Gli incunaboli della Divina Commedia

ossia le preziose edizioni stampate fra il 1470 e il 1502

di Alessandro Ferrini

Il poema di Dante ebbe subito un successo grandioso, lo testimoniano gli oltre seicento manoscritti circolati nel XIV secolo, subito dopo la morte del poeta.

Editio Princeps della Divina commedia, stampata a Foligno nel 1472

Quando fra gli anni ’60 e ’70 del Quattrocento i tipografi tedeschi introdussero la tecnica della stampa a caratteri mobili, in Italia la Commedia fu fra i testi privilegiati. Dunque fra i così detti incunaboli, ossia i primi libri stampati fino agli inizi del Cinquecento,  troviamo varie edizioni del poema dantesco.

La prima in ordine di tempo risale all’aprile del 1472 e fu stampata a Foligno in ottocento copie dal tipografo tedesco Giovanni Numeister, insieme ad Evangelista Angelini di Trevi, con la collaborazione dell’orafo folignate Emiliano Orfini … continua a leggere  Gli Incunaboli della Divina Commadia

 

Firenze nei versi di Foscolo, De Amicis, Campana, D’Annunzio.

W. Turner, Firenze da Fiesole, incisione del 1819 presso il British Museum
W. Turner, Firenze da Fiesole, incisione del 1819 presso il British Museum (Foto originale)

Nei versi tratti da Dei Sepolcri, il poeta celebra la bellezza della natura che circonda la città e ne esalta il ruolo civile visto che in Santa Croce conserva la memoria degli uomini che hanno reso illustre l’Italia. Il Carme nasce contro il decreto di Saint-Cloud emanato nel 1806 che, in nome dell’egualitarismo e delle norme igieniche, introduceva le sepolture anonime, senza distinzione di rango e di merito. Il poeta al contrario si sofferma a riflettere sul ruolo della poesia, dell’arte e della bellezza come veicolo della memoria e del ricordo che contrastano la forza distruttrice del tempo che altrimenti consumerebbe e trasferirebbe tutto quanto nell’oblio.  …  continua a leggere Firenze nei versi di Foscolo, De Amicis, Campana, D’Annunzio.