La torre e il castello delle Rochette

di Salvina Pizzuoli

tratto da: A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026

La torre delle Rocchette
La torre delle Rocchette

Siamo lungo il litorale toscano e precisamente, come lo colloca geograficamente il Repetti, tra il promontorio o capo della Troia ed il castello di Castiglion della Pescaia.

Siamo in Maremma a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia: a sinistra un ampio e lungo litorale sabbioso, davanti a noi un mare limpido e trasparente, a destra uno sperone di roccia proteso sul mare e in alto, sospesa tra cielo e acque, una torre circondata da un recinto irregolare in muratura, l’antica torre d’avvistamento, la torre delle Rocchette. È un castelletto ridotto ad una torre guardacoste sebbene da essa prendesse il nome una distrutta chiesa plebana, siccome lo prende tuttora un piccolo padule detto del Pian di Rocca. Così la descrizione del Repetti nel suo Dizionario dove ha fotografato geograficamente e storicamente paesi e borghi e città della Toscana, senza tralasciare neanche il più piccolo agglomerato. … continua a leggere La Torre delle Rochette

Un itinerario in Casentino

Itinerario: Soci – Cerreto – Marciano – Il Fraghello – Casa Corbellini – Gressa – Poggiolo – Molino di Gressa – Soci.

di Giovanni Caselli

Passeggiate casentinesi

Soci sorge su una strada antica – oggi SS 71 dei Mandrioli – che collegando Partina all’Arno, ai piedi di Bibbiena, percorre il dosso regolare di un risalto del terreno (cono di deiezione) delimitato da un lato dal Torrente Archiano, dall’altro dal Fosso Rignano. Si tratta di una fertile area pianeggiante delimitata da due lunghi dossi collinari terminanti uno con Bibbiena, l’altro con Memmenano. In epoca romana questo territorio, ben drenato e centuriato, comprendeva almeno tre latifondi. Scavi effettuati nel tempo dal Gruppo Archeologico Casentinese dimostrano che il primo faceva capo alla villa scavata nel podere Domo, presso Marena, l’altro alla villa i cui resti giacciono sotto Pieve di Partina e il terzo su una villa rustica i cui impianti per la produzione di vino e olio sono stati scavati a Ciliegi di Balzano, presso Soci. … continua a leggere Passeggiate casentinesi

Casa colonica in Toscana

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San Cassiano di Controne: Interno

di Salvina Pizzuoli

Visitare l’interno della Chiesa di San Cassiano è vivere un viaggio nel tempo, un’esperienza sostanziale che conquista e l’occhio e lo spirito per la bellezza delle sue opere artistiche, per i  messaggi simbolici delle tarsie pavimentali, per la struttura rimasta originale, senza subire rimaneggiamenti o alterazioni nel tempo. Le tarsie pavimentali ne sono un elemento principe ma non l’unico.
La chiesa è a tre navate: la navata centrale si apre alle navate laterali su colonne massicce. Solo alcune presentano capitelli decorati; particolare quello della prima colonna a destra, parte del quale non più visibile: figure umane stilizzate tra elementi vegetali, in un intreccio tra umano e natura che suggerisce la vitalità, la rinascita, il legame tra uomo e creazione.

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San Cassiano di Controne: il Museo

di Salvina Pizzuoli

Volto del giovane cavaliere datato XV secolo attribuito a Jacopo della Quercia

Di fronte alla chiesa di San Cassiano il piccolo e prezioso Museo: è ospitato dentro l’antico oratorio sede della confraternita del Santissimo Sacramento e Nome di Gesù, datato 1657. Il progetto di restauro e di riadattamento a sede museale, voluto dalla parrocchia per esporvi il gruppo equestre attribuito a Jacopo della Quercia, fino ad allora conservato presso la casa canonica, si realizza nell’agosto del 2012 quando venne inaugurata la sala espositiva che nel marzo del 2018 diverrà  museo parrocchiale.

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San Cassiano di Controne

di Salvina Pizzuoli

San Cassiano di Controne, facciata

Siamo a San Cassiano di Controne, uno dei centri principali della Controneria, una vasta area collinare sulla Valle del Lima (465 m slm), più precisamente sulla riva destra del torrente omonimo, in prossimità di Bagni di Lucca.  
La Controneria comprende diversi borghi (oltre San Cassiano di Controne, San Gemignano di Controne e Pieve di Controne, i centri principali); nel passato ha rivestito un ruolo strategico per la sua posizione di collegamento tra la valle del Serchio e la Montagna pistoiese.

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Il colle di Montughi a Firenze

di Salvina Pizzuoli

via di Montughi, a Firenze

Sin dal medioevo il colle di Montughi era popolato da ville e palazzi di agiate famiglie fiorentine che lo avevano eletto a luogo di villeggiatura. È alla famiglia degli Ughi che probabilmente si deve il nome del colle che questa omonima e silenziosa strada in salita percorre in parte: ha inizio dopo il Museo Stibbert e nel suo toponimo conserva memoria del “monte degli Ughi o Mons Ugonis” dove l’antica e illustre famiglia ebbe molte residenze.

Ma il nome di Mons Ugonis, scriveva lo storico Guido Carocci nel suo “I dintorni di Firenze” (1875), è più remoto e trasse forse origine dai beni de’ Marchesi di Toscana o di qualche altra famiglia d’origine longobarda.     

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Il rito etrusco di fondazione delle città

di Michele Zazzi

Pianta di Marzabotto
Pianta di Marzabotto

Il rituale etrusco di fondazione delle città, in mancanza di fonti scritte dirette in merito, può essere desunto dalle fonti latine e greche sull’argomento e dai dati emersi dalle campagne di scavo nelle città dell’Etruria.
Gli autori antichi che trattano prevalentemente della fondazione di Roma concordano quasi unanimemente nell’attribuire al rito un’origine etrusca; Varrone (De Lingua Latina, 5, 143), Plutarco (Rom., 2, 1-2) e Granio (in Macrobio, Sat., 5, 19, 13) parlano esplicitamente di una fondazione etrusco ritu. Varrone in termini più generali precisa che (oltre a Roma) molte città latine furono fondate con il rito etrusco.

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Castiglioncello e i Macchiaioli

La luce che cambiò la pittura

di Alessandro Ferrini

Giovanni Fattori "La libecciata" del 1885 (l'artista prese spunto dal paesaggio dello scoglio della tamerice ad Antignano)
Giovanni Fattori “La libecciata” del 1885 (l’artista prese spunto dal paesaggio dello scoglio della tamerice)

Tra il 1859 e il 1870 Castiglioncello, molto prima di diventare una celebre località balneare assai frequentata da attori e registi cinematografici come avvenne negli anni ’50 -’60 del Novecento, fu uno dei luoghi decisivi per la nascita e la maturazione della pittura macchiaiola. In quel decennio la costa livornese fino ad Ardenza (dove fra l’altro si trovava anche la residenza del musicista Pietro Mascagni) e Livorno, ancora aspra e poco urbanizzata, divenne un laboratorio di sperimentazione grazie all’iniziativa di Diego Martelli e alla presenza di artisti come Giovanni Fattori, Telemaco Signorini, Silvestro Lega e Odoardo Borrani, trasformando un tratto allora periferico della Toscana in un centro di creatività artistica. … continua a leggere Castiglioncello e i Macchiaioli

Firenze, i Medici e il Rinascimento dal mito alla realtà (parte seconda)

di Giovanni Caselli

Campagna toscana - La cavalcata dei Magi, particolare (Benozzo Gozzoli 1459)
Campagna toscana – La cavalcata dei Magi, particolare (Benozzo Gozzoli 1459)

Dopo la peste nera del 1348 e durante la sue continue recrudescenze degli anni successivi, si ebbe una notevole espansione della pastorizia e le transumanze divennero indispensabili, quindi organizzate da apposite leggi che regolavano i movimenti degli animali, stabilivano quali dovessero essere le strade di transito ed i metodi per l’assegnazione dei pascoli. Siena si accaparrò l’esclusiva dei pascoli di Maremma creando una istituzione che durante il XV secolo divenne il Monte dei Paschi di Siena, mentre i pascoli montani che originariamente erano nelle mani delle varie aristocrazie comitali passarono gradualmente nelle mani di Firenze, Arezzo e Pistoia o dei monaci camaldolesi. … continua a leggere      Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte seconda)