Il Duomo di Barga: storia simboli e misteri


di Salvina Pizzuoli

Siamo a Barga, delizioso borgo medievale arroccato, cinto da mura su cui si aprono antiche porte.

Risiede a mezzacosta dell’Appennino che scende dalla Valle del Serchio fra i torrenti Corsonna, ed Anio nel 28° 9’ longitudine 44° 4’ 6’’ latitudine 20 miglia toscane a settentrione di Lucca, 34 da Pisa, 64 a maestro di Firenze. È di figura sferoidale con un interrotto recinto di mura e tre porte, circondata da due burroni che fiancheggiano due opposti risalti del monte Romeccio, sul cui fianco settentrionale essa giace. Le sue strade sono per lo più scoscese, lastricate; è priva di grandi piazze, se si eccettui il Prato detto già l’Arringo, davanti alla chiesa maggiore.

Così il buon Repetti nel suo “Dizionario” la collocava e ne descriveva le caratteristiche.

Oggi è festa in paese per la tradizionale sagra delle castagne. I negozi sono aperti, la merciaia fornitissima, a Barga c’è ancora, l’elegante negozio di abbigliamento, lungo la Via di Borgo e la via di Mezzo, viuzze strette ed erte su cui procediamo a fatica, fino allo slargo delle piazzette, dove si concentrano i banchetti e i caldarrostai, già al lavoro. Ma non ci fermiamo, al momento abbiamo un’altra meta, lassù, in cima al cucuzzolo, come una gemma incastonata nell’anello, ci aspetta il Duomo che pare chiamarci festoso con uno scampanio che dura a lungo.     … continua a leggere    Il Duomo di Barga: storia simboli e misteri

La lingua degli Etruschi


di Alessandro Ferrini

Lamine in oro rinvenute a Pyrgi

Ancora oggi la lingua etrusca rimane un mistero di difficile interpretazione; le parole finora note di quell’antico idioma sono circa ottomila, compresi i nomi propri che rappresentano la stragrande maggioranza e le forme flesse. Esse sono ricavate da circa 13000 testi in gran parte epigrafici (ricordiamo i più importanti Lamine di Pyrgi, Tabula Cortonensis, Tegola di Capua, Disco di Magliano, Cippo di Perugia), risalenti al periodo fra il VII secolo a.C. e il I secolo d.C. e provenienti soprattutto dall’Etruria propria ma anche dall’Etruria padana e dalla Campania oltre che da Lazio, Umbria, Liguria e perfino Corsica e Tunisia, tutte zone che furono frequentate dagli Etruschi.    … continua a leggere   La lingua degli Etruschi

 

La cultura della treggia in Toscana


Una indagine etnologica su uno strumento di trasporto del mondo contadino del prof. Giovanni Caselli

Cos’è dunque la “Cultura della Treggia”? Anzitutto sarà bene chiarire che il termine “cultura” è qui inteso in senso antropologico e di questo ne ha data una precisa definizione Taylor [1], in senso etnologico è quel complesso insieme che racchiude conoscenza credenza, arte, morale, legge, costume ed ogni altra capacità ed abitudine acquisita dall’uomo come membro di una società”.

Ma non tutti sanno cos’è la treggia; quella a cui si fa riferimento in questa sede è un veicolo senza ruote, un traino agricolo, ancora non completamente scomparso dai campi di collina e montagna, ma che non moltissimi anni fa era un mezzo di trasporto più comune dell’auto, usato perfino da vescovi e proprietari terrieri per viaggiare su percorsi non facili nell’ambito di una tenuta agricola o nei dintorni collinari della città, in quasi tutta la Toscana fra l’Appennino Tosco Emiliano.     … continua a leggere    La cultura della treggia in Toscana

La Buitoni di Sansepolcro


Archeologia industriale in Toscana
La storia della famosa industria alimentare toscana inizia nel 1827 ad opera di Giovanni Battista Buitoni (1769-1841), che avvia con la moglie Giulia Boninsegni un piccolo negozio di pasta in via Firenzuola a Sansepolcro, nell’allora Granducato di Toscana.   … continua a leggere   La Buitoni di Sansepolcro

Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)


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Il Passo del Giogo di Scarperia (882 m. s.l.m.) mette in comunicazione il Mugello con la Romagna Toscana attraverso la strada, costruita dai Lorena nel XVIII secolo, che collega Scarperia a Firenzuola. Sul Passo del Giogo transitava la Linea Gotica costruita dai tedeschi in ritirata nella primavera del 1944 a opera della Todt, una organizzazione sotto il controllo degli alti comandi militari incaricata di costruire opere di comunicazione e di difesa sfruttando il lavoro coatto.

La Linea Gotica non era una linea continua di fortificazioni, ma un insieme di difese disposte in profondità in luoghi strategici sull’Appennino che sfruttavano gli elementi naturali del terreno attraversando l’Italia dalla costa tirrenica a nord di Viareggio a quella adriatica fino a Pesaro, per circa 300 km in linea d’aria.

