Una delle scale elicoidali

Lo stadio di Firenze, all’epoca della costruzione dedicato a Giovanni Berta un politico fascista, fu progettato nel 1929 dagli ingegneri Pier Luigi Nervi e Gioacchino Mellucci ed edificato fra il 1930 e il 1932 nel quartiere di Campo di Marte sull’area di un vecchio aerodromo. Fautore dell’iniziativa fu marchese Luigi Ridolfi da Verrazzano, all’epoca segretario del Fascio di Firenze e anche primo presidente della Fiorentina, squadea fondata nel 1926. Proprio la nascita della nuova squadra calcistica, in virtù di più importanti impegni sportivi e della maggiore affluenza di spettatori, rese necessario dotare Firenze di una struttura adeguata, abbandonando il precedente impianto situato alle Cascine (agli inizi del ‘900 le partite si disputavano sul prato del Quercione e successivamente nel Velodromo).

Schema dello stadio inserito nel tessuto urbano del quartiere di Campo di Marte

L’architettura e l’urbanistica sono stati strumenti fondamentali nella propaganda fascista, espressione di quella sintesi tra modernità e tradizione alla quale il nuovo governo guardava con particolare simpatia e convinzione, pertanto il progetto e i lavori furono affidati all’ingegner Pier Luigi Nervi, laureatosi a Bologna nel 1913 e già distintosi per varie opere, come la struttura della copertura della sala del gioco della pelota dell’Alhambra (1919-1921) nel capoluogo toscano, e a Prato la struttura in cemento armato del Politeama Banchini (1925). Nel 1932 fondò insieme all’ingegner Giovanni Bartoli l’Impresa Nervi & Bartoli, e a quella si devono le successive realizzazioni fiorentine della Manifattura Tabacchi (1937-1940), dei trampolini e del fabbricato del Circolo del Golf all’Ugolino (1934) nonché una attiva partecipazione a vari cantieri della stazione di S. Maria Novella (1932-1935).

Figura tra le più geniali e innovative del panorama architettonico italiano, nello stadio fiorentino Nervi espresse la sua eccezionale fiducia nelle “magnifiche qualità plastiche del cemento armato” realizzando strutture fino ad allora assolutamente inedite che, all’arditezza delle soluzioni costruttive e formali, unirono un’eccezionale economicità di realizzazione. Il costo complessivo dell’opera, il cui progetto prevedeva una capienza massima di 45 000 spettatori, di cui 6 000 nella tribuna coperta, fu di oltre 6. 500. 000 lire, per un costo per spettatore pari a circa 145 lire, molto basso rispetto ai fondi che furono necessari per costruire altri stadi europei (lo stadio di Wembley ad esempio, costruito nella prima metà degli anni ’20, costò circa 560 lire per persona)

Tribuna coperta e torre di Maratona sullo sfondo

Esempio di Razionalismo italiano, la struttura è ricca di elementi innovativi e avveniristici per l’epoca, come la pensilina priva di sostegni intermedi, le scale elicoidali e la torre di Maratona, completata nel 1931 insieme alle tribune scoperte.

La tribuna d’onore infatti è caratterizzata dall’intima connessione tra la struttura portante delle gradinate e i mensoloni di sostegno (22,50 m di sbalzo) della pensilina di copertura, realizzata senza l’ingombro di pilastri intermedi, permettendo in tal modo una visione completa dell’intero campo di gioco; la struttura delle scale esterne larghe 3 m si basa sull’intersezione di due travi elicoidali, su una delle quali poggia a sbalzo la rampa.

Lavori di costruzione di una scala elicoidale

Il drenaggio del terreno di gioco, ottenuto con uno scasso profondo 2,5 m e riempito con pietre dell’Arno e terricci di vario genere, fu ritenuto all’epoca tra i migliori d’Europa.

L’ultimazione delle opere avvenne nel 1932 con la costruzione delle curve e la sistemazione dei locali sotto il parterre.

Veduta dell’interno dello Stadio (1931)

Nel corso degli anni l’edificio ha subito molti interventi di ristrutturazione, in particolare in occasione dei Campionati mondiali di Calcio del 1990.

Dopo la fine della guerra prese in nome di Stadio Comunale di Firenze e nel 1993 venne intitolato al dirigente sportivo Artemio Franchi.