Un viaggio tra vette marmoree, sentieri e cucina tipica della Garfagnana
di Salvina Pizzuoli
Monte Pisanino, il più alto delle Apuane (1946 metri)
Si resta incantati dalle Apuane che giganteggiano nel paesaggio, tanto che grandi poeti e uomini di lettere le hanno cantate nei loro scritti: D’Annunzio paragona la giogaia a mare in tempesta pietrificato; Maraini ne sottolinea la bellezza selvaggia ed energica, lo stesso Repetti, storico e geografo ottocentesco, nel suo Dizionario alla voce Alpe Apuana sottolinea questi aspetti come peculiari: … continua a leggereLe belle Apuane
Dopo Vendoso torniamo sulla Statale 63 per riprendere il nostro itinerario che ci porterà al Passo del Cerreto: il suo nome presumibilmente si lega al Cerro e alla presenza di questa specie arborea in prossimità.
La strada sale lentamente con ampi tornanti: è una striscia scura tra due ali di verde intenso; il bosco domina la salita con scorci che si aprono a mostrare le grigie guglie delle splendide Apuane. Sono pochi i chilometri da Vendoso al Passo che si apre improvvisamente davanti al visitatore al centro di una cortina di monti tra guglie di roccia viva, ampie radure erbose e boschi intensi. Il paesaggio si mostra con caratteristiche che richiamano quello alpino. In effetti il Passo è ad oltre 1200 metri di altitudine e le guglie intorno sfiorano e superano i 2000 metri.
E’ la via per Roma per il Brennero, dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, nota in Italia come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto. Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua rinascita a questa strada.Oltre ad essere una delle due principali vie per Roma questa fu la via della città vescovile di Arezzo situata sull’antico luogo di culto pagano e dove si trovava la tomba di San Donato (363), su questa bassa collina chiamata Pionta, a breve distanza da Arezzo attuale. Il Pionta divenne la città vescovile con sue proprie strutture: Cattedrale, ospitale per pellegrini, Palazzo vescovile, e “studium”. Punto di riferimento obbligatorio dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, e di chiunque si recava a Roma per il Brennero, nota come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto. Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua prosperità a questa strada. … continua a leggereLa via Romea Stadense o Germanica Imperiale
Dopo Figline ecco San Giovanni in Valdarno mentre oltrepassiamo il confine diocesano, oggi confine provinciale. Castel San Giovanni era il nome originario, oggi una attraente cittadina di oltre 16.000 abitanti, fu fondata nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio, sul modello della colonia Greca con pianta a scacchiera, con il Cardo e il Decumano, come vie principali, con l’Agorà, o piazza del mercato dove era il centro del culto: la cattedrale, la “basilica” dell’amministrazione, o il palazzo comunale. Uno schema, insomma, valido tutt’ora, grazie ai greci. Questi centri urbani erano punti di riferimento di un retroterra agricolo e non potevano essere abitati da nobili, che si insediavano nella città capitale dove edificavano case torri che richiamavano il castello di origine. San Giovanni fu capitale di un Vicariato dagli inzi del XV secolo. I vicari ebbero giurisdizione su Greve in Chianti, Pontassieve Incisa, Figline, Cascia di Reggello, Castelfranco, Terranuova, Montevarchi, Bucine e Laterina. … continua a leggereLa via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dal Valdarno ad Arezzo
Principali itinerari terrestri e rotte marittime in Europa alla fine del XIII secolo
Sembra che una guarnigione romana impiegasse un mese per raggiungere la Britannia dai confini dell’Impero del tempo di Augusto, anche se furono ben pochi i soldati romani stanziati in Inghilterra. Roma reclutò principalmente Galli e Germami, e persino Siriaci sia per l’invasione claudiana sia per i presidi, in epoca tarda gli imperatori impiegavano cavallerie sarmate per presidiare il Vallo. Nell’esperienza di chi scrive un mese di marcia risulta plausibile per raggiungere la Manica, ma in epoca romana come oggi, le strade erano in migliori condizioni di quelle calcate da Ceolfrid, Alcuin o Sigeric. … continua a leggereVelocità di marcia sulle antiche strade
Tappa 10 Borgo a Mozzano – Lucca: Km 28 – Difficoltà: E – Tempo medio di percorrenza: 9 h
Chiesa romanica di San Donato
La partenza da Borgo a Mozzano ha un sapore particolare; siamo all’ultimo giorno di cammino e due sentimenti contrastanti si accavallano: il rammarico di essere al termine di un viaggio che ci ha permesso di riscoprire, e talvolta scoprire, tante cose belle e meritevoli di due zone, Lunigiana e Garfagnana, che seppur vissute quotidianamente sono state in grado di sorprenderci continuamente e dall’altro una certa frenesia di arrivare con la quale ci siamo svegliati e che ci spinge ad affrettarci così da poter dire “abbiamo concluso il cammino”.
Alla fine, tra i due forse è proprio quest’ultimo sentimento a prevalere, consapevoli che le cose belle scoperte rimarranno ed anzi, impegnandoci a farle conoscere e a valorizzarle, riusciremmo forse, a renderle migliori. Lasciamo di buon mattino il convento di San Francesco di Borgo a Mozzano che ci ha ospitato per la notte. Direzione Museo Civico, detto “Antiquarium”; qui potremmo osservare alcuni resti della civiltà ligure ed etrusca rinvenuti in molte grotte o cavità scoperte e investigate nelle vicinanze. Il museo si cura anche, assieme ad altre associazioni, del mantenimento delle fortificazioni della Linea Gotica, resti di una periodo, quello degli ultimi anni della seconda guerra mondiale che ha condizionato pesantemente la vita di questi territori. …continua a leggere Garfagnana a piedi, tappa 10: Borgo a Mozzano – Lucca
Dopo Figline ecco San Giovanni in Valdarno mentre oltrepassiamo il confine diocesano, oggi confine provinciale. Castel San Giovanni era il nome originario, oggi una attraente cittadina di oltre 16.000 abitanti, fu fondata nel 1296 su progetto di Arnolfo di Cambio, sul modello della colonia Greca con pianta a scacchiera, con il Cardo e il Decumano, come vie principali, con l’Agorà, o piazza del mercato dove era il centro del culto: la cattedrale, la “basilica” dell’amministrazione, o il palazzo comunale. Uno schema, insomma, valido tutt’ora, grazie ai greci. Questi centri urbani erano punti di riferimento di un retroterra agricolo e non potevano essere abitati da nobili, che si insediavano nella città capitale dove edificavano case torri che richiamavano il castello di origine. San Giovanni fu capitale di un Vicariato dagli inzi del XV secolo. I vicari ebbero giurisdizione su Greve in Chianti, Pontassieve Incisa, Figline, Cascia di Reggello, Castelfranco, Terranuova, Montevarchi, Bucine e Laterina. … continua a leggereLa via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dal Valdarno ad Arezzo
E’ la via per Roma per il Brennero, dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, nota in Italia come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto. Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua rinascita a questa strada.Oltre ad essere una delle due principali vie per Roma questa fu la via della città vescovile di Arezzo situata sull’antico luogo di culto pagano e dove si trovava la tomba di San Donato (363), su questa bassa collina chiamata Pionta, a breve distanza da Arezzo attuale. Il Pionta divenne la città vescovile con sue proprie strutture: Cattedrale, ospitale per pellegrini, Palazzo vescovile, e “studium”. Punto di riferimento obbligatorio dei viaggiatori tedeschi, scandinavi, baltici e polacchi, e di chiunque si recava a Roma per il Brennero, nota come Via Romea Germanica o dell’Alpe di Serra per Arezzo e Orvieto. Arezzo medievale, ad esempio, deve in gran parte la sua prosperità a questa strada. … continua a leggereLa via Romea Stadense o Germanica Imperiale
Principali itinerari terrestri e rotte marittime in Europa alla fine del XIII secolo
Sembra che una guarnigione romana impiegasse un mese per raggiungere la Britannia dai confini dell’Impero del tempo di Augusto, anche se furono ben pochi i soldati romani stanziati in Inghilterra. Roma reclutò principalmente Galli e Germami, e persino Siriaci sia per l’invasione claudiana sia per i presidi, in epoca tarda gli imperatori impiegavano cavallerie sarmate per presidiare il Vallo. Nell’esperienza di chi scrive un mese di marcia risulta plausibile per raggiungere la Manica, ma in epoca romana come oggi, le strade erano in migliori condizioni di quelle calcate da Ceolfrid, Alcuin o Sigeric. … continua a leggereVelocità di marcia sulle antiche strade