La via regia Pistoia – Modena o dell’Abetone

Catasto Leopoldino. San Marcello Pistoiese, la stazione di posta (particelle 174 175 274) le scuderie (179 274) e la Strada Regia- fonte Archivio di Stato di Pistoia

Dalla metà del Settecento, in Toscana, avviene una rivoluzione straordinaria nel settore della viabilità tale da cambiare radicalmente il volto del territorio e a dargli una fisionima infrastrutturale che durerà fino al secondo dopoguerra. I Medici durante la loro lunga dominazione avevano considerato l’impraticabilità delle vie di confine e in particolare di quelle appenniniche come una garanzia difensiva. L’avvento dei Lorena cambia radicalmente questa visione aprendo la regione ai collegamenti con l’estero e arricchendo i collegamenti interni. Nascono così le prime reti ferroviarie, vengono potenziate le strutture portuali e costruite molte strade ex novo e altre già esistenti completamente rinnovate. … continua a leggere La via regia Pistoia – Modena o dell’Abetone

Paesaggi toscani, la loro storia

Paesaggio toscano coloniche

Il paesaggio toscano dell’alto Medioevo

Il paesaggio medievale della mezzadria in Toscana

Il paesaggio della via Francigena in Toscana e i bagni termali

La genesi del paesaggio classico

Il paesaggio toscano: le case coloniche

Il paesaggio agrario nella Toscana del Medioevo

Immagini di paesaggio agrario del Medioevo: miniature e dipinti

La casa colonica di collina: il Chianti e il Valdarno Superiore

Galleria foto: case coloniche delle colline Toscane

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna cilindro-conica

Alcune tipologie di capanne della Toscana rurale: capanna quadrangolare e capanna maremmana

Giganti di Toscana

Mulini a vento in Toscana

Monterifrassine, il mulino a vento

Orciatico e i due mulini a vento

Due esempi: il mulino di Monterifrassine e il mulino spagnolo di Orbetello

I mulini ad acqua della Val di Merse

Impressioni di viaggio su via degli Dei: terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

di Davide Gigli

Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano  25.5 km – 8 ore circa di cammino

Vai all’articolo: terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

Le altre tappe del percorso:

– prima tappa Bologna-Brento

– seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

A. Ferrini – S. Pizzuoli “Lungo la via Francigena in Toscana” Edida

Edida

Dalla Premessa

Questo volume sul tratto toscano di una grande strada dell’antichità, riscoperta e oggi tra i cammini più percorsi, ha un preciso obiettivo: non vuole essere una guida, in questa direzione operano già testi che svolgono egregiamente questo compito, organizzati capillarmente in base ai chilometri, alle soste, ai ricoveri, ma nasce dall’intento di fornire su questa storica via tutta una serie di approfondimenti storico geografici, trascurati, per evidenti motivi dalle guide al percorso, per soffermarsi, illustrando le caratteristiche storico-architettoniche, ambientali e artistiche, dei centri principali o degni di particolare nota attraversati o limitrofi, sia che si proceda a piedi, in bicicletta o in auto.
Il cammino, il viaggio sono da sempre stati sinonimo non solo di un bisogno di interiorizzazione o di attività salutare, ma soprattutto mezzo specialissimo per osservare da vicino e trascorrere all’interno di un territorio: unico modo per accoglierne la struttura, i mutamenti nella sua storia rimasti impressi nel paesaggio, gli aspetti culturali propri come la lingua, la cucina, le strutture architettoniche urbane e rurali, l’uso e la coltivazione della terra e gli attrezzi utilizzati, l’organizzazione sociale in città e in campagna, la viabilità, tra cui le acque gestite e utilizzate come grandi vie di comunicazione. In questa prospettiva, tra gli obiettivi principali c’è quello di poter rispondere a molte delle domande e alle curiosità che pellegrini o viaggiatori potrebbero porsi in itinere relativamente alle terre che stanno attraversando.

L’INDICE

I titoli principali

Premessa                                                                                                                                     
Storia e geografia del territorio                                                                                                   
Luoghi paesaggi dintorni                                                                                                          
Fra Luni e Lucca                                                                                                              
Fra Lucca e Siena                                                                                                                      
Verso Siena
Fra Siena e la valle del Paglia                                                                                                   
La sosta del viandante: cucina storia e ricette                                                                         

Della stesa Collana, Macchie di Toscana:

La valle dell’Arno tra storia e geografia

La Val di Merse: luoghi e paesaggi

Impressioni di viaggio su via degli Dei: seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

di Davide Gigli

Brento – Madonna dei Fornelli  21,7 km  7 ore e 5 min di cammino (circa)

Vai all’articolo: – seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

Le altre tappe:

– prima tappa Bologna-Brento

– terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

Le vie Romee

di Giovanni Caselli

La via percorsa e descritta da Sigerico non e’ che la più diretta – e perciò probabilmente, la più frequentata – fra l’Inghilterra e Roma – almeno in epoca antica. Essa non è però l’unica via che nel X secolo univa le coste della Manica all’Italia, né tanto meno è l’unica ad essere appellata Via Romea, o Francigena.  E’ infatti sintomatico che uno dei più noti studiosi italiani del medioevo, che è anche piemontese, il Prof. Giuseppe Sergi, la ignori nella maniera più assoluta in un suo importante lavoro sulle antiche strade colleganti il Piemonte con la Francia. Sergi, G. Potere e territorio lungo la strada di Francia: Da Chambéry a Torino fra X e XIII secolo. Napoli: Liguori.(1981). Nel Medioevo esistevano quattro principali vie Romee francigene valicanti le Alpi francesi: quelle del Piccolo e Gran San Bernardo e quella, di importanza non inferiore, del Moncenisio. Oltre tali passi le tre direttrici si ramificavano in varie direzioni: quella del Moncenisio toccava Chambery e Lione per puntare poi su Parigi o su Reims; quella del Piccolo San Bernardo scendeva in Val d’Isere, mentre quella del Gran San Bernardo puntava su Losanna, Besançon e quindi Reims, oppure su Neuchatel, Basilea, Strasburgo, Spira, Worms, ecc. E’ chiaro come l’ultima sia stata la più frequentata dai Carolingi e dai successivi imperatori germanici. Vi erano poi il Piccolo Moncenisio dove Matthew Paris fa passare la Londra-Gerusalemme, e il Monviso, uno dei passi di Annibale secondo la tradizione. Più tardi, nel XIII° secolo, i passi alpini si moltiplicano: … continua a leggere Le vie Romee

La Tyrrhenica e la via degli Dei da Monzuno a Monte Bastione

di Giovanni Caselli

E’ da Monzuno che consigliamo di iniziare l’escursione a piedi.

La nostra strada, (per essere precisi l’itinerario naturale tutt’ora ricalcato da strade, a prescindere dalle indicazioni cartografiche e della segnaletica attuali) lascia Bologna da Porta San Mamolo percorrendo la via omonima, prende poi la prima a destra per Palazzo Aldini e il Convento dell’Osservanza, gli Olmi-Gabiola, Paderno dove siamo a 6 km da Bologna.

La strada aggira da ovest una formazione di calanchi e balze in costante erosione, per raggiungere la base del Monte Sabbiuno a Lughetto. Evita la sommità del monte passando da ovest, a mezza costa, passa per La Croce e raggiunge la Pieve al Pino ai piedi del Monte San Morè, alto 379 m. … continua a leggere La Tyrrhenica e la via degli Dei da Monzuno a Monte Bastione

Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie

di Giovanni Caselli

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Legate al paganesimo sono le “teofanie” o apparizioni della Madonna che hanno luogo fra il XIV e il XV secolo, quando ancora si compivano riti pagani in certi luoghi. Le apparizioni accadevano laddove si manifestavano forze soprannaturali e la Madonna vi appariva per sconfiggere il maligno causando la costruzione di un santuario.

Mi rifaccio alle descrizioni e memorie raccolte da Don Francesco Pasetto per succintamente illustrare il santuario di Santa Maria delle Grazie.
Il giorno 20 di maggio del 1428, secondo tre diversi manoscritti dei primi del ‘400 vi fu nell’alto Casentino un terribile nubifragio. Una contadina, Monna Giovanna, vecchia e devota, si trovava in quel luogo a sarchiare i filari di frumento quando si manifestò un violento nubifragio, tutti contadini correvano a ripararsi in grotte e capanne terrorizzati.     …   continua a leggere  Le “teofanie” del Casentino: Santuario di Santa Maria delle Grazie

Costeggiando il Parco dell’Uccellina: dune sabbiose e flora

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