Montieri e le attività estrattive della valle del Merse

Montieri porta di accesso al castello e all’antico borgo

Montieri fu un antico castello con un borgo sottostante sulle pendici settentrionali dell’omonimo Poggio da cui nasce un ramo del fiume Merse con il nome di Merse Savioli. Il suo nome di origine Mons Aeris o monte di rame, pare abbia origine proprio dalle miniere che vi furono scoperte già ai tempi degli Etruschi e dei Romani. La zona fu in età medievale diboscata e il monte bucherellato da ogni parte per la ricerca dei copiosi filoni presenti oltre al rame come il ferro, il piombo e l’argento. … Continua   Montieri e le attività estrattive della valle del Merse

 

Storia e paesaggio della val di Merse

Ombrone senese e Merse

MERSA, MERSE (Mersae fl.) – Fiume di second’ordine fra quelli della Toscana, poiché le sue acque si perdono in un fiume maggiore (l’Ombrone senese) dopo aver con giri tortuosi solcato profondamente una lunga vallecola, da cui le derivò il nome che porta della Mersa. Ha origine questa fiumana sul fianco orientale dei poggi di Prata a ostro di quello di Montieri, ad una elevatezza all’incirca di 900 braccia[circa 526 m] sopra il livello del mare Mediterraneo, nel grado 28.° 40’ longitudine e 43° 5’ 5’’ latitudine. Nelle sue prime mosse corre da libeccio a scirocco fra i poggi di Montieri e Boccheggiano ricevendo i tributi, a destra dal torrente Sievoli che precipita dalle pendici meridionali del poggio di Montieri, e a sinistra dai borri e rivi minori che fluiscono dai fianchi settentrionali dei monti di Boccheggiano. Di là per una via sassosa, aperta fra profonde ripe, la Merse dirigesi sotto Chiusdino, a piè del cui poggio scaturiscono di mezzo al suo letto copiose polle di acqua perenne, in guisa che cotesta località porta il nomignolo di Vene della Merse.

Costà presso la fiumana cambia direzione voltando prima da grecale finché presso il diruto tempio della badia di S.Galgano sotto Montesiepi accoglie la Feccia. Fatta onusta di acque da quest’ultimo torrente la Merse scorre intorno all’ultimo sprone meridionale della Montagnuola di Siena, in guisa che dal lato di ostro e poi dalla parte di levante lambisce i piedi al poggio della Pentolina per entrare in Val di Rosia, dove accoglie il torrente omonimo, e poco dopo quello di Serpenna.

Bacino del fiume Merse (clicca sulla carta)

A quest’ultimo confluente la Merse, dopo aver serpeggiato per Val di Rosia da libeccio a grecale, e quindi dal lato di levante, si piega bruscamente sotto il poggio d’Orgia nella direzione da settentrione a ostro scirocco per passare sotto il Ponte a Macereto; al di là del quale bagna a sinistra i piedi ai poggi di Murlo, e alla sua sinistra rode quelli del villaggio di Tocchi. – Cammin facendo fra cotesta profonda gola, la Merse lascia un miglio al suo levante i Bagni di Petriolo, dove accoglie alla destra il tributo del torrente Farma, e finalmente un miglio o poco più in avanti le acque della Merse, giunte sotto il grado 29.° 1’ 6’’ longitudine, e 43.° 5’ latitudine, si accomunano con quelle dell’Ombrone senese dopo aver percorso un giro tortuosissimo di 50 in 60 miglia toscane[1,608 km] quasi sempre fra rocce secondarie stratiformi rese per la maggior parte semicristalline da un’azione plutoniana, in mezzo a terreni terziarii marini sparsi di profondi depositi di calcarea concrezionata (travertino), e fra banchi frequenti di ciottoli e di ghiaje conglomerate a guisa di pudinghe.

(Emanuele Repetti, “Dizionario geografico fisico storico della Toscana”)

Articoli dedicati:

I mulini della val di Merse

Montieri e le attività estrattive della val di Merse

Il castello di Montarrenti

Boccheggiano e le “Roste”

Chiusdino

San Galgano abbazia

Una spada nella roccia e l’eremo di Montesiepi

Murlo di Vescovado: un castello tra la valle del Merse e dell’Ombrone senese

Nella val di Merse: il chiostro di Santa Mustiola a Torri

Nella val di Merse: la pieve a Ponte allo Spino

Nella val di Merse: la rocca di Crevole e la pieve di Santa Cecilia

Nella val di Merse: San Lorenzo a Merse

Nella val di Merse: Ponte a Macereto e Tocchi

Il caso di Murlo

A Murlo c’è un Museo… da visitare

La leggenda della Rocca di Crevole

Castel di Pietra e la leggenda della Pia

La leggenda della Pia nelle ottave di due toscani dell’Ottocento

Bagni di Petriolo

Le due direttrici storiche della Val di Merse: la strada Consolare Grossetana e la via Massetana

