Abbazia di San Salvatore, la facciata

Siamo in una terra antica, da sempre terreno di transito, non lontana dalla via Francigena, la grande arteria medievale: siamo nel territorio amiatino, una zona ricca di testimonianze, posto prima al confine tra l’Impero e il Patrimonio di Pietro e successivamente tra la Repubblica di Siena, il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio, e di scontri tra feudatari maggiori e minori, con un passato di contese attestato dalla presenza nel paesaggio di paesi arroccati, castelli, pievi, chiese e badie.

Terra antica piena di storia, di leggende e di architetture rare misteriose e affascinanti come l’abbazia di San Salvatore ad Abbadia San Salvatore.

Abbazia di San Salvatore, trifora, particolare

La leggenda narra della visione avuta dal re dei Longobardi Rachis cui si deve la sua fondazione, illustrata anche negli affreschi di Francesco Nasini (1650-60 circa) della cappella a destra del presbiterio sopraelevato sulla cripta detta anche chiesa longobarda.

Come spesso accade la leggenda si mescola con la storia e non mancano le rettifiche o le opinioni diverse, anche se resta intatto l’incanto della sua tradizione.

Re Rachis durante una battuta di caccia al cinghiale con il suo seguito, ebbe una visione che infervorò il suo animo di profondo sentire religioso e decise in quel luogo di fondare un’abbazia benedettina: si trovava sul monte Amiata quando sulla cima di un abete gli era comparso il Salvatore.

Francesco Nasini, la visione di re Rachis

Sulla visione le diverse versioni concordano anche se altre indicano un lume, e uno e trino, apparso al re su un bellissimo albero.

Anche la data della fondazione più o meno ruota intorno al 743, ma sul nome del fondatore altri indicano un altro signore longobardo, Erfo del Friuli, e un nome simile viene attribuito all’abate benedettino Erfone cui Rachis avrebbe donato le terre dove edificare l’abbazia.

Come sempre il bello delle leggende non sta solo nella storia che raccontano ma nelle diverse versioni che hanno assunto nel tempo.

È certo che l’abbazia divenne tra le più potenti della Toscana, appartenuta prima ai Benedettini quindi ai Camaldolesi e per lungo tempo ai Cistercensi.

All’esterno presenta una facciata derivata dall’architettura carolingia e ottoniana, con due torri, raro esempio in Italia e unico in Toscana. Il corpo della chiesa si eleva alto e stretto tra due campanili di cui uno incompiuto. Monofore, archetti e una trifora ornano i campanili e la facciata. All’interno, a unica navata, presenta un presbiterio elevato cui si accede per un’ampia scalinata. Le volte delle cappelle laterali al presbiterio, la chiesa è a croce latina, hanno i soffitti a crociera e a botte e sono affrescate. All’ingresso, alla base delle due colonne laterali due acquasantiere del XVI secolo.

Abbazia di San Salvatore, interno

Ma è la cripta il vero capolavoro. Vi si accede scendendo per due scale poste  lateralmente a quella centrale che conduce al presbiterio alto.

Abbazia di San Salvatore, cripta, capitello particolare

All’ingresso il visitatore resta sbalordito dalla selva di colonne, 35 in tutto di cui 24 originali, che scandiscono gli spazi della pianta a croce greca di cui uno dei quattro bracci è ricostruito. Le colonne si susseguono allineate su file composte da 4 o 12 di esse, tutte di fattura diversa e con capitelli a fogge singolari e decorazioni eleganti.

Abbazia di San Salvatore, cripta, capitello particolare

Colpisce la leggiadria della costruzione soprattutto pensando alla data di creazione che, secondo la leggenda, risale a trecento anni circa prima del 1000. Difficile descrivere a parole la meraviglia di tanta armonica leggerezza e snellezza di pietra concentrata tutta in uno spazio dove l’occhio indaga e scorge nodi gordiani, teste di montone, foglie di palma, piccole, attorcigliate, ripiegate, fusti a scanalature ottagonali, a 16 facce, tondi. Un tripudio di simboli e di elementi diversi che conferiscono all’ambiente grazia e bellezza che attraverso gli occhi commuove.

Abbazia di San Salvatore, cripta, capitello particolare
Abbazia di San Salvatore, cripta, capitello particolare
Abbazia di San Salvatore, cripta, capitello particolare

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