Natura, archeologia e medioevo in val di Zambra

Itinerario in val di Zambra nel Comune di Sesto Fiorentino

di Michele Chini

La val di Zambra

L’itinerario parte dall’ampio parcheggio del campo sportivo di Doccia da cui, rimontando via Fabbrica per circa 300 metri, si raggiunge  l’imbocco di via Tiglio, indicata anche da cartelli escursionistici (segnavia CAI 3). La stradina sale dolcemente, passando davanti alla villa dei Ginori, poi taglia in piano passando accanto ad alcune case e si congiunge con via Fonte Mezzina, che si segue verso sinistra tra ulivi e muretti a secco. Giunti ad un bivio si prosegue sulla destra superando un cancello oltre il quale si diparte la strada che porta alle cave di arenaria e di qui, voltando a sinistra, si entra nella stretta valle della Zambra. Anche se siamo appena a fine marzo, a causa dei molti giorni di sole la parte bassa del corso d’acqua è già praticamente in secca, ma man mano che si sale si cominciano ad individuare pozze e cascatelle. … continua a leggere La val di Zambra tra natura, archeologia e medioevo

Toponimi toscani: Garfagnana

Regione storica e geografica della Toscana, in provincia di Lucca, corrisponde al bacino superiore del flume Serchio. Estesa sul versante meridionale dell’Appennino tosco-emiliano e su quello interno delle Alpi Apuane, è caratterizzata da un paesaggio montuoso o collinare. Abitata fin da epoca antica ed importante valico fra la Toscana e la media valle del Po, la Garfagnana è stata contesa nel Medioevo e poi divisa tra una parte estense ed una parte lucchese, fino al 1847. Col Regno d’ltalia è ammessa alla provincia di Massa Carrara e, nel 1923, a quella di Lucca II nome Garfagnana è attestato nell’a. 796 come «Carfaniana» e nell’a. 897 «Garfaniana» (ma la forma con C persiste nei documenti almeno fino al sec. XIV); quanto all’origine, riflette una formazione prediale (dal latino praedialis, der. del lat. praedium:podere,  riguarda i terreni ed è relativo alla proprietà di fondi rustici) con il suffisso -ana (modo per formare un aggettivo da un sostantivo usato per indicare i possedimenti di qualcuno), da un nome di persona latino Carfanius o, eventualmente, Carfana, Carrufanius.

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La Via del Volto Santo

Il sistema di porte e postierle a Firenze (seconda parte)

di Salvina Pizzuoli

Le mura di Firenze nella Pianta della Catena del XV secolo

Nel 1284 venne deciso l’ampliamento della cinta muraria della città di Firenze, la terza, un’opera imponente che si protrasse per molti anni fino al parziale compimento nel 1333, un anno fatidico per la città ricordato per la tremenda esondazione del fiume Arno, e continuata negli anni successivi fino al 1388 e oltre come scriveva il Repetti nel “Compendio della storia di Firenze, articolo estratto dal Dizionario geografico storico della Toscana”.

Firenze in epoca romana aveva quattro porte: San Piero, del Vescovo, San Pancrazio e Santa Maria due lungo ciascun asse tracciato dal cardo e dal decumano e pertanto una a nord e la corrispettiva a sud, l’altra a est e la corrispettiva a ovest. continua a leggere Il sistema di porte e postierle a Firenze

Le corse dei carri in Etruria nell’ambito funebre

di Michele Zazzi

Particolare di un bassorilievo chiusino

Corse di carri a due (bighe) o tre cavalli (trighe, con due cavalli timonieri ed uno esterno libero) appaiono su alcune tombe di Tarquinia (tombe delle Olimpiadi, del Maestro delle Olimpiadi e delle Bighe) e di Chiusi (tombe del Colle Casuccini, di Poggio al Moro e della Scimmia) ed in alcuni rilievi chiusini dal VI al IV secolo a.C. Probabilmente a Chiusi la corsa su carri era il gioco funebre prevalente.  La triga risulta il tiro più ricorrente in Etruria.
Si tratta della rappresentazione di giochi funebri in onore di defunti della classe aristocratica.
L’iconografia ci consente di desumere alcune caratteristiche della corsa.
continua a leggere Le corse dei carri in Etruria nell’ambito funebre

La pieve di Santa Maria Assunta di Stazzema sulla valle del Vezza

Monte Forato

Da Pietrasanta ci muoviamo verso Seravezza il cui toponimo nasce dalla particolare posizione geografica tra il Serra e il Vezza i due torrenti che confluendo formano il fiume Versilia che dà il nome alla porzione nord-occidentale del territorio toscano. Subito fuori dal paese, lungo la sponda sinistra del Vezza ci accoglie, tra due lunghe strisce di prato dal verde intenso, il tracciato di accesso alla dimora estiva dei Medici: il palazzo voluto da Cosimo I fu realizzato dal celebre architetto Bartolomeo Ammannati nel 1555. Quattro massicce torri angolari attorno al cortile e al pozzo, un grande portale con lo stemma. 

Proseguiamo lungo la valle del Vezza, stretta e profonda, e verdissima in questa piovosa primavera ma ampi scorci ci riservano vedute grandiose sulle Apuane che giganteggiano sullo sfondo. Primo tra gli spettacoli naturali che ci accompagnano nel tragitto la vista del Monte Forato che deve il suo nome ad un ampio “buco” sotto l’arco che unisce due cime e, non seconda, non in ordine di maestosità e bellezza, la Pania della Croce. … Continua a leggere La pieve di Santa Maria Assunta di Stazzema

Uno studio geo-storico del territorio fiorentino

del prof. Giovanni Caselli

Territorio di Firenze, Prato e Pistoia in una antica carta

Il territorio, che si estende tutto attorno a Firenze e che le nostre vie traversano per diversi chilometri, contiene i resti archeologici che per secoli e secoli hanno caratterizzato la vita e il lavoro di chi viveva in campagna con il sistema della “mezzadria”. Chi non lo conosce, perché è troppo giovane per averlo visto, ma ne ha letto e anche studiato, lo descrive come “il paesaggio della mezzadria” che oggi ha solo lasciato pochi residui. La mezzadria era un sistema di produzione, anzi un sistema di vita, quando la nostra vita consisteva essenzialmente di produzione ai fini della riproduzione, che risale alla preistoria ed esisteva in epoca etrusca. La mezzadria era il sistema istituzionalizzato che caratterizzava il rapporto tra il contadino e il proprietario del terreno. Nell’epoca precedente all’ellenismo, ossia alla conquista della Persia da parte di Alessandro Magno, da noi l’epoca etrusca arcaica, fino al IV secolo a.C., la terra apparteneva agli dei che avevano un rapporto diretto con i sacerdoti che con gli dei comunicavano. … continua a leggere Uno studio geo-storico del territorio fiorentino

L’abbazia di Buonsollazzo a Vaglia

nelle foto di Enio Bravi

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Società e religione degli Etruschi

di Giovanni Caselli

Lucomunia di Roselle

In tempi storici gli Etruschi risultano essere il primo popolo in Italia ad aver costituito uno stato con residui di forme istituzionali di tipo tribale. L’aristocrazia che colonizza l’Etruria stablisce una monarchia che sta al di sopra di ogni altra forma di organizzazione, con potere decisionale sulla vita o la morte dei cittadini. Questo potere è simbolizzato nell’arte etrusca dalla testa della Gorgone Medusa. … continua a leggere Società e religione degli Etruschi

L’importanza delle strade nella storia

di Giovanni Caselli

Cosa

Esistono strade o tratti strada con nomi tradizionali evocativi. Oltre a vie campestri da sempre note come la Via Francigena; vi sono numerose Vie Romee, Vie Lauretane, Vie del Sale, e anche una Via Parigina, nel Valdarno superiore. Il termine “Via Francigena” è oggi diventato sinonimo per “via di pellegrinaggio”. Tanto è vero che un percorso turistico dedicato a San Francesco, viene indicato come “Via Francigena di San Francesco”! E’ facile capire come ad alcuni succeda di pensare a come verificare questa tradizione e provare l’emozione di calpestare strade che in realtà sono le “arterie” del sistema circolatorio della cultura. Si tratta delle arterie che hanno creato l’Europa e consentito ai paesi che la compongono di svilupparsi culturalmente, di saperi e conoscenze che sono in realtà una sintesi del sapere e delle conoscenze accumulate da ogni popolo e nazione del continente eurasiatico, diffusosi mediante questo sistema circolatorio la cui “aorta” è la Via della Seta. Con questo nome così evocativo si intende una rete globale di vie che ramificandosi per tutto il continente eurasiatico e il nord Africa, ha nutrito assai copiosamente la sua parte occidentale, quella  che i testi scolastici chiamano Europa, forse la più ricettiva per virtù di un istinto naturale che dall’Età del Bronzo sembra aver spinto le genti dal centro del continente eurasiatico a seguire la direzione del sole: verso occidente. … continua a leggere Le strade e la storia

Il sistema di porte e postierle a Firenze (Prima parte)

di Salvina Pizzuoli

Firenze le mura, le torri e Porta alla Croce, a sinistra.

Se percorriamo i viali che cingono il centro storico della città di Firenze troviamo il tragitto punteggiato da antiche vestigia che ne occupano le grandi piazze, come il Progetto Poggi, realizzato alla fine dell’Ottocento, aveva previsto: sono le antiche Porte della città. Tutto il percorso corre tra presente e passato quando al posto delle strade che stiamo percorrendo esisteva il giro della cerchia trecentesca della quale rimangono, a simulacro, quasi sperdute sentinelle, le imponenti costruzioni solo di alcune delle Porte di accesso alla città.  … continua a leggere Firenze: porte e postierle (Prima parte)