di Alessandro Ferrini

Pietramala in una cartolina degli anni cinquanta

Pietramala è un paese dell’Appennino, situato tra il passo della Futa e quello della Raticosa lungo la SS65, la via Bolognese che il granduca Leopoldo di Toscana riedificò sui tratti degli antichi percorsi di cui si ha notizia già in epoca romana e che fin dai tempi più antichi univano l’Italia centro occidentale alla Pianura padana.

Scrive Emanuele Repetti nel suo Dizionario:

Villaggio con chiesa plebana (S. Lorenzo) e una dogana di frontiera di terza classe a circa 4 miglia toscane a maestrale di Firenzuola […] tra la dogana delle Filigare, l’albergo del Covigliajo o i così detti fuochi di Pietramala. […] Se il nome di Pietramala le sia derivato dalla qualità del sasso, o da qualcuna delle antiche pietre migliari della via che probabilmente nei contorni di Pietramala valicava l’Appennino per seguitare il cammino verso Bologna, mancano indizi da potervi appoggiare una plausibile congettura.

E a proposito dei “fuochi di Pietramala”:

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