Annibale dalla Trebbia al Trasimeno


Itinerario di Annibale (clicca per ingrandire)

In un saggio con questo titolo lo storico e archeologo Mario Lopes Pegna teorizzava che Annibale, attraversando la Toscana per raggiungere il lago Trasimeno dalla Pianura Padana, percorresse un itinerario diverso rispetto a quello comunemente conosciuto e riportato nell’articolo Annibale in Toscana fra storia e leggenda pubblicato su questa rivista. Lopes ritiene che: “Annibale si sia servito di una antichissima e poco nota strada ligure che attraversava diagonalmente l’Appennino e conduceva, con percorso quasi rettilineo, nel medio Valdarno inferiore.” … Continua

Casentino, una valle etrusca? (prima parte)


di Giovanni Caselli

Casentino. (da Casentino Gallery)

Perché il Casentino è una valle etrusca? Casomai parleremo di una “montagna etrusca” dato che nella zona attorno al Monte Falterona, in Toscana solamente, si trovano più toponimi etruschi o etruscoidi che in tutto il resto dell’antica Etruria. In inglese il nostro Appennino si chiama giustamente “The Etruscan Apennine” Cosa può significare questa densità di toponimi attorno a questa montagna? … Continua

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)


… sconfitta e morte di Lucio Sergio Catilina

di Alessandro Ferrini

Particolare dell’affresco di Cesare Maccari raffigurante Catilina (Roma, Palazzo Madama, 1880)

Lucio Sergio Catilina nacque a Roma nel 108 a.C., all’inizio di un secolo tormentato da guerre e lotte civili che segnarono la fine della Repubblica e l’inizio del Principato.

Discendente da una nobile e antica famiglia romana, nobili genere natus, – lo definisce lo storico Sallustio – fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque, dopo aver tentato di essere eletto console nelle file dei populares per due volte senza riuscirci, osteggiato in ogni modo dagli optimates e dai maneggi di Cicerone, nel 63 decise di organizzare una congiura e tentare un colpo di stato per impadronirsi del potere. La congiura venne scoperta da Cicerone, allora console in carica, molti congiurati vennero arrestati e condannati a morte ma Catilina riuscì a fuggire verso l’Etruria … Continua

Etruria romana e preromana (parte seconda)


da: Viaggio nell’Italia romana (vol.I)

di Giovanni Caselli

Etruria meridionale

Le città dell’Etruria interna, a partire da sud, erano Veio, la più vicina a Roma, 15 Km, è la prima a cadere sotto il suo ferro. La sua arte coroplastica mostra alti livelli e strette affinità col mondo greco.

A nord est di Veio, nell’area falisca, la civiltà etrusca si impose sul popolo dei Falisci, italici la cui capitale era a Falerii Vetere. Tutta l’Etruria meridionale, il cui terreno è il tufo e la cenere vulcanica dei Monti Cimini, è caratterizzata da grandi necropoli rupestri, scavate nelle parteti naturali dei valloni fluviali e decorate con colonne, frontoni, false porte, gradinate, etc. A Castel d’Asso e a Norchia, presso Viterbo, si vedono le più spettacolari fra queste necropoli, che davvero sembrano echeggiare un gusto e una tradizione anatolici.   Continua

Etruria romana e preromana (parte prima)


da: Viaggio nell’Italia romana (vol.I)

di Giovanni Caselli

Etruria, la VII Regio secondo la ripartizione di Ottaviano

La Regio VII Etruria, comprendeva l’attuale Toscana assieme a parte delle attuali province di Perugia e Terni, e tutta la provincia di Viterbo, ma le ricostruzioni cartografiche escludono il Casentino, ossia l’alta valle dell’Arno, che – secondo una errata interpretazione di Plinio e Polibio – faceva parte dell’Umbria. Invece la toponomastica e l’evidenza archeologica indicherebbero proprio il Casentino come la “culla etnica” degli Etruschi.
Il Casentino – o per essere precisi – l’area del Monte Falterona ha infatti la più alta densità di toponimi di origine etrusca di tutta l’Italia, quindi, se i toponimi con suffissi in – ena – enna sono etruschi, quella è la loro terra di origine. Etnograficamente il Casentino sta a cavallo fra l’area ligure e quella umbra, mostrando poco di ‘etrusco’. … Continua

