Immagini di Firenze: dall’età Romana all’Ottocento


Piazza della Signoria

dalla galleria immagini:

Firenze antica nelle cartoline di Corinto Corinti – Epoca Romana

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (prima parte)

Nelle cartoline di Corinto Corinti: Firenze medievale (seconda parte)

Corinto Corinti: via Calimala, la via dei pannilani

Immagini di Firenze capitale

Firenze nei pittori della prima metà dell’Ottocento

Firenze nei pittori della seconda metà dell’Ottocento

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XVI-XVII secolo)

Firenze nelle opere pittoriche degli autori di tutti i tempi (XIV-XV secolo

Firenze nei pittori

Firenze settecentesca nelle “vedute” di Giuseppe Zocchi

Giuseppe Zocchi: “vedute” nei dintorni di Firenze

 

Strade e palazzi storici di Firenze


Frenze piazza Santa Trinita, palazzo Bartolini Salimbeni, la facciata

Girellando per le strade di Firenze:

Palazzo Bartolini Salimbeni a Firenze

I colori della città: le pietre di Firenze

Il quartiere di Santa Croce-1949

Amerigo Vespucci tra i “visacci”

Finestre, portoni, palazzi, simboli e architetture fiorentine

La Torre degli Amidei

Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze (prima parte)

Chiassi chiassuoli e vicoli di Firenze (seconda parte)

Chiassi chiassuoli e vicoli a Firenze (parte terza)

Boboli com’era (Prima Parte)

Boboli com’era (Seconda Parte)

In giro per Boboli

Firenze: porte e postierle (prima parte)

Firenze: porte e postierle (seconda parte)

Odonomastica delle strade di Firenze

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Isola delle Stinche a piazza San Firenze

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via della Condotta a Orsanmichele

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via di Calimala a piazza de’ Salterelli

Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

A Firenze : Villa Fabbricotti e il suo parco

Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria


di Salvina Pizzuoli

Farmacia, corridoio di accesso alla Sala Vendite

Il nome Santa Maria Novella a Firenze si collega con tre opere notevoli per la loro gradevolezza architettonica, realizzate in epoche diverse e con funzionalità differenti: la chiesa gotica che sorge di fronte all’omonima e moderna stazione ferroviaria e l’antichissima spezieria che si apre in Via della Scala oggi Officina profumo – farmaceutica o più velocemente detta Farmacia di S.M.Novella.

I Padri domenicani ottennero nel 1221 la chiesa di Santa Maria fra le Vigne, nome che ne indicava la collocazione tra terreni agricoli, fondando il primo convento domenicano a Firenze. Nel 1279 iniziarono i lavori per la costruzione dell’edificio e della chiesa attuali, … continua a leggere   Santa Maria Novella a Firenze: storia di un’antichissima spezieria

Firenze nelle antiche cartoline di Corinto Corinti


Anfiteatro romano situato fra piazza Peruzzi, via dei Benci, via Torta e via Bentaccordi

Corinto Corinti (1841-1930), sulla base delle sue conoscenze architettoniche e dei ritrovamenti archeologici avvenuti durante la ricostruzione urbanistica di Firenze quando divenne capitale del Regno  d’Italia, immaginò e realizzò una serie di disegni che rappresentavano l’antico centro cittadino. L’opera del Corinti costituisce una fonte documentaria di estremo interesse sui resti dell’antica città romana e degli edifici medievali poi cancellati dalla costruzione degli stabili moderni. Nel 1925 ne decise la pubblicazione sotto forma di quattro serie di cartoline postali destinate alla vendita.

Epoca romana

Epoca medievale (prima parte)

Epoca medievale (seconda parte)

Via Calimala, la via dei pannilani

The ancient Florence in the postcards of Corinto Corinti – Roman Period

Palazzo Lavison oggi Palazzo del Leone


Palazzo Lavison in una vecchia cartolina

A Firenze in Piazza della Signoria c’è un palazzo, dalla mole imponente, conosciuto con varie denominazioni: Palazzo delle Assicurazioni Generali, Palazzo del Leone, sempre come richiamo alle Assicurazioni, Palazzo Lavison o anche, erroneamente, Lavisan o Lawyson.

