Il Colle del Pionta ad Arezzo

di Giovanni Caselli

Giotto, il Colle del Pionta -particolare dell’affresco la Cacciata dei diavoli da Arezzo (Basilica superiore di Assisi)

Il Colle del Pionta, è un sito archeologico di epoca antica e medievale, conosciuto anche come “Duomo vecchio”, si trova pochi passi a sud-ovest del centro storico di Arezzo, adiacente all’Ospedale di San Donato ad un chilometro dall’attuale cattedrale; luogo di storia, fu nell’Alto Medioevo sede del centro del potere ecclesiastico e civile di Arezzo con i suoi vescovi-conti.

l suo nome deriva dal toponimo longobardo “biunda“, che significa “recinto”, non indica quindi una linea fortificata, bensì un luogo recintato riferito a terreni coltivati e allevamenti che includeva anche una vasta zona pianeggiante limitrofa al castrum vescovile (De Angelis d’Ossat). Successivamente il castrum prese il nome di “Domus” rimanendo il termine Pionta ad indicare solo le zone marginali pianeggianti. Non conosciamo il suo nome prima dell’epoca longobarda, ma certamente il Pionta ha origini antichissime, come attestano culti di acque salutari riconducibili a fonti medicamentose e miracolose di origine preistorica e documentati da ricerche antropologiche. In seguito allo sviluppo della città’, il colle divenne un cimitero come documentato dai numerosi reperti archeologici custoditi presso l′oratorio di Santo Stefano al Pionta.    … continua a leggere Il Colle del Pionta ad Arezzo                                                          

Arti e mestieri

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Quattro chiacchiere su Firenze: antichi mestieri

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

Arti e mestieri: i merciai a Firenze nel Medioevo

L’Arte dei Beccai e la bistecca alla fiorentina

Il Cappello di paglia di Firenze: un’antica manifattura toscana

Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto

Dante in Casentino

di Giovanni Caselli

Azzo di Masetto – Scontro tra cavalieri (particolare di affresco fine sec. XIII)

Nella storia delle lotte tra Guelfi e Ghibellini la battaglia più importante nella storia della Toscana medievale fu quella di Montaperti, le cui conseguenze ebbero ripercussioni drammatiche anche su Dante e sul Casentino. Firenze e Siena avevano origini assai diverse. Firenze era un antico porto fluviale quando i romani raggiunsero la Valle dell’Arno nel II secolo a.C. e fondarono la colonia romana dove era in precedenza il porto villanoviano, poi etrusco. La pianura tra Firenze e Pistoia fu centuriata e i terreni assegnati ai veterani delle guerre di conquista. Siena, situata all’interno dell’Etruria rurale, era un piccolo centro abitato in epoca Romana, un crocevia noto solo come sosta dei pastori transumanti dall’Appennino alle Maremme, si sviluppò solo in epoca longobarda quando si intensificò il traffico terrestre lungo la strada di Francia, la nuova arteria per Roma, laddove questa incrocia la via delle pecore per i “paschi” delle Maremme. … continua a leggere  Dante in Casentino

Gli incunaboli della Divina Commedia

ossia le preziose edizioni stampate fra il 1470 e il 1502

di Alessandro Ferrini

Il poema di Dante ebbe subito un successo grandioso, lo testimoniano gli oltre seicento manoscritti circolati nel XIV secolo, subito dopo la morte del poeta.

Editio Princeps della Divina commedia, stampata a Foligno nel 1472

Quando fra gli anni ’60 e ’70 del Quattrocento i tipografi tedeschi introdussero la tecnica della stampa a caratteri mobili, in Italia la Commedia fu fra i testi privilegiati. Dunque fra i così detti incunaboli, ossia i primi libri stampati fino agli inizi del Cinquecento,  troviamo varie edizioni del poema dantesco.

La prima in ordine di tempo risale all’aprile del 1472 e fu stampata a Foligno in ottocento copie dal tipografo tedesco Giovanni Numeister, insieme ad Evangelista Angelini di Trevi, con la collaborazione dell’orafo folignate Emiliano Orfini … continua a leggere  Gli Incunaboli della Divina Commadia

 

Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto

di Salvina Pizzuoli

Il Cavalciotto

Tre gli ingredienti fondamentali: la presenza di acque, la materia prima, una buona viabilità, ingredienti ai quali Prato aggiungeva la terra follona, un’argilla estratta nelle cave del Monteferrato con la particolare proprietà di infeltrire le lane e follare i panni rendendoli impermeabili compattandoli. Da questi ingredienti già nel Medioevo, a partire dal XII secolo, a Prato venne avviata una fiorente attività laniera i cui membri costituirono una delle Corporazioni più influenti della città.    …   continua a leggere    Prato una vocazione antica: l’Arte della lana e del tessuto