La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese ad Arezzo (parte quarta)

da Firenze a San Giovanni Valdarno

di Giovanni Caselli

Da Montescalari la Via Cassia Adrianea scendeva al Ponte agli Stolli, un ponte ritenuto di fattura romana, quindi poco avanti il viaggiatore avrebbe raggiunto Figline, ancora non trasformata in ”colonia” fiorentina, pur facendo parte della diocesi di Fiesole, “Fegghine” rimaneva e ancora rimane sul confine tra i territori di Firenze e di Arezzo. Dal nome si deduce che si tratta di un luogo dove si lavorano argille per la fabbricazione di vasi e stoviglie in terra cotta secondo un’arte della ceramica prima etrusca e poi romana. Abbiamo notizie di Fegghine dal X secolo, allora si trattava di un castello in località San Romolo. In basso, dove sorge l’attuale Figline vi era il “mercatale” del castello.  Vicino esisteva  circa 2000 anni prima, il porto emporio etrusco . nel XII secolo Fiesole cercò di  trasferire, nella ormai cittadina , la sede vescovile, ma il tentativo di Fiesole fallì.  … continua a leggere La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: da Firenze a San Giovanni Valdarno

Quattro passi nel Parco

Un passeggiata nel Parco dell’Uccellina da Principina a Torre TrappolaDSC_0365

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Impressioni di viaggio su via degli Dei: terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

di Davide Gigli

Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano  25.5 km – 8 ore circa di cammino

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Le altre tappe del percorso:

– prima tappa Bologna-Brento

– seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

Impressioni di viaggio su via degli Dei: seconda tappa Brento – Madonna dei Fornelli

di Davide Gigli

Brento – Madonna dei Fornelli  21,7 km  7 ore e 5 min di cammino (circa)

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Le altre tappe:

– prima tappa Bologna-Brento

– terza tappa Madonna dei Fornelli – Bosco Mugellano

quarta tappa Bosco Mugellano – Montesenario

La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese ad Arezzo (parte prima)

dall’Appennino pistoiese a Pistoia

di Giovanni Caselli

La Via Romea Germanica dell’Alpe di Serra fu descritta come “La Melior Via” dall’Abate Alberto del monastero benedettino di Santa Maria di Stade, il quale la descrisse  dettagliatamente a beneficio dei pellegrini sassoni, negli Annales stadenses. Quella dell’Abate Alberto non fu certamente l’unica via per l’Italia a scendere dal nord e portare al sole d’Italia e alla tomba di San Pietro, infatti lo stesso Abate indica tre itinerari con il suo preferito. Quello più a ovest passa per Brema, Munster, Duisburg, Neufchateau, Reims, dove ricalca la Via Francigena fino a Roma, il terzo itinerario prende la via del Reno da Duisburg a Basilea, quindi entra sulla via Francigena a Losanna. Anche l’itinerario prescelto dall’Abate Alberto differisce da quello privilegiato dall’attuale Via Romea Germanica. L’itinerario storico si divide in due dal Brennero, verso est fa la Val Pusteria fino a Treviso e Venezia, quindi per vie d’acqua raggiunge Ravenna e Forlì, mentre ad ovest passa per Bolzano, Trento, Bassano, Padova, Rovigo e Bologna. Da Bologna va a Firenze per il Passo dell’Osteria Bruciata per entrare sulla via Francigena a Poggibonsi. Ma offre la possibilità di continuare da Bologna a Forlì sulla Via Emilia. Da Forlì la Via Romea valica l’Appennino con il Passo di Serra, raggiungendo Arezzo, quindi Orvieto per entrare sulla Via di Roma a Montefiascone. La nostra variante che è ricostruita sulla base dei transiti storici di imperatori e personaggi illustri, segue da Trento l’Adige fino a Peschiera del Garda, continua  verso Volta Mantovana, Goito e Mantova. Quindi passa per San Benedetto Po, Concordia sulla Secchia e lungo il fiume, arriva a Modena, poi transita da Maranello e Spilamberto per salire a Pavullo fiancheggiando ora a destra ora a sinistra la S12 per l’Abetone, San Marcello Pistoiese, per il Passo della Croce Arcana e Pistoia, quindi da Montemurlo raggiunge Prato, Sesto Fiorentino e Firenze.  continua a leggere     La via Romea Germanica Imperiale in Toscana: dall’Appennino pistoiese a Pistoia                             

