Da Firenze a Faenza: la via Faventina

Da Firenze a Faenza lungo un’antica via romana

di Alessandro Ferrini

Tracciato della via Faventina
Tracciato della via Faventina

Costruita lungo un antico percorso etrusco – secondo alcuni nel 150 a.C. secondo altri dopo la fondazione di Firenze nel 59 a.C. – è registrata nell’Itinerarium Antonini (una sorta di stradario della viabilità romana che riporta le distanze in m.p. fra le varie località, risalente al periodo di Diocleziano, nel III secolo d.C.) nel percorso “via a Faventia – Lucam”. Era considerata far parte del sistema viario militare che da Firenze giungeva fino a Lucca e poi a Luni: una sorta di strada dei due mari che univa Adriatico e Tirreno. L’Itinerarium fa partire la strada consolare da Faenza e quindi anche il computo delle distanze (come appare dalla fig.1), noi invece ricostruiamo il percorso partendo da Firenze, da Porta contra Aquilonem, quella a nord, situata più o meno fra piazza San Giovanni e via de’ Cerretani, passava per Borgo san Lorenzo e via san Gallo fino a incrociare l’odierna via Faentina sul torrente Mugnone. …continua a leggere      Da Firenze a Faenza: la via Faventina   

Idoli e luoghi sacri pagani in Casentino

di Giovanni Caselli

Resti etruschi rinvenuti dietro la pieve di Socana

Prima del cristianesimo, due poli importanti del culto in Casentino erano il Lago di Ciliegeta, poi Lago degli Idoli sul fianco sud occidentale del Monte Falterona e il santuario etrusco-romano di Sòcana. Non è affatto detto che queste due ultime località – rivelateci da fortuite scoperte e non da ricerche sistematiche – siano state i più importanti, o gli unici, punti di riferimento del culto e della religiosità popolare locali, ritenerlo può essere fuorviante. È del tutto probabile che ve ne siano stati altri e in particolar modo dove eventuali culti pagani sono stati sostituiti dal culto cristiano tramite una “teofania”. In tal caso i luoghi si moltiplicherebbero.

E’ un fatto sintomatico ovunque che proprio laddove esista oggi un luogo di culto cristiano, ne sia esistito uno anche in epoca pre-cristiana. Si può esser certi che nella maggior parte dei casi le pievi del Casentino siano sorte sopra o in prossimità di templi pagani. In numerosi casi un antico luogo di culto abbandonato in epoca cristiana non era così importante all’avvento del cristianesimo, altrimenti si sarebbe sovrapposto ad esso un culto cristiano proprio per estirpare il pagano e cancellarne la memoria. … continua a leggere Idoli e luoghi sacri pagani in Casentino

Roselle, Cosa, Vulci, Vetulonia

Quattro interessantissime aree archeologiche fra Maremma Toscana e Laziale

Roselle, l’area archeologica della città etrusco romana

Area archeologica di Roselle – Galleria foto

Cosa, l’area archeologica e il Portus Cusanus

Cosa, area archeologica – galleria foto

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Galleria immagini: l’area archeologica di Vulci

Galleria immagini: i vasi di Vulci

Vetulonia, la storia e il Museo archeologico

Vetulonia e la grande geopolitica del Mediterraneo

Galleria foto Vetulonia e il Museo Archeologico

Visita al Museo Archeologico di Grosseto: Roselle

Etruschi: origini e lingua

di Giovanni Caselli

Chi erano gli Etruschi? Philip Perkins dice che questo è stato a lungo un problema spinoso. Da Erodoto ad oggi il dibattito è stato intenso. Lasciando da parte il romantico “mistero etrusco” la questione è stata da tempo chiarita da Massimo Pallottino, quando egli convinse il mondo accademico del fatto che gli Etruschi erano autoctoni, che parlavano un lingua non indoeuropea e che avevano radici nell’area etrusca fino dalla tarda Età del Bronzo. Infatti la definizione di “Villanoviano” del popolo che in questa area precede la civiltà etrusca è stata sostituita da quella di “Proto-Etrusco” già da Ward Perkins nel 1959 per sottolineare una continuità della civiltà dell’Etruria dall’epoca protostorica a quella storica. Sybille Haynes ha scritto che la civiltà dei villaggi della prima Età del Ferro dalla quale si svilupparono le comunità etrusche senza soluzione di continuità, è nota come civiltà “Villanoviana”.     … continua a leggere    Etruschi: origini e lingua

Il lago degli Idoli: gli Etruschi sul Falterona

di Giovanni Caselli

Nel 1838 una pastorella di Stia trovò una statuetta di bronzo sulla sponda di un laghetto non lontano dalle sorgenti dell’Arno a circa 1400 metri di quota. Il laghetto, formatosi a causa di un cedimento geologico nel fianco della montagna era noto come Lago di Ciliegeta e probabilmente costituiva un punto di attrazione per la popolazione e soprattutto per i pastori di questa montagna, la più alta dei pascoli estivi dell’Appennino tosco-romagnolo. Il ritrovamento stimolò gli eruditi della zona di Stia a formare una associazione di dilettanti che si impegnò a condurre ricerche attorno a quello specchio d’acqua.   … continua a leggere    Il lago degli Idoli: gli Etruschi sul Falterona