Borbottoni, Piazza della Signoria prima che fossero abbattute la torre degli Infangati, la chiesa di santa Cecilia, la Loggia dei Pisani

In linea con il “nuovo decoro” della città che doveva diventare capitale, come sancito dalla Convenzione di Settembre del 1864 che prevedeva il trasferimento da Torino alla città toscana, molte antiche costruzioni furono abbattute e anche l’edificazione del nuovo palazzo comportò l’abbattimento, attorno al 1864, della torre degli Infangati, della Chiesa di Santa Cecilia e della Loggia dei Pisani, cosiddetta perché costruita dai prigionieri pisani nel 1364. Su progetto dell’architetto Giovanni Carlo Landi fu eretto nel 1871 in forme che richiamavano le strutture cinquecentesche dei palazzi delle maggiori famiglie fiorentine, con alcune varianti dettate dalle nuove esigenze e dai nuovi modelli costruttivi come la presenza di un quarto piano, rispetto ai tre, e un cornicione realizzato utilizzando la ghisa. Si imponeva sulla piazza con la bella facciata realizzata in pietra forte e il monumentale portone finemente intagliato e l’apertura di una serie di archi a caratterizzare il piano terreno da utilizzare come fondi per attività commerciali che furono inaugurate, nel 1872, dal caffè pasticceria Rivoire. Agli inizi del Novecento divenne proprietà delle Assicurazioni Generali di Venezia. Di recente è stato oggetto di risanamento conservativo: inaugurato nel 2012 con la nuova denominazione di Palazzo del Leone, è stato posto dal Gruppo Generali in locazione aziendale.

Ma perché ci soffermiamo su questa tipica espressione architettonica legata al periodo che vide Firenze capitale del Regno d’Italia?

In realtà il palazzo ha una collocazione importante in una delle piazze più famose nel mondo e anche perché incuriosiscono le sue diverse denominazioni e poi, c’è un altro interessante motivo:

c’è un discendente dell’antica famiglia dei Lavison, il signor Edoardo, che ancora cerca di scoprire il misterioso motivo dell’arrivo dei suoi antenati a Firenze e della costruzione del prestigioso palazzo dato che la loro storia li aveva portati a percorrere strade molto lontane dalla città, come lui stesso ha raccontato nelle pagine di tuttatoscana. Una pagina interessante della storia recente e documentata da una serie di momenti storici che il signor Edoardo Lavison ha messo gentilmente a disposizione nostra e dei nostri lettori:

La famiglia Lavison e il palazzo in Piazza della Signoria

Firenze capitale: era settembre …


Firenze al tempo in cui era capitale

153 anni fa Firenze divenne capitale del Regno d’Italia (settembre 1865), l’avventura durò solo un quinquennio (settembre 1870) ma fu sufficiente a sconvolgere il territorio urbano e a suscitare la reazione ironica, irriverente e arguta dei cittadini di allora.

Questo ed altro negli articoli che seguono e nel volumetto Fatti e fattacci al tempo di Firenze capitale.

Era settembre

Firenze a settembre, corsi e ricorsi storici

Al tempo di Firenze capitale

Firenze capitale nei pittori del tempo

Firenze ai tempi del Granduca in una Guida del 1841

Foto e disegni ai tempi di Firenze capitale

Tivoli: un parco giochi nella Firenze capitale

Galleria foto: al tempo di Firenze capitale

Archeologia industriale in Toscana: il Gasometro di Firenze

Bellezza all’ “Acqua di rose” della Manetti e Roberts di Firenze

 La fonderia del Pignone nel periodo di Firenze capitale

 La manifattura Ginori al tempo di Firenze capitale

Il primo campionato del mondo di ciclismo si svolse fra Firenze e Pistoia

Ex Manifattura Tabacchi di Firenze


Archeologia industriale in Toscana

L’area della ex Manifattura Tabacchi

Ancora oggi in via delle Cascine, all’imbocco di piazza Puccini, su un’area di circa 8 ettari, fra il Mugnone e il fosso Macinante, sorge il complesso in stile razionalista progettato e costruito da Giovanni Bartoli e Pier Luigi Nervi.

