Il castello di Romena fra poesia e leggenda

Il Castello di Romena (foto Pivi)

Eretto su un colle di 621 metri agli inizi dell’XI secolo il Castello domina un’ampia porzione della valle del Casentino. Protagonista di importanti eventi storici durante i secoli ha anche ospitato illustri personaggi fra cui Dante Alighieri e Gabriele D’Annunzio.

D’Annunzio vi soggiornò nel 1902 abitando in una tenda eretta sulla piazza d’Armi e qui trovò l’ispirazione per scrivere parte dell’Alcyone, il III libro delle Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi. In un componimento datato “Romena – 16 agosto 1902 – mezzanotte” celebra il Casentino:

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Visita al Parco archeominerario di Campiglia Marittima: la rocca di San Silvestro

La Rocca San Silvestro nella foto di Ludovico Franceschi

Il Parco fa parte di un sistema più ampio all’interno della Val di Cornia. Oggi siamo qui per visitare Rocca San Silvestro, un antico castello datato X – XI secolo. La ragione della sua esistenza è legata, come quella di altri castelli della zona, alla presenza di giacimenti minerari di rame e piombo argentifero. Era nato per volontà dei signori e proprietari appartenenti alla famiglia dei della Gherardesca, passato successivamente nelle mani dei loro vicari detti, dal nome della fortificazione, della Rocca, erano infatti membri di famiglie aristocratiche in grado di gestire l’organizzazione del lavoro estrattivo e metallurgico destinato alla produzione di monete per Lucca e Pisa. Il castello non era quindi altro che la sentinella armata posta sul territorio estrattivo e i suoi abitanti erano i lavoratori all’interno delle miniere e nelle officine. Un villaggio-dormitorio, attrezzato e autosufficiente. In basso le abitazioni dei minatori, in alto gli alloggiamenti signorili con la rocca medesima. Ma anche la chiesa e i vari forni per la cottura del pane e della ceramica, un frantoio e le cisterne per il deposito dell’acqua piovana, bene prezioso per le localizzazioni elevate.   … continua a leggere    Visita al Parco archeominerario di Campiglia Marittima: la rocca di San Silvestro

 

I castelli di Casenovole e Monte Antico lungo la “Leopoldina”

Siamo in Maremma, la bella Maremma grossetana, alla scoperta dei paesaggi spettacolari che quest’angolo di Toscana sa regalare al visitatore. Stiamo percorrendo la vecchia via detta Leopoldina voluta da Pietro Leopoldo di Lorena (1765-1790) per favorire, tra le altre riforme attuate, una solida politica agraria, con la creazione di strade percorribili non solo a cavallo o a dorso di mulo, ma anche da carri.

Il paesaggio che scorre davanti agli occhi del viaggiatore non ha eguali per la dolcezza degli scorci tra campi coltivati, terre arate, allevamenti di bianche mucche maremmane e pecore e, nel fondo della valle, la candida striscia dell’Ombrone si affaccia a tratti e brilla sotto il sole. … continua a leggere  I castelli di Casenovole e Monte Antico lungo la “Leopoldina”

Rievocazione storica della vicenda di Pia de’Tolomei

Castel di Pietra, Gavorrano –

In occasione della rievocazione storica della tragica fine di Pia dei Tolomei, resa immortale da Dante:

ricorditi di me, che son la Pia: 
Siena mi fé, disfecemi Maremma: 
salsi colui che ‘nnanellata pria 

disposando m’avea con la sua gemma».   (Purg. V)

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Castel di Pietra e la leggenda della Pia

La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

Scarlino, la rocca pisana

… e il tesoro di Scarlino

Scarlino, la Rocca

Sul cocuzzolo domina e il borgo e il mare. La Rocca pisana datata XIV secolo, sorse su un castello preesistente. La sua storia la lega agli Aldobrandeschi e agli Alberti, potenti famiglie di feudatari e quindi al Comune di Pisa che nel corso del XIII secolo prese possesso su Scarlino. Ma il processo evolutivo della rocca e soprattutto del sito su cui essa sorge e da cui pare ancora vigilare sul borgo sottostante, si configura particolarmente longevo in quanto era stato già prescelto e abitato in età molto precedenti a partire dalla tarda età del bronzo (XII- X secolo a.C.) con fasi insediative alterne. … continua a leggere Scarlino, la rocca pisana

Porto di Motrone di Versilia

Territorio e forte di Motrone (metà Settecento)

L’antico porto di Lucca

Nel 1957, durante lavori di sterramento effettuati in una proprietà privata sulla riva destra del fosso di Motrone, a poche centinaia di metri dalla foce furono rinvenuti i resti di un possente blocco murario di oltre un metro di spessore costituito da mattoni murati della lunghezza di alcuni metri con la presenza nella parte esterna, quella rivolta verso il mare, di blocchi di tufo di forma regolare. Ubicazione e struttura fecero subito ritenere che si trattasse di parte del medievale scalo fluviale di Motrone con l’annesso castello, … continua a leggerre L’antico porto di Motrone di Versilia

Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

di Salvina Pizzuoli

A cavallo tra due valli, dell’Ombrone Pistoiese e del Nievole, occupa la cima di un cucuzzolo delimitato da due torri antiche: la prima a sinistra, quando si entra per la Porta Gabella, la cosiddetta Nuova per distinguerla dall’altra, di fronte all’estremità opposta dell’abitato, detta Vecchia, ma entrambe sono comunque datate; la Nuova iniziata intorno al 1318 e l’altra che porta il nome di Barbarossa, innalzata intorno al XII secolo. Ed è proprio la torre Vecchia ad attrarre il visitatore dato il suo svettare sulla valle percorrendo l’autostrada Firenze Mare. Un territorio che non solo attrae ma che ha molto da offrire in opere e antiche vestigia. … continua a leggere Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte prima: Il castello)

A Pontremoli in Lunigiana 

Pontremoli, il ponte della Cresa sul torrente Verde e il castello del Piagnaro in alto
Pontremoli, il ponte della Cresa sul torrente Verde e il castello del Piagnaro in alto

Il castello del Piagnaro, in posizione dominante, signoreggia con la sua mole squadrata l’abitato di Pontremoli, “Pons Tremulus”, più in basso, alla confluenza del torrente Verde nel Magra.

Il toponimo “pons tremulus” merita una digressione: alcuni studiosi attribuiscono la denominazione a indicazioni medievali relative al tipo di viabilità, come ad esempio il toponimo Callemala, oppure a strutture per attraversare i fiumi, come in questo caso, un ponte dalla caratteristica particolare, l’essere tremulo. Un’altra versione, più leggendaria, racconta che … Continua a leggere      Il castello del Piagnaro e il Museo delle stele (Parte prima: Il castello)

Visita al “palazzo che non c’è”: Villa Sammezzano in località Leccio di Reggello

Palazzo Sammezano, la facciata

di Salvina Pizzuoli

Non un cartello, non un’indicazione nemmeno nei pressi: non c’è. Dimenticato!

Una strana intuizione mi guida e mi inerpico su per una strada sterrata, ma perfettamente percorribile anche in macchina. E l’incanto subito mi prende: un sentiero ampio e con tornanti sale lungo il verdeggiante crinale della collina e come sentinelle gigantesche piante altissime e secolari …

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