La necropoli di Monterozzi a Tarquinia

Pianta della necropoli di Monterozzi a Tarquinia

La necropoli è situata a pochi chilometri dalla città di Tarquinia in zona Monterozzi, denominazione dovuta ad un appellativo popolare che dava un nome ai monticelli di terra che caratterizzavano l’area conferendole un andamento ondulato, monticelli dovuti ai tumuli sepolcrali.

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Abbazia di San Lorenzo al Lanzo

Abbadia Ardenghesca

La Maremma sa sempre essere generosa con il visitatore: per i paesaggi, per il ricco manto che verdeggia sulle sue morbide colline, per i panorami marini che luccicano in lontananza; non da meno sono le antiche vestigia che conserva e le testimonianze delle più remote popolazioni che l’hanno scoperta e abitata. E ancora, sa svelarsi al viaggiatore con angoli sconosciuti ma la cui suggestione cattura anche quando le sue bellezze sono nascoste. E dispiace poi vederle magari in abbandono, anche se non recente, come ricorda il Repetti quando descrive nel suo Dizionario l’abbazia di San Lorenzo al Lanzo o Abbadia Ardenghesca:

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I conti Guidi e il Casentino (6)

di Giovanni Caselli

Aspetti della società

Il personale del Conte

Miniatura della caccia col falcone

Originariamente il personale del Conte – i familiares – era di origini germaniche come la maggior parte dei contadini e dei pastori che lavoravano sulle sue terre. Questa era una società coesa, con antiche radici nella terra, ereditate dagli Etruschi assieme ai nomi di luogo. Fra Trecento e Quattrocento la netta divisione fra società comitale e società borghese si era sfumata, ma le figure principali legate al Conte e alla sua famiglia erano, secondo la tradizione centro asiatica, sempre le stesse: il cuoco, il falconiere, gli addetti ai cavalli, i valletti e servitori, le guardie armate della scorta che si chiamavano donzelli.
I familiares potevano essere assai numerosi, una cinquantina, secondo i documenti. Il personale apparteneva a famiglie fidate che di regola facevano lo stesso servizio di generazione in generazione. Una di queste famiglie, come vedremo più avanti era quella del Bardi/Soldani ed abbiamo informazioni indirette che lo stesso ruolo avesse la famiglia Caselli. I Caselli erano donzelli di Matilde di Toscana e vivevano attorno a Canossa. Quando Matilde adottò Guido Guerra, gli assegnò qualche Caselli come donzello ed è così che questa famiglia si stabilì anche in Romagna e in Casentino.Erano frequenti a corte le presenze di ospiti del Conte, che erano spesso illustri studiosi, letterati o giuristi, alcuni dei quali rifugiati politici, che potevano rimanere al castello anche per lunghi periodi … continua a leggere Poppi e il Casentino dei Guidi

Acone e le penne all’aconese

Acona, paesaggio

“La Toscana è, per universale sentimento, oltre ad ogni altra provincia italica bellissima: le riconobbero sì nobil pregio i più disappassionati tra i connazionali; e venne come tale salutata e vagheggiata in ogni tempo dagli stranieri. Bagnata dal Tirreno e recinta dall’Appennino, è tutta intersecata da poggi e colline formanti corona a pittoresche valli, cui natura favorì di temperato clima, e che la mano industre dell’uomo rese, quasi in ogni angolo, ridenti di campi sativi, di oliveti, di vigne…”

La breve citazione tratta dalla “Corografia fisica, storica e statistica” di Attilio Zuccagni Orlandini di metà Ottocento, disegna perfettamente anche questa valle toscana percorsa dalla Sieve, cui fanno corona poggi e colline, dove la storia ha lasciato traccia nelle bellezze e del paesaggio e dei manufatti creati dall’uomo in tempi lontani.   …   continua a leggere     Acone nella val di Sieve

Il mito etrusco della lasa Vecu (ninfa Vegoia o Begoe)

di Michele Zazzi

Lo specchio da Blera con rappresentazione della lasa vecu, conservato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia
Lo specchio da Blera con rappresentazione della lasa vecu, conservato presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia

Da un passo dei Gromatici Veteres (Fragmentum Vegoia Arrunti Voltumno, ed Lachmann 1848 pagg. 350-351), corpus di scritti latini di agrimensura sulla ripartizione e misurazione dei terreni agricoli, apprendiamo un mito etrusco noto come “profezia di Vegoia” (lasa Vecu). Il frammento, probabilmente traduzione latina di un testo etrusco (forse contenuto nei cd. Libri Vegoici, parte dei quali furono appunto tradotti in latino da Tarquizio Prisco), contiene appunto una profezia rivolta dalla profetessa/lasa ad un certo Arrunte Veltymnus, considerato variamente chiusino, perugino o volsiniese. Lo scritto racconta che Giove rivendicò le terre d’Etruria e volle che le pianure fossero misurate ed i campi delimitati coi confini. L’avidità degli uomini farà sì che nell’VIII secolo (cfr. teoria dei dieci saecula della nazione etrusca) i confini verranno violati e spostati e gli autori di questo delitto saranno condannati dagli dei.

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Parco archeologico di Vulci

Lungo il Fiora, tra Maremma toscana e laziale

di Salvina Pizzuoli

Vulci, la Pianta del percorso nel Parco archeologico (clicca sull'immagine per ingrandire)
Vulci, la Pianta del percorso nel Parco archeologico (clicca sull’immagine per ingrandire)

Il Parco naturalistico-archeologico di Vulci è un vero spettacolo per il visitatore e per i resti etrusco romani e per il paesaggio che li accoglie, disseminati a destra del Fiora, con la necropoli alla sinistra del fiume. Passeggeremo in questo ameno paesaggio, segnato dai sentieri tracciati e delimitati dagli steccati del Parco dai quali si affacciano paciose mucche bianche dalle ampie corna, e dove i resti dell’antica Vulci ci vengono incontro, antiche presenze in un ambiente naturale che pare immutato.

Abbiamo deciso di seguire il percorso più ampio, di circa quattro chilometri,    … continua a leggere   In giro per il Parco naturalistico-archeologico di Vulci

Francesco Datini imprenditore di Prato

Libri e Lasagne: L’Influenza di Datini nel Commercio

di Salvina Pizzuoli

Francesco Datini
Francesco Datini

Nella vita di tutti noi accadono quelle che chiamiamo coincidenze o casualità, nel bene e nel male; ma quando è buona, la coincidenza è come l’incontro con un amico che non ti aspettavi proprio di rivedere, e beh, è particolarmente gradita.

In questo caso è tutto merito, indirettamente, della ricerca e della documentazione su Francesco di Marco Datini e i suoi traffici commerciali da imprenditore ante litteram, cioè dalla materia prima al prodotto finito ed alla sua distribuzione nei paesi del nord europeo e su tutto il Mediterraneo e, sotto casa, dal porto di Pisa a quelli di Prato e Firenze. Non dimentichiamo che con il nostro protagonista siamo alla fine del  XIV secolo.

Ma cosa c’entra Datini con i libri, con le lasagne e con la coincidenza?    …   continua a leggere    Libri, lasagne… e Francesco Datini

Montaperti, una battaglia fra storia e leggende

Battaglia Montaperti, miniatura
Battaglia Montaperti, miniatura

Il colle di Montaperti, pochi chilometri a sud est di Siena, rimane famoso per la cruenta battaglia che si svolse nella piana antistante fra Guelfi fiorentini e Ghibellini senesi il 4 settembre 1260. Le truppe fiorentine giunte da nord attraverso le Colline del Chianti il 2 settembre si accamparono sulle alture cretacee di Monselvoli e del Paradiso, nei dintorni di Pievasciana. La marcia del loro esercito, composto da circa 35.000 uomini e dalle necessarie salmerie, aveva seguito il corso del torrente Arbia la cui valle garantiva un tragitto più pianeggiante e assicurava un facile approvvigionamento idrico.

L’esercito di Siena, al comando di Provenzano Salvani, composto da 20.000 uomini fra cui 800 cavalieri inviati dall’imperatore Manfredi e i fuoriusciti ghibellini scacciati da Firenze come Farinata degli Uberti, si accampò di rimpetto al nemico sulle colline di Ropole e di Mociano.   …  continua a leggere  La battaglia di Montaperti fra storia e leggende

Fra Firenze e Pistoia: il primo campionato del mondo di ciclismo

Siamo nel 1870, Firenze è ancora capitale del regno d’Italia

Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada
Gli organizzatori della prima corsa ciclistica su strada

In una città che appariva più un cantiere che una capitale si svolse la prima gara ciclistica della storia d’Italia. Già da qualche tempo si vedevano girare per la città pazzi scatenati a cavallo di quello strano arnese con due ruote tanto che il Comune, dopo vibrate proteste giunte da più parti, per proteggere l’incolumità dei cittadini decretò che i velocipedi potessero girare solo per i viali delle Cascine e solo nelle ore mattutine dato che il parco era luogo di passeggio frequentatissimo nelle ore pomeridiane e nei giorni festivi. Poi, nel 1870, la prima corsa su strada organizzata dal Veloce Club, la prima società ciclistica italiana. …Continua a leggere Fra Firenze e Pistoia: il primo campionato del mondo di ciclismo

Firenze, i Medici e il Rinascimento dal mito alla realtà (parte prima)

di Giovanni Caselli

Ambrogio Lorenzetti - Effetti del Buongoverno, particolare (1338)
Ambrogio Lorenzetti – Effetti del Buongoverno, particolare (1338)

La società che si era sviluppata in città dal X secolo in poi aveva in pieno XIII secolo maturato una stratificazione sociale chiara e netta dove ogni ceto conosceva i suoi diritti e i suoi doveri.

La borghesia dirigeva “democraticamente” gli affari della città per il bene comune.
Naturalmente da questo tipo di democrazia erano esclusi le donne e i meno abbienti. … Continua a leggere Il Rinascimento fiorentino e l’era dei Medici dal mito alla realtà (parte prima)