Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

Pieve di ponte allo Spino

Siamo a pochi chilometri da Siena e a un chilometro da Sovicille, un antico agglomerato sorto sulla collina attorno al suo castello più volte bruciato e saccheggiato nel corso delle lotte con i Fiorentini, nel cui piano sottostante, la valle alluvionale creata dal torrente Spino, scorrono le acque dei fossi, dei righi, dei torrenti e dei fiumi, quali il Merse, di cui molte acque del piano sono tributarie. Ci delucida con la precisione di sempre il Repetti nel suo “Dizionario” e alla voce Sovicille scrive: …continua a leggere                         Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

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Tra le pievi romaniche del Mugello: San Cresci in Valcava

San Cresci , l’abside

Per raggiungere la pieve di San Cresci una bella strada accompagna il visitatore offrendogli uno spettacolo naturale di notevole fascino con le  vecchie querce che la fiancheggiano e i verdi declivi che si aprono più si sale fino alla pieve, nella magnificenza di un panorama e di un ambiente che conciliano sentimenti di serena armonia.

La pieve risale come prima menzione documentata al 1177  … Continua

Itinerari e paesaggi di Toscana – Itineraries and landscapes of Tuscany

La Pieve di San Paolo a Vendaso

di Salvina Pizzuoli

La Pieve di San Paolo a Vendaso

Procediamo lungo la statale 63 e, subito dopo aver lasciato il borgo medievale di Verrucola, in direzione Passo del Cerreto, nostra meta finale, incontriamo a destra della strada la bella e antica pieve. che deve, come tutte le pievi, la sua edificazione proprio al fatto di essere in prossimità di importanti vie di comunicazione, le grandi vie di comunicazione viciniori che portavano, attraverso passi appenninici, alla valle del Serchio, a Parma e a Piacenza.

Documentata per la prima volta nel 1148,  è infatti menzionata nell’elenco dei territori sottoposti al vescovo di Luni.

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San Romolo a Gaville e lungo le colline del Chianti

San Romolo a Gaville

Itinerario: Figline Valdarno-Gaville-Ponte agli Stolli-Lucolena-Radda-Lucarelli

L’itinerario che proponiamo percorre un paesaggio dolce e punteggiato da belle coloniche ristrutturate da sapiente rifacimento con la pietra grezza delle loro facciate e archi e terrazze coperte, tra vigneti oliveti e castelli, come quello  D’Arbola del XII secolo, e fattorie di produzione e vendita dirette di olio e vino. La dolcezza del paesaggio ci fa comprendere perché molti stranieri lo amino al punto da trasferirvisi dai loro paesi d’origine. …

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San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

Poche le notizie e gli studi su quanto rimane di una chiesa dalle caratteristiche architettoniche particolari, dall’ubicazione solitaria e suggestiva non lontano da Magliano (due chilometri circa). La si trova percorrendo. usciti da Magliano, la strada in direzione Sant’Andrea e quindi Marsiliana. Dopo il bivio, a un centinaio di metri, a sinistra una strada sterrata chiusa da una catena conduce ai ruderi della bella chiesa, a destra ad un parcheggio non molto ben segnalato. Nell’impianto richiama modelli romanico lombardi ma i capitelli presentano decorazioni ascrivibili ad un gusto francese come a San Rabano sui monti dell’Uccellina nel Parco naturale dell’Alberese. Il nome San Bruzio è una contrazione di Tiburzio, martire romano. Iniziata intorno all’anno 1000 fu terminata, o forse mai, intorno al XII secolo. … continua a leggere San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

La pieve di San Pietro a Romena

di Giovanni Caselli

La pieve di Romena nei pressi del castello

Isolata sui colli alle falde della collina del Castello, accanto ad una casa colonica oggi adibita a centro di accoglienza e foresteria per i numerosi fedeli che giungono soprattutto la domenica da ogni parte, è il monumento più notevole del Casentino dopo il castello di Poppi. Il Prof Bronowski presentò un documentario televisivo, una pietra miliare nella storia della BBC, diviso in 13 parti intitolato The Ascent of Man, del 1973 : Il primo prodotto dell’ingegno umano che Bronowski decise di mostrare fu proprio la pieve di Romena. Questa scelta mi rimase molto impressa perché chiaramente dimostrava cosa l’uomo poteva trarre dalla grezza pietra: un’opera che ha il potere di trasmettere spiritualità anche agli animi più insensibili. Sia pure danneggiata e tarpata delle sue campate originali da terremoti e intemperie, la Pieve di Romena ha il potere di muovere le tempre più dure, i materialisti più incalliti. … continua a leggere La pieve di San Pietro a Romena

