A Radicofani

di Salvina Pizzuoli

Ci stiamo dirigendo verso Radicofani il cui imponente torrione domina l’abitato e come un faro guida il viaggiatore lungo un paesaggio assai particolare, come è quello delle crete senesi. Proveniamo da Chiusi e superato Sarteano si è aperto alla nostra vista un ampio spettacolo: se come un faro il torrione svetta sul colle, più indietro anche il cono dell’Amiata, antico vulcano spento, fa da sfondo e da guida nell’ampio panorama; più in basso Abbadia San Salvatore rosseggia con i suoi tetti, ma tutto quanto è davanti a noi è punteggiato da borghi grandi e piccoli, adagiati su cucuzzoli tondeggianti. Più in basso stradette bianche serpeggiano nelle conche delle valli create da fiumi il cui nome non è certo sconosciuto, Orcia, Paglia, Ombrone, soprattutto ai pellegrini che percorrono questo territorio e qualcuna di quelle vie biancheggianti, di cui certo una appartiene alla via medievale  più antica e oggi la più percorsa: la via Francigena. … continua a leggereA Radicofani

Il Colle del Pionta ad Arezzo

di Giovanni Caselli

Giotto, il Colle del Pionta -particolare dell’affresco la Cacciata dei diavoli da Arezzo (Basilica superiore di Assisi)

Il Colle del Pionta, è un sito archeologico di epoca antica e medievale, conosciuto anche come “Duomo vecchio”, si trova pochi passi a sud-ovest del centro storico di Arezzo, adiacente all’Ospedale di San Donato ad un chilometro dall’attuale cattedrale; luogo di storia, fu nell’Alto Medioevo sede del centro del potere ecclesiastico e civile di Arezzo con i suoi vescovi-conti.

l suo nome deriva dal toponimo longobardo “biunda“, che significa “recinto”, non indica quindi una linea fortificata, bensì un luogo recintato riferito a terreni coltivati e allevamenti che includeva anche una vasta zona pianeggiante limitrofa al castrum vescovile (De Angelis d’Ossat). Successivamente il castrum prese il nome di “Domus” rimanendo il termine Pionta ad indicare solo le zone marginali pianeggianti. Non conosciamo il suo nome prima dell’epoca longobarda, ma certamente il Pionta ha origini antichissime, come attestano culti di acque salutari riconducibili a fonti medicamentose e miracolose di origine preistorica e documentati da ricerche antropologiche. In seguito allo sviluppo della città’, il colle divenne un cimitero come documentato dai numerosi reperti archeologici custoditi presso l′oratorio di Santo Stefano al Pionta.    … continua a leggere Il Colle del Pionta ad Arezzo                                                          

Il castello di Montorsaio nella Maremma grossetana

Stemma di Montorsaio

Siamo a Montorsaio delizioso borgo medievale di cui conserva i caratteri distintivi nelle odierne strutture urbane: stretti vicoli e slarghi ingentiliti da lussureggianti fioriture, archi e muri spessi e grezzi che rosseggiano nel sole di questo luglio rovente. E, aspetto dimenticato nelle nostre città, il vivere gli spazi aperti in comunità aggregate: ragazzi che leggono nella piazzetta della Cisterna, signore che chiacchierano pacatamente su panchine all’ombra o in crocchi, piacevolmente riunite a colloquio tra gli slarghi dove il vento benefico spira e si insinua portando refrigerio; e piazze, come quella della Cisterna. E immaginiamo questi stessi spazi allietati e addobbati dalle immagini sacre del Santo Natale: non a caso Montorsaio è stato ribattezzato il paese dei presepi.    … continua a leggere  Il castello di Montorsaio nella Maremma grossetana

 

Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

di Salvina Pizzuoli

A cavallo tra due valli, dell’Ombrone Pistoiese e del Nievole, occupa la cima di un cucuzzolo delimitato da due torri antiche: la prima a sinistra, quando si entra per la Porta Gabella, la cosiddetta Nuova per distinguerla dall’altra, di fronte all’estremità opposta dell’abitato, detta Vecchia, ma entrambe sono comunque datate; la Nuova iniziata intorno al 1318 e l’altra che porta il nome di Barbarossa, innalzata intorno al XII secolo. Ed è proprio la torre Vecchia ad attrarre il visitatore dato il suo svettare sulla valle percorrendo l’autostrada Firenze Mare. Un territorio che non solo attrae ma che ha molto da offrire in opere e antiche vestigia. … continua a leggere Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

Castel Aghinolfi in Lunigiana

Montignoso, Castel Aghinolfi, tra la fitta coltre di verde

Siamo a Montignoso a pochi chilometri da Massa Carrara.

Già dalla strada che corre nella valle s’intuisce la struttura possente del mastio ottagonale della roccaforte più antica della Lunigiana che si erge a sentinella sul cocuzzolo più alto di un promontorio che si protende verso il mare, ma è poi da lassù che si comprende il valore strategico che ha determinato l’importanza nel tempo assunta dal castello proprio per la sua posizione: lo sguardo abbraccia tutta la fascia costiera dalle foci dell’Arno al golfo di La Spezia e, nelle giornate limpide, si spinge fino a Livorno e le Alpi Marittime e riesce a intravvedere la Corsica. …continu a leggere  Castel Aghinolfi in Lunigiana

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In Lunigiana: la pieve di Santo Stefano e “Il guerriero” di Sorano

Ponzanello su Zonzolando

La Rocca di Castiglione della Pescaia e l’antico porto

di Salvina Pizzuoli

Castiglion della Pescaia (anonimo metà XVII secolo)

Tra le diverse rocche e torri e forti sorti nel tempo lungo il litorale toscano a difesa e a scopo di avvistamento, quella di Castiglione della Pescaia è sicuramente tra le più imponenti con i suoi torrioni quadrati  e la lunga cinta muraria, nonché meglio conservata.

Come scrive il Repetti non c’è menzione di Castiglione prima del IX secolo, anche se “la scoperta di alcuni cimeli e gli avanzi di un antico acquedotto rendano assai probabile l’esistenza costà sin dai tempi romani di un castello”. Tanto che alcuni studiosi ottocenteschi sono stati propensi a farlo corrispondere alla stazione ad Salebrum, citata negli itinerari romani. Non dimentichiamo infatti che un grande lago salato si apriva alla base del promontorio di Castiglione e si estendeva fino a Grosseto e Roselle, da una parte, e Vetulonia dall’altra, un lago chiamato dai Romani Prile, in età moderna conosciuto come Lago di Castiglione,  al quale si accedeva attraverso il suo  porto canale che svolgeva un ruolo importante per i traffici verso l’interno  e verso l’esterno.  L’area fu pertanto densamente popolata sin dal periodo romano e ambita anche nelle epoche successive per la particolare e favorevole posizione geografica. … continua a leggere La Rocca di Castiglione della Pescaia

Marsiliana

Marsiliana

Ci sono luoghi in cui la storia resta impressa anche se non immediatamente ravvisabile in manufatti o architetture, ma traspira ovunque ti guardi intorno: è questo l’effetto che fanno molti territori in Toscana, si respira l’impronta lasciata dal tempo anche se di essa pare non esserci traccia tangibile, sono soprattutto i luoghi scelti da uomini nel lontanissimo passato e insediatisi lì, Etruschi prima e poi Romani, e di popolazione in popolazione fino a noi. … continua a leggere Marsiliana

In giro per Bibbiena e dintorni

Reperti etruschi (Museo Archeologico del Casentino – Bibbiena)

In giro per Bibbiena

Bibbiena: dalle origini all’epoca del Grand Tour

Santuario di Santa Maria del Sasso a Bibbiena

Passeggiate casentinesi

Il Colle del Pionta ad Arezzo

di Giovanni Caselli

Giotto, il Colle del Pionta -particolare dell’affresco la Cacciata dei diavoli da Arezzo (Basilica superiore di Assisi)

Il Colle del Pionta, è un sito archeologico di epoca antica e medievale, conosciuto anche come “Duomo vecchio”, si trova pochi passi a sud-ovest del centro storico di Arezzo, adiacente all’Ospedale di San Donato ad un chilometro dall’attuale cattedrale; luogo di storia, fu nell’Alto Medioevo sede del centro del potere ecclesiastico e civile di Arezzo con i suoi vescovi-conti.

l suo nome deriva dal toponimo longobardo “biunda“, che significa “recinto”, non indica quindi una linea fortificata, bensì un luogo recintato riferito a terreni coltivati e allevamenti che includeva anche una vasta zona pianeggiante limitrofa al castrum vescovile (De Angelis d’Ossat). Successivamente il castrum prese il nome di “Domus” rimanendo il termine Pionta ad indicare solo le zone marginali pianeggianti. Non conosciamo il suo nome prima dell’epoca longobarda, ma certamente il Pionta ha origini antichissime, come attestano culti di acque salutari riconducibili a fonti medicamentose e miracolose di origine preistorica e documentati da ricerche antropologiche. In seguito allo sviluppo della città’, il colle divenne un cimitero come documentato dai numerosi reperti archeologici custoditi presso l′oratorio di Santo Stefano al Pionta.    … continua a leggere Il Colle del Pionta ad Arezzo                                                          

Lajatico e la Rocca di Pietracassia

Lajatico, le mura

“Lajatico, già Ajatico in Val d’Era risiede sulla sommità di un poggio spettante ad uno sprone interposto tra i torrenti Sterza e Ragone alla sinistra del fiume Era”. Così Lajatico viene collocato geograficamente dallo storico ottocentesco Emanuele Repetti nel Dizionario che ne delinea anche le prime documentazioni storiche: “nel secolo XII apparteneva ai conti Pannocchieschi d’Elci, giacchè il conte Ranieri Pannochia, figlio del Conte Ugolino d’EIci, e la contessa Sibilla sua consorte, mediante un rogito del 22 gennajo 1139, alienarono a favore di Adimaro Adimari vescovo di Volterra la loro parte di Lajatico e di altri castelli in Val d’Era. Un’altra porzione di Lajatico, fu ceduta, nel gennajo del 1160, dal conte Guglielmino, della stessa consorteria dei Pannocchieschi, a Galgano vescovo di Volterra. Finalmente il successore di quest’ultimo prelato, il potente Ildebrando Pannocchieschi vescovo e signore di Volterra, poté ottenere da Arrigo VI un diploma (26 agosto 1186), mercé cui acquistò la giurisdizione politica sopra molti paesi della sua diocesi, fra i quali Lajatico, Peccioli, Ghizzano, Legoli”. … continua a leggere Lajatico e la rocca di Pietracassia