Rievocazione storica della vicenda di Pia de’Tolomei


Castel di Pietra, Gavorrano -Domenica 6 agosto 2017

In occasione della rievocazione storica della tragica fine di Pia dei Tolomei, resa immortale da Dante:

ricorditi di me, che son la Pia: 
Siena mi fé, disfecemi Maremma: 
salsi colui che ‘nnanellata pria 

disposando m’avea con la sua gemma».   (Purg. V)

Vai agli articoli dedicati a Pia de’ Tolomei;

Castel di Pietra e la leggenda della Pia

La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

Società e religione degli Etruschi


di Giovanni Caselli

Lucomunia di Roselle

In tempi storici gli Etruschi risultano essere il primo popolo in Italia ad aver costituito uno stato con residui di forme istituzionali di tipo tribale. L’aristocrazia che colonizza l’Etruria stablisce una monarchia che sta al di sopra di ogni altra forma di organizzazione, con potere decisionale sulla vita o la morte dei cittadini. Questo potere è simbolizzato nell’arte etrusca dalla testa della Gorgone Medusa. … Continua

Casentino, una valle etrusca? (terza parte)


di Giovanni Caselli

Socana (Rassina) resti di tempio etrusco rinvenuti dietro l’abside della pieve

Quale significato possiamo dare quindi alla distribuzione dei numerosi nomi di luogo casentinesi – in una lingua unica al mondo – e a questo cambiamento culturale? Una possibile spiegazione è questa: in Toscana, parti della Romagna, del Lazio e della Campania si attardava, in epoca classica, una lingua preistorica oggi nota come “etrusco” e chi la parlava possedeva, o aveva acquisito, mediante contatti, una cultura materiale di tipo centro europeo, di distanti origini transcaucasiche semitiche ed altaiche. La lingua etrusca appartiene infatti ad un ceppo linguistico antico con forti elementi semitici, altaici ed, in misura minore, indoeuropei, essa era sopravvissuta in queste regioni oppure vi era giunta con i detentori della cultura Villanoviana, non certo con i portatori della cultura “orientalizzante”. …Continua

Il cacciucco di ceci


Piatti tipici toscani, la loro storia le loro ricette

Cacciucco di ceci piccini del Chianti

In Toscana la tradizione dei legumi è molto antica, chi non ha mai sentito parlare o non ha mai avuto l’occasione di assaggiare il fagiolo rosso di Lucca o più recentemente  il bianco di Sorana, coltivato lungo il Pescia, o il cannellino di Sorano per i piatti all’uccelletto o di alcuni degli altri trentatré ecotipi (cui è stata attribuita la sigla P.A.T.= Prodotti Agroalimentari Tradizionali ) che vengono coltivati nella nostra regione?

Se molte ricette evidenziano una particolare preferenza per questo legume, tanto che potremmo definire i Toscani senza pericolo di smentita “mangia fagioli”, molti resteranno stupiti per le coltivazioni di un altro legume, con un numero molto inferiore di varietà,  più discreto nella sua fama e diffusione, ma che ne vanta di gustose e antiche: il cece. … Continua

 

Casentino, una valle etrusca? (seconda parte)


di Giovanni Caselli

Fra Taena e Rosina una vallata etrusca in Casentino

La cultura etrusca è documentata in Etruria, Centro-Nord Italia, dall’ VIII al I secolo a.C. L’origine locale della cultura etrusca è confermata da recenti studi che riporto qui di seguito in sintesi.

Per più di 2000 anni vi è stato disaccordo sulle origini degli Etruschi: sono gli Etruschi di origine locale o anatolica? Si è parlato di affinità genetiche tra i toscani e le popolazioni attuali dell’Anatolia, ma finora ogni tentativo di assimilare gli Etruschi a popolazioni moderne nella stessa area è fallito. E’ stato estratto e analizzato il DNA mitocondriale … Continua

Annibale dalla Trebbia al Trasimeno


Itinerario di Annibale (clicca per ingrandire)

