di Michele Chini

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La chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio

Dietro Monte Morello,  a circa un chilometro e mezzo dalla frazione di Paterno, nel comune di Vaglia, inerpicata su un ripido cocuzzolo che domina il vallone segnato dal torrente Carzola, tributario della Carza, sorge l’antica chiesa di Sant’Andrea a Cerreto Maggio.

Il sito è già attestato prima dell’anno Mille col solo nome di Cerreto (denominazione che deriva dalla presenza in loco di un bosco di piccole querce, i cerri o Quercus cerris); l’appellativo “Maggio”, da intendersi come “maggiore” si aggiunse in seguito, per distinguere il luogo da un altro Cerreto di minor importanza, probabilmente sorto a Barberino di Mugello nel XIII secolo, come attestato dai toponimi via di Cerreto e via di Sant’Andrea.

Secondo don Mario Martinuzzi, parroco della chiesa dal 1943 al 1952, l’edifico potrebbe essere stato addirittura in origine una fortificazione romana, dato il ritrovamento di una moneta di rame raffigurante l’imperatore Costanzo II, nipote di Costantino.

In effetti il luogo si trova poco distante dall’attuale sentiero 00 del CAI che collega le Croci di Calenzano a Ceppeto seguendo la linea del crinale; è probabile che esistesse (come proverebbe la dislocazione degli attuali sentieri del versante settentrionale di Morello) una variante a mezza costa che dalle Croci scendeva verso Legri, per risalire verso Volmiano e Mattiano e di qui verso il Poggio Scarabone (dov’era una chiesetta dedicata a San Giusto, annessa nel XV secolo a Sant’Andrea e oggi scomparsa) per poi proseguire in direzione di Cerreto o la dirimpettaia Santo Stefano a Pescina e raggiungere Ceppeto; da qui seguendo la strada che passa da Cercina e Serpiolle si arrivava a Firenze in tutta sicurezza, ben lontani dall’insalubre Piana di Sesto; ancora nel XV secolo, questo era il percorso preferito dai Medici quando dovevano spostarsi dal Mugello alla loro villa di Careggi e viceversa.

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Nella carta sono evidenziate le località di Cerreto Maggio, Paterno e Vaglia
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Lo stemma dei Cerretani

Fin qui le ipotesi. Quel che invece è certo è che l’attuale campanile della chiesa, interamente in pietra, era in origine la torre di un castello costruito intorno al Mille e che quel castello era la dimora della nobile famiglia dei Cerretani, trasferitisi a Firenze nel 1180 con Jacopo di Spinello de’ Cerreto che fece costruire un palazzo davanti al convento di Santa Maria Maggiore nei pressi dell’attuale via de’ Cerretani. Lo stesso Jacopo fu poi ambasciatore della Repubblica fiorentina nelle trattative con Siena, come attesta il Repetti.

La costruzione della chiesa di Sant’Andrea al posto del castello come recita la lapide in marmo affiancata dagli stemmi dei Cerretani posta sotto l’altare della Madonna del Carmine nel 1715,  risalirebbe al 1270 per opera di Jacopo di Ildebrando di Cerreto Maggio.

Entrando in chiesa a Cerreto Maggio subito a sinistra è possibile vedere un affresco che rappresenta Gesù Crocifisso, la Madonna Addolorata e San Giovanni con due piccoli angeli che ricevono in un vassoio il sangue di Gesù. Questo affresco dovrebbe essere, quasi sicuramente, stato dipinto da Andrea del Castagno. L’affresco però è stato rovinato tra il 1915 e il 1918 quando il parroco di allora (come ricorda don Martinuzzi) fece aprire una finestra proprio sull’affresco, per combattere l’umidità nella chiesa, che lo mutilò della testa del Cristo e della Madonna; l’intera parete fu quindi intonacata di bianco. Un altro parroco, più tardi, scortecciando l’intonaco lo scoprì tutto, naturalmente all’infuori delle parti che erano state tagliate, ma i colori purtroppo erano ormai rovinati.

Cerreto Maggio , la facciata e il campanile della chiesa
Cerreto Maggio , la facciata e il campanile della chiesa di Sant’Andrea

 I fatti del lunedì di Pasqua del 1944

Sempre don Martinuzzi racconta che durante la seconda guerra mondiale, Cerreto Maggio è stata scenario di un eccidio, passato alla storia come l’Eccidio del Lunedì di Pasqua. Era l’alba del 10 aprile del 1944, quando partì da Firenze un vasto rastrellamento ordinato da Kesselring per testare l’efficacia delle nuove unità antiguerriglia con lo scopo di “bonificare” dai partigiani le pendici orientali di Monte Morello e di mandare un chiaro messaggio agli abitanti delle cascine che spalleggiavano la Resistenza. Dopo essere passati da Cercina, i soldati nazisti seminarono morte anche poche centinaia di metri più sopra uccidendo un boscaiolo, Silvio Rossi originario di Cerreto Maggio, falciandolo mentre era dentro al proprio capanno non lontano da Ceppeto. Contemporaneamente il rastrellamento veniva condotto anche sull’altro versante della montagna, a Morlione, con tutta probabilità seguendo precise indicazioni di qualche spia: Gabriello Mannini venne ucciso davanti ai suoi familiari e gli uomini di casa Sarti (Aurelio e Fortunato) e Biancalani (Giovanni e Savino) subirono la stessa sorte. Le case delle tre famiglie vennero poi date alle fiamme.
Infine il giorno seguente, come riporta una lapide posta all’interno della chiesa, proprio a Cerreto Maggio venne ucciso  anche “Cesare Paoli, di anni 37, lasciando la moglie e tre figli. cerretomaggiomonumento

A questi martiri della resistenza è dedicato il monumento bronzeo realizzato dallo scultore Marcello Fantoni e collocato nei pressi della Chiesa in occasione del cinquantesimo anniversario, nel 1994.

 

 

La chiesa nel 1977 è stata ceduta dalla curia in comodato alla parrocchia fiorentina dell’Immacolata e di san Martino a Montughi, ed ogni anno, la mattina di Pasquetta il parroco dell’Immacolata celebra una messa in ricordo dei tragici fatti del 1944, cui in genere partecipano anche le autorità civili del comune di Vaglia.

Dopo i lavori di restauro della chiesa e della canonica, che hanno visto la realizzazione dell’impianto elettrico e di riscaldamento, oltre allo scavo di un pozzo, Cerreto Maggio è oggi a disposizione dei parrocchiani per ritiri spirituali e campi estivi e viene spesso affittata a gruppi scout; io stesso ho avuto modo di pernottarvi più volte quasi trent’anni fa e così mio figlio che mi ha dato l’opportunità di tornarci, la scorsa domenica, dopo tanto tempo. La frequentazione in tempi recenti della struttura ha fatto anche nascere la leggenda che Cerreto sia tuttora abitata da un fantasma, magari proprio di uno dei partigiani uccisi dai nazisti; chissà… certo è che il luogo è solitario e suggestivo ed io stesso ho avuto modo di sperimentare la  strana sensazione di percepire il movimento di qualcuno attorno alla chiesa quando, giovane scout negli anni Ottanta, mi sono recato lì per un fine settimana!

Un’ultima curiosità: a Cerreto Maggio, nei locali della chiesa e della canonica, molto somiglianti a quelli di Barbiana, è stato girato lo sceneggiato televisivo prodotto dalla RAI “Don Milani, il priore di Barbiana”, diretto da Andrea e Antonio Frazzi e interpretato da Sergio Castellitto.

** Le immagini relative allo stemma dei Cerretani e la foto in bianco e nero della Chiesa sono  tratte dal sito http://www.immacolataesanmartino.org. le altre sono di Michele Chini

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