Il mistero degli affreschi delle cappelle Medici e Pazzi


di Jacopo Cioni su florencecity

Firenze, Sagrestia Vecchia,  San Lorenzo

Qual è la ragione che può spingere due grandi famiglie fiorentine, i Medici e i Pazzi, a commissionare due opere artistiche per le proprie cappelle perfettamente uguali? La dimensione è leggermente diversa ma è perfettamente proporzionata. Stiamo parlando della Sagrestia Vecchia nella basilica di San Lorenzo a Firenze e della Cappella Pazzi nel primo chiostro della basilica di Santa Croce sempre a Firenze. Ambedue capolavori architettonici di Filippo Brunelleschi

Entrambe le volte delle cappelle raffigurano un emisfero celeste boreale con precisi riferimenti astronomici, la cosa incredibile è che entrambe fanno riferimento esattamente allo stesso emisfero, nella stessa data, nella stessa ora e con un punto di osservazione leggerissimamente diverso. … Continua

La Lisca e l’osso di balena


La “lisca” della Lisca (Foto di Enio Bravi)

Raramente si trovano cetacei di gran mole in Toscana, quantunque lungamente occupata dal mare: qualche osso di balena, di capidolio, di foca. D’uno di questi cetacei sussiste un osso smisurato alla Lisca, osteria ch’è tra Signa e la Gonfolina” così scriveva Francesco Inghirami nel 1841.

Nonostante sia trascorso tanto tempo, se volessimo, potremmo ancora vederla la “lisca”percorrendo la strada statale 67 tra Lastra a Signa e il Masso della Gonfolina nel sottotetto della facciata di una casa che fiancheggia la statale e che anticamente era un’osteria. … Continua

 

La Berta e la condanna a morte di Cecco d’Ascoli


di Jacopo Cioni  su florencecity

Percorrendo via de’ Cerretani all’angolo con via dei Vecchietti si trova una chiesa molto bella dal nome Santa Maria Maggiore. La chiesa Santa Maria Maggiore fa parte della prima cerchia antica di Firenze ed è quindi una delle chiese più antiche di Firenze, al suo interno riposa Brunetto Latini che fu maestro di Dante, (che Dante mise all’inferno).

Firenze Santa Maria Maggiore, Via de’ Cerretani angolo Via dei Vecchietti

La chiesa esisteva già in epoca longobarda, nell’VIII secolo, ed è già documentata nel 931, in quando un documento cita il vescovo Rambaldo quale affittuario di una terra e una casa ”prope ecclesiam Sancti Marie Majoris”, prima addirittura che venissero erette intorno alla città le mura del 1078, il cui tratto nord passava in corrispondenza di via de’ Cerretani.

Qua dovete cercare la “Berta”, sul fianco del muro della chiesa guardando verso l’alto. La Berta è una testa pietrificata che sembra fuoriesca dal muro. Effettivamente la posizione cosi alta, la parvenza che fuoriesca dal muro, e naturalmente le leggende che l’accompagnano la rendano estremamente particolare come statua. … Continua

Toscana in “Liberty”: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze


Per maggiori particolari si consiglia la Galleria delle immagini dei “villini” a questo link

di Salvina Pizzuoli

Villino Ravazzini, decorazioni in ceramica delle manifatture Chini

Nella fascia periferica della città di Firenze si ebbe una maggiore fioritura del nuovo stile. Sembra impossibile, ma colpisce l’elevato numero di costruzioni ascrivibili alla nuova tendenza affermatasi tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. Firenze inganna per l’uniformità che sembra contraddistinguerla e stupisce invece trovare nel suo tessuto, sebbene periferico, tante espressioni architettoniche legate o assimilabili al Liberty, soprattutto se teniamo conto che molte sono andate distrutte come “il villino in via Michelangelo (ultimato nel 1904 e distrutto nel 1962), il villino Ventilari in viale Mazzini (realizzato nel 1907 e demolito intorno al 1960), il villino “La Prora” in via Guerrazzi (completato nel 1908 e abbattuto dopo il 1955)”* tutte progettazioni di Giovanni Michelazzi (1879-1920) e ancora, i Garages Riuniti in via Alamanni, il Villino Cottini in via Masaccio, villa “La Palancola” in via Boccaccio. … Continua

Toscana in “Liberty”: Introduzione



di Salvina Pizzuoli

La Toscana conserva nel suo patrimonio artistico-architettonico tracce consistenti dello stile diffusosi tra la fine del XIX e gli inizi del XX secolo, chiamato in Italia Liberty, nome derivato da quello dei magazzini londinesi di Artur Lasenby Liberty specializzati in tessuti, oggetti d’arredamento e mobili. 

Villino Ravazzini, Firenze. Particolare: decorazioni in ceramica di Galileo Chini

In Toscana Firenze ne fu la capitale mentre la parte meridionale della regione rimase praticamente estranea; a Siena si caratterizzò come eccezione ma conobbe notevoli realizzazioni a Lucca e lungo il litorale i cui centri balneari e termali conservano opere architettoniche di rilievo da Livorno a Viareggio in particolare.

Oggi stentiamo a credere che il nuovo stile fosse così diffuso in quella che era stata fino a qualche anno prima la capitale dell’Italia unita, sconvolta dagli ammodernamenti del Piano Poggi, eppure molte produzioni, anche d’interni e di allestimenti commerciali, sono state precoci “si pensi ad esempio alla sala di lettura nell’Hotel Elvetia a Firenze, o al negozio di arredi di Pietro Botto in via Strozzi del 1899”*. Già allora il negozio del “lampista”, come lo definisce Carlo Cresti nel** suo studio dedicato all’argomento, era esposto un nutrito e scelto campionario di mobili e di oggettistica Art Nouveau e Jugendstil, nomi con cui il movimento era noto in Francia e in Germania. E non solo, è molto ampio il numero dei fabbricati giunti fino a noi, nonostante molti purtroppo siano stati perduti perché abbattuti, tra i quali anche realizzazioni dell’architetto Giovanni Michelazzi (1879-1920) uno dei maggiori e creativi rappresentanti che legò il suo nome a progetti architettonici di prestigio nel nuovo stile o ad esso assimilabili: il villino di viale Michelangelo, il villino Ventilari in viale Mazzini e il villino “La Prora” in via Guerrazzi. E non per ultime sono da segnalare le prestigiose affermazioni dei prodotti de l’”Arte della Ceramica” delle manifatture Chini e la medaglia d’argento di Girard e Cutler per i mobili d’arredamento alle Esposizioni di Torino del 1898 e di Parigi del 1900.

Di tanto patrimonio e artistico e architettonico, cosa possiamo ancora “vedere”?

Molto, e cominciamo dal centro di Firenze:

Toscana in Liberty: Firenze capitale del nuovo stile

Toscana in Liberty: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

Galleria di immagini: i “villini” di Michelazzi e le realizzazioni di Coppedè a Firenze

Il Liberty lungo le coste toscane: Viareggio

Toscana in  Liberty: i Chini

  • *Da Fabio Mangone “Il contributo toscano all’architettura del Liberty italiano” in “Architetture del Novecento. La Toscana” a cura di Ezio Godoli
  • ** Da Carlo Cresti “Firenze 1896 -1915. La stagione del Liberty

Le friggitorie fiorentine sono un ricordo. McDonald e i kebabbari il futuro!


di Jacopo Cioni su Florence city Rivista Fiorentina

Friggitoria d’epoca

Articolo contenente la ricetta per i coccoli

C’è qualche fiorentino che ricorda le friggitorie?

Le friggitorie fiorentine quando ero ragazzo erano distribuite in tutta Firenze, in centro, di la’ d’Arno, nelle periferie. In friggitoria si compravano per poche lire i coccoli, la polenta fritta, i roventini, i carciofi fritti, la pattona, i bomboloni e le ciambelle. Erano luoghi piccoli, spesso angusti che si trovavano seguendo il naso, il profumo ti portava sull’uscio con già le lirette pronte. Uscivi di li con un cartoccio a cono di carta gialla fumante di coccoli e … Continua

 

La Leopolda: prima strada ferrata in Toscana


La prima ferrovia toscana che univa Firenze a Livorno

di Alessandro Ferrini

Locomotiva Rocket di George Stephenson
Locomotiva Rocket di George Stephenson

Nell’aprile del 1838 il granduca Leopoldo II di Asburgo-Lorena ricevette la richiesta dei finanzieri Emanuele Fenzi di Firenze e di Pietro Senn di Livorno la concessione a costruire  una via ferrata. Ottenuta la concessione dal sovrano i due banchieri emisero 30.000 azioni di lire toscane, del valore di 1000 lire ciascuna, per finanziare i lavori. Contemporaneamente fu istituita una commissione presieduta dal conte Luigi Serristori per dar luogo al progetto. L’anno successivo l’ingegner Stephenson, figlio del pioniere delle ferrovie inglesi, presentò il progetto per la costruzione della linea ferrata Firenze – Livorno per una spesa preventiva di oltre 13 milioni di lire. … Continua

Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio


di Jacopo Cioni 

da Florence City

Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900
Oratorio Santa Maria Vergine della Croce al Tempio in via San Giuseppe 1900

Questo in realtà è il vero nome della Compagnia anche se era chiamata dai fiorentini Compagnia de’ Neri a causa della veste nera e per la testa coperta da una “buffa” sempre nera. La Compagnia si divideva in delle sotto-compagnie: Compagnia de’ Battuti Neri, i Buonomini delle Stinche e nello spedale del Tempio
Esiste molta confusione nella storia della Compagnia di Santa Maria della Croce al Tempio detta anche Compagnia del Tempio

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Il ponte all’Indiano


… e Rajaram Cuttraputti, marajà di Koleppor

di Michele Chini

Quante volte noi fiorentini abbiamo superato l’Arno percorrendo il ponte all’Indiano, magari maledicendo la coda che ci stava facendo far tardi o l’implacabile autovelox tarato a lungo sui 40 km orari? 

Ponte all'Indiano con il monumento e gli stalli rossi sullo sfondo
Ponte all’Indiano con il monumento e gli stalli rossi sullo sfondo

Beh, in pochi sapranno che il Viadotto dell’Indiano, realizzato tra il 1972 e il 1978, ha un record, poco conosciuto al di fuori degli addetti ai lavori. Infatti, è stato il primo ponte al mondo strallato (cioè sospeso e retto da una serie di cavi, detti tecnicamente “stralli”)  ancorato a terra;  … Continua

Trasporti pubblici a Firenze dalla fine della guerra agli anni Ottanta


1953 - Tram in Piazza Stazione
1953 – Tram in Piazza Stazione

La grande spinta alla ricostruzione che caratterizzò gli anni dell’immediato dopoguerra e la volontà di ripristinare le infrastrutture del paese distrutto diede nuovo impulso anche al trasporto urbano.

Nel 1945 il Consiglio Comunale costituisce una nuova società per la gestione dei servizi, l’ATAF, che si dedica al ripristino e  alla ricostruzione degli impianti. … Continua