La Toscana del Trecento raccontata nelle novelle del Decameron

Il Decameron racconta storie di ingegno, amore, fortuna e beffe. Racconta anche un territorio: città, borghi, strade e campagne che fanno da sfondo alle novelle e aiutano a immaginare la vita nella Toscana del Trecento.
In questi articoli seguiamo alcune delle tracce lasciate da Boccaccio, partendo da Firenze e spostandoci verso le località ricordate nella sua opera.
Il viaggio comincia dalle chiese fiorentine del Decameron. È nella chiesa di Santa Maria Novella che si incontrano i giovani protagonisti, prima di lasciare la città colpita dalla peste. Poco fuori dalle mura scorre il torrente Mugnone, ricordato nelle novelle di Calandrino e dell’elitropia e di Pinuccio e Niccolosa.
Sulle colline fiorentine incontriamo Camerata, luogo di villeggiatura delle famiglie agiate, e Monte Senario, dove si ritira Filippo Balducci con il figlio. Nella piana a ovest della città, Peretola ci riporta invece alla celebre novella di Chichibio e della gru.
Il percorso prosegue a Lamporecchio, paese di Masetto, e a Prato, città d’origine di Ser Cepparello, protagonista della prima novella dell’opera. Infine, il Decameron e la Francigena ci accompagna lungo le vie percorse da mercanti, pellegrini e viaggiatori.
Ogni tappa offre un modo diverso di leggere Boccaccio: attraverso i suoi personaggi e le loro vicende, ma anche attraverso i luoghi reali che continuano a far parte del paesaggio toscano.