Firenze, i Medici e il Rinascimento dal mito alla realtà (parte seconda)

di Giovanni Caselli

Campagna toscana - La cavalcata dei Magi, particolare (Benozzo Gozzoli 1459)
Campagna toscana – La cavalcata dei Magi, particolare (Benozzo Gozzoli 1459)

Dopo la peste nera del 1348 e durante la sue continue recrudescenze degli anni successivi, si ebbe una notevole espansione della pastorizia e le transumanze divennero indispensabili, quindi organizzate da apposite leggi che regolavano i movimenti degli animali, stabilivano quali dovessero essere le strade di transito ed i metodi per l’assegnazione dei pascoli. Siena si accaparrò l’esclusiva dei pascoli di Maremma creando una istituzione che durante il XV secolo divenne il Monte dei Paschi di Siena, mentre i pascoli montani che originariamente erano nelle mani delle varie aristocrazie comitali passarono gradualmente nelle mani di Firenze, Arezzo e Pistoia o dei monaci camaldolesi. … continua a leggere      Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte seconda)

I conti Guidi e il Casentino (6)

di Giovanni Caselli

Aspetti della società

Il personale del Conte

Miniatura della caccia col falcone

Originariamente il personale del Conte – i familiares – era di origini germaniche come la maggior parte dei contadini e dei pastori che lavoravano sulle sue terre. Questa era una società coesa, con antiche radici nella terra, ereditate dagli Etruschi assieme ai nomi di luogo. Fra Trecento e Quattrocento la netta divisione fra società comitale e società borghese si era sfumata, ma le figure principali legate al Conte e alla sua famiglia erano, secondo la tradizione centro asiatica, sempre le stesse: il cuoco, il falconiere, gli addetti ai cavalli, i valletti e servitori, le guardie armate della scorta che si chiamavano donzelli.
I familiares potevano essere assai numerosi, una cinquantina, secondo i documenti. Il personale apparteneva a famiglie fidate che di regola facevano lo stesso servizio di generazione in generazione. Una di queste famiglie, come vedremo più avanti era quella del Bardi/Soldani ed abbiamo informazioni indirette che lo stesso ruolo avesse la famiglia Caselli. I Caselli erano donzelli di Matilde di Toscana e vivevano attorno a Canossa. Quando Matilde adottò Guido Guerra, gli assegnò qualche Caselli come donzello ed è così che questa famiglia si stabilì anche in Romagna e in Casentino.Erano frequenti a corte le presenze di ospiti del Conte, che erano spesso illustri studiosi, letterati o giuristi, alcuni dei quali rifugiati politici, che potevano rimanere al castello anche per lunghi periodi … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi

Montaperti, una battaglia fra storia e leggende

Battaglia Montaperti, miniatura
Battaglia Montaperti, miniatura

Il colle di Montaperti, pochi chilometri a sud est di Siena, rimane famoso per la cruenta battaglia che si svolse nella piana antistante fra Guelfi fiorentini e Ghibellini senesi il 4 settembre 1260. Le truppe fiorentine giunte da nord attraverso le Colline del Chianti il 2 settembre si accamparono sulle alture cretacee di Monselvoli e del Paradiso, nei dintorni di Pievasciana. La marcia del loro esercito, composto da circa 35.000 uomini e dalle necessarie salmerie, aveva seguito il corso del torrente Arbia la cui valle garantiva un tragitto più pianeggiante e assicurava un facile approvvigionamento idrico.

L’esercito di Siena, al comando di Provenzano Salvani, composto da 20.000 uomini fra cui 800 cavalieri inviati dall’imperatore Manfredi e i fuoriusciti ghibellini scacciati da Firenze come Farinata degli Uberti, si accampò di rimpetto al nemico sulle colline di Ropole e di Mociano.   …  continua a leggere  La battaglia di Montaperti fra storia e leggende

Firenze, i Medici e il Rinascimento dal mito alla realtà (parte prima)

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti - Effetti del Buongoverno, particolare (1338)
Ambrogio Lorenzetti – Effetti del Buongoverno, particolare (1338)

La società che si era sviluppata in città dal X secolo in poi aveva in pieno XIII secolo maturato una stratificazione sociale chiara e netta dove ogni ceto conosceva i suoi diritti e i suoi doveri.

La borghesia dirigeva “democraticamente” gli affari della città per il bene comune.
Naturalmente da questo tipo di democrazia erano esclusi le donne e i meno abbienti. … Continua a leggere Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte prima)

I conti Guidi e il Casentino (5)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

Arti e mestieri

Mercato medievale (miniatura)

Bicchierai elenca gli uomini di Poppi nei vari settori professionali: 5 cuoiai, 6 calzolai, 2 sellai, 5 fabbri, 2 maniscalchi, 3 armaioli, 3 lanaioli, 2 tessitori, 3 sarti, 3 falegnami, 2 muratori, 9 operai, 2 barbieri, 3 merciai, 4 speziali, 4 beccai, 3 fornai, 3 vinai, 5 osti, 5 addetti alla fluitazione dei legni, 1 pescatore, 1 maestro, 2 medici, 12 notai, 15 religiosi, 2 ebrei, 3 numzi, 5 guardie, 8 dedicati ai conti; lo stesso autore estrapola che vi siano stati inoltre 100 contadini … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi

Le mura medicee di Grosseto, storia e immagini

di Salvina Pizzuoli

Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600
Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600

La città murata di Grosseto, vista dall’alto, ha la forma di un esagono irregolare con sei bastioni angolari, uno per ogni angolo dell’esagono, a forma di freccia, per un perimetro di circa duemilanovecento metri. 

Le imponenti mura furono volute dalla famiglia dei Medici e costruite su progetto di Baldassarre Lanci da Urbino. La costruzione del complesso architettonico occupò un periodo molto lungo, dal 1574 al 1593 come indicato nella targa sul portale della Fortezza a ricordo della conclusione dei lavori. ... continua a leggere A Grosseto in giro per le mura medicee

I conti Guidi e il Casentino (4)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

I nostri antenati ‘extracomunitari’

Verso la fine del ‘300, una Giovanna di Poppi, di provenienza sconosciuta, ma con tutta probabilità di origini ebraiche, figlia di Abramo cambiavalute in Poppi, moglie dell’inglese Holme (detto “Olmo” per impossibilità di pronuncia) ma in realtà scozzese, praticava l’usura. Il marito gestiva invece la locanda di San Fedele, presso la stessa abbazia (dove oggi si trova il Palazzo Gherardi) e non vi è dubbio che Mr. Holme, da buon scozzese, abbia cercato di diffondere fra i poppesi il gusto per la birra, che forse produceva in proprio. Questo è un esempio fra i mille che forniscono un’immagine della popolazione borghese di Poppi nel ‘300.
Il fatto è che la Peste Nera del 1348 e le susseguenti epidemie, mietevano continuamente il fiore della popolazione ed i vuoti venivano nel contempo a colmarsi con immigrati da ogni parte. Questi si inserivano in una società tutt’altro che geneticamente e culturalmente omogenea poiché l’Italia, dal V secolo fino al XIII è continua meta di immigrati ebrei e cristiani provenienti soprattutto dal Medio Oriente, dove questi non avevano davvero vita facile. … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi (4)

Approdi e porti nell’antica Toscana

Mosaico di epoca romana (Ostia)

Molti porti dell’epoca romana situati sulla costa della Toscana continuarono ad essere attivi anche durante l’alto medioevo seppure ridimensionati nei traffici e, in diversi casi, progressivamente inutilizzabili a causa dell’insabbiamento e della scarsa manutenzione. Così, tra gli altri, Luni, Vada, Populonia, Cosa e lo stesso Porto Pisano sono rimasti attivi in tutto il periodo tardo-antico, anche durante la guerra greco-gotica e la successiva conquista longobarda. A questi scali di maggiore importanza si aggiungevano poi altri numerosi approdi praticabili grazie alla ridotta stazza dei natanti e magari utilizzati solo per alcuni periodi dell’anno come quelli alle foci di fiumi (si pensi a Torre Trappola a bocca d’Ombrone o al piccolo golfo delle Rocchette). … continua a leggere Approdi marittimi e porti in epoca tardo antica e alto medievale in Toscana

I conti Guidi e il Casentino(3)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

La cinta muraria di Poppi, che racchiude i colli del Castello e quello della Badia collegati dal crinale, fu edificata negli anni 1260, quasi tutta sui resti delle mura etrusche delle quali sopravvivono enormi monoliti in vari punti. Sul crinale collegante le due sommità si sviluppa fin dall’epoca della città etrusca, la via principale: il “Borgo della Badia”. La cinta aveva cinque porte che collegavano il castello alla viabilità di crinale e di fondovalle. Dalla Porta della Badia, a nord, si scendeva al ponte sull’Arno per la via della “Costa”. Dalla Porta a Porrena ad ovest, si accedeva all’antica strada romana per Strumi e Filetto. A sud si trovava la Porta a Fronzola mediante la quale si poteva continuare a percorrere la strada romana per Buiano oppure continuare il crinale del contrafforte del Pratomagno al quale Poppi appartiene, per raggiungere Fronzola, Quota, tutti i centri della montagna inclusi i pascoli. … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi (3)

I conti Guidi e il Casentino (2)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

Facevano parte di Poppi-castello villaggi quali Ancherona, Certomondo, San Marco, Roviesine, Sova. Vi erano poi località minori e parrocchie periferiche su ambedue le sponde dell’Arno: Strumi, Becarino, Filetto, Loscove, Quorle, Buiano, Corsignano, Avena, Porrena, Sala, Agna e Memmenano.
L’alterigia e le superbe ambizioni dei due Guidi, che tentano di estendere il loro dominio o la loro influenza ora su Arezzo ora su Firenze, vengono tarpate da Firenze che costringe i fratelli ad un trattato di pace che impone condizioni durissime quali la consegna come ostaggi dei figli di Guido Novello e di sedici abitanti di Poppi, nonché il giuramento di fedeltà al cospetto di rappresentanti di Carlo d’Angiò da parte di tutti gli uomini di Poppi.
Tutto ciò ha come epilogo la battaglia di Campaldino del 1289, che si svolse proprio ai piedi del castello, a Cerromondo, presso la chiesa conventuale che fu sepolcro dei Guidi.
Nel 1290, dopo la vittoria di Firenze guelfa, il comune inviò i saccomanni (saccheggiatori)che vandalizzarono Poppi e distrussero Bibbiena, premiando tuttavia quei Guidi che avevano appoggiato Firenze nella grande battaglia fra Guelfi e Ghibellini. … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi (2)