La pieve di San Donnino a Villamagna

Uno scrigno di pregevoli opere d’arte a pochi chilometri da Firenze

di Salvina Pizzuoli

Pieve di San Donnino

VILLAMAGNA nel Val d’Arno fiorentino. – Contrada con pieve antica ( S. Donnino). […]È situata in collina alla sinistra del l’Arno, che ha al suo scirocco il Poggio a Luco ed al suo libeccio quello dell’ Incontro. Questa contrada insieme alla sua pieve fu signoreggiata un tempo dalla illustre prosapia de’ Rinuccini, che ne ebbero per lungo tempo il giuspatronato, siccome si rileva dall’atto di fondazione ( 1067 ) del monastero di S. Pier maggiore, quando donna Gisla del fu Rodolfo, dopo essere rimasta vedova […], fra i molti beni che assegno in dote a quel suo monastero gli diede anche la quarta parte de’ beni, corte, chiesa e castello di Villamagna.

Così lo storico ottocentesco Repetti presenta nel suo Dizionario la contrada e la sua pieve. Nella parte alta della piazza da cui si diparte la strada che conduce poi all’Incontro, si eleva sull’ampio sagrato la romanica facciata della pieve di San Donnino, una delle più antiche nei dintorni della città di Firenze. Fondata nell’VIII secolo … continua a leggere La pieve di San Donnino a Villamagna

La pieve di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice

Siamo sulle prime pendici del Monte Pisano, a pochi chilometri da Lucca, in val di Serchio e precisamente in località Santa Maria del Giudice. Oggi, sebbene molto “levigata” dal tempo, la pieve di San Giovanni Battista conserva la sua struttura armoniosa ed elegante e, nonostante il logorio del tempo, si fa ancora ammirare per la bella facciata a due ordini di loggette cieche, tre in alto e due per lato al portale la cui architrave, pregevolmente decorata a fiorami, è di probabile riutilizzo da edifici romani preesistenti; gli archivolti poggiano su esili colonne e sono ingentiliti da una cornice dicroma ottenuta con l’alternanza di marmi bianchi e verdi, il verde di Prato detto anche “serpentino”.    …  continua a leggere   La pieve di San Giovanni Battista a Santa Maria del Giudice

La pieve di San Severo a Legri

di Salvina Pizzuoli

La pieve di San Severo a Legri

Non si può non notarla, con la sua imponente struttura, lungo la strada principale che attraversa Legri ne occupa il margine a sinistra con le due absidi ancora intatte e la terza per buona parte diruta. Colpisce per i colori delle sue pietre a filaretto d’alberese, l’antico campanile a vela e l’alta torre campanaria che svetta  accanto, evidenziando la sua antica funzione di torre d’avvistamento.

La presenza di una pieve testimonia una rete di strade e infrastrutture viarie di primaria importanza: per qui passava infatti una delle direttrici verso il Mugello.

Dedicata a San Severo è la pieve romanica tra le più antiche del territorio in provincia di Firenze, la cui data precisa si perde nel fastello del tempo, presumibilmente attorno al X secolo, e la cui storia si conserva nelle strutture che la caratterizzano con i rimaneggiamenti di cui porta ancora i segni e che la rendono particolare, singolare.

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In Val D’elsa: la Pieve a Scola

Siamo a Pievescola un piccolo centro in val d’Elsa.

La pieve, da cui prende il nome, è detta Pieve Ascola, ad Scholam, a Scola e, come scrive il Repetti, potrebbe derivare il suo toponimo dalla presenza di una scuola di lettere o di canto fermo, la melodia liturgica cantata nel coro polifonico dal tenor che teneva le note a lungo, come era in uso ai tempi della presenza longobarda.

Risiede sulla ripa destra dell’ Elsa Morta alla base occidentale della Montagnola di Siena, poco lungi dall’incolta pendice di un monte che forse dalla sterilità del terreno porta il vocabolo delle Gabbra (Repetti Dizionario)

La sua fondazione avvenuta intorno all’anno Mille viene invece legata con piena convinzione storica, anche dallo stesso Repetti, a quella contessa Ava dei Lambardi, signora di Staggia e fondatrice di un monastero prestigioso come fu quella detto a Isola.    … continua a leggere    In Val D’elsa: la Pieve a Scola