Oratorio di S. Maria delle Calle in Casentino

di Giovanni Caselli

Facciata di Santa Maria delle Calle
Facciata di Santa Maria delle Calle

Il solitario oratorio, si trova in un fossato a circa due Km da Montemignaio per la strada che si unisce alla Casentinese per la Consuma, dove è chiaro che vi si trovavano le Kalle cioè i punti di conta delle pecore allo scopo di riscuotere i pedaggi delle greggi dirette in Maremma che sostavano a pascolare anche sul Pratomagno durante il tragitto della Transumanza e scendendo poi a Pontassieve per il tratturo che scendeva al guado sull’Arno dalla Consuma, oppure traversando il ponte a Rignano, storico punto di dogana per le greggi provenienti dal Mugello e dalla Romagna. Tanto è vero che due antiche vie, portavano come oggi da lì e da Caiano, alla strada della Consuma presso Ponticelli in località “Le due Vie”, dove immagino vi fossero le due Kalle che danno il nome allOratorio (presso la via della Consuma si trova ancora oggi 2018 una Kalla per la conta delle pecore, miracolosamente conservata). La Via della Consuma era la via di transumanza principale dalla Romagna all’Appennino di Camaldoli a Pontassieve dove traversato l’Arno al guado, si prendeva la Via Maremmana per San Donato in Collina. … continua a leggere Oratorio di S. Maria delle Calle in Casentino

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie

di Giovanni Caselli

Legate al paganesimo sono le “teofanie” o apparizioni della Madonna che hanno luogo fra il XIV e il XV secolo, quando ancora si compivano riti pagani in certi luoghi. Le apparizioni accadevano laddove si manifestavano forze soprannaturali e la Madonna vi appariva per sconfiggere il maligno causando la costruzione di un santuario.

Santa Maria delle Grazie

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Mi rifaccio alle descrizioni e memorie raccolte da Don Francesco Pasetto per succintamente illustrare il santuario di Santa Maria delle Grazie.
Il giorno 20 di maggio del 1428, secondo tre diversi manoscritti dei primi del ‘400 vi fu nell’alto Casentino un terribile nubifragio. Una contadina, Monna Giovanna, vecchia e devota, si trovava in quel luogo a sarchiare i filari di frumento quando si manifestò un violento nubifragio, tutti contadini correvano a ripararsi in grotte e capanne terrorizzati.     …   continua a leggere  Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie