Toponomastica e configurazione geografica in Mugello

da Francesco Niccolai, “Guida del Mugello e della Val di Sieve”, 1914

Diorama del Mugello
Diorama del Mugello

La toponomastica dell’Appennino dà ragione della configurazione varia della montagna. Le elevazioni della dorsale hanno varia designazione che accenna a una conformazione diversa; cosicché la massa compresa fra due abbassamenti successivi della linea di vetta è denominata monte se si eleva con fianchi o dorsi assai ripidi, poggio se ha declivi facili e pianeggia su la vetta, giogo (dal lat. jugum) se si distende ampia longitudinalmente, verruca se si affianca su di una costale scabra. Si denomina colla invece di varco se appare come una semplice intaccatura della catena tra i due versanti, un valico più lungo e disteso tracciato nella depressione di due catene pur nella sommità del displuvio. Più volte ricorre la designazione di apparita per denotare una breve spianata donde si scopre, salendo una costa, la vicinanza del monte, come l’ Apparita di M. Prato al Conte, l’ Apparita di M. Castel Guerrino, etc. Molte sono le Maestà ossia vette di poggi dalle quali la vista si allarga d’ ogni intorno, come la Maestà di Tizzano, la Maestà sotto Poggio Erbolini (San Godenzo) etc. … continua a leggere Toponomastica e configurazione geografica in Mugello

Toponimi toscani: Grosseto

Pianta della città di Grosseto (primi ‘800)

Centro della Maremma, capoluogo di provincia, è situato nella pianura solcata dal basso Ombrone e comprende una parte vecchia, racchiusa entro una cinta murata esagonale, ed una parte moderna. Piccolo castello nell’alto medioevo, è ricordato nell’a. 803 «Grosseto», poi nell’a. 973 «curte Grosito cum castro et ecclesia ibidem consistente» (Repetti 1833-1846); sito sulla via maremmana tra Pisa e Roma, comincia a svilupparsi dopo la devastazione di Roselle da parte dei Saraceni nel 935. Nel 1138, Innocenzo II vi trasporta la sede vescovile dalla stessa Roselle. L’importanza economica di Grosseto è legata alia bonifica della Maremma, iniziata con i Medici, poi abbandonata e ripresa nel sec. XVIII e specialmente nel XIX).

Il nome Grosseto è certamente un fitonimo da intendere nel senso di ‘selva o bosco di grosse piante’ analogo a forteto. Tuttavia, ritiene Bonfante che si può ragionevolmente proporre come base anche il latino grossus ‘specie di fico che non giunge a maturazione’ o l’italiano grossa ‘sorta di uva’, a meno che non vi sia una qualche relazione con un toponimo come Grossennano (Si), da un prediale Crusinnanus con intrusione paretimologica di grosso. Altri interpretano Grosseto come un verosimile riflesso del latino grossus (ficus)

Toponimi toscani: Livorno

Pianta di Livorno (1776)

Citta della Toscana, capoluogo di provincia, situata sulla costa tirrenica vicino alia foce dell’Arno e di fronte allo scoglio della Meloria. Il nome Livorna ricorre per la prima volta in una pergamena del 904. È  poi ricordato (inizi del sec. XII) come castello e quindi come villaggio e piccolo porto a breve distanza da Porto Pisano, per la cui difesa venne fortificato dai Pisani nel 1392. Caduta Pisa, passò ai Genovesi dal 1405 al 1421, quando fu acquistato da Firenze che ne accrebbe le fortificazioni e vi costruì un arsenale. Iniziato nel 1571 un nuovo porto e promulgata nel 1593 la «costituzione livornina» che concedeva piena libertà di residenza agli immigrati, tra cui moltissimi ebrei, la città cominciò a popolarsi e ad espandersi, favorita dal nuovo Porto Mediceo del 1618 e dal sistema di porto franco, tanto che alla fine del sec. XVIII era la seconda città della Toscana. Il toponimo si riconduce ad un personale etrusco Liburna che si può confrontare con il latino Liburnius, se non dipende da Leburna, Leburnius, anche questi antroponimi latini. Oltre che un’origine dall’onomastica antica, può essere verosimile una relazione col termine latino liburna ‘brigantino, feluca’, specie di imbarcazione, o con l’etnico antico dei Liburni, popolo del Quarnero, con cui, peraltro, avrà rapporto Liburna.

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Toponomi toscani: Empoli

Empoli (Fi). Nel Valdarno inferiore, e, dopo Prato, il piu importante centro della provincia. È sorto agli inizi del XII sec. (si indica la data del 1119), intorno alla Pieve di S. Andrea e nei pressi di un castello denominato Empolum (o Empolis) ricordato fin dal sec. VIII, ed in localita tuttora detta Empoli Vecchio. Lo sviluppo iniziale del borgo è la conseguenza delle prime bonifiche del fondovalle e dello spostamento verso la val d’Elsa dell’antico tracciato della via Francigena. Dal dominio dei conti Guidi, da cui il territorio dipendeva fin dal sec. XI, passò per gradi nei dominio del Comune di Firenze. In alcuni documenti è indicato anche nelle varianti Imporis, Emporium e ciò ha fatto pensare che l’origine del toponimo fosse analoga alla voce emporio; ma Olivieri (D. Olivieri, Dizionario etimologico italiano, Milano, 1953) critica questa ipotesi preferendo un accostamento con l’antico Empulum laziale Diversamente Alessio (G. Alessio, Lexicon etymologicum. Supplemento ai dizionari etimologici latini e romanzi, Napoli, 1976 1976) propone d’interpretare il toponimo come un riflesso del latino limpidus ‘chiaro’. Ma gia Pieri (S. Pieri, Toponomastica della Valle dell’Arno, Roma,Accademia dei Lincei, 1919); aveva individuato l’etimologia di Empoli. Scartando un rapporto con l’antico Empulum nelle campagne di Tivoli (Livio VII, 18), data anche la non antichità di Empoli, ipotizzava un riflesso di un antroponimo germanico Impo di cui Empoli parrebbe una forma diminutiva. Una precisazione di Arcamone (G. Arcamone, Antroponimia germanica nella toponomastica, in La toponomastica come fonte di conoscenza storica e linguistica, a cura di E. Vineis, Pisa, Giardini) consente di definire l’etimologia come un derivato del personale germanico  Empo-, forma di ipocoristico, vezzeggiativo o appellativo affettuoso ricavato da un nome proprio,  con un suffisso –ulus la cui funzione derivativa non è ancora del tutto certa dato che poteva già far parte dell’antroponimo, il nome proprio di persona, od essere unito al nome nei momento in cui si è formato il toponimo.

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