24 luglio-31 agosto 1944

di Alessandro Ferrini

Le forze alleate si attestano lungo l'Arno (Chester G. Starr, From Salerno to the Alps: A History of the Fifth Army, 1943–1945, Washington, D.C., Infantry Journal Press, 1948)

Alla fine di luglio 1944 la 5ª Armata americana aveva raggiunto la riva meridionale dell’Arno, schierandosi su un fronte di circa 35 miglia, dal mare fino al fiume Elsa, a ovest di Firenze. Dopo una rapida avanzata attraverso l’Italia centrale, le truppe alleate si trovavano davanti all’Appennino settentrionale e alla Linea Gotica, il grande sistema difensivo tedesco che proteggeva l’accesso alla Pianura Padana.

La fase della guerra di movimento era terminata. Le forze tedesche, dopo la lunga ritirata dalla Linea Gustav, avevano ricevuto rinforzi e ricostituito una certa coesione sotto il comando del feldmaresciallo Albert Kesselring. Anche le truppe alleate erano però esauste, dopo oltre tre mesi di combattimenti, e le loro linee di rifornimento si erano allungate notevolmente. Il porto di Livorno, benché conquistato, non era ancora pienamente operativo e gran parte dei rifornimenti doveva giungere da Piombino, Civitavecchia e da località ancora più lontane.

La 5ª Armata assunse quindi una posizione prevalentemente difensiva. Lungo l’Arno furono mantenute leggere forze di copertura, mentre il grosso delle unità veniva ritirato nelle retrovie per riposare, riparare i mezzi, accumulare materiali e addestrarsi all’attraversamento dei fiumi e alla guerra in montagna. Il IV Corpo ricevette il compito di presidiare la maggior parte del fronte, mentre il II Corpo veniva preparato per la futura offensiva.

La scarsità di fanteria portò alla creazione di unità provvisorie. La Task Force 45, formata principalmente da reparti di artiglieria contraerea, fu trasformata e addestrata per combattere come fanteria. Sul settore destro operò anche la Task Force Ramey, composta da elementi corazzati. Nel frattempo, diverse divisioni furono spostate fra il II e il IV Corpo per rafforzare i punti più importanti del fronte.

Un ruolo fondamentale ebbe il ripristino del porto di Livorno. Entro pochi giorni dalla conquista arrivarono le prime navi incaricate dei lavori di recupero. Nonostante i bombardamenti dell’artiglieria tedesca situata a nord di Pisa, le strutture portuali furono progressivamente rimesse in funzione, migliorando la capacità di rifornimento della 5ª Armata.

Le operazioni alleate dipendevano tuttavia anche dall’avanzata dell’8ª Armata britannica, responsabile della maggior parte del fronte italiano. Il 4 agosto essa occupò la parte di Firenze situata a sud dell’Arno e, nei giorni successivi, completò il controllo della linea fluviale, avanzando contemporaneamente lungo la costa adriatica. Entro la metà di agosto, la linea Pisa-Rimini, obiettivo degli Alleati fin dalla battaglia di Cassino, era stata quasi interamente raggiunta.

Il piano iniziale del generale Harold Alexander prevedeva un attacco concentrato contro la Linea Gotica nel settore compreso fra Pistoia e Dicomano. La 5ª Armata avrebbe attraversato l’Arno nei pressi di Montelupo, mentre il IV Corpo avrebbe effettuato azioni dimostrative vicino a Pontedera e Pisa, allo scopo di confondere il nemico.

Il 16 agosto Alexander modificò però radicalmente la strategia. Le difese tedesche del Passo della Futa apparivano troppo solide e un attacco diretto da Firenze sarebbe stato lento e molto costoso. Il nuovo piano prevedeva quindi di trasferire inaspettatamente lo sforzo principale sull’Adriatico. L’offensiva dell’8ª Armata avrebbe dovuto costringere Kesselring a spostare verso est le proprie riserve, indebolendo il settore centrale. A quel punto la 5ª Armata avrebbe attaccato lungo l’asse Firenze-Bologna, mentre l’8ª Armata avrebbe tentato di raggiungere la Pianura Padana e di intrappolare la 10ª Armata tedesca.

Per rafforzare la 5ª Armata, il XIII Corpo britannico fu trasferito dall’8ª Armata. Esso comprendeva la 1ª Divisione britannica, l’8ª Divisione indiana e due divisioni corazzate, una britannica e una sudafricana. Il II Corpo avrebbe continuato a sostenere lo sforzo principale, ma la zona prevista per l’attacco fu spostata verso est, nel tratto dell’Arno compreso fra Firenze e Pontassieve.

Tra il 24 e il 29 agosto le unità del XIII Corpo attraversarono l’Arno a est di Firenze. La 1ª Divisione britannica guadò il fiume senza opposizione, mentre l’8ª Divisione indiana passò nei pressi di Pontassieve. Successivamente, la 6ª Divisione corazzata britannica avanzò verso Rufina e la Consuma, assicurando il fianco destro dello schieramento alleato.

Durante tutto agosto furono inoltre organizzati falsi concentramenti e movimenti diversivi presso Pisa, Fucecchio e in altri settori. Queste operazioni avevano lo scopo di nascondere il vero punto dell’offensiva e mantenere i tedeschi nell’incertezza.

Anche Kesselring approfittò della pausa per riorganizzare le proprie forze e accelerare i lavori sulla Linea Gotica. Alcune divisioni furono trasferite in Francia o sulla costa adriatica, mentre altre vennero disposte in riserva. Alla fine di agosto i tedeschi disponevano in Italia di 27 divisioni, anche se molte erano fortemente ridotte e nel complesso equivalevano a circa 15 divisioni a pieni effettivi.

Nonostante i bombardamenti alleati avessero distrutto numerosi ponti sul Po, i tedeschi continuarono a rifornire il fronte utilizzando traghetti, condutture e ponti mobili montati durante la notte. Alla vigilia dell’offensiva contro la Linea Gotica, la loro posizione in Italia rimaneva quindi ancora molto solida.

Bibliografia:

Regione toscana Storia e memoria del Novecento

Chester G. Starr, From Salerno to the Alps: A History of the Fifth Army, 1943–1945, Washington, D.C., Infantry Journal Press, 1948.

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