di Salvina Pizzuoli    

Livorno in una pianta dell'Ottocento
Livorno in una pianta dell’Ottocento (immagine originale)

Livorno, a differenza di molte città della Toscana, ebbe origini cinquecentesche legate alla famiglia dei Medici: da piccolo villaggio il cui  nucleo originario prendeva probabilmente il nome dall’antico castello, Castrum Liburni, sarà potenziato e fortificato nel tempo per divenire, sotto il governo granducale, un porto affermato per i traffici nel Mediterraneo e una città munita.

L’antica località indicata con il nome di Livorna era un villaggio attorno ad un castello, sussidiario al Porto Pisano, sorto in prossimità della costa rocciosa a breve distanza dall’importante Portus Pisanus*, come lo descrisse Francesco Petrarca nell’Itinerarium Siriacum del 1358, quasi attaccato a Livorno.

La sua storia si lega strettamente e allo scalo marittimo di cui era importante sussidio e all’alterna fortuna della Repubblica marinara di Pisa: fu cerchiato dai Pisani nel 1392 di mura merlate ma, passato dai Pisani ai Genovesi, nel 1421 fu da questi ultimi venduto alla Repubblica di Firenze per 100.000 fiorini d’oro.

Quando, dopo la disfatta della Meloria, iniziò il lento declino di Pisa e del suo porto via via sempre più interrato, Livorno ne prese il posto nei progetti che il Granducato poneva nell’edificazione di uno scalo marittimo.

IL Porto Pisano e Livorno in un'incisione del XVIII secolo. (Immagine originale)
IL Porto Pisano e Livorno in un’incisione del XVIII secolo. (Immagine originale)

Siamo nel 1550 quando Cosimo I decise di trasformare il villaggio di circa cinquecento abitanti che allora era Livorno, nel principale porto del Granducato e non solo, prevedeva la trasformazione del villaggio con antiche rocche e mura in una città fortificata: voluta dal successore Francesco I, la città moderna fu fondata il 28 marzo del 1577, come ricorda una lastra marmorea, in base ai progetti elaborati dal Buontalenti.

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Nella lastra marmorea si legge: “In questa zona ( nei pressi di piazza Pomiglione) prosperò il primo abitato di Livorno finchè non si realizzò più a levante la città medicea militarmente tracciata il 28 marzo 1577. Sorse la Rocca Vecchia che nel 1322 Pisa marinara inserì nel giro delle mura racchiudenti anche il primitivo porto Pamiglione dominato dal Mastio di Matilde e dalla Quadratura oggi incorporati nella bassa mole del Sangallo” […] (immagine originale)

Con Ferdinando I, nel 1590, il bastione di nord-est fu trasformato in una grande fortezza, la Fortezza detta Nuova rispetto alla Vecchia, la bella costruzione medicea, collocata nel mare, costruita tra il 1518 e il 1534, che con il rosso dei suoi mattoni listati in pietra inglobava fortificazioni preesistenti: il torrione circolare detto il Mastio di Matilde e la Quadratura dei Pisani (1377).

Livorno La Fortezza Vecchia
Livorno La Fortezza Vecchia e il Mastio di Matilde

Il porto mediceo fu completato sotto Cosimo II nel 1618. I lavori furono, come si constata dal susseguirsi delle date, molto impegnativi occupando un lungo spazio di tempo e l’opera di quattro granduchi.

Livorno venne quindi costruita secondo un progetto rinascimentale e fortificata per rispondere adeguatamente alle più avanzate tecnologie militari del tempo: il suo perimetro assunse la classica struttura a stella in base alle necessità architettoniche dettate dall’introduzione dell’artiglieria, una stella a cinque punte cui corrispondevano altrettanti bastioni muniti di terrapieni e fossati con acqua e altre punte.

Come trasformare il villaggio in una città abitata e fiorente e un porto nel principale scalo marittimo del Tirreno?

La risposta risiede in due provvedimenti: La Costituzione del 10 giugno del 1593 detta anche “Leggi Livornine” di Ferdinando I Medici e l’istituzione del porto franco.

[…]concediamo a’ tutti mercanti hebrei turchi, e’ mori, e altri mercanti reali, libero, e amplissimo salvo condotto, e’ libera faculta’, e’ licentia, che possiate venire a’ stare, traficare, passare a abitare con le vostre famiglie, o’ senza esse partire, tornare, e’ negotiare nella detta nostra Citta’ e’ Porto di Livorno & anco stare per negotiare altrui per tutto il nostro Ducal dominio senza impedimento, o’ molestia alcuna reale, o’ personale per tempo durante di Anni venticinque prossimi con la disdetta precedente di Anni cinque […](Dalla Costituzione Livornina)

Lo scopo era essenzialmente quello di attirare soprattutto gli Ebrei che al tempo possedevano una fitta e proficua rete commerciale, liberandoli dalle persecuzioni cui erano sottoposti nei territori soggetti alla Spagna. Il provvedimento incise profondamente nel tessuto cittadino, nei sapori di una cucina multietnica come il cuscus di mare o certi dolci fritti derivati dalla tradizione ebraica e, non per ultimo,  nella mentalità che ne scaturì: Livorno non ebbe mai un ghetto e divenne una vera città cosmopolita con oltre il 10% di Ebrei ma anche Musulmani, Valdesi, Armeni e Russi insieme a Greci, Francesi, Olandesi, Inglesi, Spagnoli e Portoghesi.

Già nel 1601 la città aveva quintuplicato i propri abitanti raggiungendo oltre tremila residenti. Nel 1629 verrà resa abitabile, con il sistema di aspirazione dell’acqua di mare adottato a Venezia da cui il nome di Venezia nuova, un’area a nord occupata dal mare e successivamente fortificata. Con il porto franco inoltre Livorno andò sempre più affermandosi come scalo di transito per i traffici da nord verso levante: già agli inizi del ‘600 si contavano più di 2400 passaggi di mercantili nell’area portuale.

Oggi il porto mediceo, a sud, viene detto Porto Vecchio per distinguerlo dal Nuovo o porto Industriale, a Nord. Dell’antico centro storico, distrutto durante il secondo conflitto mondiale, rimane quel poco che è stato ricostruito, ma la città mantiene il fascino delle città portuali anche con i pochi monumenti rimasti e le antiche vestigia restaurate.

*Per approfondire: Pisa e l’Arno: storia e geografia di un antico sistema portuale

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