Storia, natura e itinerari nel cuore dell’Alta Garfagnana

di Salvina Pizzuoli

Carta dal Passo dei Carpinelli

Siamo in Garfagnana e precisamente nella parte alta del bacino del Serchio dove nasce, nel territorio di Minucciano, uno dei due rami principali: il Serchio di Gramolazzo. Suggestiva e paesaggisticamente particolare, questa parte dell’Alta Garfagnana si caratterizza per la presenza di due sistemi montuosi che la fiancheggiano e le regalano una posizione geograficamente invidiabile per il panorama: a ovest le imponenti Apuane, a est i monti dell’Appennino tosco emiliano con le loro cime più dolci e arrotondate. Dalla terrazza del Passo dei Carpinelli lo scenario è grandioso e abbagliante con la presenza stagliata all’orizzonte di alcune cime delle Apuane.

A pochi chilometri dal Passo una strada conduce al lago di Gramolazzo e alla Chiesa Vecchia di Gorfigliano, le nostre mete di oggi. La strada scende, stretta e tortuosa, verde di folta vegetazione da entrambi i lati, dagli ottocento metri del Passo ai seicento del lago. Un lago artificiale nato nei primi anni Cinquanta per uso idroelettrico come il vicino Lago di Vagli. Il piccolo invaso si presenta agli occhi del visitatore e si impone non tanto per le dimensioni ma per i colori e la posizione tra il verde delle coste che vi si affacciano specchiandovisi e gli scorci di imponenti architetture che, poste sugli speroni lo sovrastano, come la torre-campanile della Chiesa Vecchia di Gorfigliano.


Oggi il caldo comincia a farsi sentire anche a seicento metri di altitudine e lungo le rive del lago sono già presenti molti visitatori che qui possono pescare e fare picnic servendosi delle strutture messe loro a disposizione o passeggiare lungo il sentiero che costeggia il lago. Il nostro interesse storico e paesaggistico ci spinge verso il poggio dove spicca tra il verde un alto e slanciato campanile

Chiesa Vecchia di Gorfigliano vista dal lago

Su un colle di 736 metri slm sul torrente Acqua Bianca, il principale affluente del lago di Gramolazzo (che deve il suo nome alle caratteristiche acque che scorrono sulle rocce marmoree locali  e che dà origine al torrente Serchio di Gramolazzo) sorge  la bella Chiesa Vecchia di Gorfigliano un centro situato ai piedi delle propaggini del monte Pisanino.
Dal lago il campanile-torre della Chiesa Vecchia giganteggia tra il verde sopra uno sperone che vi si affaccia: la vista da lassù dovrà essere magnifica, ci diciamo.
Per una strada che dal lago sale alla Chiesa Vecchia raggiungiamo un ampio parcheggio e proseguiamo a piedi. Già percorrere questo sentiero acciottolato in salita ci fa immaginare una costruzione datata. Dedicata ai Santi  Giusto e Clemente fu costruita tra il 1706 e il 1720 sui ruderi di un castello documentato già nel 997 che vigilava sulla valle e sulle vie di collegamento tra la Garfagnana e la confinante Lunigiana e, attorno al quale, si venne poi a costituire il nucleo abitativo dell’antico paese.

Gorfigliano in una mappa del XVII secolo
Gorfigliano in una mappa del XVII secolo


La salita ci impegna un po’ ma prima dell’ultimo tratto intravediamo tra il verde scorci del lago: la vista merita la fatica e anche tutta la Chiesa Vecchia. Siamo giunti davanti al cancello che si apre sul sagrato.

La facciata semplice e austera con i suoi conci grigi colpisce per la presenza delle due lesene laterali affiancate a sinistra e a destra da finti contrafforti angolari in conci in arenaria locale che, oltre la linea degli spioventi, assumono la struttura di campanile a vela costituito da una monofora a tutto sesto: a sinistra ospita una campana, è vuoto a destra. Il frontone superiore chiude la facciata a capanna, separato da un marcapiano aggettante. Sul portale d’ingresso un protiro ligneo funge da tettoia pensile elegantemente ornato da volute in pietra lavorata sopra l’architrave. Tutta la scelta architettoniaca può essere definita, relativamente alla datazione al XVIII secolo, di un classicismo rurale che supera il linguaggio decorativo coevo preferendo una struttura complessiva più geometrica ma dove archetti e nicchie riprendono la tradizione dell’arco a tutto sesto di matrice rinascimentale, reinterpretando in chiave settecentesca la solidità delle antiche pievi locali.
A destra in alto, rispetto alla chiesa, il campanile: con i suoi 16 metri attuali, risultato dei restauri e accrescimenti in altezza rispetto all’originario, domina la sommità, ornato da cornici angolari e marcapiani. La collocazione e le indagini archeologiche  hanno permesso di affermare che si tratta di una torre, appartenuta all’antico castello e, successivamente, adattata a campanile.

L’interno della chiesa si apre con un’unica navata che si chiude con un’abside rettangolare sormontata da una volta a botte.
Un bell’esempio di archiettura rurale da non perdere non solo per la ferma bellezza e pacatezza delle forme architettoniche ma anche per la posizione che occupa nel paesaggio: suggestiva dal basso, vista dal lago, ancora più per la posizione sopraelevata del promontorio su cui sorgeva l’antico castello.
Accanto alla chiesa il museo, con una bellissima collezione di oggetti tipici del territorio dedicata al lavoro e ai mestieri tradizionali del passato: del fabbro, dell’arrotino, della tessitura, del lavoro agricolo  e dei cavatori di marmo, attività quest’ultima  che è sempre stata una importante risorsa economica per chi viveva in questa zona. Il percorso museale comprende anche una ricca sezione dedicata alla storia di ricostruzione della Chiesa Vecchia. La chiesa dopo il terremoto del 1920 venne abbandonata per molti anni e solo nel 1983 vennero iniziati i lavori per ricostruirla, protrattisi più di vent’anni e compito grazie all’impegno di molti volontari del paese.

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