Ludovico Ariosto in Garfagnana

la difficile gestione dell’ordine pubblico tra banditismo e dovere istituzionale

Ludovico Ariosto in un ritratto di Tiziano

L’esperienza governativa di Ludovico Ariosto in Garfagnana, svoltasi tra il 1522 e il 1525, rappresenta uno dei capitoli più complessi e biograficamente fecondi del letterato ferrarese, offrendo un vivido spaccato delle contraddizioni del Rinascimento italiano. Inviato dal duca Alfonso I d’Este a pacificare una regione periferica, strutturalmente instabile e profondamente segnata dal fenomeno del banditismo, il poeta si trovò a esercitare le funzioni di commissario ducale in un contesto di estrema precarietà istituzionale. Il contrasto tra la raffinata dimensione cortigiana – e la contestuale aspirazione all’otium letterario – e l’aspra realtà dell’ordine pubblico emerge con chiarezza dal corpus epistolare ariostesco. In queste lettere, segnate da una profonda frustrazione per la carenza di sussidi centrali, l’autore giunge a paventare l’abbandono del mandato, rivelando la drammatica scissione tra la fragilità dell’uomo e il rigore del funzionario pubblico.

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Filippo Balducci a Montesenario

Luoghi e personaggi del “Decameron“

di Alessandro Ferrini

Nell’introduzione della IV giornata è inserita una novella narrata direttamente da Filostrato, colui che sceglie il tema del giorno, una eccezione che porta il reale numero delle novelle del Decameron a centouno.

La novella si ambienta in gran parte a Monte Senario o Monte Asinario, come veniva chiamato nel medioevo, e infine a Firenze.

L’Eremo di Monte Senario inizia la sua storia a metà del Duecento quando, secondo una leggenda, sette fiorentini decisero di allontanarsi dalla città in grande espansione commerciale ed edilizia e di rifugiarsi nelle grotte del monte, ancora oggi visitabili, mettendosi al servizio di Maria e dando origine all’ordine monastico dei Servi di Maria. … continua a leggere I luoghi del Decameron: Filippo Balducci a Montesenario

I luoghi del Decameron: Filippo Balducci a Montesenario

di Alessandro Ferrini

Nell’introduzione della IV giornata è inserita una novella narrata direttamente da Filostrato, colui che sceglie il tema del giorno, una eccezione che porta il reale numero delle novelle del Decameron a centouno.

La novella si ambienta in gran parte a Monte Senario o Monte Asinario, come veniva chiamato nel medioevo, e infine a Firenze.

L’Eremo di Monte Senario inizia la sua storia a metà del Duecento quando, secondo una leggenda, sette fiorentini decisero di allontanarsi dalla città in grande espansione commerciale ed edilizia e di rifugiarsi nelle grotte del monte, ancora oggi visitabili, mettendosi al servizio di Maria e dando origine all’ordine monastico dei Servi di Maria. … continua a leggere I luoghi del Decameron: Filippo Balducci a Montesenario

I luoghi del Decameron: Lamporecchio e Masetto

Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano di uno monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui.

Lamporecchio, citato per la prima volta in un documento del 1057, è un comune in provincia di Pistoia situato tra il Padule di Fucecchio e le pendici occidentali del Montalbano. Il toponimo Lamporeclum sembra derivare da lampone, il Repetti nel suo “Dizionario” lo descrive così:

Villaggio spicciolato ch’ebbe un qualche fortilizio, da cui ricevè l’onorevole titolo di castello che dà nome ad una chiesa plebana (S. Stefano) e ad una Comunità nella Giurisdizione e circa 9 miglia toscane* a libeccio di Seravalle, Diocesi di Pistoja, Compartimento di Firenze. … gli manca una riunione di fabbriche con strade che circoscrivono una porzione di terreno col nome specifico di questa popolazione, che è spicciolata in poderi, case e ville sparse su per la gibbosa pendice occidentale del Monte Albano. … continua a leggere I luoghi del Decameron: Lamporecchio e Masetto

I luoghi del Decameron: Camerata e la villeggiatura dei ricchi fiorentini del Trecento

Ambrogio Lorenzetti-il Buongoverno (particolare)

Nella Firenze della seconda metà del Duecento, con il notevole sviluppo della produzione e dei commerci, il livello di vita si era assai elevato e molti fiorentini agiati avevano comprato case di campagna e ville sulle colline circostanti. Camerata, posta sotto il colle di Fiesole fra San Domenico e le Cave di Maiano, era uno dei luoghi più ricercati.

Così lo stesso Boccaccio ci descrive questo luogo di villeggiatutura:

… dall’una delle parti della quale correva un chiarissimo fiumicello, entrarono, e viderla tanto bella e tanto dilettevole, e spezialmente in quel tempo che era il caldo grande, quanto più si potesse divisare.

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I luoghi del Decameron: il torrente Mugnone

di Alessandro Ferrini

Il torrente Mugnone, strettamente legato alla storia di Firenze, non poteva mancare di essere ricordato nel Decameron, le cui novelle sono state in gran parte ambientate dall’autore in Luoghi dell’alta Toscana e del territorio fiorentino.

Il torrente nasce nei pressi di Vetta le Croci sul crinale meridionale e riceve vari affluenti lungo il suo percorso, dei quali il più ricco di acque è il Terzolle, prima di confluire nell’Arno.

Nel corso della storia il suo percorso ha subito diverse variazioni: in epoca romana sfociava nei pressi del guado più o meno all’altezza dell’odierno Ponte Vecchio e sicuramente la confluenza dei due fiumi fu il motivo principale della scelta del luogo per fondarci la colonia. … continua a leggere I luoghi del Decameron: il torrente Mugnone

I luoghi del Decameron: Filippo Balducci a Montesenario

di Alessandro Ferrini

Nell’introduzione della IV giornata è inserita una novella narrata direttamente da Filostrato, colui che sceglie il tema del giorno, una eccezione che porta il reale numero delle novelle del Decameron a centouno.

La novella si ambienta in gran parte a Monte Senario o Monte Asinario, come veniva chiamato nel medioevo, e infine a Firenze.

L’Eremo di Monte Senario inizia la sua storia a metà del Duecento quando, secondo una leggenda, sette fiorentini decisero di allontanarsi dalla città in grande espansione commerciale ed edilizia e di rifugiarsi nelle grotte del monte, ancora oggi visitabili, mettendosi al servizio di Maria e dando origine all’ordine monastico dei Servi di Maria. … continua a leggere I luoghi del Decameron: Filippo Balducci a Montesenario

Il Decameron e la Francigena

di Alessandro Ferrini

Nel corso del Trecento, come nei secoli immediatamente precedenti, il sistema viario che in tempi recenti ha assunto il nome di Francigena, rappresentava, con i suoi percorsi ramificati, un collegamento frequentatissimo fra l’area franco germanica e Roma meta di pellegrinaggi per chierici, abati, nobili, mercanti cristiani di ogni condizione sociale. Un viaggio a Roma nell’arco della vita rappresentava un obiettivo importantissimo per ogni credente, come ancora oggi lo rappresenta La Mecca per ogni fedele musulmano.

Anche nel Decameron varie novelle sono ambientate in località situate lungo il tracciato, evidenziando così, indirettamente, la frequentazione da parte dei pellegrini e l’importanza come grande via di comunicazione. … continua a leggere Il Decameron e la Francigena

I luoghi del Decameron: Lamporecchio e Masetto

Masetto da Lamporecchio si fa mutolo e diviene ortolano di uno monistero di donne, le quali tutte concorrono a giacersi con lui.

Lamporecchio, citato per la prima volta in un documento del 1057, è un comune in provincia di Pistoia situato tra il Padule di Fucecchio e le pendici occidentali del Montalbano. Il toponimo Lamporeclum sembra derivare da lampone, il Repetti nel suo “Dizionario” lo descrive così:

Villaggio spicciolato ch’ebbe un qualche fortilizio, da cui ricevè l’onorevole titolo di castello che dà nome ad una chiesa plebana (S. Stefano) e ad una Comunità nella Giurisdizione e circa 9 miglia toscane* a libeccio di Seravalle, Diocesi di Pistoja, Compartimento di Firenze. … gli manca una riunione di fabbriche con strade che circoscrivono una porzione di terreno col nome specifico di questa popolazione, che è spicciolata in poderi, case e ville sparse su per la gibbosa pendice occidentale del Monte Albano. … continua a leggere I luoghi del Decameron: Lamporecchio e Masetto

I luoghi del Decameron: le chiese fiorentine

Giovanni Boccaccio (Andrea del Castagno 1450 – Galleria degli Uffizi)

Le cento novelle dell’opera del Boccaccio sono in buona parte ambientate in Toscana e molte a Firenze.

Proprio in una chiesa, quella di Santa Maria Novella, ha inizio il Decameron. Lì si incontrano le sette fanciulle e i tre giovani che per sfuggire alla peste si rifugiano in una villa di campagna per dieci giorni e durante quel periodo si intrattengono piacevolmente narrando le novelle.Così scrive il Boccaccio nell’Introduzione: … continua a leggere I luoghi del Decameron: le chiese fiorentine