I conti Guidi e il Casentino (5)

Pubblichiamo a puntate la storia di Poppi a cura di Giovanni Caselli

Arti e mestieri

Mercato medievale (miniatura)

Bicchierai elenca gli uomini di Poppi nei vari settori professionali: 5 cuoiai, 6 calzolai, 2 sellai, 5 fabbri, 2 maniscalchi, 3 armaioli, 3 lanaioli, 2 tessitori, 3 sarti, 3 falegnami, 2 muratori, 9 operai, 2 barbieri, 3 merciai, 4 speziali, 4 beccai, 3 fornai, 3 vinai, 5 osti, 5 addetti alla fluitazione dei legni, 1 pescatore, 1 maestro, 2 medici, 12 notai, 15 religiosi, 2 ebrei, 3 numzi, 5 guardie, 8 dedicati ai conti; lo stesso autore estrapola che vi siano stati inoltre 100 contadini … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi

Le origini romane di Firenze

di Alessandro Ferrini

Immagine della Firenze romana (ricostruita con l'ausilio di AI)
Immagine della Firenze romana in età imperiale (ricostruita con l’ausilio di AI)

L’area su cui sorse la città romana era frequentata già in età preistorica: nel periodo neolitico vi si insediarono gruppi umani appartenenti ai Liguri. Successivamente, verso la fine del X secolo a.C., è documentato lo stanziamento di popolazioni italiche provenienti dall’Appennino tosco-emiliano, che scompaiono però all’inizio dell’VIII secolo a.C. Dopo queste fasi, la documentazione archeologica non consente di ricostruire una continuità urbana fino all’età romana, segno che l’area, forse a causa dell’impaludamento o delle frequenti esondazioni dell’Arno, rimase marginale rispetto ai principali centri etruschi, in primo luogo Fiesole.

Ricerche successive hanno stabilito l’origine della città nella fondazione di una colonia romana in epoca cesariana, e non sillana, mariana o triumvirale come accadde per altre aree urbane della Toscana, confermando peraltro una tradizione cronachistica medievale a lungo considerata poco attendibile. La fondazione risale al 59 a.C., forse in primavera, durante i ludi fiorales, circostanza che spiegherebbe, tra le altre, l’etimologia del nome Florentia. …

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Le mura medicee di Grosseto, storia e immagini

di Salvina Pizzuoli

Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600
Grosseto, pianta della città con disegnata la cinta muraria del 1600

La città murata di Grosseto, vista dall’alto, ha la forma di un esagono irregolare con sei bastioni angolari, uno per ogni angolo dell’esagono, a forma di freccia, per un perimetro di circa duemilanovecento metri. 

Le imponenti mura furono volute dalla famiglia dei Medici e costruite su progetto di Baldassarre Lanci da Urbino. La costruzione del complesso architettonico occupò un periodo molto lungo, dal 1574 al 1593 come indicato nella targa sul portale della Fortezza a ricordo della conclusione dei lavori. ... continua a leggere A Grosseto in giro per le mura medicee

La leggenda di un cercatore di tesori a Capraia

Capraia Forte San Giorgio e la torretta del Bagno
Capraia Forte San Giorgio e la torretta del Bagno

Capraia è un’isola aspra e forse in questo consiste il suo incanto: negli anfratti e nelle baie lungo le coste frastagliate e scoscese il mare assume colori cangianti, combinati e diversi, tra le asperità delle sue rocce e dei suoi i massi fiori colorati a macchie che scosse dal vento la riempiono di profumi e a primavera c’è un tripudio che la pennella di toni e sfumature e di odorose fragranze.

Ma non fu scelta per questo suo sfolgorante paesaggio dai pirati che in tempi lontani depredavano le coste del Mare Nostrum tanto che Roma mise fine alle scorrerie rendendola libera dai pirati ma disabitata. No, Capraia è sempre stata scelta, da Etruschi e Romani, per le leccete che la rivestivano e a partire dal XVI secolo ha sempre rivestito una posizione strategica nell’alto Tirreno come punto di avvistamento di navi corsare e come difesa dalle medesime lì a metà com’è tra la Corsica e la Sardegna, tra il mare e la terraferma, quella dirimpettaia, ricca di popolazioni e risorse. .… Continua

Altre leggende toscane: 

La leggenda della Rocca di Crevole

La leggenda di Margherita Marsili

Il Sasso di San Zanobi e la sua leggenda

La leggenda del Monte Forato

Cinque leggende toscane

 

Specialità della Lunigiana: i panigacci

I panigacci
I panigacci

Panigaccio non è certo un nome accattivante, quel suffisso in “accio” ne scredita le qualità…,  meglio indagare sull’etimo. Due le possibili accezioni: dall’unione di due termini dal latino panis e dal greco “gacio” che, resi in uno unico risulterebbe panisgacio, ovvero “pane vicino” oppure deriverebbe dall’antico cereale utilizzato per la panificazione, in tempi molto lontani, ossia il paníco più propriamente il “panicum italicum” una pianta resistente alla siccità e dal ciclo vegetativo molto breve.

