un contributo di Vincenzo Benvenuti

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Pontassieve, fino alla costruzione dell’autostrada del sole e della direttissima, è stato il passaggio obbligato tra Nord e Sud Italia e viceversa, questo soprattutto nell’antichità: la maremma non era percorribile a causa della malaria. Gli Etruschi furono i primi a costruire un ponte sulla Sieve; il ponte, dopo la conquista romana, assunse il nome di ponte di Vico. Vico, in latino, significa “paesino di campagna”, il ponte è pure chiamato “ponte di Annibale”, di sicuro il cartaginese deve, per forza, essere passato da qui. Per chi volesse vedere i resti del ponte (corpo di guardia romano) si trovano in via Colognolese all’altezza del mulino di Vico. La  strada etrusca saliva a S.Piero a strada (il toponimo dice tutto) e si riuniva a Monterifrassine con l’altro tratto che saliva da “Plebis Veteri” (Pievecchia) e quindi con un tragitto collinare (Doccia, Santa Brigida) arrivava a Fiesole. Nel 180 a.C. i romani costruirono la Cassia Vetus, strada che avrebbe permesso di movimentare più celermente l’esercito romano. La Cassia Vetus scendeva da Nepotium (Nipozzano) sulla via oggi detta del “Tirolo” arrivava a via della Farulla  e da qui al nuovo ponte (alla stretta del Fossato), il ponte è sempre stato chiamato “ponte Maggio”.  … continua a leggere  La Cassia Vetus nei dintorni di Pontassieve

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