La casa degli Etruschi


Evoluzione dell’impianto abitativo etrusco

elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)

Durante il periodo più antico (fine del IX secolo – prima metà dell’VIII secolo a.C.) la casa etrusca aveva una forma circolare o ellittica, a un solo piano con pareti in argilla e graticcio di canne e copertura in strame con tetto a spiovente sostenuto da pali di legno. Tale aspetto si è mantenuto nella forma delle capanne in uso ancora pochi decenni fa in certe zone rurali della Toscana. L’interno era costituito da un solo ambiente con un’apertura di ingresso e sfiatatoi per il fumo, il pavimento era costituito da un sottile strato di ghiaia.

Gli scavi hanno messo in luce resti di abitazioni di questo tipo a Luni, San Giovenale, Veio e Tarquinia. Le urne cinerarie a capanna riproducono simbolicamente tali forme. … continua a leggere  La casa degli Etruschi

Etruschi e Romani: aree archeologiche e musei in Toscana


In questi cinque anni tuttatoscana è cresciuta assommando un corposo numero di articoli totali. Il vecchio Indice quindi non risponde più alle esigenze di chi vorrebbe, scorrendolo, trovare, a seconda delle sezioni, l’articolo che lo interessa. Abbiamo pensato allora di crearne uno nuovo che, nelle varie sezioni, accorpi in modo più funzionale gli articoli relativi, per favorire una migliore fruizione al visitatore e al lettore eventuale.

Etruria, la VII Regio secondo la ripartizione di Ottaviano

Articoli presenti sulla rivista su aree archeologiche e musei in Etruria (come si può notare dalla cartina il territorio dell’antica Etruria era più ampio dell’odierna Toscana)

Roselle, l’area archeologica della città etrusco romana

Area archeologica di Roselle (galleria foto)

Cosa, l’area archeologica e il Portus Cusanus

Area archeologica di Cosa (galleria foto)

Luni, nell’antica Etruria

Luni tra storia e leggende

I mosaici romani di Luni (galleria foto)

Visita al Museo Archeologico di Vulci

Galleria immagini: i vasi di Vulci

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

A Murlo c’è un Museo… da visitare

A Scarlino c’è un Museo subacqueo

MAPS di  Scarlino (galleria foto)

Il Pantheon degli Etruschi


Le divinità etrusche

Livio definiva il popolo di Veio di gran lunga il più religioso  eo magis dedita religionibus, quod excelleret arte colendi eas (Ab Urbe condita, V, 1). Gli Etruschi furono sicuramente tra i popoli italici i primi a costruire un’immagine antropomorfa degli dei, probabilmente influenzati dai contatti con il mondo greco.

Il loro Pantheon era presente nel cielo, nel mare, nella terra e sottoterra come risulta nel fegato di Piacenza, dove sono iscritte le divinità entro sedici caselle; gli Etruschi suddividevano il cielo in sedici regioni dentro le quali abitavano gruppi di divinità.   … continua a leggere    Il Pantheon degli Etruschi

Quattro aree archeologiche dell’antica Etruria


Etruschi e Romani nell’antica Etruria

Cosa, uno scorcio delle mura

 

Cosa, l’area archeologica e il Portus Cusanus

Cosa, area archeologica – galleria foto

 

Luni l’anfiteatro

 

Luni, nell’antica Etruria

Luni tra storia e leggende

I mosaici romani di Luni

 

 

Roselle, resti della citta etrusca, anfiteatro

 

Roselle, l’area archeologica della città etrusco romana

Area archeologica di Roselle – Galleria foto

 

Vulci Museo Archeologico la ricostruzione fotografica della Porta Ovest

 

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Galleria immagini: l’area archeologica di Vulci

La lingua degli Etruschi


di Alessandro Ferrini

Lamine in oro rinvenute a Pyrgi

Ancora oggi la lingua etrusca rimane un mistero di difficile interpretazione; le parole finora note di quell’antico idioma sono circa ottomila, compresi i nomi propri che rappresentano la stragrande maggioranza e le forme flesse. Esse sono ricavate da circa 13000 testi in gran parte epigrafici (ricordiamo i più importanti Lamine di Pyrgi, Tabula Cortonensis, Tegola di Capua, Disco di Magliano, Cippo di Perugia), risalenti al periodo fra il VII secolo a.C. e il I secolo d.C. e provenienti soprattutto dall’Etruria propria ma anche dall’Etruria padana e dalla Campania oltre che da Lazio, Umbria, Liguria e perfino Corsica e Tunisia, tutte zone che furono frequentate dagli Etruschi.    … continua a leggere   La lingua degli Etruschi

 

In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci


Lungo il Fiora, tra Maremma toscana e laziale

di Salvina Pizzuoli

Vulci, la Pianta del percorso nel Parco archeologico (clicca sull’immagine per ingrandire)

Il Parco naturalistico-archeologico di Vulci è un vero spettacolo per il visitatore e per i resti etrusco romani e per il paesaggio che li accoglie, disseminati a destra del Fiora, con la necropoli alla sinistra del fiume. Passeggeremo in questo ameno paesaggio, segnato dai sentieri tracciati e delimitati dagli steccati del Parco dai quali si affacciano paciose mucche bianche dalle ampie corna, e dove i resti dell’antica Vulci ci vengono incontro, antiche presenze in un ambiente naturale che pare immutato.

Abbiamo deciso di seguire il percorso più ampio, di circa quattro chilometri,    … continua a leggere   In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

La via Clodia: da Veio a Roselle


Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Saturnia, Porta Romana e via Clodia

A un altro chilometro di distanza si trova La Storta, una stazione, la prima, fuori Roma che continuò a svolgere la stessa funzione durante il Medioevo. Più oltre è il bivio dove parte la Cassia. Vi è alla Storta un’iscrizione del 379-387 d.C. che ricorda la costruzione di stalle per i cavalli del cursus publicus. Una cappella qui ricorda l’apparizione di Gesù a Sant’Ignazio di Loyola durante il suo viaggio a Roma.

Oltre La Storta il tracciato antico differisce dall’attuale in quanto traversava una serie di valli torrentizie che il tracciato moderno evita, forse ricalcando di nuovo il percorso preistorico. … Continua   La via Clodia: da Veio a Roselle

La via Clodia: da Roma a Veio


Percorsa e descritta dal prof. Giovanni Caselli

Percorso della via Clodia

La Via Clodia era la strada dell’Etruria e per l’Etruria, era un antichissimo tracciato che fu trasformato in via consolare fra il III e il II secolo a.C. La Via Cassia si separava dalla Clodia all’altezza di Veii, mentre la prima transitava all’interno, ossia a est dei grandi laghi vulcanici, la Clodia transitava a ovest per Blera, Tuscania giungendo a Saturnia, da qui il tracciato fu poi sistemato fino a Rusellae e quindi allacciato alla litoranea Aurelia-Aemilia Scauri a Salebro.    … Continua       La via Clodia: da Roma a Veio