Museo Archeologico di Abbadia a Isola

di Salvina Pizzuoli

Museo Archeologico di Abbadia Isola

Siamo ad Abbadia a Isola per un tour organizzato egregiamente dall’Ufficio Monteriggioni Turismo che comprende la visita al Museo Archeologico, contrassegnato dalla sigla MaM, recentemente inaugurato, i camminamenti sulle mura del castello, la visita al piccolo Museo delle armature, Monteriggioni in Arme, annesso all’Ufficio del Turismo con sede a Monteriggioni (per dettagli a questo link).

Ma procediamo con ordine e prepariamoci ad una visita che sa coniugare aspetti didattico culturali e paesaggistici.

Sì, ad Abbadia a Isola c’è un Museo Archeologico da non perdere per ben due motivi: il primo riguarda ovviamente i reperti, alcuni notevoli, che custodisce rinvenuti nel territorio; il secondo per i locali, molto particolari, che lo alloggiano.
Una storia antichissima si sente e si respira in questo luogo meravigliosamente ricostruito nel diorama che lo rappresenta nel XIII secolo:

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Tarquinia: Santa Maria in Castello

Tarquinia, Santa Maria in Castello, abside

La sua storia si perde nel medioevo quando ne fu iniziata la costruzione nel 1121. La sua elegante facciata si apre all’interno del comprensorio murario fortificato su un ampio spiazzo su cui si eleva una torre  gentilizia, la più alta della città. Colpisce della sua struttura la bella bifora che sovrasta i tre ingressi di cui quello centrale è il principale come mostra la particolare ornamentazione che merita di essere ammirata da vicino. Qualificata e firmata come opera cosmatesca si articola in motivi geometrici e musivi. Una breve digressione da dedicare all’attività dei cosmateschi: con questo termine si indicano gli artigiani che nei secoli 12° e 13° operavano manufatti in marmo caratterizzata da motivi geometrici inseriti in zone decorate in marmo bianco di cui detenevano il monopolio di quelli antichi, alternate a motivi policromi a mosaico. … continua a leggere Santa Maria in Castello

San Cassiano di Controne

di Salvina Pizzuoli

San Cassiano di Controne, facciata

Siamo a San Cassiano di Controne, uno dei centri principali della Controneria, una vasta area collinare sulla Valle del Lima (465 m slm), più precisamente sulla riva destra del torrente omonimo, in prossimità di Bagni di Lucca.  
La Controneria comprende diversi borghi (oltre San Cassiano di Controne, San Gemignano di Controne e Pieve di Controne, i centri principali); nel passato ha rivestito un ruolo strategico per la sua posizione di collegamento tra la valle del Serchio e la Montagna pistoiese.

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L’ambone della chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia

di Salvina Pizzuoli

Chiesa di Sant' Andrea a Pistoia, facciata
Chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia, facciata

Sull’omonima via, la domina dall’alto della sua posizione sopraelevata sull’ampia scalinata d’accesso.
Sulla bella facciata, scandita da cinque arcate e decorata da tarsie e losanghe in marmi bicromi, si individuano le caratteristiche che contraddistinguono il romanico pistoiese. Oltre e tra le arcate un gioco armonioso di mosaici bicromi, ma è l’architrave del portale centrale che attrae subito l’attenzione del visitatore: l’opera è datata 1166 ed è attribuita a Gruamonte e al fratello Adeodato: racconta l’episodio del Viaggio e l’Adorazione dei Magi. A sostegno capitelli scolpiti ad opera del Maestro Enrico che raffigurano a sinistra l’Annuncio a Zaccaria e la Visitazione, e a destra l’Annunciazione e San’Anna.
Chi era Maestro Enrico?
Fu scultore attivo a Pistoia nella seconda metà del XII secolo: sul capitello destro del portale maggiore la scritta ne attesta la paternità “magister Enrigus [sic] me fecit”.
La composizione del portale si completa con i due leoni, uno per lato,  sopra l’architrave e alla base dell’archivolto.
Entriamo. … continua a leggere L’ambone della chiesa di Sant’ Andrea a Pistoia

La chiesa di San Pietro apostolo a Grosseto

a cura della Redazione

Lungo Corso Carducci, quasi al termine, si apre la facciata liscia e intonacata di una chiesa, non una qualsiasi, ma la più antica di Grosseto: San Pietro apostolo.

Sapendolo ci si sofferma ad osservare la sua attuale architettura, frutto di vari rimaneggiamenti nel tempo.
Citata in una  bolla di papa Clemente III nel 1188, fu edificata originariamente nell’VIII secolo lungo il tratto della via Aurelia che attraversava il centro cittadino, secondo l’attuale percorso di Corso Carducci. Subì ampliamenti tra il IX e il XII secolo fino all’aspetto attuale con nuovi  restauri seicenteschi e settecenteschi.
Le sue origini si legano quindi a quelle della città e alla sua storia successiva rivestendo una notevole importanza: la chiesa originaria  viene fatta risalire agli anni compresi fra la fine dell’VIII secolo e l’inizio del IX, mentre l’attuale potrebbe essere stata costruita subito dopo il 1138, data in cui avvenne lo spostamento della Sede Vescovile da Roselle, l’antica città romana ricca e fiorente sul lago Prile, ormai decaduta rispetto alla favorevole e strategica posizione raggiunta  nella piana dell’Ombrone da Grosseto. … continua a leggere A Grosseto la chiesa di san Pietro apostolo

Nella vallecola del torrente Marina tra pievi, castelli e antiche strade

di SalvinaPizzuoli

Siamo in Val di Marina che prende il nome dal torrente omonimo. Per dirla con il Repetti, l’autorevole storico ottocentesco autore del Dizionario geografico fisico storico della Toscana dove non manca neanche il più piccolo borgo ma vi sono tutti documentati e situati geograficamente, “ha il monte Morello al suo levante e quello della Calvana a ponente”. Nella descrizione relativa alla Comunità di Calenzano si soffermava sulle caratteristiche geografico fisiche del territorio e ne indicava le due fiumane che l’attraversano, i cui nomi paiono quasi il gioco di chi nel lontano passato glieli aveva attribuiti e la cui origine si perde nei sedimenti del tempo

MARINA e MARINELLA, ossia VAL DI MARINA nel Val d’Arno sotto Firenze. Piccola vallecola che prese il nome da due fiumane, le quali scaturiscono dal monte delle Croci. […]

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Casentino da scoprire: la pieve di San Martino a Vado

a cura della redazione

San Martino a Vado

Siamo a Strada in Casentino a pochi chilometri da Bibbiena e Poppi. La località con il suo toponimo che a tutta prima potrebbe sembrare  generico in realtà sotto intende una “strada”, appunto, un’antica via di comunicazione che lungo la valle del Solano e dello Scheggia portava a Firenze. La Pieve si ergeva imponente, pur nella semplicità delle sue strutture, sulla riva sinistra del Solano, in posizione strategica lungo l’antico tracciato. Era dedicata a San Martino vescovo di Tours e la sua costruzione risale all’XI secolo circa.

Il Repetti nel Dizionario corografico universale scrive che il suo nome originario fosse San Martino a Tertinula e che il nomignolo “a Vado” fosse stato attribuito dagli abitanti del borgo attorno alla rocca di Castel San Niccolò che per recarvisi dovevano attraversare il Solano lungo il guado. … continua a leggere Casentino da scoprire: la pieve di San Martino a Vado

Badia di San Bartolomeo in Buonsollazzo

UN’ANTICA ABBAZIA DEL MUGELLO

di Salvina Pizzuoli

Abbazia del Buonsollazzo

 Come una vecchia signora anche di lei si può dire che gli anni ce li ha, si vedono, ma nonostante tutto se li porta bene; se poi fosse un po’ imbellettata, sarebbe ancora di notevole bellezza.

Alla tramontana di Monte Asinario, un miglio e mezzo circa lontano dall’antica strada maestra che da Firenze conduceva un tempo a Bologna, si scuopre una fabbrica ampia e magnifica, servita già ad uso di monastero, fino a che non piacque al Granduca Pietro Leopoldo I di sopprimerlo e, secolarizzatone ogni sua pertinenza, ridurlo a comoda abitazione o villa di campagna (Fontani, Viaggio pittorico della Toscana, 1827).

 Nella radura erbosa, digradante e ben esposta al sole, là dove s’interrompe il bosco fitto di querce e soprattutto castagni, sulla via di Tassaia che porta a Polcanto da Vaglia e da Bivigliano, a pochi chilometri da Firenze, sorge la vecchia abbazia che le segnalazioni stradali indicano come benedettina, del XII secolo circa, detta del Buonsollazzo, probabilmente da bono solatio, luogo soleggiato.

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San Romolo a Gaville e lungo le colline del Chianti

San Romolo a Gaville

Itinerario: Figline Valdarno-Gaville-Ponte agli Stolli-Lucolena-Radda-Lucarelli

L’itinerario che proponiamo percorre un paesaggio dolce e punteggiato da belle coloniche ristrutturate da sapiente rifacimento con la pietra grezza delle loro facciate e archi e terrazze coperte, tra vigneti oliveti e castelli, come quello  D’Arbola del XII secolo, e fattorie di produzione e vendita dirette di olio e vino. La dolcezza del paesaggio ci fa comprendere perché molti stranieri lo amino al punto da trasferirvisi dai loro paesi d’origine. …

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A Villa Basilica

di Salvina Pizzuoli

Lungo l’alta valle del Pescia di Collodi e ai piedi dell’altopiano delle Pizzorne il picccolo borgo di Villa Basilica che vanta una storia antichissima testimoniata dalla sua magnifica e maestosa pieve di Santa Maria Assunta.

“Nella Valle Ariana, ossia della Pescia di Collodi, risiede alla base australe delle Pizzorne presso la ripa destra della Pescia Minore, o di Collodi, già detta Ariana” così nel suo Dizionario la descrive e la colloca lo storico ottocentesco Emanuele Repetti.

La sua storia inizia già in epoca romana su una direttrice viaria transappeninica importante che la attraversava. Il territorio già allora era ricco e fiorente a livello agricolo e artigianale: grande ricchezza hanno sempre rappresentato infatti le selve in cui era possibile rifornirsi di legna, le coltivazioni di gelsi per l’allevamento dei bachi da seta, i castagni, che con i loro frutti hanno da sempre nutrito  le popolazioni che vi si erano stanziate.

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