Visita al Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia

di Salvina Pizzuoli

Tarquinia. "Cavalli alati" scultura etrusca in terracotta, datata 400-390 a.C. Rinvenuta nel 1938 durante gli scavi di Pietro Romanelli

L’ambito urbano, la sua storia, i suoi monumenti, gli antichi reperti, il paesaggio, la cucina ricca dei prodotti locali, il clima, tutto affascina in questo territorio dove natura e creatività si armonizzano continuando una tradizione lontana legata al popolo raffinato e culturalmente avanzato che furono gli Etruschi.
L’antica Tarchuna (o Tarchna), fondata da Tarconte, eroe etrusco fratello o discendente di Tirreno, secondo la leggenda, sorgeva nell’area dell’odierno Piano di Civita, sul cucuzzolo difeso naturalmente da tre lati da scarpate naturali. Non lontana dal mare, intratteneva rapporti commerciali con il mondo greco e orientale al porto di Gravisca. … continua a leggere A Tarquinia il Museo Archeologico Nazionale

 

Museo Archeologico di Abbadia a Isola

di Salvina Pizzuoli

Museo Archeologico di Abbadia Isola

Siamo ad Abbadia a Isola per un tour organizzato egregiamente dall’Ufficio Monteriggioni Turismo che comprende la visita al Museo Archeologico, contrassegnato dalla sigla MaM, recentemente inaugurato, i camminamenti sulle mura del castello, la visita al piccolo Museo delle armature, Monteriggioni in Arme, annesso all’Ufficio del Turismo con sede a Monteriggioni (per dettagli a questo link).

Ma procediamo con ordine e prepariamoci ad una visita che sa coniugare aspetti didattico culturali e paesaggistici.

Sì, ad Abbadia a Isola c’è un Museo Archeologico da non perdere per ben due motivi: il primo riguarda ovviamente i reperti, alcuni notevoli, che custodisce rinvenuti nel territorio; il secondo per i locali, molto particolari, che lo alloggiano.
Una storia antichissima si sente e si respira in questo luogo meravigliosamente ricostruito nel diorama che lo rappresenta nel XIII secolo:

… continua a leggereAd Abbadia a Isola c’è un Museo Archeologico da non perdere

A Monteriggioni il museo “Monteriggioni in Arme”

di Salvina Pizzuoli

Museo Archeologico di Badia a Isola

Siamo nella sede dell’Ufficio del Turismo di Monteriggioni che, oltre a pubblicazioni e souvenir, alloggia, in una location antica, con entrata dal cortile a sinistra della Chiesa, un percorso didattico “Monteriggioni in Arme”: armi e armature medievali e rinascimentali, contestualizzate da diorami sulla storia di Monteriggioni e illustrano i mezzi e le tecniche di assedio e combattimento nelle diverse epoche storiche. 

Da tenere presente la possibilità di maneggiare e indossare alcune armi e parti di armature, situate in apposite zone del piccolo Museo. Inoltre la visita è legata, volendo, all’itinerario che prevede: Il Museo Archeologico di Badia a Isola e i camminamenti sulle Mura di Monteriggioni

Di seguito le foto che ripropongono l’interno delle sale. … continua a leggereA Monteriggioni un percorso didattico per grandi e piccini

La necropoli di Monterozzi a Tarquinia

Pianta della necropoli di Monterozzi a Tarquinia

La necropoli è situata a pochi chilometri dalla città di Tarquinia in zona Monterozzi, denominazione dovuta ad un appellativo popolare che dava un nome ai monticelli di terra che caratterizzavano l’area conferendole un andamento ondulato, monticelli dovuti ai tumuli sepolcrali.

… continua a leggere A Tarquinia la necropoli di Monterozzi e le tombe dei Baccanti e dei Leopardi

Parco archeologico di Vulci

Lungo il Fiora, tra Maremma toscana e laziale

di Salvina Pizzuoli

Vulci, la Pianta del percorso nel Parco archeologico (clicca sull'immagine per ingrandire)
Vulci, la Pianta del percorso nel Parco archeologico (clicca sull’immagine per ingrandire)

Il Parco naturalistico-archeologico di Vulci è un vero spettacolo per il visitatore e per i resti etrusco romani e per il paesaggio che li accoglie, disseminati a destra del Fiora, con la necropoli alla sinistra del fiume. Passeggeremo in questo ameno paesaggio, segnato dai sentieri tracciati e delimitati dagli steccati del Parco dai quali si affacciano paciose mucche bianche dalle ampie corna, e dove i resti dell’antica Vulci ci vengono incontro, antiche presenze in un ambiente naturale che pare immutato.