Le vie Romee

di Giovanni Caselli

La via percorsa e descritta da Sigerico non e’ che la più diretta – e perciò probabilmente, la più frequentata – fra l’Inghilterra e Roma – almeno in epoca antica. Essa non è però l’unica via che nel X secolo univa le coste della Manica all’Italia, né tanto meno è l’unica ad essere appellata Via Romea, o Francigena.  E’ infatti sintomatico che uno dei più noti studiosi italiani del medioevo, che è anche piemontese, il Prof. Giuseppe Sergi, la ignori nella maniera più assoluta in un suo importante lavoro sulle antiche strade colleganti il Piemonte con la Francia. Sergi, G. Potere e territorio lungo la strada di Francia: Da Chambéry a Torino fra X e XIII secolo. Napoli: Liguori.(1981). Nel Medioevo esistevano quattro principali vie Romee francigene valicanti le Alpi francesi: quelle del Piccolo e Gran San Bernardo e quella, di importanza non inferiore, del Moncenisio. Oltre tali passi le tre direttrici si ramificavano in varie direzioni: quella del Moncenisio toccava Chambery e Lione per puntare poi su Parigi o su Reims; quella del Piccolo San Bernardo scendeva in Val d’Isere, mentre quella del Gran San Bernardo puntava su Losanna, Besançon e quindi Reims, oppure su Neuchatel, Basilea, Strasburgo, Spira, Worms, ecc. E’ chiaro come l’ultima sia stata la più frequentata dai Carolingi e dai successivi imperatori germanici. Vi erano poi il Piccolo Moncenisio dove Matthew Paris fa passare la Londra-Gerusalemme, e il Monviso, uno dei passi di Annibale secondo la tradizione. Più tardi, nel XIII° secolo, i passi alpini si moltiplicano: … continua a leggere Le vie Romee

La via dei Cavalleggeri

Tratto della costa Toscana

La via dei Cavalleggeri è un percorso che da Porta a mare a Livorno tocca torre del Boccale o dei Marroccone (oggi l’antica torre è inglobata nell’edificio dell’omonimo castello), torre di Calafuria, torre del Romito, torre di Castiglioncello, torre di San Vincenzo, Torre Nuova e dopo circa 200 km arriva a Piombino. Le prime notizie della sue esistenza risalgono al periodo medievale, ma secondo alcuni si tratta addirittura di una variante della via Aurelia-Aemilia Scauri risalente al II°- III° secolo avanti Cristo. Nel Catasto granducale del 1823 è riportata una via che collega Livorno a Piombino “lungo la marina … per ogni parte lungo la spiaggia”. … continua a leggere La via dei Cavalleggeri

La Tyrrhenica e la via degli Dei da Monzuno a Monte Bastione

di Giovanni Caselli

E’ da Monzuno che consigliamo di iniziare l’escursione a piedi.

La nostra strada, (per essere precisi l’itinerario naturale tutt’ora ricalcato da strade, a prescindere dalle indicazioni cartografiche e della segnaletica attuali) lascia Bologna da Porta San Mamolo percorrendo la via omonima, prende poi la prima a destra per Palazzo Aldini e il Convento dell’Osservanza, gli Olmi-Gabiola, Paderno dove siamo a 6 km da Bologna.

La strada aggira da ovest una formazione di calanchi e balze in costante erosione, per raggiungere la base del Monte Sabbiuno a Lughetto. Evita la sommità del monte passando da ovest, a mezza costa, passa per La Croce e raggiunge la Pieve al Pino ai piedi del Monte San Morè, alto 379 m. … continua a leggere La Tyrrhenica e la via degli Dei da Monzuno a Monte Bastione

Costeggiando il Parco dell’Uccellina: dune sabbiose e flora

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Velocità di marcia sulle antiche strade

di Giovanni Caselli

Principali itinerari terrestri e rotte marittime in Europa alla fine del XIII secolo

Sembra che una guarnigione romana impiegasse un mese per raggiungere la Britannia dai confini dell’Impero del tempo di Augusto, anche se furono ben pochi i soldati romani stanziati in Inghilterra. Roma reclutò principalmente Galli e Germami, e persino Siriaci sia per l’invasione claudiana sia per i presidi, in epoca tarda gli imperatori impiegavano cavallerie sarmate per presidiare il Vallo. Nell’esperienza di chi scrive un mese di marcia risulta plausibile per raggiungere la Manica, ma in epoca romana come oggi, le strade erano in migliori condizioni di quelle calcate da Ceolfrid, Alcuin o Sigeric. … continua a leggere Velocità di marcia sulle antiche strade