Il Castello di Populonia: il Borgo e il Museo etrusco

di Salvina Pizzuoli

Castello di Populonia
Castello di Populonia

Su un poggio che domina il mare, da una parte il golfo di Baratti e dall’altra la costa verso Piombino, in una vista paesaggisticamente notevole, si erge il castello con le sue mura, la sua torre e l’arco di entrata. Lo stemma che sovrasta l’ingresso è quello degli Appiani, signori di Piombino: un drago alato lo caratterizza; l’opera quattrocentesca è attribuita a Andrea Guardi che in effetti lavorò, con le mansioni di architetto e scultore, presso la corte di Jacopo III Appiano (1458-1474), uno dei signori di Piombino che ne governarono il Principato dal XIV al XVII secolo.
La fortificazione di Populonia risale al XV secolo. … continua a leggere Il Castello di Populonia: il Borgo e il Museo etrusco

Monteriggioni: storia e architetture

di Salvina Pizzuoli

“Perocchè come in su la cerchia tonda

Monte Reggion di torri si corona,

(DANTE Inferno XXXI).

Monteriggioni, le mura

Siamo a Monteriggioni per una visita al castello e ai camminamenti sulle mura, itinerario previsto insieme alla visita al Museo Archeologico con sede a Badia a Isola. (per i dettagli)

Siamo di fronte all’ingresso al castello, all’imponente Porta Romea. Due lastre marmoree si fanno subito notare a destra e a sinistra. La più piccola a sinistra, di difficile lettura per la distanza, porta incisa la data di inizio della costruzione nel 1213 “con spese e lavori sostenuti in proprio dal Popolo di Siena, con l’impegno e l’opera diligente dei nobili Ranuccio di Crescenzio e Orlando di Filippo e Forese di Martino”; l’altra a destra i risultati del plebiscito del 15 marzo 1860 quando anche Monteriggioni entrò a far parte del nascente Stato Italiano.
Di parere contrario per quanto riguarda la data di costruzione del castello è lo storico ottocentesco Emanuele Repetti che scrive nel suo Dizionario:

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I tesori architettonici di Tarquinia (seconda parte)

di Salvina Pizzuoli

Tarquinia,  palazzotto (XV secolo) è sede oggi dell’Archivio Storico Comunale

Seguiamo il percorso e, seguendo via Della  Ripa, entriamo in Piazza Marini dove un palazzotto (XV secolo) è sede oggi dell’Archivio Storico Comunale sulla cui facciata spiccano caratteri rinascimentali insieme a quelli gotici; accanto un abbeveratoio-lavatoio dei primi del Novecento, è uno dei due rimasti ancora in città.

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La torre e il castello delle Rochette

di Salvina Pizzuoli

tratto da: A. Ferrini S. Pizzuoli, Da Rocchette a Bocca d’Ombrone: luoghi storia personaggi ParvaLicetEdizioni 2026

La torre delle Rocchette
La torre delle Rocchette

Siamo lungo il litorale toscano e precisamente, come lo colloca geograficamente il Repetti, tra il promontorio o capo della Troia ed il castello di Castiglion della Pescaia.

Siamo in Maremma a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia: a sinistra un ampio e lungo litorale sabbioso, davanti a noi un mare limpido e trasparente, a destra uno sperone di roccia proteso sul mare e in alto, sospesa tra cielo e acque, una torre circondata da un recinto irregolare in muratura, l’antica torre d’avvistamento, la torre delle Rocchette. È un castelletto ridotto ad una torre guardacoste sebbene da essa prendesse il nome una distrutta chiesa plebana, siccome lo prende tuttora un piccolo padule detto del Pian di Rocca. Così la descrizione del Repetti nel suo Dizionario dove ha fotografato geograficamente e storicamente paesi e borghi e città della Toscana, senza tralasciare neanche il più piccolo agglomerato. … continua a leggere La Torre delle Rochette

La Fortezza di Ghino di Tacco a Radicofani

Quivi era l’Aretin che dalle braccia

Fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte

(Purgatorio VI 13-15)

Domina l’abitato e tutto il paesaggio circostante regalando al visitatore dall’alto del suo torrione una visuale che abbraccia e mare e monte e offre una suggestiva vista dei tetti grigi del borgo sottostante. La sua storia si lega negli anni alla fine del XIII secolo a quella di Ghino di Tacco che lo occupò: è ricordato da Dante quale uccisore del giudice aretino Benincasa da Laterina e Boccaccio lo racconta come uomo fiero e assai famoso per le sue ruberie “ribellò Radicofani alla Chiesa di Roma, e in quel dimorando, chiunque per le circustanti parti passava rubar faceva a’ suoi masnadieri”, ma prodigo con gli indigenti e fu riabilitato dall’abate di Cluny, suo prigioniero, ma poi guarito e liberato, gli fece riacquistare i suoi averi. Se il Boccaccio fa concludere bene la vicenda, un’altra leggenda, delle tante che circondarono il personaggio, lo vede invece morire assassinato.