Paesi fantasma in Toscana: Toiano in Valdera

Foto di Enio Bravi

Si entra per un ponte, probabilmente l’antico ponte levatoio e quindi la porta è una porta di un  castello. Infatti Toiano è un’antica fortezza contesa tra i pisani e i fiorentini nel rinascimento per la sua posizione strategica e per l’altezza. Alla fine vinsero i Medici. Il Borgo ebbe la sua massima espansione alla metà dell’800 con più di 500 abitanti. Poi la crisi, l’esodo durante il boom del ’60, durante il quale poche decine di contadini scesero  a valle in cerca di lavoro nelle ricche industrie della Valdera. Fra queste la Piaggio: la vespa costruita anche con la fatica degli ex abitanti di Toiano. A Toiano mancavano lavoro, acqua e trasporti. e così divenne la città fantasma”  (da Francesco Pergola “Toiano la città fantasma” Aletti Editore 2013)

Continua per visionare le altre foto

A Grosseto in giro per le mura medicee

di Salvina Pizzuoli

Cliccare sull’immagine per ingrandire

La città murata di Grosseto, vista dall’alto, ha la forma di un esagono irregolare con sei bastioni angolari, uno per ogni angolo dell’esagono, a forma di freccia, per un perimetro di circa duemilanovecento metri. 

Le imponenti mura furono volute dalla famiglia dei Medici e costruite su progetto di Baldassarre Lanci da Urbino. La costruzione del complesso architettonico occupò un periodo molto lungo, dal 1574 al 1593 come indicato nella targa sul portale della Fortezza a ricordo della conclusione dei lavori. ... continua a leggere A Grosseto in giro per le mura medicee

Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

di Salvina Pizzuoli

A cavallo tra due valli, dell’Ombrone Pistoiese e del Nievole, occupa la cima di un cucuzzolo delimitato da due torri antiche: la prima a sinistra, quando si entra per la Porta Gabella, la cosiddetta Nuova per distinguerla dall’altra, di fronte all’estremità opposta dell’abitato, detta Vecchia, ma entrambe sono comunque datate; la Nuova iniziata intorno al 1318 e l’altra che porta il nome di Barbarossa, innalzata intorno al XII secolo. Ed è proprio la torre Vecchia ad attrarre il visitatore dato il suo svettare sulla valle percorrendo l’autostrada Firenze Mare. Un territorio che non solo attrae ma che ha molto da offrire in opere e antiche vestigia. … continua a leggere Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

Nella val di Merse: San Lorenzo a Merse

Iniziamo da questa località un viaggio “a puntate” dentro l’amena e ridente valle del Merse.

San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve
San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve

Il fiume Merse, detto affettuosamente “la Merse” dagli abitanti del luogo, scorre per circa settanta chilometri compiendo un lungo arco dalle Colline Metallifere tra Poggio Croce di Prata e Poggio di Montieri dove nasce, per poi ripiegare e ridiscendere verso l’Ombrone diventandone tributario nei pressi di Bagni di Petriolo. La sua lunga valle è ricca di natura e di storia, costellata di pievi, abbazie, castelli.

… continua a leggere    Nella val di Merse: San Lorenzo a Merse 

Galleria foto: nella Val di Merse

Clicca sull’immagine per andare all’articolo dedicato e ad altre foto

Pieve a Ponte allo Spino immagine complessiva nella piana alluvionale
Pieve a Ponte allo Spino immagine complessiva nella piana alluvionale

Pieve a Ponte allo Spino, il piccolo chiostro e il tiburio
Pieve a Ponte allo Spino, il piccolo chiostro e il tiburio

Castello di Tocchi la porta d'ingresso
Castello di Tocchi la porta d’ingresso

Tocchi Pieve di Santa Maria Assunta
Tocchi Pieve di Santa Maria Assunta

San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve
San Lorenzo a Merse, panorama con la torre campanaria della Pieve

Ponte a Macereto
Ponte a Macereto

Torri, la porta del borgo
Torri, la porta del borgo

Chiostro di Santa Mustiola a Torri uno scorcio
Chiostro di Santa Mustiola a Torri uno scorcio

Murlo il borgo fortificato visto dall'alto: s'intuisce l'antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato
Murlo il borgo fortificato visto dall’alto: s’intuisce l’antico giro di mura, emerge il palazzo vescovile si vedono le due piazze e la chiesa di San Fortunato

Murlo, la porta del castello
Murlo, la porta del castello

Crevole particolare dei ruderi dell'antica rocca
Crevole particolare dei ruderi dell’antica rocca

Crevole la pieve di Santa Cecilia
Crevole la pieve di Santa Cecilia

Clicca sull’immagine per andare all’articolo dedicato e ad altre foto