Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio

di Jacopo Cioni 

da Florence City

Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900
Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900

Questo in realtà è il vero nome della Compagnia anche se era chiamata dai fiorentini Compagnia de’ Neri a causa della veste nera e per la testa coperta da una “buffa” sempre nera. La Compagnia si divideva in delle sotto-compagnie: Compagnia de’ Battuti Neri, i Buonomini delle Stinche e nello spedale del Tempio
Esiste molta confusione nella storia della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio detta anche Compagnia del Tempio

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Le feste nella Firenze del Rinascimento (seconda parte)

di Luisa Di Tolla

La festa del Corpo di Cristo             

Processione del Corpus Domini - Da una miniatura dei codici liturgici di S.Maria del Fiore del XV secolo
Processione del Corpus Domini – Da una miniatura dei codici liturgici di S.Maria del Fiore del XV secolo

È  una solennità religiosa di precetto, celebrata annualmente dalla Chiesa cattolica il giovedì della domenica dopo la Santissima Trinità, sessanta giorni dopo la Pasqua per onorare il “Corpo del Signore” nel Sacramento dell’Eucarestia.

L’istituzione della festa è connessa al miracolo di Bolsena. Un prete boemo, durante la celebrazione della messa nella chiesa di Santa Cristina, giunto alla consacrazione ….

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all’interno dell’articolo:

La grandissima festa dell’Ascensione al Carmine –  La grandissima festa dello Spirito Santo –  La gran festa delle mummie e delle maschere per Carnevale –  La gran festa dei Magi alla gran chiesa di San Marco

Trasporti pubblici a Firenze alla fine dell’Ottocento

 

Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour
Omnibus della linea piazza Signoria-Ponte Rosso alla fermata di piazza Cavour

Il  1865 è l’anno del trasferimento della capitale da Torino a Firenze; nel maggio di quell’anno il Municipio fiorentino stipula un accordo con i fratelli Monari di Bologna per la concessione del servizio di omnibus urbano. Così dal primo giugno, dalle otto del mattino alle dieci di sera inizia il via vai delle carrozze da Piazza Signoria alle varie porte (San Gallo, Croce, Prato, Romana, San Niccolò), prezzo della corsa 10 centesimi. …continua a leggere   Trasporti pubblici a Firenze alla fine dell’Ottocentoa

Tivoli: un parco giochi nella Firenze capitale

Tre articoli sul parco divertimenti della Firenze di fine Ottocento

Ingresso del Parco sul Viale dei Colli
Ingresso del Parco sul Viale dei Colli

“Un parco divertimenti sul viale dei Colli. Con tanto di giostre, salone da concerti, caffè chantant, bazar all’orientale, teatro, fabbrica per la birreria e trattoria, tiro al bersaglio cosiddetto “alla Flobert” e non ultimo un gazometro per l’illuminazione dello stabilimento”.  Continua

“Nell’idea originaria che risale all’Ottocento, doveva essere un parco divertimenti sulla passeggiata dei Colli, con tanto di giostre, salone da concerti e caffè. Così Firenze Capitale non avrebbe avuto niente da invidiare alle altre città europee come Parigi o Copenaghen. Rimase però aperto solo due anni. Oggi parte del giardino ex Tivoli è stato riqualificato dopo i lavori decisi dal Comune”. Continua

Viale dei Colli- Parco Tivoli
Viale dei Colli- Parco Tivoli

-‘Rivive’ in foto il parco divertimenti di Firenze Capitale, il Giardino di Tivoli realizzato nel 1869 sul viale de’ Colli, fra Porta Romana e piazzale Galileo, in attività per pochi anni e di cui oggi è rimasta solo una strada che porta il suo nome. (Ansa Firenze) … continua a leggere    Tivoli: un parco giochi nella Firenze capitale 

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Al tempo di Firenze capitale

Firenze capitale nei pittori del tempo

Firenze ai tempi del Granduca in una Guida del 1841

Foto e disegni ai tempi di Firenze capitale

Fatti e Fattacci al tempo di Firenze capitale (1865-1870)

Stendhal, “Guida ad uso di chi viaggia in Italia”

La Firenze di allora

Risale al 1828 il viaggio che Standhal (al secolo Henry Bayle) il celebre scrittore francese fece in Italia, visitandone i luoghi più famosi. Riportiamo i brani relativi al suo soggiorno a Livorno e Firenze che in un certo senso potremmo definire appunti frettolosi, buttati giù in uno stile vivace ma ben lontano da quello che conosciamo dai suoi romanzi. Rimane comunque un documento interessante per rivedere usi e costumi del tempo.

Per 36 franchi un vetturino vi porterà a Livorno (ndr da Genova) in tre giorni e mezzo; se il Magra è in piena, fare attenzione a non affogare: si prende una barca e con un tragitto di un quarto di lega sul mare si arriva dall’altra parte; questa strada è la più bella d’Italia. Più si va piano, meglio è. A Livorno scendere all’Aquila Nera: la camera costa 3 paoli (o tre volte 56 centesimi), il paolo si divide in otto crazie; la crazia è la moneta più leggera dell’universo: vale 7 centesimi.