In un saggio con questo titolo lo storico e archeologo Mario Lopes Pegna teorizzava che Annibale, attraversando la Toscana per raggiungere il lago Trasimeno dalla Pianura Padana, percorresse un itinerario diverso rispetto a quello comunemente conosciuto e riportato nell’articolo Annibale in Toscana fra storia e leggenda pubblicato su questa rivista. Lopes ritiene che: “Annibale si sia servito di una antichissima e poco nota strada ligure che attraversava diagonalmente l’Appennino e conduceva, con percorso quasi rettilineo, nel medio Valdarno inferiore.” … Continua

Casentino, una valle etrusca? (prima parte)


di Giovanni Caselli

Casentino. (da Casentino Gallery)

Perché il Casentino è una valle etrusca? Casomai parleremo di una “montagna etrusca” dato che nella zona attorno al Monte Falterona, in Toscana solamente, si trovano più toponimi etruschi o etruscoidi che in tutto il resto dell’antica Etruria. In inglese il nostro Appennino si chiama giustamente “The Etruscan Apennine” Cosa può significare questa densità di toponimi attorno a questa montagna? … Continua

La battaglia di Pistoia (62 a.C.)


… sconfitta e morte di Lucio Sergio Catilina

di Alessandro Ferrini

Particolare dell’affresco di Cesare Maccari raffigurante Catilina (Roma, Palazzo Madama, 1880)

Lucio Sergio Catilina nacque a Roma nel 108 a.C., all’inizio di un secolo tormentato da guerre e lotte civili che segnarono la fine della Repubblica e l’inizio del Principato.

Discendente da una nobile e antica famiglia romana, nobili genere natus, – lo definisce lo storico Sallustio – fuit magna vi et animi et corporis, sed ingenio malo pravoque, dopo aver tentato di essere eletto console nelle file dei populares per due volte senza riuscirci, osteggiato in ogni modo dagli optimates e dai maneggi di Cicerone, nel 63 decise di organizzare una congiura e tentare un colpo di stato per impadronirsi del potere. La congiura venne scoperta da Cicerone, allora console in carica, molti congiurati vennero arrestati e condannati a morte ma Catilina riuscì a fuggire verso l’Etruria … Continua

Etruria romana e preromana (parte seconda)


da: Viaggio nell’Italia romana (vol.I)

di Giovanni Caselli

Etruria meridionale

Le città dell’Etruria interna, a partire da sud, erano Veio, la più vicina a Roma, 15 Km, è la prima a cadere sotto il suo ferro. La sua arte coroplastica mostra alti livelli e strette affinità col mondo greco.

A nord est di Veio, nell’area falisca, la civiltà etrusca si impose sul popolo dei Falisci, italici la cui capitale era a Falerii Vetere. Tutta l’Etruria meridionale, il cui terreno è il tufo e la cenere vulcanica dei Monti Cimini, è caratterizzata da grandi necropoli rupestri, scavate nelle parteti naturali dei valloni fluviali e decorate con colonne, frontoni, false porte, gradinate, etc. A Castel d’Asso e a Norchia, presso Viterbo, si vedono le più spettacolari fra queste necropoli, che davvero sembrano echeggiare un gusto e una tradizione anatolici.   Continua

Etruria romana e preromana (parte prima)


da: Viaggio nell’Italia romana (vol.I)

di Giovanni Caselli

Etruria, la VII Regio secondo la ripartizione di Ottaviano

La Regio VII Etruria, comprendeva l’attuale Toscana assieme a parte delle attuali province di Perugia e Terni, e tutta la provincia di Viterbo, ma le ricostruzioni cartografiche escludono il Casentino, ossia l’alta valle dell’Arno, che – secondo una errata interpretazione di Plinio e Polibio – faceva parte dell’Umbria. Invece la toponomastica e l’evidenza archeologica indicherebbero proprio il Casentino come la “culla etnica” degli Etruschi.
Il Casentino – o per essere precisi – l’area del Monte Falterona ha infatti la più alta densità di toponimi di origine etrusca di tutta l’Italia, quindi, se i toponimi con suffissi in – ena – enna sono etruschi, quella è la loro terra di origine. Etnograficamente il Casentino sta a cavallo fra l’area ligure e quella umbra, mostrando poco di ‘etrusco’. … Continua