Qualunque delle due etimologie ci piacerà accogliere, tolgono a quell’accio il valore dispregiativo.   … continua a leggere    I Panigacci della Lunigiana

Porti e approdi della Toscana tra antichità e alto medioevo

Mosaico di epoca romana (Ostia)
Mosaico di epoca romana (Ostia)

Molti porti dell’epoca romana situati sulla costa della Toscana continuarono ad essere attivi anche durante l’alto medioevo seppure ridimensionati nei traffici e, in diversi casi, progressivamente inutilizzabili a causa dell’insabbiamento e della scarsa manutenzione. Così, tra gli altri, Luni, Vada, Populonia, Cosa e lo stesso Porto Pisano sono rimasti attivi in tutto il periodo tardo-antico, anche durante la guerra greco-gotica e la successiva conquista longobarda. A questi scali di maggiore importanza si aggiungevano poi altri numerosi approdi praticabili grazie alla ridotta stazza dei natanti e magari utilizzati solo per alcuni periodi dell’anno come quelli alle foci di fiumi (si pensi a Torre Trappola a bocca d’Ombrone o al piccolo golfo delle Rocchette). … continua a leggere Approdi marittimi e porti in epoca tardo antica e alto medievale in Toscana

Dove abitavano gli Etruschi

Evoluzione dell’impianto abitativo etrusco

elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)
elementi architettonici decorativi del tetto della villa di Murlo (Museo di Murlo)

Durante il periodo più antico (fine del IX secolo – prima metà dell’VIII secolo a.C.) la casa etrusca aveva una forma circolare o ellittica, a un solo piano con pareti in argilla e graticcio di canne e copertura in strame con tetto a spiovente sostenuto da pali di legno. Tale aspetto si è mantenuto nella forma delle capanne in uso ancora pochi decenni fa in certe zone rurali della Toscana. L’interno era costituito da un solo ambiente con un’apertura di ingresso e sfiatatoi per il fumo, il pavimento era costituito da un sottile strato di ghiaia.

Gli scavi hanno messo in luce resti di abitazioni di questo tipo a Luni, San Giovenale, Veio e Tarquinia. Le urne cinerarie a capanna riproducono simbolicamente tali forme. … continua a leggere  La casa degli Etruschi

Colognora Valleriana, un’isola linguistica

In provincia di Lucca

di Salvina Pizzuoli

Colognora Valleriana, arco d'ingresso
Colognora Valleriana

Colognora Valleriana, precisazione che la distingue da altre Colognora (di Compito e di Pescaglia) è un piccolo antico borgo murato e fa parte del comune di Villa Basilica (Lucca). Su uno sperone di roccia a circa 500 metri di altezza, è quasi spopolato ma conserva nei suoi pochi abitanti una “lingua” particolare che ne fa un’isola linguistica. Molti se ne sono interessati e ne hanno cercato le origini ma, come spesso accade a fenomeni che si perdono nel tempo, quelle che sono state raggiunte sono supposizioni e probabilità: chi propende per una derivazione da dialetti di origine longobarda portati da artigiani stanziati poi nella zona, chi per un dialetto costruito su un substrato latino; la lingua locale resta ancora misteriosa e ne conserva pertanto tutto il fascino.

… continua a leggere Colognora Valleriana

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L’ambone della chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia

di Salvina Pizzuoli

Chiesa di Sant' Andrea a Pistoia, facciata
Chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia, facciata

Sull’omonima via, la domina dall’alto della sua posizione sopraelevata sull’ampia scalinata d’accesso.
Sulla bella facciata, scandita da cinque arcate e decorata da tarsie e losanghe in marmi bicromi, si individuano le caratteristiche che contraddistinguono il romanico pistoiese. Oltre e tra le arcate un gioco armonioso di mosaici bicromi, ma è l’architrave del portale centrale che attrae subito l’attenzione del visitatore: l’opera è datata 1166 ed è attribuita a Gruamonte e al fratello Adeodato: racconta l’episodio del Viaggio e l’Adorazione dei Magi. A sostegno capitelli scolpiti ad opera del Maestro Enrico che raffigurano a sinistra l’Annuncio a Zaccaria e la Visitazione, e a destra l’Annunciazione e San’Anna.
Chi era Maestro Enrico?
Fu scultore attivo a Pistoia nella seconda metà del XII secolo: sul capitello destro del portale maggiore la scritta ne attesta la paternità “magister Enrigus [sic] me fecit”.
La composizione del portale si completa con i due leoni, uno per lato,  sopra l’architrave e alla base dell’archivolto.
Entriamo. … continua a leggere L’ambone della chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia