Industrie meccaniche Muzzi di Firenze

Quando a Firenze si producevano motori

di Alessandro Ferrini

Non sono molte le notizie su questa fabbrica metalmeccanica, fiore all’occhiello dell’industria nazionale attiva a Firenze. Giovanni Muzzi, un abile maestro vetraio milanese, dopo aver lavorato nella vetreria artistica Altona di Savona, si trasferì a Firenze nel 1892 e dette vita a una piccola officina in via Boccaccio specializzata nella costruzione di stampi per vetro. Alla sua morte nel 1902 l’attività fu rilevata dai quattro figli che trasferirono il laboratorio in via Guglielmo Pepe.

Nel 1910 la società si sciolse, Angelo Muzzi continuò l’attività del padre mentre gli altri tre fratelli fondarono una nuova impresa, la F.lli Muzzi fu Giovanni, con sede negli ex locali delle Officine Galileo, alle Cure; lì progettarono e realizzarono il primo motore industriale a scoppio interamente di costruzione italiana. … continua a leggere Industrie meccaniche Muzzi di Firenze

Le gualchiere di Remole

di Salvina Pizzuoli

Le gualchiere di Remole

Chi percorre la via di Rosano lungo la riva sinistra dell’Arno, in prossimità di via di Remoluzzo, vede comparire i merli di antiche torrette in pietra e laterizio: si tratta delle gualchiere di Remole testimonianza della fiorente industria laniera fiorentina nel lontano XIV secolo.

Sono ancora lì, ormai in disuso e in grande degrado, ma ancora presenti nonostante l’età ad attestare la loro storia lunghissima che si muove dal lontano 1327 circa fino al 1966, anno dell’ultima alluvione devastante del fiume, quando furono completamente dismesse e abbandonate non da quello che fu il loro ruolo originario ma di mulino da grano e frantoio.

Ma cosa erano le gualchiere e quale ruolo ricoprivano nella produzione dei “panni lani”?

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Pratovecchio Stia e dintorni

Casentino. (da Casentino Gallery)

Il lago degli Idoli: gli Etruschi sul Falterona

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie (Stia)

Santa Maria delle Grazie – Stia in Casentino

Lanificio Ricci – Stia in Casentino

La Verna

Il castello di Romena fra poesia e leggenda

Dante in Casentino

La via Fiorentina o del Monasteraccio o di Vallombrosa o della Verna

Piaggio, un intramontabile mito

di Letizia Tripodi

Pontedera e Piaggio ormai da molto tempo viaggiano a braccetto, tanto che chiedendo ad un forestiero se conosce il paese in provincia di Pisa, non sarebbe raro sentirsi rispondere: “Sì, dove c’è la Piaggio!”.
Ebbene sì, Pontedera è la “base” dell’azienda fondata da Enrico Piaggio, ma la storia di quella che oggi è nota come un’industria di veicoli a due ruote è molto lunga e si è sviluppata attraverso diverse regioni dell’Italia, diversi periodi temporali e diverse epoche storiche.
L’avventura della Piaggio ha avuto inizio nel lontano 1882, quando Enrico e il figlio Rinaldo acquistarono un terreno ortivo a Sestri Levante; la famiglia era, infatti, di origine ligure e solo successivamente la produzione si sposterà sul territorio toscano.    …   continua a leggere  Piaggio, un intramontabile mito

 

Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto

di Salvina Pizzuoli

Il Cavalciotto

Tre gli ingredienti fondamentali: la presenza di acque, la materia prima, una buona viabilità, ingredienti ai quali Prato aggiungeva la terra follona, un’argilla estratta nelle cave del Monteferrato con la particolare proprietà di infeltrire le lane e follare i panni rendendoli impermeabili compattandoli. Da questi ingredienti già nel Medioevo, a partire dal XII secolo, a Prato venne avviata una fiorente attività laniera i cui membri costituirono una delle Corporazioni più influenti della città.    …   continua a leggere    Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto 

Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

Calendimaggio
impazza per le strade.
[…]
E in queste circostanze    

la paglia di Firenze     
è proprio quello
che ci vuol.

Museo della paglia e dell’intreccio Signa.

Il cappello di paglia di Firenze
è proprio adatto per tutte le evenienze.
Per parlarsi, per amarsi,
per baciarsi impunemente
sotto il naso della gente.

Così cantava Odoardo Spadaro. Ma il cappello di paglia era già stato protagonista in altre opere: il maestro Nino Rota aveva messo in musica e rappresentato un libretto, proprio e della madre scritto nel 1945; “Un cappello di paglia di Firenze” si intitolava una commedia di Eugene Labiche del 1851con il titolo originale di “Un chapeau de paille d’Italie” da cui sarebbe stato tratto un film, muto, nel 1928 e diretto da René Clair.

Una breve cronistoria che racconta quanto il cappello di paglia fosse di moda e conosciuto e usato e diffuso non solo in Toscana.  …  continua a leggere    Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

Gli stabilimenti della Società Metallurgica Italiana di Campotizzoro

Archeologia industriale in Toscana

Lo stabilimento in piena attività (foto d’epoca)

L’abbondanza di corsi d’acqua con notevole pendenza, di legname e la produzione di carbone della Montagna Pistoiese avevano favorito la lavorazione del ferro e dei suoi derivati già a partire dalla seconda metà del XIX secolo, ma già dalla metà del Cinquecento ferriere, tendini e filiere si insediarono numerosi nella valle del Limestre ed ebbero un notevole sviluppo quando Cosimo I de’ Medici ottenne il monopolio dello sfruttamento minerale dell’isola d’Elba, fornendo materiale a basso costo alla Magona pistoiese. … continua a leggere    Società Metallurgica Italiana di Campotizzoro