La chiesa di Santa Maria e San Niccolò a Spugnole

Siamo sulla via Bolognese all’altezza di Tagliaferro, direzione Firenze /San Piero: giriamo a sinistra per una strada che le indicazioni danno per Spugnole e Trebbio.

Santa Maria e San Niccolò a Spugnole

Il tracciato, in massima parte sterrato, conduce al castello del Trebbio, importante complesso che testimonia la presenza medicea nel territorio e, molto prima, dopo circa un chilometro,  alla chiesa di Spugnole.

La chiesa faceva parte di un agglomerato dipendente da un castello appartenuto ad un ramo degli Ubaldini distrutto da Castruccio Castracani ma ricostruito dal Comune fiorentino nel 1324. …

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L’antica via “Faventina” e la “Flaminia minor”

La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

 

La pieve di San Cresci a Macioli

Siamo a Pratolino, a pochi chilometri da Firenze, famoso per il suo splendido Parco mediceo. Si devia a destra dalla Bolognese prima di scendere verso Vaglia con  direzione Bivigliano e si gira alla prima a sinistra, via di Macioli. Percorsa tutta la strada, in un’ampia radura si eleva la pieve anticamente detta San Cresci in Albino o a Carza, il torrente che scorre a valle.

San Cresci a Macioli è un’antica pieve documentata sin dal 926. Più tarda la sua bella torre campanaria che un’iscrizione alla base data 1279. Intorno al 1460 il pievano Arlotto intraprese gli interventi più massicci di restauro, iniziati già in precedenza, terminati intorno al 1466 che avrebbero reso l’attuale pieve più alta rispetto all’originaria datata intorno al VI secolo. ….Continua a leggere  La pieve di San Cresci a Macioli e i “Motti” del pievano Arlotto

Vedi anche: Itinerari e paesaggi di Toscana

Tra le pievi romaniche in Mugello: Santa Maria a Fagna

A pochi chilometri da Scarperia, la bella pieve

Santa Maria a Fagna
Santa Maria a Fagna

in posizione sopraelevata colpisce il visitatore con la sua chiara facciata e la struttura architettonica, anche del quadrato campanile, che non appartengono allo stile romanico: le prime documentazioni la menzionano nel 1085 e nel 1170 quando diviene Collegiata, ma i rimaneggiamenti subiti ne hanno modificato l’aspetto … Continua 

Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri

Uno stretto viale alberato con due filari di cipressi accoglie il visitatore che sale verso la sommità della collina dove sorge Torri. Il piccolo centro si apre con una porta ad arco che immette in uno slargo che si ricongiunge a se stesso per una stradicciola circolare che segna il percorso dell’antica cerchia muraria. In un primo momento non è facile individuare l’ubicazione della chiesa di Santa Mustiola che occupa con il suo lato meridionale il margine a destra di un corridoio al quale si accede da un una volta ad arco. È evidente che il borgo si sia sviluppato attorno alla sua abbazia. Sì, perché si trattava di un’abbazia che conserva oggi solo la chiesa e al suo interno uno splendido chiostro …Continua    Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri

Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

Pieve di ponte allo Spino

Siamo a pochi chilometri da Siena e a un chilometro da Sovicille, un antico agglomerato sorto sulla collina attorno al suo castello più volte bruciato e saccheggiato nel corso delle lotte con i Fiorentini, nel cui piano sottostante, la valle alluvionale creata dal torrente Spino, scorrono le acque dei fossi, dei righi, dei torrenti e dei fiumi, quali il Merse, di cui molte acque del piano sono tributarie. Ci delucida con la precisione di sempre il Repetti nel suo “Dizionario” e alla voce Sovicille scrive: …continua a leggere                         Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

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Casentino da scoprire: la pieve di San Martino a Vado

a cura della redazione

San Martino a Vado

Siamo a Strada in Casentino a pochi chilometri da Bibbiena e Poppi. La località con il suo toponimo che a tutta prima potrebbe sembrare  generico in realtà sotto intende una “strada”, appunto, un’antica via di comunicazione che lungo la valle del Solano e dello Scheggia portava a Firenze. La Pieve si ergeva imponente, pur nella semplicità delle sue strutture, sulla riva sinistra del Solano, in posizione strategica lungo l’antico tracciato. Era dedicata a San Martino vescovo di Tours e la sua costruzione risale all’XI secolo circa.

Il Repetti nel Dizionario corografico universale scrive che il suo nome originario fosse San Martino a Tertinula e che il nomignolo “a Vado” fosse stato attribuito dagli abitanti del borgo attorno alla rocca di Castel San Niccolò che per recarvisi dovevano attraversare il Solano lungo il guado. … continua a leggere Casentino da scoprire: la pieve di San Martino a Vado

La chiesa di San Michele e il castello di Castiglioni

Da Montorsoli scendiamo verso la valle del Terzolle per poi risalire, all’altezza di Cercina, il versante a sud del Monte Morello percorrendo via di Fondalino, subito prima della magnifica pieve di Sant’Andrea.

Ma dove siamo di preciso?

Non lontani da Firenze, per un sali e scendi lungo il declivio delle amene e ridenti colline che a semicerchio coronano la città. Stradine strette, solitarie, delimitate da muretti a secco, campanili e ville sparse e campi a olivi a perdita d’occhio fino alla città che lontana definisce l’orizzonte.

Paesaggi dolci che seducono il visitatore invitandolo a restare, così oggi come nel passato quando tra il XIV e il XV secolo vennero scelti dai cittadini abbienti che vi si rifugiavano in buen retiro disseminandovi le loro eleganti magioni. E non solo. … continua a leggere La chiesa di San Michele e il castello di Castiglioni

San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

Poche le notizie e gli studi su quanto rimane di una chiesa dalle caratteristiche architettoniche particolari, dall’ubicazione solitaria e suggestiva non lontano da Magliano (due chilometri circa). La si trova percorrendo. usciti da Magliano, la strada in direzione Sant’Andrea e quindi Marsiliana. Dopo il bivio, a un centinaio di metri, a sinistra una strada sterrata chiusa da una catena conduce ai ruderi della bella chiesa, a destra ad un parcheggio non molto ben segnalato. Nell’impianto richiama modelli romanico lombardi ma i capitelli presentano decorazioni ascrivibili ad un gusto francese come a San Rabano sui monti dell’Uccellina nel Parco naturale dell’Alberese. Il nome San Bruzio è una contrazione di Tiburzio, martire romano. Iniziata intorno all’anno 1000 fu terminata, o forse mai, intorno al XII secolo. … continua a leggere San Bruzio, i ruderi di una chiesa del 1000 nella Maremma grossetana

La pieve di San Pietro a Romena

di Giovanni Caselli

La pieve di Romena nei pressi del castello

Isolata sui colli alle falde della collina del Castello, accanto ad una casa colonica oggi adibita a centro di accoglienza e foresteria per i numerosi fedeli che giungono soprattutto la domenica da ogni parte, è il monumento più notevole del Casentino dopo il castello di Poppi. Il Prof Bronowski presentò un documentario televisivo, una pietra miliare nella storia della BBC, diviso in 13 parti intitolato The Ascent of Man, del 1973 : Il primo prodotto dell’ingegno umano che Bronowski decise di mostrare fu proprio la pieve di Romena. Questa scelta mi rimase molto impressa perché chiaramente dimostrava cosa l’uomo poteva trarre dalla grezza pietra: un’opera che ha il potere di trasmettere spiritualità anche agli animi più insensibili. Sia pure danneggiata e tarpata delle sue campate originali da terremoti e intemperie, la Pieve di Romena ha il potere di muovere le tempre più dure, i materialisti più incalliti. … continua a leggere La pieve di San Pietro a Romena

San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie

Impossibile non notarla, anche da lontano, dai lungarni di qua d’Arno soprattutto: l’elegante facciata ad ampie tarsie marmoree bicrome, il bianco di Carrara e il verde del serpentino di Prato, a formare motivi geometrici, lo splendido mosaico (1260) a fondo dorato con Cristo in trono benedicente fra la madre e San Miniato che, specialmente nelle giornate di sole, balugina, così come l’aquila artigliante in rame che ne occupa la sommità, simbolo dell’arte di Calimala, la corporazione che ne ebbe per anni la tutela, ma anche i cinque archi della parte inferiore che ben si distinguono pur nella distanza, disegnati e delimitati dalle belle semicolonne.

In posizione scenografica, è una delle più antiche e insigni creazioni del romanico a Firenze, si erge su quel colle che nel tempo ha assunto diverse denominazioni: Monte del Re, ma anche Monte Fiorentino e San Miniato, designazione che si richiama al nome del santo le cui reliquie, come si tramanda, sono custodite nella cripta. … continua a leggere San Miniato al Monte, la leggenda, la storia, le simbologie