Il castello di Montarrenti

Montarrenti il cassero

Siamo nei pressi dell’incrocio tra due strade importanti della viabilità toscana: segnala l’incrocio e porta il nome del castello che sorge a pochi metri in linea d’aria. Impossibile non notarlo: il cassero si staglia imponente sulla collina dirimpettaia tra la vegetazione che più in basso pare adornarlo. È il castello di Montarrenti, nel comune di Sovicille, che si erge su uno sperone roccioso delle propaggini della Montagnola Senese nella valle del torrente Rosia. … Continua a leggere     Il castello di Montarrenti

La pieve di Santa Felicita a Larciano nella valle del Faltona

di Salvina Pizzuoli

Sulla via Faentina, in prossimità di Borgo San Lorenzo non si può non notare la semplice ma imponente struttura della pieve accanto alla quale, a sinistra, sorge l’oratorio della Compagnia dell’Annunziata e ancora accanto, con un loggiato su due colonne, forse appartenenti a quello antico della chiesa stessa, un edificio novecentesco che ai tempi aveva funzione di teatro parrocchiale. … continua a leggere La pieve di Santa Felicita a Larciano nella valle del Faltona

La pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio nella bella Montagna Pistoiese

di Salvina Pizzuoli

L’antica chiesa plebana di Pupiglio, da lunga mano distrutta, era dedicata a S. Giovanni Battista, ed è tradizione che alla medesima appartenesse il pulpito della pieve attuale[…] scolpito in macigno con bassorilievi rappresentanti la vita di G. Cristo […] un altro esiste sopra la porta d’ingresso della facciata la cui costruzione sembra rimanotare al secolo XVI.

Così si legge nel Dizionario di Emanuele Repetti, storico ottocentesco che, con incredibile precisione vi annovera paesi e città del territorio toscano, dai più grandi ai piccoli e piccolissimi, punto di riferimento per molti amanti della storia del territorio. … continua a leggere La pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio nella bella Montagna Pistoiese

Vico Pancellorum: la pieve di San Paolo

di Salvina Pizzuoli

Risiede sulla ripa destra del fiume Lima, dirimpetto alla rocca di Lucchio, presso la base meridionale dei poggi che scendono fin qua dal Pian degli Ottani della Montagna di Pistoja. È fatta menzione di questo Vico Pancellorum , o Paniculorum e del suo pievano in un istrumento del 24 aprile 873 edito nel T. V P. II delle Memorie lucchesi.

Così scrive lo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel suo Dizionario a proposito di questo borgo che attrae il visitatore per la posizione e per la sua denominazione particolare. Già il residuo di una storia antica rimasta nel suo nome invoglia a saperne di più se poi come noi, attratti dalla geografia del luogo e dal toponimo, si decide di non mettere tempo di mezzo e andare a visitare il sito proprio in mancanza di dati specifici e completi, beh, trovarsi di fronte l’imponente pieve di San Paolo, è una magnifica sorpresa.

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Lungo la valle del Vezza: la pieve di Santa Maria Assunta di Stazzema

Monte Forato

Da Pietrasanta ci muoviamo verso Seravezza il cui toponimo nasce dalla particolare posizione geografica tra il Serra e il Vezza i due torrenti che confluendo formano il fiume Versilia che dà il nome alla porzione nord-occidentale del territorio toscano. Subito fuori dal paese, lungo la sponda sinistra del Vezza ci accoglie, tra due lunghe strisce di prato dal verde intenso, il tracciato di accesso alla dimora estiva dei Medici: il palazzo voluto da Cosimo I fu realizzato dal celebre architetto Bartolomeo Ammannati nel 1555. Quattro massicce torri angolari attorno al cortile e al pozzo, un grande portale con lo stemma. 

Proseguiamo lungo la valle del Vezza, stretta e profonda, e verdissima in questa piovosa primavera ma ampi scorci ci riservano vedute grandiose sulle Apuane che giganteggiano sullo sfondo. Primo tra gli spettacoli naturali che ci accompagnano nel tragitto la vista del Monte Forato che deve il suo nome ad un ampio “buco” sotto l’arco che unisce due cime e, non seconda, non in ordine di maestosità e bellezza, la Pania della Croce. … Continua a leggere Lungo la valle del Vezza: la pieve di Santa Maria Assunta di Stazzema

Pieve a Elici

Pieve a Elici

Affacciata sul mare, la Pieve a Elici, domina il paesaggio da un promontorio alla base occidentale del Monte Quiesa, sulla piana di Massarosa e sul lago di Massaciuccoli: “circa 4 miglia a grecale-levante di Viareggio […] mezzo miglio a maestrale dal borgo di Massarosa” scriveva il Repetti nel suo Dizionario storico geografico della Toscana.

Si impone allo sguardo del visitatore per il suo alto campanile appoggiato al lato esterno della navata di sinistra che si conclude con l’abside incorniciata al centro tra i muri delle due navate laterali. … continua a leggere Pieve a Elici

La pieve di Calci

Famosa per la Certosa, Calci sorge nella valle del torrente Zambra già chiamata “Valgraziosa”. Come scriveva il Repetti nel suo “Dizionario” il paese è formato da più borgate sparse a destra e a sinistra del torrente il quale solca la vellecola di Calci ad angolo retto con il fiume Arno, il cui centro era costituito dalla pieve dei santi Giovanni ed Ermolao e aggiungeva che la ricchezza de’ Calcisani consiste nella copiosissima quantità degli ulivi che coprono per ogni dove la valle dello Zambra.

Siamo in una valle ricca di storia e di monumenti che testimoniano quanto questo territorio alle pendici del Monte Pisano fosse nell’antichità attraversato e percorso e scelto come insediamento da parte dei vari popoli che vi si sono succeduti. … Continua a leggere   La pieve di Calci

Tra le pievi del Mugello: San Giovanni in Petrojo e Sant’Andrea a Camoggiano

Il tracciato viario da Firenze a Bologna ha origini etrusco romane come vari documenti attestano. Non una sola strada, ma tante che si biforcavano per congiungersi ad altre, incrociando pievi, castellari e badie, fino a raggiungere le città o i centri religiosi o del maggiore traffico commerciale.

San Giovanni in Petroio
San Giovanni in Petroio

Vari studiosi ritengono che il tracciato medievale della via bolognese giunto in Mugello si biforcasse in due rami principali: uno verso Sant’Agata e San Piero e l’altro verso Galliano che, attraversata la Sieve a Bilancino, saliva a San Giovanni in Petrojo e da lì raggiungeva Firenze.

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La pieve di Santa Maria a Diecimo

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Diecimo, la torre campanaria e l’abside della pieve di Santa Maria

Siamo a Diecimo che deve il suo toponimo alla distanza in miglia romane da Lucca segnalata dalle pietre miliari sulla strada romana che risaliva la valle del Serchio. 

Per tutto il medioevo Diecimo rappresentò un polo stradale importante della fitta rete viaria che collegava Lucca con Luni e Parma e anche lungo il Serchio… continua a leggere                 La pieve di Santa Maria a Diecimo 

Galleria foto: nella Val di Merse

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Pieve a Ponte allo Spino immagine complessiva nella piana alluvionale
Pieve a Ponte allo Spino immagine complessiva nella piana alluvionale

Pieve a Ponte allo Spino, il piccolo chiostro e il tiburio
Pieve a Ponte allo Spino, il piccolo chiostro e il tiburio

Castello di Tocchi la porta d'ingresso
Castello di Tocchi la porta d’ingresso

Tocchi Pieve di Santa Maria Assunta
Tocchi Pieve di Santa Maria Assunta

San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve
San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve

Ponte a Macereto
Ponte a Macereto

Torri, la porta del borgo
Torri, la porta del borgo

Chiostro di Santa Mustiola a Torri uno scorcio
Chiostro di Santa Mustiola a Torri uno scorcio

Murlo il borgo fortificato visto dall'alto: s'intuisce l'antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato
Murlo il borgo fortificato visto dall’alto: s’intuisce l’antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato

Murlo, la porta del castello
Murlo, la porta del castello

Crevole particolare dei ruderi dell'antica rocca
Crevole particolare dei ruderi dell’antica rocca

Crevole la pieve di Santa Cecilia
Crevole la pieve di Santa Cecilia

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