Toponimi etruschi in Casentino


di Giovanni Caselli

Casentino (Clicca sullimmagine per ingrandire) Mappa ripresa dal sito Itinerari in Casentino)

La conservazione di toponimi vecchi di 3000 anni o più, è un fatto difficile da spiegare. All’arrivo dei Longobardi le campagne italiane erano devastate, circolavano bande di migranti dall’Oriente, di dispersi e sbandati. Eppure i teutonici si arroccano sui vecchi siti etruschi, abbandonati da secoli, recuperandone assai spesso i nomi, anzi, i toponimi etruschi si sono conservati fino ai giorni nostri grazie a questo ‘recupero’ dei longobardi. Non esistendo archivi catastali, i nomi furono passati agli invasori dai sopravvissuti della popolazione locale, non è possibile altra spiegazione. Il Casentino e la Val di Sieve sono le zone dell’Etruria dove sopravvive il più grande numero di toponimi etruschi di tutta l’area etrusca. … Continua

Gli Etruschi fra Arno e Appennino (seconda parte)


di Giovanni Caselli

Nel 1968, fui attratto dalla presenza di tracce, a livello del suolo, di un grosso muro, una vera muraglia che correva sulle nude colline che fanno da confine fra i comuni di Bagno a Ripoli e Rignano sull’Arno, subito a nord di San Donato in Collina. Questo crinale, che inizia dall’Arno a Compiobbi, di rimpetto al punto in cui sulla sponda destra del fiume scende una via naturale proveniente da Fiesole, è l’inizio di una lunghissima via naturale che corre sui monti del Chianti proseguendo lungo le colline di Montepulciano e il Monte Cetona per scendere presso il Ponte Gregoriano sul Fiume Paglia dove transita la Via Cassia. Da qui a Roma lo spartiacque è rigorosamente ricalcato dall’antica Cassia romana. Questo Muro, visibile per qualche centinaio di metri, percorreva anche quello che era il confine diocesano fra Fiesole e Firenze e faceva parte di un limes longobardo un avamposto del quale era Montecucco, una collinetta situata a poca distanza dal muro nel territorio di Bagno a Ripoli, abitata sia in epoca etrusca e sede di un castello alto medievale. … Continua

Gli Etruschi fra Arno e Appennino (prima parte)


di Giovanni Caselli

Necropoli di Palastreto (epoca arcaica)

Le vie di penetrazione della cultura orientalizzante nell’area di Firenze furono l’Arno e la ‘Via Tirrenica’ da Bologna a Calenzano con sua continuazione fino a Bolsena, già attivissima dal Neolitico. Questo fu dimostrato dalle tombe a tholos di Sesto di Settimello degli anni ’50, dal rinvenimento della necropoli di Palastreto, dalla scoperta di Artimino, ambedue avvenute negli anni ’60 ed infine dalla scoperta di una città etrusca a Gonfienti degli anni ’90. … Continua

Gli Etruschi a sud ovest del Mugello


di Giovanni Caselli

Ricostruzione di ambiente palustre del Valdarno in epoca preistorica
Ricostruzione di ambiente palustre del Valdarno in epoca preistorica 

Gli Archeologi Lucia Sarti e Fabio Martini scrivevano nel 1993 che a fianco del primo lotto di edificazione universitario a Sesto Fiorentino, ai piedi del Monte Morello, vi è un’area di intensa espansione edilizia che fin dai primi scavi si rivelò ricca di reperti archeologici che datavano da 10.000 anni fa all’epoca romana. Nacque quindi il Progetto Sesto volto all’indagine archeologica globale, ma in particolare preistorica, di tutta la zona pedemontana ai margini settentrionali della piana fiorentina. … Continua

A Murlo c’è un Museo… da visitare


Museo di Murlo, "cappellone", particolare
Museo di Murlo, “cappellone”, particolare

Siamo a Murlo nei pressi di Siena in quella bella valle percorsa dal Merse e dall’Ombrone di cui il primo è tributario.

A Poggio Civitate, di fronte all’abitato dell’antico possedimento vescovile, da cui il nome di Vescovato di Murlo, tra la macchia fitta del bosco, sono stati portati alla luce diversi reperti appartenuti ai lontani abitatori del luogo: gli Etruschi.

Sono stati rinvenuti i resti di un grande edificio caratterizzato da due fasi costruttive: la prima, datata intorno alla fine del VII secolo a.C. … Continua