Il porto di Pisa in epoca tardo antica

Pisis Turrita nella Tavola Peutingeriana

Occorre ricordare per prima cosa che la linea della costa toscana in questo punto era più arretrata rispetto all’attuale di alcuni chilometri, seguiva un andamento curvilineo verso l’interno formando il Sinus Pisanus nell’area compresa tra le attuali  Tirrenia e Livorno.

Nel periodo tardo antico gli approdi principali erano situati nelle zone di San Piero a Grado e di Santo Stefano ai Lupi, collocati presso il ramo settentrionale e meridionale del delta dell’Arno. Lungo tutto il golfo erano situati approdi minori che attraverso altri rami del fiume e canali giungevano fino al centro di Pisa o in altre località intorno al bacino del Serchio. (Ad esempio Isola di Migliarino usata fra il periodo della tarda repubblica e il V-VI secolo) A questo proposito è bene ricordare che la foce dell’Arno in origine era a delta, caratteristica tipica dei fiumi che sboccano nel Mediterraneo: solo dopo varie opere di canalizzazione la foce del nostro fiume è divenuta un estuario, più adatto a permettere la navigazione interna. … continua a leggere Il porto di Pisa in epoca tardo antica

San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

Poche le notizie e gli studi su quanto rimane di una chiesa dalle caratteristiche architettoniche particolari, dall’ubicazione solitaria e suggestiva non lontano da Magliano (due chilometri circa). La si trova percorrendo. usciti da Magliano, la strada in direzione Sant’Andrea e quindi Marsiliana. Dopo il bivio, a un centinaio di metri, a sinistra una strada sterrata chiusa da una catena conduce ai ruderi della bella chiesa, a destra ad un parcheggio non molto ben segnalato. Nell’impianto richiama modelli romanico lombardi ma i capitelli presentano decorazioni ascrivibili ad un gusto francese come a San Rabano sui monti dell’Uccellina nel Parco naturale dell’Alberese. Il nome San Bruzio è una contrazione di Tiburzio, martire romano. Iniziata intorno all’anno 1000 fu terminata, o forse mai, intorno al XII secolo. … continua a leggere San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie

Impossibile non notarla, anche da lontano, dai lungarni di qua d’Arno soprattutto: l’elegante facciata ad ampie tarsie marmoree bicrome, il bianco di Carrara e il verde del serpentino di Prato, a formare motivi geometrici, lo splendido mosaico (1260) a fondo dorato con Cristo in trono benedicente fra la madre e San Miniato che, specialmente nelle giornate di sole, balugina, così come l’aquila artigliante in rame che ne occupa la sommità, simbolo dell’arte di Calimala, la corporazione che ne ebbe per anni la tutela, ma anche i cinque archi della parte inferiore che ben si distinguono pur nella distanza, disegnati e delimitati dalle belle semicolonne.

In posizione scenografica, è una delle più antiche e insigni creazioni del romanico a Firenze, si erge su quel colle che nel tempo ha assunto diverse denominazioni: Monte del Re, ma anche Monte Fiorentino e San Miniato, designazione che si richiama al nome del santo le cui reliquie, come si tramanda, sono custodite nella cripta. … continua a leggere San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie

Basilica Madonna di San Luca (Bologna)

Un’antica leggenda tramanda che l’icona con l’immagine della Madonna e il Bambino fosse stata dipinta dall’evangelista Luca e fosse stata portata a Bologna da un eremita greco che la rinvenne in Santa Sofia a Costantinopoli. Lendro Alberti nella sua “Cronachetta della gloriosa Madonna di San Luca” del 1557 aggiunge ulteriori particolari e scrive infatti che osservando meglio la tavola l’eremita avesse letto le parole che vi erano scritte: Questa è opera fatta di S. Luca Cancelliere di Christo, la quale debbe esser portata alla Chiesa di S. Luca nel monte della Guardia, et ivi honorevolmente sopra dell’altare collocata. Che l’icona abbia origine orientale è evidente poiché la sua fattura la associa allo stile bizantino, che la leggenda abbia fondamento storico, come l’Alberti nella sua Cronachetta voleva avvalorare, non è dato con certezza documentata, ma come tutte le leggende ha un fascino antico e si affianca alla storia del tempio e dell’immagine …   continua a leggere  Basilica Madonna di San Luca (Bologna)