Tra fitti boschi e antiche torri: viaggio al Passo di Coltibuono

La torre di Cancelli, i ruderi del castello di Montegrossoli, la badia a Coltibuono

Coltibuono torre dei Cancelli
Coltibuono torre dei Cancelli

Esiste un luogo in Toscana dove la natura incontaminata si fonde con millenni di storia, lontano dai circuiti turistici più affollati. Parliamo del Passo di Coltibuono, un suggestivo valico montano situato a circa 700 metri di altitudine, che funge da cerniera naturale tra le colline del Chianti Storico e il Valdarno Superiore.

Questo crocevia non è solo una meta per gli amanti del trekking e dei percorsi in mountain bike, ma custodisce anche le tracce di un passato glorioso. Camminando tra i suoi sentieri immersi nei boschi di castagni e abeti, ci si imbatte nella storica Torre di Cancelli — un antico presidio doganale risalente all’XI secolo — e nei ruderi del maestoso Castello di Montegrossoli. A pochissima distanza, la celebre Badia a Coltibuono testimonia ancora oggi la secolare opera dei monaci vallombrosani, i veri pionieri della tradizione vitivinicola di questa terra.

. …Continua a leggere   Le meraviglie al passo di Coltibuono

Pieve di San Martino a Vado

Strada in Casentino a pochi chilometri da Bibbiena e Poppi

a cura della redazione di tuttatoscana

San Martino a Vado

Gioiello Romanico nel Casentino

A Strada in Casentino si trova un tesoro del XII secolo rimasto intatto nel tempo: la Pieve di San Martino a Vado. Legata al mito di Matilde di Canossa, è una delle chiese romaniche più affascinanti della Toscana.

Cosa la rende unica:

  • Capitelli scolpiti: Dodici colonne in pietra serena con decorazioni uniche di figure e piante.
  • Affreschi del ‘300: Splendidi dipinti di scuola fiorentina che decorano le pareti in pietra.
  • Storia millenaria: Il nome “a Vado” ricorda l’antico guado sul torrente Solano.

Vuoi scoprire le immagini della pieve, la mappa e la sua storia completa? Leggi l’articolo completo sulla nostra pagina dedicata: Pieve di San Martino a Vado

Tre pievi alle falde del Monte Pisano

il romanico pisano

La pieve di Calci

La pieve di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice

La pieve di S.Jacopo a Lupeta

Storia simboli e misteri del duomo di Barga

di Salvina Pizzuoli

Duomo di Barga, campanile
Barga

Siamo a Barga, delizioso borgo medievale arroccato, cinto da mura su cui si aprono antiche porte.

Risiede a mezzacosta dell’Appennino che scende dalla Valle del Serchio fra i torrenti Corsonna, ed Anio nel 28° 9’ longitudine 44° 4’ 6’’ latitudine 20 miglia toscane a settentrione di Lucca, 34 da Pisa, 64 a maestro di Firenze. È di figura sferoidale con un interrotto recinto di mura e tre porte, circondata da due burroni che fiancheggiano due opposti risalti del monte Romeccio, sul cui fianco settentrionale essa giace. Le sue strade sono per lo più scoscese, lastricate; è priva di grandi piazze, se si eccettui il Prato detto già l’Arringo, davanti alla chiesa maggiore.

Così il buon Repetti nel suo “Dizionario” la collocava e ne descriveva le caratteristiche.

Oggi è festa in paese per la tradizionale sagra delle castagne. I negozi sono aperti, la merciaia fornitissima, a Barga c’è ancora, l’elegante negozio di abbigliamento, lungo la Via di Borgo e la via di Mezzo, viuzze strette ed erte su cui procediamo a fatica, fino allo slargo delle piazzette, dove si concentrano i banchetti e i caldarrostai, già al lavoro. Ma non ci fermiamo, al momento abbiamo un’altra meta, lassù, in cima al cucuzzolo, come una gemma incastonata nell’anello, ci aspetta il Duomo che pare chiamarci festoso con uno scampanio che dura a lungo.     … continua a leggere    Il Duomo di Barga: storia simboli e misteri

 

La pieve di San Pietro in Casentino

di Giovanni Caselli

La pieve di Romena nei pressi del castello
La pieve di Romena nei pressi del castello

Isolata sui colli alle falde della collina del Castello, accanto ad una casa colonica oggi adibita a centro di accoglienza e foresteria per i numerosi fedeli che giungono soprattutto la domenica da ogni parte, è il monumento più notevole del Casentino dopo il castello di Poppi. Il Prof Bronowski presentò un documentario televisivo, una pietra miliare nella storia della BBC, diviso in 13 parti intitolato The Ascent of Man, del 1973 : Il primo prodotto dell’ingegno umano che Bronowski decise di mostrare fu proprio la pieve di Romena. Questa scelta mi rimase molto impressa perché chiaramente dimostrava cosa l’uomo poteva trarre dalla grezza pietra: un’opera che ha il potere di trasmettere spiritualità anche agli animi più insensibili. Sia pure danneggiata e tarpata delle sue campate originali da terremoti e intemperie, la Pieve di Romena ha il potere di muovere le tempre più dure, i materialisti più incalliti. … continua a leggere La pieve di San Pietro a Romena

Pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio

di Salvina Pizzuoli

Santa Maria Assunta a Popiglio , facciata

L’antica chiesa plebana di Pupiglio, da lunga mano distrutta, era dedicata a S. Giovanni Battista, ed è tradizione che alla medesima appartenesse il pulpito della pieve attuale[…] scolpito in macigno con bassorilievi rappresentanti la vita di G. Cristo […] un altro esiste sopra la porta d’ingresso della facciata la cui costruzione sembra rimanotare al secolo XVI.

Così si legge nel Dizionario di Emanuele Repetti, storico ottocentesco che, con incredibile precisione vi annovera paesi e città del territorio toscano, dai più grandi ai piccoli e piccolissimi, punto di riferimento per molti amanti della storia del territorio. … continua a leggere La pieve di Santa Maria Assunta a Popiglio nella bella Montagna Pistoiese

Tarquinia: Santa Maria in Castello

Tarquinia, Santa Maria in Castello, abside

La sua storia si perde nel medioevo quando ne fu iniziata la costruzione nel 1121. La sua elegante facciata si apre all’interno del comprensorio murario fortificato su un ampio spiazzo su cui si eleva una torre  gentilizia, la più alta della città. Colpisce della sua struttura la bella bifora che sovrasta i tre ingressi di cui quello centrale è il principale come mostra la particolare ornamentazione che merita di essere ammirata da vicino. Qualificata e firmata come opera cosmatesca si articola in motivi geometrici e musivi. Una breve digressione da dedicare all’attività dei cosmateschi: con questo termine si indicano gli artigiani che nei secoli 12° e 13° operavano manufatti in marmo caratterizzata da motivi geometrici inseriti in zone decorate in marmo bianco di cui detenevano il monopolio di quelli antichi, alternate a motivi policromi a mosaico. … continua a leggere Santa Maria in Castello

San Cassiano di Controne: il Museo

di Salvina Pizzuoli

Volto del giovane cavaliere datato XV secolo attribuito a Jacopo della Quercia

Di fronte alla chiesa di San Cassiano il piccolo e prezioso Museo: è ospitato dentro l’antico oratorio sede della confraternita del Santissimo Sacramento e Nome di Gesù, datato 1657. Il progetto di restauro e di riadattamento a sede museale, voluto dalla parrocchia per esporvi il gruppo equestre attribuito a Jacopo della Quercia, fino ad allora conservato presso la casa canonica, si realizza nell’agosto del 2012 quando venne inaugurata la sala espositiva che nel marzo del 2018 diverrà  museo parrocchiale.

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San Cassiano di Controne

di Salvina Pizzuoli

San Cassiano di Controne, facciata

Siamo a San Cassiano di Controne, uno dei centri principali della Controneria, una vasta area collinare sulla Valle del Lima (465 m slm), più precisamente sulla riva destra del torrente omonimo, in prossimità di Bagni di Lucca.  
La Controneria comprende diversi borghi (oltre San Cassiano di Controne, San Gemignano di Controne e Pieve di Controne, i centri principali); nel passato ha rivestito un ruolo strategico per la sua posizione di collegamento tra la valle del Serchio e la Montagna pistoiese.

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L’ambone della chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia

di Salvina Pizzuoli

Chiesa di Sant' Andrea a Pistoia, facciata
Chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia, facciata

Sull’omonima via, la domina dall’alto della sua posizione sopraelevata sull’ampia scalinata d’accesso.
Sulla bella facciata, scandita da cinque arcate e decorata da tarsie e losanghe in marmi bicromi, si individuano le caratteristiche che contraddistinguono il romanico pistoiese. Oltre e tra le arcate un gioco armonioso di mosaici bicromi, ma è l’architrave del portale centrale che attrae subito l’attenzione del visitatore: l’opera è datata 1166 ed è attribuita a Gruamonte e al fratello Adeodato: racconta l’episodio del Viaggio e l’Adorazione dei Magi. A sostegno capitelli scolpiti ad opera del Maestro Enrico che raffigurano a sinistra l’Annuncio a Zaccaria e la Visitazione, e a destra l’Annunciazione e San’Anna.
Chi era Maestro Enrico?
Fu scultore attivo a Pistoia nella seconda metà del XII secolo: sul capitello destro del portale maggiore la scritta ne attesta la paternità “magister Enrigus [sic] me fecit”.
La composizione del portale si completa con i due leoni, uno per lato,  sopra l’architrave e alla base dell’archivolto.
Entriamo. … continua a leggere L’ambone della chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia