Il lago degli Idoli: gli Etruschi sul Falterona

di Giovanni Caselli

Nel 1838 una pastorella di Stia trovò una statuetta di bronzo sulla sponda di un laghetto non lontano dalle sorgenti dell’Arno a circa 1400 metri di quota. Il laghetto, formatosi a causa di un cedimento geologico nel fianco della montagna era noto come Lago di Ciliegeta e probabilmente costituiva un punto di attrazione per la popolazione e soprattutto per i pastori di questa montagna, la più alta dei pascoli estivi dell’Appennino tosco-romagnolo. Il ritrovamento stimolò gli eruditi della zona di Stia a formare una associazione di dilettanti che si impegnò a condurre ricerche attorno a quello specchio d’acqua.   … continua a leggere    Il lago degli Idoli: gli Etruschi sul Falterona

Altri articoli sugli Etruschi alla pagina: Liguri ed Etruschi

Fiesole: tra Etruschi e Romani

di Letizia Tripodi

 

Quando da turisti ci accingiamo a visitare la Toscana, tra le tappe assicurate non può mancare Firenze, con i suoi monumenti e la sua storia che trapela da ogni angolo delle strette vie che la attraversano. Quello che però spesso non viene considerato, è che a pochi minuti dal capoluogo toscano si trova Fiesole, una cittadina ricca di segni del passato, graziosa e suggestiva come solo i piccoli borghi sanno essere.

Fiesole occupa la sommità di due colline, San Francesco e Sant’Apollinare, stagliandosi così in alto rispetto a Firenze e a un panorama a dir poco mozzafiato … continua a leggere  Fiesole: tra Etruschi e Romani

Gli Etruschi a Dicomano (Mugello)

di Giovanni Caselli

L’area archeologica di San Martino a Poggio – Frascole e il Museo archeologico comprensoriale del Mugello e della Valdisieve rientrano nell’itinerario archeologico della Toscana. Il territorio di Dicomano è ricco di presenze archeologiche. L’area di Frascole è quella che ha restituito i più consistenti reperti. I numerosi scavi hanno permesso di scoprire, oltre alle fondamenta dell’antica chiesa romanica di S. Martino al Poggio, materiali riferibili dal VI sec. a.C. al I° sec. d. C., nonché il poderoso perimetro quadrangolare di un edificio etrusco, che probabilmente era una struttura difensiva a controllo della strada di transito proveniente dal Casentino.     …  continua a leggere    Gli Etruschi a Dicomano

Itinerari di oggi su antiche strade romane: via Aurelia ed Aemilia Scauri

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Aurelia da Roma a Luni raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: la Tirrenia di Strabone

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Ostia a Centumcellae

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Centumcellae a Salebro

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Salebro a Portus Pisanus

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia

La battaglia di Talamone narrata da Polibio

Le Storie di Polibio nell’edizione veneta del 1546

Polibio (206-118 a.C.) fu uno storico greco autore delle Storie, opera composta di quaranta libri giunti fini a noi solo in parte, che narra la storia romana dal 220 al 146 a.C. I capitoli compresi dal XXV al XXXI del  Secondo Libro narrano in maniera particolarmente precisa lo svolgimento della battaglia di Talamone (225 a.C.) nella quale i Romani sconfissero una forte coalizione di popoli Celti diretti contro Roma.

XXV. I Galli pertanto, entrati in Etruria, corsero la campagna, guastandola impunemente, e non opponendosi loro alcuno, mossero alla fine contro Roma stessa, ed essendo già presso Chiusi, città distante da Roma tre giornate, ebbero avviso che alle loro spalle seguivano ed erano per raggiungerli le forze de Romani stanziate a confini dell’Etruria. A questa novella voltaronsi e si fecero loro incontro, affrettandosi di combattere. … continua a leggere    La battaglia di Talamone narrata da Polibio

La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.

Castello di Talamone costruito in epoca mediavalesui resti d’un ediificio etrusco-romano (foto dei primi del Novecento)

Nel 1888, durante gli scavi per la costruzione di una fortificazione militare sulla cima del colle di Talamonaccio, vennero alla luce i resti dell’antica città etrusca. Ecco quanto racconta il Gamurrini, uno degli studiosi che iniziò le indagini archeologiche: la cima del poggio di Talamonaccio era al tempo etrusco romano occupata da una piccola città la quale dalla parte di sud-est sovrastava alla via Emilia e alla foce del fiume Osa, ed a ponente al porto e seno marino. Era cinta da un doppio giro di mura senza calce, ora quasi tutte disfatte e ricoperte dalla terra: il primo esterno di circa un chilometro, l’altro interno a breve distanza da quello. Le case frequenti con pareti di mura e con pavimenti a smalti di calce, al modo e misura romana. Fiorì, come si argomenta dalla sotto stante necropoli, nel secolo terzo secolo a.C. e forse era sorta poco prima. (Notizie degli Scavi di Antichità, anno 1888).   … continua a leggere    La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.

Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (terza parte)

Da Roma a Luni, un viaggio nel V secolo d.C. dal De Reditu suo di Rutilio Namaziano

descritto da Giovanni Caselli

Mosaico di epoca romana (Ostia)

Da Salebro, la nuova litoranea del console Emilio Scauro, la via Aurelia Sacuri, traversava il fosso Pecora,-a ricordo dei milioni di pecore che qui venivano portate in inverno dagli Appennini Tosco-Romagnoli durante le transumanze- e giungeva nella piana del torrente Cornia all’estremità ella quale é il promontorio di Populonia, dove si trova l’odierna Piombino in luogo del porticciolo romano di Falesia. La Via Aemilia Scauri tagliava subito verso nord e San Vincenzo, ma al bivio, la stazione di Manliana, era un diverticolo che conduceva alla città etrusca, l’unica fra tutte, situata sul mare. L’ubicazione è tipica di una colonia ellenica: un promontorio e un porto naturale.   …  continua a leggere       Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (terza parte) 

 

Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (seconda parte)

Da Roma a Luni, un viaggio nel V secolo d.C.

da il De Reditu suo di Rutilio Namaziano

descritto da Giovanni Caselli

L’Aurelia proseguiva diritta, traversava il Minio (Mignone), per entrare nel litorale di Tarquinia, con i due porti di Graviscae e di Martanum. La città più importante dell’Etruria sorgeva sul colle a nord dell’attuale. Fondata da Tarconte, figlio di Tirreno, nel IX secolo a.C., epoca a cui risalgono i reperti più antichi, tombe della cultura ‘villanoviana’ a fossa. Dal VII secolo iniziano le tombe a camera che col tempo divennero tombe decorate e dipinte, da artisti greci o comunque di scuola greca.

Le tombe dipinte di Tarquinia sono ben note, ma rimasero sepolte per lunghi secoli prima della loro riscoperta. La ricchezza delle tombe, riflette quella della città, purtroppo lungi dall’essere nota agli archeologi, se non per l’area del tempio ‘Ara della Regina’ e poche altre zone. Forse questa città conquistò Roma quando là vi regnavano i Tarquinii, forse fu solo un’influenza politica, certamente vi fu dominio culturale. Nel VI secolo a.C. già inizia la decadenza, nel IV iniziano le guerre per contrastare l’espansionismo di Roma. Ma la cultura etrusca fu dura da cancellare e continuò per secoli e secoli a manifestarsi in tutta l’Etruria meridionale. Il Museo Nazionale Tarquiniese contiene una delle massime raccolte di reperti etruschi in Etruria.

“… Poco dopo avvistiamo i tetti sparsi di Graviscae, spesso piagata da miasmi di palude nell’estate, nonostante le vicine fitte pinete che adombrano la sponda del mare…”     …    continua a leggere    Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (seconda parte)

Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (prima parte)

Da Roma a Luni, un viaggio nel V secolo d.C. dal De Reditu  suo di Rutilio Namaziano

descritto da Giovanni Caselli

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Claudio Rutilio Namaziano nacque nella Gallia Narbonense, forse a Tolosa, e in giovane età si recò a Roma dove iniziò la carriera politica fino a ricoprire la carica di praefectus nel 414 d.C.

L’invasione dei Goti e le distruzioni da loro causate lo costrinsero ad abbandonare Roma e a ritornare in Gallia per curare i suoi possedimenti devastati dalle incursioni dei barbari. Preferì intraprendere il viaggio per mare evitando in tal modo i rischi di percorrere le strade consolari, in questo caso la via Aurelia, ormai insicure e difficili da percorrere dato il loro stato di grave abbandono.

Partì dal Portus Augusti situato a circa 4 km a nord della foce del Tevere con sei navicelli   …  continua a leggere  Rutilio Namaziano “De reditu suo”: da Roma a Luni (prima parte)

La Tirrenia e gli Etruschi secondo Strabone

di Giovanni Caselli

Il geografo Strabone

Siamo in mezzo alla terra d’Etruria dalle numerose e nobili città. Sarebbe impossibile menzionarle tutte e descrivere le loro ricchezze. Strabone, pragmaticamente descrive l’Etruria con dovizia di particolari. Ma chi erano gli Etruschi? Da dove venovano? prima di iniziare il viaggio lungo la Via Cassia, da Roma a Chiusi, Arezzo, Fiesole e Lucca, sentiamo il parere di un ‘autorità dell’epoca, visto che gli studiosi moderni non si trovano ancora daccordo.

Così la descrive il geografo greco Strabone vissuto nel I° secolo a.C nella sua monumentale opera, la Geografia.

Chiamiamo Seconda Porzione quella Ligustica (Liguria) situata negli Appennini stessi, fra quella Celtica che ho appena descritto e la Tyrrhenia. Non ha nulla che valga la pena descrivere dettagliatamente, eccetto dire che la gente vive principalmente in villaggi, arando o zappando terreni aspri, o piuttosto, come dice Poseidonius, cavando pietre. … continua a leggere      La Tirrenia e gli Etruschi secondo Strabone