di Giovanni Caselli

Il verde Mugello

continua dalla Parte Prima

Stemma degli Ubaldini, ghibellini e potente famiglia del Mugello.

Vi sono poi molti fedeli del Comune di Firenze, i guelfi, ciò hanno di mostrato in molti casi con le loro buone azioni. E fra le altre cose, coll’aiuto e volontà del nostro Comune e colla loro buona sollecitudine, si sono adoperati contro i tirannici Ubaldini, ghibellini, nemici e ribelli de’ guelfi e del Comune di Firenze: e con questi si ritrovarono più volte a molte zuffe assieme ai nostri consorti che abitavano nel Mugello e che avevano subìto molti danni nelle persone e nei loro averi. E così questi paesani sono stati tenaci e fedeli devoti del Comune e mai hanno voluto ascoltare le molte promesse e accettare i gran doni fatti loro dai detti Ubaldini per corromperli: essendo sempre stati contro di loro per difesa delle terre e fortezze, mai è occorso darle in guardia se non ai nostri paesani, che hanno sempre seguito con amore e con zelo la trionfale insegna del nostro Comune assieme alla cattolica insegna dei venerabili guelfi.

La comunità era nata come “chiesa” di Cristo attorno al Vescovo dopo il disfacimento del sistema della villa schiavistica romana del V secolo. Era una organizzazione di sopravvissuti priva di stratificazioni sociali e quindi “democratica” fino all’emergere di un ceto borghese.

Inoltre essi sono fedeli a ciascun cittadino in particolare, sono nel loro operare leali e onesti, solleciti nel lavoro, costumati, piacevoli, riverenti e pieni di cortesia, sapienti in tutte le cose e specialmente in quelle che divertono i gentiluomini, come il cacciare, l’uccellare, il pescare, sempre attrezzati con le persone e con le cose opportune a quello che gli si richiede. Le loro donne sono come gli uomini, costumate, piacevoli, oneste, sapienti e laboriose, dotate di tutte quelle virtù che si richiedono ai contadini.

Il cittadino arricchito: usuraio, commerciante, artigiano, muratore, diventa borghese e rifacendosi all’unico modello disponibile, imita il conte del castello, costruendosi una casa torre in città e acquisendo gli stessi costumi del nobile dà origine ad una nuova nobiltà quella di origini borghesi. A questo tipo di nobiltà appartengono i Medici. 

Inoltre si vede sui loro terreni la bontà grande dell’abbondanza dei raccolti che vi si fanno. Per prima cosa vedi nel piano del Mugello i migliori e i più fruttiferi terreni che esistano nel nostro contado dove vedrai fare due o tre raccolte per anno e ciascuna abbondante: e tutte le cose che richiedi qui si fanno perfette. Oltre a ciò, nei poggi vi sono perfetti terreni, e vi si produce grande abbondanza di grano, di biada, di frutti e d’olio, e similmente vi si raccoglie molto vino, gran quantità di legname, di castagne, e tanto bestiame che si crede che fornisca Firenze per la terza parte del fabbisogno.

Inoltre esce del Mugello gran quantità di formaggio, molto panno agnellino, molti polli e altri volatili domestici e selvaggina in grande abbondanza; e tutte queste cose sono sommamente buone superando tutte le altre del nostro contado.

All’epoca delle Signorie, il nuovo nobile acquista terreni e costruisce la sua dimora in campagna dove trascorrere l’estate, in mezzo ai suoi terreni, lavorati adesso da mezzadri e vende i suoi prodotti al mercato locale o a quello di Firenze.

Nella terza parte rimane da considerare la bontà e utilità degli edifici: e questa è rappresentata anzitutto da cinque castelli che, come si è detto, sono nel piano. Questi sono muniti di fossi, mura e torri da non temere azioni di forza da parte di chiunque; all’interno esse sono bene ampie da potere ricevere a seconda dei tempi e della necessità uomini d’armi, persone e tutti i raccolti assieme al bestiame. Tutto ciò vi troverà sicuro rifugio, senza scarsità d’acqua o d’alcuna cosa opportuna.

Inoltre vedrai che in tutti questi castelli si fa mercato ogni quindici giorni, a turno, secondo a chi tocca, e a questi mercati accorre tutto il Mugello: ciascuno è per vendere o per comprare sue mercanzie. Quivi viene in grande abbondanza di ciò che tu sai addomandare.

E per levare via molti inconvenienti, i quali potrebbono nascere per molte cagioni, a tutte queste castella istà un podestà cittadino di Firenze, il quale tiene somma ragione a tutti e tiene in pace i suoi sottoposti; e sono tenute queste le migliori e di più piacere e di maggiore corte che niuna altra del nostro contado, intendi di quella regione.

Nella pianura, presso la Sieve, Firenze edifica “colonie” su antiche fondazioni romane che durante l’alto Medioevo erano divenute “mercatali”, ovverosia piazze dove le popolazioni, soggette ai conti delle montagne a nord e a sud della Sieve, si incontravano per fare mercato in certe occasioni. Queste colonie di Firenze, o “terre nuove”, installate sui luoghi di mercato, svolgono tre compiti fondamentali: a) quello di fornire prodotti al mercato di Firenze, b) quello di tenere aperte le vie commerciali della città, c) quello di prendere possesso di tutto il territorio diocesano e di spodestare i conti.

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