Un piatto di magro della tradizione toscana: baccalà in zimino


E siccome a Natale già ci siamo, o almeno così ci dicono gli addobbi nelle strade e nei negozi, affrettiamoci, dovessimo arrivare in ritardo, senza la ricetta e soprattutto senza la storia e le curiosità legate a un piatto, di magro, tipico della cucina toscana!

Ovviamente pesce, quello della tradizione: un buon baccalà, ma questa volta in zimino, alla fiorentina.

Ma in zimino, cosa significa?

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Il Vin Santo toscano: e ce ne vuole perché sia Vin Santo…


È sicuramente il più conosciuto e per alcuni il più buono e il più vero ma, contrariamente a quanto si possa credere, non è l’unico: ce ne sono trentini, emiliani, veneti, umbri e di diverse zone della stessa Toscana come il Vin Santo del Chianti Classico, di Montepulciano, del Chianti tra cui quello della Rufina e quello di Carmignano noto per la sua antica tradizione storica, solo per citarne alcuni tra i più conosciuti in base alle quantità prodotte.

Ma procediamo con ordine.

Come si fa il Vin Santo?    … continua a leggere     Il Vin Santo toscano: e ce ne vuole perché sia Vin Santo…

 

Castagnata del Diavolo: un piatto legato a una leggenda


Castagne nella varietà “marrone”

Un piatto legato alla leggenda che volle il diavolo protagonista non solo della costruzione dello splendido ponte sul Serchio ma anche di tutta una serie di storie legate all’attraversamento del fiume servendosi del ponte o del diavolo come traghettatore. Ma anche per spiegare la presenza di castagne nella zona di Borgo a Mozzano nonché di un piatto saporito tanto da aver tentato e corrotto anche il diavolo.

Una suora di nome Monna Leta aveva deciso di disfarsi del diavolo prendendolo per la gola e pertanto allestì un fornello, accanto al fatidico ponte, su cui cosse un po’ di caldarroste che poi sbucciò da ogni buccia, anche della pellicina. Sul fondo di una padella aveva sistemato uno strato sottile di zucchero e un goccio di vino facendo andare il tutto a fuoco vivo. Quando il diavolo, attirato dall’odore, si avvicinò unì le caldarroste e vi versò sopra una tazza di buona grappa. Ne derivò una fiamma viva ma il diavolo, abituato alle fiamme dell’inferno, riuscì lo stesso a vedere le castagne e a prenderne qualcuna che trovò deliziosa sebbene infuocata. Quello fu il prezzo da pagare: per ogni castagna un passeggero poteva attraversare il ponte senza il pericolo di dover vendere l’anima al diavolo se non poteva pagare il compenso. Il patto era stretto: “Purché non manchino le castagne” e così fu, da allora a Borgo a Mozzano le castagne non mancarono e nessuno più corse il pericolo di dover vendere l’anima sua. E non è finita: era nata anche la Castagnata del Diavolo” la cui ricetta si può ritrovare tra le righe della leggenda. …  per altre ricette vai a   Ottobre tempo di castagne: storia e antiche ricette

Ottobre tempo di castagne: storia e antiche ricette


Giovanni Righi Parenti, rinomato enogastronomo senese, dedicò un suo libro a questo frutto tanto amato in Toscana e utilizzato per la preparazione di vari piatti, dai primi ai piatti di mezzo ai contorni fino ai dolci, fornendoci una serie interessante di notizie e sulla pianta e sul frutto.

Secondo Plinio il suo nome deriva da Kastanis una città del Ponto in cui era coltivato in modo intensivo, furono comunque i Romani a diffonderlo in tutte le terre dell’impero selezionandone le varietà al fine di ottenere frutti più dolci e più grandi   … continua a leggere   Ottobre tempo di castagne: storia e antiche ricette

Tempo di vendemmia … tempo di schiacciata con l’uva


Schiacciata con l’uva

Piaceva e piace ancora questo dolce, dal gusto particolare, che in Toscana inaugura l’autunno. Un dolce dalle origini antiche, c’è chi lo fa risalire agli Etruschi, semplice come può esserlo il pane con l’uva, perché in fondo di questo si tratta o almeno si trattava in origine.  Oggi, a gusti mutati, anche la schiacciata con l’uva vive molte varianti a partire dall’impasto e dall’uso del tipo di vitigno. … continua a leggere  Schiacciata con l’uva, curiosità e ricetta

I “Principii” alla toscana: i crostini


Piatti tipici toscani, la loro storia e le loro ricette

Il termine crostino richiama subito bocconcini appetitosi e in Toscana si lega soprattutto a quelli detti anche “neri” con i fegatini di pollo, diffusi su tutto il territorio ma con diverse varianti. L’etimo di crostino deriva dal latino crustum ovvero biscotto o da crustulum, crosta; in effetti si tratta di una fetta di pane reso duro come la crosta arrostendolo o friggendolo.

Ed è talmente è diffuso l’uso di questi Principii, per dirla con il grande Artusi, che in terra Toscana “essere un crostino” è anche identificato con una persona che lamenta vari malanni, quindi noiosa.

Quale strana correlazione leghi gli ottimi crostini con l’essere un crostino non è dato di sapere, ma forse intuibile, se pensiamo solo al pane duro che ne sta alla base…

Ma torniamo a quelli che sono i più diffusi su tutto il territorio e tanto imitati.   … continua a leggere  I “Principii” alla toscana: i crostini

L’Alchermes, il liquore de’ Medici


Il suo è un nome che di fiorentino ha poco eppure la ricetta più famosa e diffusa di questo liquore, che ha conosciuto vari tentativi di imitazione, ha Firenze come città natale. L’origine di questo nome esotico è araba ed è legata al suo bel colore rosso ricavato dalla “Cocciniglia”, dall’ arabo al qirmiz, che indica e l’insetto e il colore. Le femmine della Cocciniglia secernono acido carminico per difendersi dai predatori ed è dalle femmine essiccate che si ricava una polvere colorante da cui si ottiene il colore rosso carminio che contraddistingue il liquore. Oggi, nella produzione industriale, la Cocciniglia è sostituita da coloranti alimentari.

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La Biadina lucchese del “Tista”


La Toscana si sa va famosa per la cucina e per alcuni liquori tipici tra i quali il Vin Santo che ne è diventato il simbolo; ma anche altri, sebbene non sempre superino i confini locali, occupano un posto ben preciso nella storia del territorio da cui provengono.

Uno di questi è la Biadina, nata a Lucca nella bottega di Giovanbattista Nardini, detto il Tista

Ma procediamo con ordine.    …  Continua  La Biadina lucchese del “Tista”

Trippa alla montalcinese con lo zafferano


Piatti e ricette tipiche toscane

Trippa montalcinese

TRIPPA ALLA MONTALCINESE CON LO ZAFFERANO 4 PERSONE* trippa (croce e cuffia: kg 1 1 cipolla bianca 1 bicchiere di vino bianco 1 tazza di brodo 1 bustina di zafferano 1 bicchierino di vinsanto secco 4 cucchiai di parmigiano grattato burro: g 50 olio d’oliva sale e pepe … Continua