Andare al caffè del Greco. Andare a cena di fronte al Greco, alla Pergola (la cena, 25 crazie); da vedere la statua sul porto. il cimitero degli ebrei e quello degli inglesi.

Per nove franchi si viene trasportati a Firenze (19 o 20 leghe) e in più si ha il posto buono (in fondo alla vettura). Nei vetturini normali questo posto costa un franco di più al giorno.

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Microstoria in cucina: trippa e lampredotto

Viva, viva, o Donne belle,                               

Copertina di "Tutti i trionfi, canti
Copertina di “Tutti i trionfi, carri o mascherate o canti carnascialeschi”

E la trippa, e ‘l centopelle

[…]

Giove, Padre delli Dei,

Con Giunon, Marte, ed Alippa

Ed ognun de’ Semidei

Sempre vollero la trippa;

[…]

Donne abbiamo un signorile,

Grasso, e bianco lampredotto,

Benchè grosso, egli è gentile,

Chi lo vuol lo metta sotto,

Pria chè venga qualche ghiotto

Della trippa, e centopelle”

[…]*

Ecco alcuni dei versi di un canto carnascialesco intitolato proprio “Canto della trippa, e centopelle” inserito nella raccolta del 1750 nella sezione dal titolo “Trionfi, Canti e mascherate inedite di diversi autori antichi” in aggiunta agli altri più famosi raccolti in una precedente edizione da Anton Francesco Grazzini detto il Lasca. …Continua a leggere   Microstoria in cucina: trippa e lampredotto 

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Il soggiorno fiorentino di Gioacchino Conti Gizziello nelle testimonianze del console inglese Horace Mann

di Veronica Fucci

L’opera del secolo decimottavo, com’è noto è appannaggio quasi esclusivo dei cantanti, vere star del palcoscenico ed in particolar modo dei castrati, “prodotto” nato per il divieto originario imposto alle donne di calcare il palcoscenico, poi diventato un vero e proprio fenomeno a se stante.

Ora, la volontà di avviare uno o più figli alla carriera di musico era eventualità tutt’altro che remota presso le famiglie poco abbienti dell’Italia del secolo diciottesimo. Decidendo in tal senso per il futuro del figlio, gli veniva così garantita da un lato la possibilità di istruirti ed intraprendere poi una rigogliosa carriera; d’altro canto, la famiglia stessa poteva “eliminare” una bocca da sfamare.

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Galleria foto: al tempo di Firenze capitale

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Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli
Piazza della Libertà con gli omnibus a cavalli

Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse
Stazione Leopolda 1861, vista lato ponte alle Mosse

Retro della Leopolda durante l'esposizione del 1861
Retro della Leopolda durante l’esposizione del 1861

Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859
Via Tedesca, ribattezzata via Nazionale dopo il 1859

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A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (seconda parte)

Ovvero ma lo sia dove ti siedi?

Rivoire, Castelmur, Gran Caffè San Marco

La cioccolata a vapore in un vecchio manifesto di Rivoire che la reclamizza
La cioccolata a vapore in un vecchio manifesto di Rivoire che la reclamizza

Piazza Signoria, Palazzo Lavison costruito su progetto dell’architetto Landi nel 1868 al posto della Loggia dei Pisani e della chiesa di Santa Cecilia: la grande ricostruzione di Firenze capitale era cominciata e, come ebbe a scrivere il Pesci, fedele cronista di quegli anni, i “buzzurri”, calati in Toscana dopo la proclamazione, si erano accaparrati i posti migliori per le loro botteghe; è lì, nei grandi fondi commerciali del palazzo che nel 1872 si insedierà la fabbrica di “cioccolata a vapore” del piemontese Rivoire. In effetti la posizione che ancora oggi occupa il locale è davvero mirabile. Il fondatore, Enrico Rivoire, era torinese e fornitore della casa reale; quando la capitale fu trasferita da Torino a Firenze, il cioccolattiere si trasferì al seguito, ma preferì restare quando la capitale nel 1870 fu spostata a Roma probabilmente incantato dallo spettacolo che la bella piazza offriva… Continua a leggere A Firenze: caffè, leccornie, artisti e letterati tra Otto e Novecento (seconda parte)

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Le magistrature minori del Comune di Firenze nei secoli XIII-XVI

di Luisa di Tolla

Le ribellioni popolari in età comunale
Ribellioni popolari in età comunale

Il governo cittadino si avvaleva, oltre che di magistrature maggiori, come abbiamo visto nel precedente articolo “Le magistrature maggiori del Comune di Firenze nei secoli XII-XIV”, anche di istituzioni minori.

A queste ultime erano affidate mansioni in settori particolari, come la giustizia cittadina o la zecca.

Vediamole meglio in dettaglio.  … continua a leggere Le magistrature minori del Comune di Firenze nei secoli XIII-XVI