Il Caso di Murlo: Viaggio nell’Etruria Rurale con Giovanni Caselli

di Giovanni Caselli

elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)
elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)

Il dibattito storiografico sull’organizzazione territoriale e socio-economica dell’Etruria interna trova un punto di svolta nelle evidenze archeologiche emerse a Poggio Civitate (Murlo) a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Nel saggio analitico intitolato “Il caso di Murlo”, l’archeologo e antropologo Giovanni Caselli riesamina criticamente la portata scientifica di questa scoperta, inserendola nel quadro dei modelli di popolamento rurali di epoca orientalizzante ed arcaica.

L’analisi di Caselli si focalizza sulla transizione evolutiva delle strutture di potere locali. L’autore decostruisce l’immagine tradizionalmente urbano-centrica della civiltà etrusca, dimostrando come l’edificio monumentale di Murlo configurasse un centro egemonico rurale. Questo complesso combinava funzioni politico-religiose a una chiara vocazione di coordinamento economico-produttivo dell’entroterra agricolo. ... continua a leggere      Il caso di Murlo 

La produzione del vino nell’Etruria romana: il modello di Capalbio

La viticoltura antica: viaggio nell’Etruria romana

di Alessandro Ferrini

Affresco restaurato rinvenuto nella villa Settefinestre
Affresco restaurato rinvenuto nella villa Settefinestre

L’eccellenza della viticoltura toscana affonda le sue radici in un passato lontano, in cui la sapienza agricola si intrecciava con i grandi mutamenti politici ed economici della Repubblica Romana. Tra il II e il I secolo a.C., il territorio dell’Etruria meridionale è stato il palcoscenico di una vera e propria rivoluzione agraria.

A seguito del fallimento della riforma agraria dei Gracchi, il panorama rurale ha visto la nascita e il consolidamento del latifondismo. Grandi proprietà terriere, sostenute dal massiccio afflusso di manodopera schiavile, si trasformarono in veri e propri centri di produzione intensiva. Tra questi, il territorio di Capalbio rappresenta un esempio straordinario: una “fattoria modello” capace di ottimizzare la produzione e l’esportazione del vino su larga scala, ridefinendo l’economia del tempo.

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La Via Tirrenica e l’etrusca Gonfienti

Storia, commerci e abbandono dell’antico snodo che collegava l’Arno alla Pianura Padana

di Giovanni Caselli

Direttrici stradali fra Bologna e Firenze
Direttrici stradali fra Bologna e Firenze

Il testo approfondisce le antiche origini di questa direttrice, concentrandosi sull’importante insediamento etrusco di Gonfienti (risalente alla fine del VII secolo a.C.) situato tra Prato e Firenze. L’articolo spiega come questa antica via di comunicazione fosse fondamentale per collegare l’Etruria centrale con quella padana e come la città sia stata un centro nevralgico fino al suo misterioso abbandono alla fine del V secolo a.C.

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La via Faentina in epoca romana

Da Firenze a Faenza lungo un’antica via romana

di Alessandro Ferrini

Tracciato della via Faventina
Tracciato della via Faventina

Costruita lungo un antico percorso etrusco – secondo alcuni nel 150 a.C. secondo altri dopo la fondazione di Firenze nel 59 a.C. – è registrata nell’Itinerarium Antonini (una sorta di stradario della viabilità romana che riporta le distanze in m.p. fra le varie località, risalente al periodo di Diocleziano, nel III secolo d.C.) nel percorso “via a Faventia – Lucam”. Era considerata far parte del sistema viario militare che da Firenze giungeva fino a Lucca e poi a Luni: una sorta di strada dei due mari che univa Adriatico e Tirreno. L’Itinerarium fa partire la strada consolare da Faenza e quindi anche il computo delle distanze (come appare dalla fig.1), noi invece ricostruiamo il percorso partendo da Firenze, da Porta contra Aquilonem, quella a nord, situata più o meno fra piazza San Giovanni e via de’ Cerretani, passava per Borgo san Lorenzo e via san Gallo fino a incrociare l’odierna via Faentina sul torrente Mugnone. …continua a leggere Da Firenze a Faenza: la via Faventina

 

Vanth, divinità etrusca dell’oltretomba

di Michele Zazzi

Vanth, affresco dellaTomba François
Vanth, affresco dellaTomba François

Vanth, divinità femminile della mitologia etrusca, si trova frequentemente rappresentata su monumenti funerari (urne, sarcofagi, tombe) su specchi o su vasi di ceramica con riguardo a scene di morte dal IV secolo a.C. in poi.

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Celebri battaglie combattute in Etruria

in epoca etrusco-romana

Battaglie epoca etrusco romana

La battaglia di Alalìa fra Etruschi, Greci e Cartaginesi (540 a.C. circa)

 La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.

 La battaglia di Talamone narrata da Polibio

Annibale in Toscana fra storia e leggenda

Annibale dalla Trebbia al Trasimeno 217 a.C.

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)

Il museo etrusco di Murlo

Museo di Murlo, "cappellone", particolare
Museo di Murlo, “cappellone”, particolare

Siamo a Murlo nei pressi di Siena in quella bella valle percorsa dal Merse e dall’Ombrone di cui il primo è tributario.

A Poggio Civitate, di fronte all’abitato dell’antico possedimento vescovile, da cui il nome di Vescovato di Murlo, tra la macchia fitta del bosco, sono stati portati alla luce diversi reperti appartenuti ai lontani abitatori del luogo: gli Etruschi.

Sono stati rinvenuti i resti di un grande edificio caratterizzato da due fasi costruttive: la prima, datata intorno alla fine del VII secolo a.C. … continua a leggere Museo di Murlo

L’antica Etruria di Plinio il Vecchio

Antica Etruria, la VII regio
L’antica Etruria

Nella Naturalis Historia, la sua monumentale opera, Caio Plinio Secondo, detto Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), oltre alla famosa classificazione delle specie botaniche ci offre anche la descrizione geografica del territorio europeo e del bacino mediterraneo. Riportiamo di seguito il brano relativo all’Etruria.

“La costa della Liguria si estende per 211 miglia dal fiume Varo1 al Magra. Da lì inizia la settima regione, l’Etruria; una regione che spesso ha cambiato nome. In tempi antichi i Pelasgi cacciarono da essa gli Umbri, ma ne furono a loro volta scacciati dai Lidi. Dal nome del re di questi gli abitanti furono chiamati Tirreni3. In seguito, dalla parola greca del rito sacrificale, presero il nome di Tusci4.

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L’antica Aurelia da percorrere oggi in cinque tappe alla scoperta del passato

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Aurelia da Roma a Luni raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia
Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: la Tirrenia di Strabone

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Ostia a Centumcellae

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Centumcellae a Salebro

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Salebro a Portus Pisanus

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia

La fiasca del pellegrino in Etruria

di Michele Zazzi

fiaschetta della tomba del Guerriero di Poggio alle Croci
fiaschetta della tomba del Guerriero di Poggio alle Croci

Per fiasca del pellegrino (o borraccia del viandante) s’intende far rifermento ad un recipiente da viaggio, di forma tendenzialmente tondeggiante schiacciata, per il trasporto di liquidi.

La tipologia in esame ebbe origine in oriente (già in Mesopotamia) e si diffuse nel Mediterraneo occidentale. La comparsa in Etruria viene perlopiù ricondotta a modelli ciprioti e fenici. Gli esemplari etruschi sono in bronzo, in impasto, in bucchero, argilla figulina, ceramica etrusco-corinzia e presentano varie morfologie.

Le fiasche in lamina bronzea si diffusero prevalentemente nell’VIII ed i primi dell’VII secolo a.C.

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