Abbiamo deciso di seguire il percorso più ampio, di circa quattro chilometri,    … continua a leggere   In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Porti e approdi della Toscana tra antichità e alto medioevo

Mosaico di epoca romana (Ostia)
Mosaico di epoca romana (Ostia)

Molti porti dell’epoca romana situati sulla costa della Toscana continuarono ad essere attivi anche durante l’alto medioevo seppure ridimensionati nei traffici e, in diversi casi, progressivamente inutilizzabili a causa dell’insabbiamento e della scarsa manutenzione. Così, tra gli altri, Luni, Vada, Populonia, Cosa e lo stesso Porto Pisano sono rimasti attivi in tutto il periodo tardo-antico, anche durante la guerra greco-gotica e la successiva conquista longobarda. A questi scali di maggiore importanza si aggiungevano poi altri numerosi approdi praticabili grazie alla ridotta stazza dei natanti e magari utilizzati solo per alcuni periodi dell’anno come quelli alle foci di fiumi (si pensi a Torre Trappola a bocca d’Ombrone o al piccolo golfo delle Rocchette). … continua a leggere Approdi marittimi e porti in epoca tardo antica e alto medievale in Toscana

Approdi e porti nell’antica Toscana

Mosaico di epoca romana (Ostia)

Molti porti dell’epoca romana situati sulla costa della Toscana continuarono ad essere attivi anche durante l’alto medioevo seppure ridimensionati nei traffici e, in diversi casi, progressivamente inutilizzabili a causa dell’insabbiamento e della scarsa manutenzione. Così, tra gli altri, Luni, Vada, Populonia, Cosa e lo stesso Porto Pisano sono rimasti attivi in tutto il periodo tardo-antico, anche durante la guerra greco-gotica e la successiva conquista longobarda. A questi scali di maggiore importanza si aggiungevano poi altri numerosi approdi praticabili grazie alla ridotta stazza dei natanti e magari utilizzati solo per alcuni periodi dell’anno come quelli alle foci di fiumi (si pensi a Torre Trappola a bocca d’Ombrone o al piccolo golfo delle Rocchette). … continua a leggere Approdi marittimi e porti in epoca tardo antica e alto medievale in Toscana

Museo Archeologico e d’Arte della Maremma

Maremma Medievale e Moderna

A cura della Redazione

Visitiamo oggi la sezione medievale e moderna del Museo Archeologico di Grosseto dove sono esposte le testimonianze provenienti dalla città e dai dintorni, reperti in base  quali è stato possibile ricostruire la sua storia, evidenziando un insediamento divenuto più stabile e continuo intorno all’Alto Medioevo. Tra l’VIII e il XIII secolo l’abitato si sviluppò fino a diventare l’area  urbana principale di quella zona pianeggiante tra l’Ombrone e il mare, in posizione viaria favorevole e strategica.

Visitiamo oggi la sezione medievale e moderna del Museo Archeologico di Grosseto dove sono esposte le testimonianze provenienti dalla città e dai dintorni, reperti in base quali è stato possibile ricostruire la sua storia, evidenziando un insediamento divenuto più stabile e continuo intorno all’Alto Medioevo. Tra l’VIII e il XIII secolo l’abitato si sviluppò fino a diventare l’area  urbana principale di quella zona pianeggiante tra l’Ombrone e il mare, in posizione viaria favorevole e strategica. … vai a Visita al Museo Archeologico e d’arte della Maremma

Vada Volterrana, un antico porto

Fig.1 Parte della Tabula Peutingeriana raffigurante l’Italia centrale, in basso a sinistra una parte della Sardegna e della Corsica

Scendendo  a sud di Pisa attraversiamo un’area che in età etrusca e romana ospitò numerose attività artigianali ed agricole, della cui fiorente attività commerciale è testimonianza il porto di Vada Volterrana, attivo anche in epoca tardo antica sebbene ridimensionato nella sua importanza.

Situato tra i due porti di Pisa e di Populonia in epoca etrusca e romana fu un importante scalo nel territorio di Volterra, dal fiume Cecina al fiume Fine ampia zona costiera nella quale erano probabilmente presenti molti approdi e nella quale non è facile situare la località dove sorgeva lo scalo principale, spesso citato da fonti antiche: fra le più importanti gli Itineraria, la Tabula Peutingeriana e il De reditu suo di Rutilio Namaziano che così scrive: … continua a leggere L’antico porto di Vada Volterrana

A Tarquinia, la Riserva Naturale Statale delle Saline

Una visita guidata

a cura della Redazione

La Riserva Naturale Statale delle  Saline di Tarquinia occupa un’area di circa 150 ettari: la sua forma ricorda un triangolo rettangolo la cui ipotenusa corre lungo il litorale tarquiniense; più della metà della sua estensione è occupata da vasche comunicanti tra loro di acque basse salate, separate da terrapieni di terra, pietre  e legno. La sua è una storia recente ma estremamente interessante. Nasce infatti nel 1980 per decreto del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste per le sue caratteristiche ambientali adatte alla sosta e alla nidificazione di uccelli migratori. In un primo periodo fu duplice la sua attività: vi si produceva il sale in estate, fino al 1997, e fungeva da area di sosta e svernamento degli uccelli nel restante periodo dell’anno sostituendo egregiamente l’habitat andato distrutto dal fenomeno di urbanizzazione del litorale laziale che aveva ridotto così le possibilità di rifugio per i migratori. … continua a leggere Le Saline di Tarquinia: Riserva Naturale Statale