Nel 1810 la Manifattura Tabacchi, che fino a quel momento aveva avuto sede nell’ex convento di Santa Caterina di via delle Ruote, venne trasferita nei locali ampi dell’ex monastero di Sant’Orsola in via Guelfa.

Durante le fasi del trasloco una notevole quantità di tabacco, lasciato allo scoperto, fu bagnato dalla pioggia e poi fatto essiccare troppo a lungo compromettendone la qualità.   … Continua  Ex Manifattura Tabacchi di Firenze

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via Calimala a piazza de’ Salterelli


di Salvina Pizzuoli 

Continuiamo il percorso precedente terminato in via Orsanmichele e imbocchiamo la strada più importante del Medioevo: via Calimala. Qui botteghe artigiane trasformavano in pezze finite quelle grezze provenienti dalla Francia e dall’Inghilterra. Una via industriosa con il nome di una delle Arti maggiori della città, quella dei Mercadanti o di Calimala il cui simbolo indicava precisamente il mestiere degli affiliati, legato alla lavorazione dei pannilani: un’aquila che artigliava un torsello ovvero una balla di pezze lavorate e legate.

Conduce ancora oggi ad un Mercato, quello che prese il nome di Nuovo rispetto al Vecchio che sorgeva dove oggi c’è la Piazza della Repubblica, anticamente conduceva a quello dell’oro e della seta.

Continua … Girellando per le vie del centro di Firenze: da via Calimala a piazza de’ Salterelli

Odonomastica delle strade di Firenze


Centro di Firenze da una mappa del 1864 (clicca per ingrandire immagine)

Quando parliamo di odonomastica delle nostre città occorre subito chiarire un principio fondamentale: nel corso dei secoli è profondamente cambiato il metodo con cui si attribuiscono i nomi a piazze e strade; fino alla fine del XVII secolo gli odonimi erano attribuiti diciamo in maniera “spontanea”, ossia il luogo veniva designato in base alle attività che vi si svolgevano (ad esempio via Calzaioli) o per le caratteristiche ambientali che lo contraddistinguevano (via dell’Olmo ad esempio).

A partire dall’età romantica, e in particolar modo dopo l’epopea risorgimentale, l’odonomastica divenne “celebrativa”, ossia strade e piazze vennero dedicate a personaggi illustri o ad avvenimenti importanti o ritenuti tali in quel periodo, cambiando assai spesso il nome preesistente: a Firenze per esempio fra i tanti casi via del Cocomero divenne via Bettino Ricasoli. Il compito di attribuire i nomi venne affidato alle varie amministrazioni comunali.

Tale uso giunto fino a noi determinò anche il cambiamento di nomi a seconda dei periodi storici, Piazza Vittorio Emanuele divenne Piazza della Repubblica dopo il referendum del 1948, per non parlare dei nomi attribuiti durante il Fascismo e in gran parte modificati nel dopoguerra.

Ci sembra interessante e piacevole riproporre la storia della nostra città attraverso i nomi delle strade, o meglio di alcune strade e piazze che hanno destato la nostra curiosità, in una serie di itinerari che ci porteranno alla scoperta di fatti e manufatti imprevisti e imprevedibili.

Itinerari proposti:

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via dell’Agnolo a via de’ Pepi

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via Isola delle Stinche a via della Condotta

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via della Condotta a Orsanmichele

Girellando per le vie del centro di Firenze: da via Calimala a piazza de’ Salterelli

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Bellezza all’ “Acqua di rose” di Firenze


Firenze, l’ingresso e vetrina della Farmacia inglese in via dei Tornabuoni 17

l suo nome è “Acqua distillata alle rose” che, come recita l’elegante etichetta sul flacone blu cobalto, è un tonico rinfrescante, il suo inventore è noto non solo in Toscana: Henry Roberts, chimico farmacista, divenuto poi famoso per un’altra geniale intuizione, il “Boro Talcum”. In questo anno l’acqua distillata, ottenuta da Roberts nel lontano 1867, festeggia ben 150 anni ed è sempre “di moda” e gode di ottima salute commerciale. Ma scopriamo un po’ della storia del farmacista inglese che si trasferì a Firenze intorno al 1840, … Continua