Luoghi e paesaggi della via Francigena in Toscana

Via Francigena in Toscana

A iniziare dal periodo delle guerre gotico-bizantine (539-552), le strade romane furono abbandonate in molti luoghi e le grandi vie consolari caddero in un progressivo abbandono e tale situazione peggiorò ulteriormente con la dominazione barbarica dei secoli successivi.

Soltanto agli inizi dell’VIII secolo il re longobardo Liutprando (712-744) dette avvio a una ricostruzione del sistema viario nell’Italia centro settentrionale. Suo primo obiettivo fu il diretto collegamento fra Papia (Pavia) capitale della Longobardia e Lucca capitale della Tuscia longobarda. Nel 728, dopo la donazione di Sutri al Pontefice, vennero istituiti buoni rapporti politici con lo Stato della Chiesa, e fu subito deciso di proseguire il tracciato stradale fino a Roma, naturalmente utilizzando i percorsi viari preesistenti. Intento del sovrano era quello di favorire gli spostamenti e anche di facilitare i pellegrinaggi verso Roma. Per tale motivo i pellegrini venivano chiamati “romei” e la strada chiamata Romea. Continua  Luoghi e paesaggi della via Francigena in Toscana

Maggio lungo le coste della Maremma

La Gariga costiera a Principina a Mare

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Costeggiando il Parco dell’Uccellina: dune sabbiose e flora

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Carrara: il Museo civico del Marmo

Un piccolo museo, recente, ma estremamente interessante per la qualità dei numerosi reperti che alloggia, documenti fotografici e modellini, sezioni dedicate a diversi campioni di marmi, e macchinari, fino a realizzazioni moderne e contemporanee di manufatti nati dalla creatività di artigiani e amatori della pietra lucente. Da non dimenticare, anzi da fruire subito all’inizio della visita, la visione di quattro filmati che raccontano in modo incisivo ed essenziale le tecniche antiche di estrazione, il lavoro delle maestranze, le fonti di energia utilizzate, legate soprattutto a quella muscolare di uomini e animali, le trasformazioni nel tempo e anche le nuove macchine che hanno alleggerito il lavoro dell’uomo, davvero pericoloso e pesante dei tempi più lontani, basti pensare che il martello pesava due chili e il cavatore o il rifinitore battevano per otto ore. Un piccolo spazio ma che avvicina sicuramente il visitatore a questo mondo, che spesso conosce e ammira solo nel prodotto finito, che coniuga ambiente e materiali, abilità, creatività, fornendo un quadro ampio che avvicina alla cultura del marmo attraverso la memoria storica, nel Museo documentata, di un percorso secolare. … continua a leggere Carrara: il Museo civico del Marmo

Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”

Itinerario sentiero 0-0 nel tratto Tagliaferro – Abbazia Buonsollazzo

Inizia la nostra salita verso l’abbazia di Buonsollazzo (Borgo San Lorenzo) dalla località di Tagliaferro, l’antica stazione di posta lungo la vecchia Postale regia che da Firenze conduceva a Bologna e che il tracciato dell’odierna Bolognese in parte ripercorre.

L’itinerario a piedi che oggi proponiamo fa parte di uno più ampio, di circa 130 chilometri che, … Continua a leggere    Da Tagliaferro a Buonsollazzo: un altro tratto della “Via degli Dei”

Nella val Tiberina Toscana: Anghiari

Anghiari

Su uno sperone tra la valle del Sovara e la val Tiberina Anghiari è un borgo munito che conserva una struttura medievale e bei palazzi rinascimentali. Al borgo vecchio si arriva percorrendo una lunga strada rettilinea e in discesa fino a piazza Baldaccio, capitano di ventura detto appunto d’Anghiari. Le mura che oggi circondano il borgo vecchio furono adeguate tra il XV e il XVI secolo alle nuove esigenze difensive legate alla scoperta della polvere da sparo, si presentano pertanto abbassate e ispessite. L’accesso avveniva da tre porte delle quali due, San Martino e Porta Nuova, erano protette da un fossato e da un ponte levatoio. Porta Nuova o Porta di Sotto, con un rimasuglio di stemma mediceo in sommo d’arco fu l’ultima ad essere costruita, risale infatti al 1460. …continua a leggere Nella val Tiberina Toscana: Anghiari

Un itinerario a piedi: Petroio, Rincine, Fornace, Caiano

ovvero il “Sentiero per Londa”

Londa il lago e il ponte sul Rincine

di Salvina Pizzuoli

Siamo a Londa ridente località alle propaggini del Falterona. Coronata di monti è ricca di acque chiassose cui deve e il bel lago e il proprio toponimo: il Rincine ne alimenta lo specchio d’acqua artificiale, parte integrante ormai del quieto paesaggio che lo accoglie dagli anni ’50, mentre il Moscia e il Rincine, confluendo con acque veloci, ne hanno probabilmente determinato l’origine del nome: dal latino unda, onda, da cui Londa, come ci spiega la nostra giovane guida.

