Siamo a pochi chilometri da Pisa, nei pressi del fiume Arno che in questo punto caratterizza il suo corso con una grande ansa prima di entrare e attraversare la città.

Abbazia di san Savino a Montione nei pressi di Pisa
Abbazia di san Savino a Montione nei pressi di Pisa

Se percorriamo la strada che da Firenze conduce a Pisa, la vecchia Pisana, e la abbandoniamo in località Navacchio seguendo le indicazioni per Montione, non potremo fare a meno di notare la mole del rettangolare campanile dell’abbazia che si innalza sulle case della bassa piana alluvionale che costeggia il fiume.

Abbazia di San Savino il campanile
Abbazia di San Savino il campanile

Tutto questo preambolo perché non è facile trovarla se seguiamo le normali direttrici del traffico a lunga percorrenza. Ed anche perché essendo una fortezza-fattoria è circondata da due lati da caseggiati, oggi di private abitazioni. Quando poi si è raggiunta comprendiamo la portata del patrimonio artistico che abbiamo ancora la possibilità di ammirare.

Abbazia di San Savino, foto dall'alto (originale a questo link)
Abbazia di San Savino, foto dall’alto (originale a questo link)

Particolare per non dire unico il suo accesso. Davanti ad uno dei lati costituito da fabbricati si apre un ampio portone con un arco a tutto sesto che lascia intravvedere una scalinata. Varcatelo e cominciate a salire guardando all’insù: dopo la prima rampa con una bella volta a botte e poi a crociera, ne seguirà un’altra e in alto si staglierà la facciata della chiesa dell’antica Badia. La sua facciata, purtroppo rimaneggiata intorno al XVII secolo con il brutto finestrone rettangolare, non potrà deludervi per il colore grigio-bianco dei blocchi di calcare del vicino Monte Pisano, sottolineata da due lesene centrali e due laterali rifinite in alto da quattro archetti ciechi.

Abbazia di San Savino l'ingresso alla chiesa
Abbazia di San Savino l’ingresso alla chiesa
Abbazia di San Savino, la facciata
Abbazia di San Savino, la facciata

Edificata una prima volta intorno all’VIII secolo al di là del fiume, venne però abbattuta da una terribile alluvione e ricostruita al di qua in prossimità dell’ansa su una collinetta artificiale tra il 1118 e il 1384.

All’interno si caratterizza per la navata unica, presbiterio a T e una sola abside semicircolare. Si nota subito appena entrati il pavimento in leggera pendenza che sale verso l’altare. Non si nota invece il pezzo raro che conserva sulla parete laterale a sinistra dell’entrata: una preziosa acquasantiera.

Abbazia di San Savino l'interno
Abbazia di San Savino l’interno

Costituita da materiali diversi, marmo e alabastro, ha il bordo della conchetta incisa a bassorilievo con palmette.

Abbazia di San Savino il fregio a palmette dell'acquasantiera
Abbazia di San Savino il fregio a palmette dell’acquasantiera
Abbazia di San Savino, l'acquasantiera
Abbazia di San Savino, l’acquasantiera

Un’ultima sorpresa: a destra del portone d’ingresso della chiesa l’antica cisterna datata 1280, il chiostro che la racchiudeva non c’è più, finestre di abitazioni si aprono in questo spiazzo rallegrato da alcune piante, ma l’atmosfera che si respira è antica e di gioiosa serenità.

Abbazia di San savino la cisterna
Abbazia di San savino la cisterna

Sulle pareti laterali della chiesa che vi si aprono, due incisioni, una su marmo bianco che spicca tra il grigio dei blocchi di calcare risalente presumibilmente al XII secolo dell’abate Martino e del conte Tancredi, identificato con un rappresentante dei Gherardesca, morto intorno al 1170, l’altra in prossimità della precedente riferita all’abate Guido.

Abbazia di San Savino, iscrizione sulla lapide funeraria inserita tra i blocchi di calcare della parete laterale
Abbazia di San Savino, iscrizione sulla lapide funeraria inserita tra i blocchi di calcare della parete laterale
Abbazia di San Savino, il particolare della torre camapanaria
Abbazia di San Savino, particolare della torre camapanaria

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