Nell’area dei valichi della Futa e del Giogo furono realizzate imponenti strutture difensive,   … continua a leggere   Linea Gotica in Toscana: la battaglia del Giogo (settembre 1944)

Visita al Parco archeominerario di Campiglia Marittima: la miniera del Temperino


Si parte oggi alla scoperta del mondo sotterraneo nel territorio di Campiglia Marittima che, sin da epoche antichissime, intorno al VII secolo a.C., è stato scavato alla ricerca di quei tesori che sono i minerali che, in questo territorio, erano abbondanti per i ricchi giacimenti di rame, piombo e argento. La ricerca, l’estrazione e la lavorazione del minerali si è protratta nel tempo: dal periodo più tardo, quello etrusco-romano, a quello medioevale, poi mediceo e quindi fino ai giorni nostri. Dalle tecniche di scavo affidate solo alla forza muscolare del minatore, all’utilizzo degli esplosivi.

Un mondo quello sotterraneo che immaginiamo ovviamente buio e pertanto senza attrattive è al contrario un paesaggio che si riempie di luce e di colori sapendo guardare e, illuminandolo artificialmente, diventa un mondo tutto da scoprire.     continua a leggere       Visita al Parco archeominerario di Campiglia Marittima: la miniera del Temperino

Cos’è il Mugello (terza parte)


di Giovanni Caselli

continua dalla Parte Seconda

Tutto l’altro paese, cioè ne’ poggi e per tutto, ha, com’è detto, molti abituri, che oltre alla bellezza sono buoni e di abituro e di buono sito e di buona aria, con molte colombaie e pozzi e tutte cose utili e buone; e simile, assai fortezze sofficienti a tenersi da tutto il mondo e in tanta quantità che 

a’ bisogni sono, e sufficiente a raccettare tutto il paese con tutto loro avere: e quest’è somma grazia

a tutti i cittadini di e quai esse sono.

Ormai al tempo del Morelli la mezzadria si è estesa sui terreni della pianura e della collina. le ville-fattorie di campagna sono già numerose, tutte modellate sulla casa-torre cittadina o addirittura sulla casa moresca a corte. Gradualmente le due società, quella comitale e quella borghese, vengono ad amalgamarsi e a confondersi, i conti possono essersi stabiliti in città ed occuparsi dell’esercito, del governo o della mercatura, mentre i soggetti dei conti di origine germanica rimangono per la maggior parte contadini o pastori in campagna, ora soggetti ai borghesi.   … continua a leggere     Cos’è il Mugello (terza parte)

Cos’è il Mugello (seconda parte)


di Giovanni Caselli

continua dalla Parte Prima

Il verde Mugello

Vi sono poi molti fedeli del Comune di Firenze, i guelfi, ciò hanno di mostrato in molti casi con le loro buone azioni. E fra le altre cose, coll’aiuto e volontà del nostro Comune e colla loro buona sollecitudine, si sono adoperati contro i tirannici Ubaldini, ghibellini, nemici e ribelli de’ guelfi e del Comune di Firenze: e con questi si ritrovarono più volte a molte zuffe assieme ai nostri consorti che abitavano nel Mugello e che avevano subìto molti danni nelle persone e nei loro averi. E così questi paesani sono stati tenaci e fedeli devoti del Comune e mai hanno voluto ascoltare le molte promesse e accettare i gran doni fatti loro dai detti Ubaldini per corromperli: essendo sempre stati contro di loro per difesa delle terre e fortezze, mai è occorso darle in guardia se non ai nostri paesani, che hanno sempre seguito con amore e con zelo la trionfale insegna del nostro Comune assieme alla cattolica insegna dei venerabili guelfi.

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Cos’è il Mugello (prima parte)


di Giovanni Caselli

Dico in prima che ‘l Mugello

è il più bello paese che abbia il nostro contado;

e di questo ha comunemente fama

da tutti o dalla maggiore parte de’ nostri cittadini.

(Giovanni di Paolo Morelli, “Ricordi”, 1393)

Sotto i Pampini, con un libro di versi

Un fiasco di vino, un pane, …e Tu

Accanto a me cantando, in mezzo ai Campi …

Ed ecco che i campi si trasformano in Paradiso!

(Omar Khayam, X sec. d.C.)

Cos’è il Mugello?

Il Mugello è stato, assieme al Valdarno superiore fino a San Giovanni e il Chianti sino a Panzano, Firenze fuori le mura: la campagna più civilizzata del mondo. … continua a leggere  Cos’è il Mugello (prima parte) 

La Bigattiera di villa Roncioni a San Giuliano Terme


Archeologia industriale in Toscana

Nel 1822 Francesco Roncioni decise di far costruire nel grande parco della sua villa di Pugnano, nei pressi di San Giuliano Terme, un edificio per l’allevamento dei “bigatti” o bachi da seta, la bigattiera appunto, e una filanda per iniziare la produzione di tessuti di seta. Il modello cui il Roncioni si era ispirato era quello realizzato da Raffaello Lambruschini nella sua fattoria di San Cerbone.

Affidò il progetto all’architetto pisano Alessandro Gherardesca che realizzò fra il 1826 e il 1831 un edificio di gusto neogotico, il primo esempio in Italia di applicazione di modelli architettonici neogotici, che si andava diffondendo in quegli anni negli edifici residenziali, applicandolo ad una tipologia manifatturiera.    … Continua a leggere   La Bigattiera di villa Roncioni a San Giuliano Terme