Ci accingiamo a percorre insieme ad un camminatore provetto, il noto Alessandro Bellière, il sentiero, riscoperto e reso praticabile, che unisce varie frazioni del Comune.

Il nostro cammino ha inizio a Petroio, non lontana, in cui ci spostiamo con i mezzi messi a disposizione dal Comune; i più “in gamba” decidono di percorrere a piedi la distanza che separa le due località su una strada asfaltata che s’inerpica ripida e rapida.

Ripercorrere un antico sentiero significa non solo un contatto ravvicinato con la natura circostante ma anche rivisitare pagine della storia di quel territorio punteggiato di tracce rimaste lì, messaggere del tempo,    … Continua a leggere  Un itinerario a piedi: Petroio, Rincine, Fornace, Caiano

Tra mare e monte: da Camaiore alle pendici del Matanna

di Salvina Pizzuoli

Un itinerario tra mare e monte: da Camaiore alle pendici del Matanna

Un bel sole invernale ci accompagna in questo viaggio di esplorazione dentro un paesaggio verde, ondulato, tra colline mosse da un lato e una grande riviera dall’altro che, vista  dall’alto,  chiareggia  tra le brume.
Ma seguiamo il percorso sin dall’inizio.
Subito appena usciti da Camaiore ci accoglie con le sue antiche architetture la bella badia di San Pietro: fondata dai Benedettini nel 760 fu ristrutturata nell’ XI secolo. La costruzione a capanna, tipica del romanico, è ingentilita da un’elegante bifora; antistante quel che rimane della cinta muraria trecentesca con l’alta e massiccia Porta.

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Murlo di Vescovado: un castello tra la valle del Merse e dell’Ombrone senese

Murlo il borgo fortificato visto dall'alto: s'intuisce l'antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato
Murlo il borgo fortificato visto dall’alto: s’intuisce l’antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato

Risiede Murlo sopra un poggio dalla cui faccia orientale scorre il torrente Stile e dal lato opposto quello di Crevole entrambi tributarii alla destra del fiume Ombrone. Il Castello di Murlo in Vescovado è il locale più considerabile di tutto il distretto che fu ne’secoli trapassati dominio feudale dei Vescovi sanesi, ed era costà presso a Murlo nella rocca di Crevole dove si refugiavano que’ prelati allorché dissentivano dal governo della Repubblica e poi de’Granduchi questa contrada, dominata innanzi tutto dai conti dell’Ardenghesca, passasse nel 1151 in mano del vescovo Ranieri allora capo politico del governo di Siena”. (E. Repetti Dizionario

La storia tramanda … Contimua a leggere  Murlo di Vescovado: un castello tra la valle del Merse e dell’Ombrone senese

Sul Montalbano: l’area protetta di Pietramarina e l’abbazia di San Giusto a Pinone

“Questo è il punto più eminente del Monte Albano, il luogo donde si scuopre una gran parte della Toscana occidentale, giacché, eccettuato l’Appennino pistojese e l’Alpe Apuana,non gli si parano davanti monti ad esso superiori, per quanto la Pietra Marina non sia che 944 br. (ndr braccia) al di sopra del livello del mare. Di qua si gode a scir.lev. (ndr scirocco levante) libera prospettiva della valle fiorentina e di tutte le vallecole sue tributarie, a sett. la catena dell’Appennino; a pon. le valli di Nievole, dell’Arno inferiore e del Serchio, con tutto il delta pisano, dall’Appennino al mare”

Così il Repetti nel Dizionario geografico fisico storico della Toscana nell’edizione del 1835 che rivedeva dieci anni dopo correggendo che la cima più elevata, anche se di poco, non era Pietramarina ma La Cupola. …continua a leggere        Sul Montalbano: l’area protetta di Pietramarina e l’abbazia di San Giusto a Pinone