parti intitolato The Ascent of Man, del 1973 : Il primo prodotto dell’ingegno umano che Bronowski decise di mostrare fu proprio la pieve di Romena. Questa scelta mi rimase molto impressa perché chiaramente dimostrava cosa l’uomo poteva trarre dalla grezza pietra: un’opera che ha il potere di trasmettere spiritualità anche agli animi più insensibili. Sia pure danneggiata e tarpata delle sue campate originali da terremoti e intemperie, la Pieve di Romena ha il potere di muovere le tempre più dure, i materialisti più incalliti. … continua a leggere La pieve di San Pietro a Romena

San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

FOTO DELLA REDAZIONE

Poche le notizie e gli studi su quanto rimane di una chiesa dalle caratteristiche architettoniche particolari, dall’ubicazione solitaria e suggestiva non lontano da Magliano (due chilometri circa). La si trova percorrendo. usciti da Magliano, la strada in direzione Sant’Andrea e quindi Marsiliana. Dopo il bivio, a un centinaio di metri, a sinistra una strada sterrata chiusa da una catena conduce ai ruderi della bella chiesa, a destra ad un parcheggio non molto ben segnalato. Nell’impianto richiama modelli romanico lombardi ma i capitelli presentano decorazioni ascrivibili ad un gusto francese come a San Rabano sui monti dell’Uccellina nel Parco naturale dell’Alberese. Il nome San Bruzio è una contrazione di Tiburzio, martire romano. Iniziata intorno all’anno 1000 fu terminata, o forse mai, intorno al XII secolo. … continua a leggere San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

La val di Zambra tra natura, archeologia e medioevo

Itinerario in val di Zambra nel Comune di Sesto Fiorentino

di Michele Chini

L’itinerario parte dall’ampio parcheggio del campo sportivo di Doccia da cui, rimontando via Fabbrica per circa 300 metri, si raggiunge  l’imbocco di via Tiglio, indicata anche da cartelli escursionistici (segnavia CAI 3). La stradina sale dolcemente, passando davanti alla villa dei Ginori, poi taglia in piano passando accanto ad alcune case e si congiunge con via Fonte Mezzina, che si segue verso sinistra tra ulivi e muretti a secco. Giunti ad un bivio si prosegue sulla destra superando un cancello oltre il quale si diparte la strada che porta alle cave di arenaria e di qui, voltando a sinistra, si entra nella stretta valle della Zambra. Anche se siamo appena a fine marzo, a causa dei molti giorni di sole la parte bassa del corso d’acqua è già praticamente in secca, ma man mano che si sale si cominciano ad individuare pozze e cascatelle. … continua a leggere La val di Zambra tra natura, archeologia e medioevo