Se la vita dell’eroe fu travagliata non da meno la storia del maniero.

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Castel Focognano in Casentino

Se volessimo visitarli tutti non basterebbe una vita!

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Potrebbe sembrare un’espressione esagerata, ma nella realtà toscana rasenta il vero.

La Toscana è piena di piccoli centri dove la storia ha lasciato traccia non tanto e non solo nei monumenti o edifici o antiche o dirute vestigia, ma soprattutto nel paesaggio dove si respira la presenza di popoli e popolazioni che là si sono insediati e dove il lavoro dell’uomo nei millenni si è armoniosamente fuso con quello della natura.

Il Casentino è una delle zone della nostra regione dove si respira una storia millenaria.

Siamo a Castel Focognano.  … continua a leggere Castel Focognano

 

Galleria foto: Montemassi

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Marsiliana

Marsiliana

Ci sono luoghi in cui la storia resta impressa anche se non immediatamente ravvisabile in manufatti o architetture, ma traspira ovunque ti guardi intorno: è questo l’effetto che fanno molti territori in Toscana, si respira l’impronta lasciata dal tempo anche se di essa pare non esserci traccia tangibile, sono soprattutto i luoghi scelti da uomini nel lontanissimo passato e insediatisi lì, Etruschi prima e poi Romani, e di popolazione in popolazione fino a noi. … continua a leggere Marsiliana

The Castle of Porrona

An ancient fortified village in the province of Grosseto

Porrona

Opposite Cinigiano, in the enchanting Tuscan Maremma, on a hilltop, lies the Castle of Porrona.
Among the greenery, its structure blends into the landscape, but once you pass through the elegant Porta Senese, the walled village reveals all its charm: it is as perfect as a masterpiece by an excellent landscape painter, making a leap back in time possible!

Porrona

Along the cobblestone road, the beautiful mansions, with the warm rosy hues of the stones, accompany the enchanted visitor all the way to the short staircase leading to the small Romanesque church. From there, one faces a grand scene with the imposing castle standing in the background, adorned by a giant oak tree spreading its lush green canopy.

Porrona

The walled village was built by the Sienese around the 13th century, but the castle, the ancient keep, shows clear signs of later renovations in the 16th and 19th centuries. It belonged to the Tolomei and Piccolomini families, who divided the property and managed its control until the 19th century, as illustrated by the coats of arms decorating the central part of the turret, alongside that of the Todeschini.

And everything is green and silent!

A truly fantastic site in every sense, especially because you can stay there in apartments or a hotel, as the latest owners have transformed it into a residence. (We thank the Reception for kindly providing us with images and information about the castle’s history)

For a virtual visit inside the Castle, go to: Image Gallery: Castello di Porrona


A Radicofani

di Salvina Pizzuoli

Ci stiamo dirigendo verso Radicofani il cui imponente torrione domina l’abitato e come un faro guida il viaggiatore lungo un paesaggio assai particolare, come è quello delle crete senesi. Proveniamo da Chiusi e superato Sarteano si è aperto alla nostra vista un ampio spettacolo: se come un faro il torrione svetta sul colle, più indietro anche il cono dell’Amiata, antico vulcano spento, fa da sfondo e da guida nell’ampio panorama; più in basso Abbadia San Salvatore rosseggia con i suoi tetti, ma tutto quanto è davanti a noi è punteggiato da borghi grandi e piccoli, adagiati su cucuzzoli tondeggianti. Più in basso stradette bianche serpeggiano nelle conche delle valli create da fiumi il cui nome non è certo sconosciuto, Orcia, Paglia, Ombrone, soprattutto ai pellegrini che percorrono questo territorio e qualcuna di quelle vie biancheggianti, di cui certo una appartiene alla via medievale  più antica e oggi la più percorsa: la via Francigena. … continua a leggere A Radicofani