Altri articoli sugli Etruschi alla pagina: Liguri ed Etruschi

Fiesole: tra Etruschi e Romani

di Letizia Tripodi

 

Quando da turisti ci accingiamo a visitare la Toscana, tra le tappe assicurate non può mancare Firenze, con i suoi monumenti e la sua storia che trapela da ogni angolo delle strette vie che la attraversano. Quello che però spesso non viene considerato, è che a pochi minuti dal capoluogo toscano si trova Fiesole, una cittadina ricca di segni del passato, graziosa e suggestiva come solo i piccoli borghi sanno essere.

Fiesole occupa la sommità di due colline, San Francesco e Sant’Apollinare, stagliandosi così in alto rispetto a Firenze e a un panorama a dir poco mozzafiato … continua a leggere  Fiesole: tra Etruschi e Romani

Gli Etruschi a Dicomano (Mugello)

di Giovanni Caselli

L’area archeologica di San Martino a Poggio – Frascole e il Museo archeologico comprensoriale del Mugello e della Valdisieve rientrano nell’itinerario archeologico della Toscana. Il territorio di Dicomano è ricco di presenze archeologiche. L’area di Frascole è quella che ha restituito i più consistenti reperti. I numerosi scavi hanno permesso di scoprire, oltre alle fondamenta dell’antica chiesa romanica di S. Martino al Poggio, materiali riferibili dal VI sec. a.C. al I° sec. d. C., nonché il poderoso perimetro quadrangolare di un edificio etrusco, che probabilmente era una struttura difensiva a controllo della strada di transito proveniente dal Casentino.     …  continua a leggere    Gli Etruschi a Dicomano

Itinerari di oggi su antiche strade romane: via Aurelia ed Aemilia Scauri

Proponiamo cinque itinerari per ripercorrere oggi il tracciato dell’antica via Aurelia da Roma a Luni raccontati dal prof. Giovanni Caselli

Tracciato Aurelia da Roma a Vada Sabatia

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: la Tirrenia di Strabone

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Ostia a Centumcellae

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Centumcellae a Salebro

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Salebro a Portus Pisanus

La via Aurelia ed Aemilia Scauri: da Portus Pisanus a Luni fino a Vada Sabatia

La battaglia di Talamone narrata da Polibio

Le Storie di Polibio nell’edizione veneta del 1546

Polibio (206-118 a.C.) fu uno storico greco autore delle Storie, opera composta di quaranta libri giunti fini a noi solo in parte, che narra la storia romana dal 220 al 146 a.C. I capitoli compresi dal XXV al XXXI del  Secondo Libro narrano in maniera particolarmente precisa lo svolgimento della battaglia di Talamone (225 a.C.) nella quale i Romani sconfissero una forte coalizione di popoli Celti diretti contro Roma.

XXV. I Galli pertanto, entrati in Etruria, corsero la campagna, guastandola impunemente, e non opponendosi loro alcuno, mossero alla fine contro Roma stessa, ed essendo già presso Chiusi, città distante da Roma tre giornate, ebbero avviso che alle loro spalle seguivano ed erano per raggiungerli le forze de Romani stanziate a confini dell’Etruria. A questa novella voltaronsi e si fecero loro incontro, affrettandosi di combattere. … continua a leggere    La battaglia di Talamone narrata da Polibio

La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.

Castello di Talamone costruito in epoca mediavalesui resti d’un ediificio etrusco-romano (foto dei primi del Novecento)

Nel 1888, durante gli scavi per la costruzione di una fortificazione militare sulla cima del colle di Talamonaccio, vennero alla luce i resti dell’antica città etrusca. Ecco quanto racconta il Gamurrini, uno degli studiosi che iniziò le indagini archeologiche: la cima del poggio di Talamonaccio era al tempo etrusco romano occupata da una piccola città la quale dalla parte di sud-est sovrastava alla via Emilia e alla foce del fiume Osa, ed a ponente al porto e seno marino. Era cinta da un doppio giro di mura senza calce, ora quasi tutte disfatte e ricoperte dalla terra: il primo esterno di circa un chilometro, l’altro interno a breve distanza da quello. Le case frequenti con pareti di mura e con pavimenti a smalti di calce, al modo e misura romana. Fiorì, come si argomenta dalla sotto stante necropoli, nel secolo terzo secolo a.C. e forse era sorta poco prima. (Notizie degli Scavi di Antichità, anno 1888).   … continua a leggere    La battaglia di Talamone tra Celti e Romani del 225 a.C.