di Giovanni Caselli

Introduzione: Per un’indagine antropo-storico-archeologica

Pianta topografica della Provincia del Mugello (clicca sull’immagine per ingrandirla)

Noi e tutto ciò che ci circonda siamo effetti di cause passate. Se l’archeologia è la scienza del passato, la storia è l’arte di narrarlo: ambedue servono ad analizzare il presente, e noi stessi. Le nozioni di reperto archeologico e di documento storico cambiano nel tempo, esse sono sempre soggettive e temporanee.

L’archeologia e la storiografia forniscono elementi oggettivi alla storia, ma non forniscono tutti gli elementi necessari a rendere la storia oggettiva.

La storia non è quindi lo specchio del passato ma il riflesso di chi scrive, della sua ideologia, della sua epoca e della moda letteraria della storiografia del momento. Perciò tutta la storia, anche quella del Mugello, va sempre riscritta.

Se per i collezionisti e gli antiquari di un tempo il termine reperto archeologico evocava un monumento, un vaso o un monile, oggi quel concetto corrisponde con tutto ciò che ci circonda, poiché tutto proviene dal passato, remoto o recente, come noi stessi, la nostra mentalità, i nostri modi fare.

Non sarà difficile capire come in questa ottica il reperto archeologico più significativo, quello più valido e interessante, il vero tesoro nascosto, siamo noi stessi. Noi siamo, ci piaccia o no, archeologia. Chi si interessa al tempo e al luogo in cui vive considera tutto ciò che lo circonda oggetto di indagine e documento utile alla conoscenza. È davvero riduttivo – se non ingenuo – sostenere che per certe epoche i reperti archeologici siano più numerosi o più significativi che per altre. Ogni epoca passata ha lasciato i suoi reperti, ogni epoca futura ne scoprirà di nuovi e di insospettati.

Se è vero che le tracce di certe epoche sono esteticamente più interessanti di altre, ciò non significa che chi vuol capire il presente non trovi interessanti tutti i reperti, vetrine e collezionisti inclusi.

Il Mugello (stampa del 1747) clicca per ingrandire

Se la società è fatta di donne e di uomini, questi sono prodotto di vicissitudini che noi definiamo “storia”, allo stesso modo in cui lo erano i loro predecessori. Si parlerà quindi della storia che ha influenzato e condizionato una particolare società, piuttosto che di individui che hanno influenzato la storia.

Questo libro non è una storia del Mugello ma la riflessione di chi vuol capire il carattere e l’essenza di un luogo liberandosi dei pregiudizi e dei vizi di metodo del passato. In questa ottica il presente è l’effetto di trascorse vicissitudini politiche, economiche, sociali e naturali.

Sarebbe presuntuoso da parte di chi si accinge a scrivere del Mugello pensare di poter aggiungere qualcosa di importante a ciò che è già stato detto di questa area geografica così ampiamente analizzata. Allora non resta che fare un passo avanti e guadagnare un punto di osservazione che faccia vedere le cose con gli occhi della nostra epoca, che consenta una visione più chiara, al di sopra e al di là dei vizi di metodo, dei dogmi del determinismo e della nozione di storia come oggettività. Non tento quindi di aggiungere qualcosa di nuovo a quanto già detto e scritto da altri, ne ricombino gli elementi per fornire nuove chiavi alla luce delle scoperte più significative dell’antropologia culturale.

La storia degli Italiani consiste, dal X secolo in poi, in uno sforzo collettivo da parte di una accozzaglia di immigrati che avendo ripopolato l’Italia dopo gli stermini e i genocidi causati principalmente dalle Guerre Gotiche e quindi dall’invasione dei Longobardi, di accomunarsi, assieme agli stessi barbari, nell’utopia del recupero di un passato greco e romano che essa ritiene gli appartenga. Questa variegata popolazione raggiunge lo scopo nel XV secolo, diventando da allora una nazione.

Quasi tutte le nazioni d’Europa hanno una simile storia: il perseguimento collettivo di un ideale di unità in una particolarità per formare lo Stato. Uno stato acquisisce una sua propria unità e particolarità culturale (l’identità) soltanto dopo che la sua popolazione è stata rinchiusa entro confini insuperabili divenendo una nazione. Così nascono le l’identità e quindi le nazioni, dalla più varia accozzaglia di genti di ogni origine.

La popolazione del Mugello non è diversa da ogni altra, l’origine dei suoi abitanti è varia e perciò ricca e interessante.

foto Giacomo Pivi

G.C.

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