La Tyrrhenica e la via degli Dei da Monzuno a Monte Bastione

di Giovanni Caselli

E’ da Monzuno che consigliamo di iniziare l’escursione a piedi.

La nostra strada, (per essere precisi l’itinerario naturale tutt’ora ricalcato da strade, a prescindere dalle indicazioni cartografiche e della segnaletica attuali) lascia Bologna da Porta San Mamolo percorrendo la via omonima, prende poi la prima a destra per Palazzo Aldini e il Convento dell’Osservanza, gli Olmi-Gabiola, Paderno dove siamo a 6 km da Bologna.

La strada aggira da ovest una formazione di calanchi e balze in costante erosione, per raggiungere la base del Monte Sabbiuno a Lughetto. Evita la sommità del monte passando da ovest, a mezza costa, passa per La Croce e raggiunge la Pieve al Pino ai piedi del Monte San Morè, alto 379m. … continua a leggere La Tyrrhenica e la via degli Dei da Monzuno a Monte Bastione

Impressioni di viaggio su via degli Dei: quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

Bosco Mugellano – Montesenario: 30 km – 9 ore circa di cammino

Vai all’articolo: quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

Le altre tappe del percorso:

– prima tappa Bologna-Brento

– seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

– terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie

di Giovanni Caselli

Legate al paganesimo sono le “teofanie” o apparizioni della Madonna che hanno luogo fra il XIV e il XV secolo, quando ancora si compivano riti pagani in certi luoghi. Le apparizioni accadevano laddove si manifestavano forze soprannaturali e la Madonna vi appariva per sconfiggere il maligno causando la costruzione di un santuario.

Santa Maria delle Grazie

La facciata di Santa Maria delle Grazie del XV secolo

Mi rifaccio alle descrizioni e memorie raccolte da Don Francesco Pasetto per succintamente illustrare il santuario di Santa Maria delle Grazie.
Il giorno 20 di maggio del 1428, secondo tre diversi manoscritti dei primi del ‘400 vi fu nell’alto Casentino un terribile nubifragio. Una contadina, Monna Giovanna, vecchia e devota, si trovava in quel luogo a sarchiare i filari di frumento quando si manifestò un violento nubifragio, tutti contadini correvano a ripararsi in grotte e capanne terrorizzati.     …   continua a leggere  Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie

Impressioni di viaggio su via degli Dei: terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

di Davide Gigli

Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano  25.5 km – 8 ore circa di cammino

Vai all’articolo: terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

Le altre tappe del percorso:

– prima tappa Bologna-Brento

– seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

Impressioni di viaggio su via degli Dei: seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

di Davide Gigli

Brento – Madonna dei Fornelli  21,7 km  7 ore e 5 min di cammino (circa)

Vai all’articolo: – seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

Le altre tappe:

– prima tappa Bologna-Brento

– terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

 

Sassofortino e i ruderi del castello di Sassoforte

di Salvina Pizzuoli

 

Siamo nella Maremma grossetana e più precisamente nell’Alta Maremma, nella parte sud delle Colline Metallifere, in quella porzione del territorio toscano che conserva su ogni cucuzzolo borghi murati, rocche, antichi castelli come Montepescali, Roccatederighi, Sassoforte, Sassofortino, Montemassi e intorno un paesaggio che degrada verso il mare tra macchia arbustiva, olivi, vigne, coltivazioni, pascoli. Detto così parrebbe un semplice elenco, ma non è solo questo quanto visto dagli occhi del viaggiatore che li scorre su terre amene con i loro caratteristici colori, il giallo caldo e il verde intenso, tra forme ondulate e morbide che racchiudono paesaggi e panorami che fanno della Maremma una terra fastosa di bellezze naturali e di storia. Sì, perché da qui è passata tanta storia ed è qui che si è fermata e materializzata in forme suggestive lasciando traccia sul territorio. … continua a leggere  Sassofortino e i ruderi del castello di Sassoforte

La via Fiorentina o del Monasteraccio o di Vallombrosa o della Verna

di Giovanni Caselli

Un tratto della strada da Firenze alla Verna

Attribuisco questo nome, ricavato dal Catasto preunitario della Toscana dove questa via è così definita in vari luoghi anche a grande distanza da Firenze. Altri nomi sono Via del Monasteraccio, Via di Vallombrosa, Via Vecchia della Verna ecc. Da anni conosco un sentiero con lunghi tratti lastricati in vario modo che iniziando dal cimitero di Paterno, presso la Via Vecchia Aretina, passa il confine comunale Bagno a Ripoli-Rignano in località Poggio Gorioli, poco a nord del passo di San Donato in Collina in un crocevia che le toponomastica chiama Poggio Crocifero. Qui questa via incrocia l’antichissima via di crinale che ho definito Via Tirrenica, nella sue variante che discende a Compiobbi dalle colline sopra Fiesole e precisamente da San Clemente. Su questo incrocio chi scrive ha rilevato tutto un sistema di antropizzazione che ad oggi non è stato completamente acquisito. Sul Poggio Crucifero furono raccolti frammenti di ceramiche etrusche e romane tra i quali terra sigillata decorata ed etrusco-campana.    … continua    La via Fiorentina o del Monasteraccio o di Vallombrosa o della Verna