Montemignaio e i suoi tesori

di Salvina Pizzuoli

Castel Leone a Montemignaio
Castel Leone

Montemignaio nel nostro bel Casentino, conserva tre importanti monumenti che ne sottolineano l’importanza rivestita storicamente legata al potere tenuto dai conti Guidi e alla sua posizione strategica: Castel Leone, la Pieve di Santa maria Assunta e l’oratorio di santa Maria delle Calle. Castel Leone o Castiglione, deriva la propria denominazione presumibilmente dal latino “castrum leonis” da cui di “castiglione” . Costruito nel XII secolo da quei Conti Guidi che dominarono la valle, si erge ancora alto e possente con il suo torrione e le sue massicce mura sulla verde e articolata valle dello Scheggia sovrastandola maestosamente.Il piazzale antistante l’arco d’ingresso è stato ricavato coprendo l’originario fossato che ne difendeva l’accesso. In origine la cinta muraria si apriva su tre porte, l’attuale è postuma, aperta nel primo dopoguerra. Sull’alto torrione un’antica campana datata 1332 … continua a leggere Castel Leone a Montemignaio

Pereta, un borgo fortificato di Maremma

di Salvina Pizzuoli

Pereta

Siamo a Pereta un borgo fortificato a dieci chilometri da Magliano in Toscana nella bella Maremma, sulla strada che porta a Scansano. Come l’abbiamo scoperto?

Come tutte le gradite sorprese, quasi per caso…

La Toscana e la Maremma pullulano di questi piccoli borghi più o meno suggestivi, più o meno integri.

Pereta è davvero singolare. … continua a leggere

Pereta un antico castello aldobrandesco

Civitella Marittima

La formella con lo stemma di Civitella Marittima
La formella con lo stemma di Civitella

Siamo a Civitella Marittima un borgo murato sulle colline della Maremma grossetana. La storia ci racconta che il fondatore di questo antico castello fosse Ildebrandino di Gherardo degli Ardengheschi, una potente famiglia di feudatari insediata in Maremma dal capostipite Ardengo, paladino di Carlo Magno. Furono acerrimi nemici di un’altra famiglia stanziata in Maremma, gli Aldobrandeschi.

Fu proprio da questa rivalità che nacque il castello di Civitella. A Roccastrada, a pochi chilometri, gli Aldobrandeschi avevano costruito un fortilizio con lo scopo di vigilare sull’importante strada che metteva in comunicazione il mare con l’interno. Il possente castello di Ildobrandino aveva così lo scopo di resistere agli eventuali attacchi da parte degli Aldobrandeschi al fine di ridurre sotto il loro potere anche l’ennesima località. Eresse una possente cinta di mura che inglobava la precedente torre, costruita dal padre, e i caseggiati che vi erano sorti all’intorno, facendo diventare il castello sua dimora e la cittadella il capoluogo della sua corte*.    … continua a leggere  Civitella Marittima, capoluogo della corte degli Ardengheschi 

Monteriggioni: storia e architetture

di Salvina Pizzuoli

“Perocchè come in su la cerchia tonda

Monte Reggion di torri si corona,

(DANTE Inferno XXXI).

Monteriggioni, le mura

Siamo a Monteriggioni per una visita al castello e ai camminamenti sulle mura, itinerario previsto insieme alla visita al Museo Archeologico con sede a Badia a Isola. (per i dettagli)

Siamo di fronte all’ingresso al castello, all’imponente Porta Romea. Due lastre marmoree si fanno subito notare a destra e a sinistra. La più piccola a sinistra, di difficile lettura per la distanza, porta incisa la data di inizio della costruzione nel 1213 “con spese e lavori sostenuti in proprio dal Popolo di Siena, con l’impegno e l’opera diligente dei nobili Ranuccio di Crescenzio e Orlando di Filippo e Forese di Martino”; l’altra a destra i risultati del plebiscito del 15 marzo 1860 quando anche Monteriggioni entrò a far parte del nascente Stato Italiano.
Di parere contrario per quanto riguarda la data di costruzione del castello è lo storico ottocentesco Emanuele Repetti che scrive nel suo Dizionario:

… continua a leggere Monteriggioni e le sue Mura

La storia di Bibbiena fino al Settecento

di Giovanni Caselli

Bibbiena, Palazzo Dovizi
Bibbiena, Palazzo Dovizi

Bibbiena è definita nei giornali locali “capoluogo di vallata”, probabilmente perché come centro urbano ha, o aveva, tutte le strutture necessarie ad un centro urbano oltre inclusi i necessari servizi pubblici per essere tale. Se il nome è di origini etrusche e probabilmente lo è, ciò non pare corroborato dall’archeologia. Sotto le case e le cantine c’è il “pancone marnoso”, erroneamente chiamato “tufo” cioè terra solida vergine del fondo del lago pliocenico salvata dall’erosione da rocce di calcare sottostanti. Dal nome personale Vilpnei poi latinizzato in Viblena e nel 979 Beblena, quindi nell’XI secolo Biblena. I toponimi e la piccola necropoli etrusca identificata e localizzata sul pendio occidentale della collina di Lonnano che domina il santuario di Santa Maria del Sasso, confermano che un insediamento etrusco in zona vi fosse davvero. Se vi era un tale insediamento questo era sicuramente sul colle detto “Le Monache”, ma il toponimo del colle è Lontrina (di radice etrusca, niente a che vedere con le lontre), dove si è recuperato il manufatto più antico visibile ad oggi. … continua a leggere  Bibbiena: dalle origini all’epoca del Grand Tour

Altri articoli dedicati al Casentino

Fosdinovo e il Castello Malaspina

di Salvina Pizzuoli

La prospettiva di Fosdinovo è fra le più deliziose che presentino le vaghe colline formanti cornice al littorale di Sarzana, non escluse quelle che fanno corona al magnifico golfo di Luni […]. Il suo clima è temperato, l’aria è balsamica, i prodotti del suolo squisiti, la vegetazione vigorosa e variatissima, a partire dall’albero indigeno della montagna, il castagno, sino alle piante delicate dei giardini. Formano un magico contrasto con una variata e rigogliosa vegetazione le scoscese e nude cime del monte Sagro nel carrarese, le quali cime sovrastano dal lato di levante al paese di Fosdinovo

La bella descrizione si deve allo storico ottocentesco Emanuele Repetti che nel suo Dizionario raccoglie notizie storiche e geografiche di tutti i centri, grandi e piccoli, della terra toscana. Oltre alla descrizione relativa alla magnifica posizione geografica, che fa di Fosdinovo un piccolo borgo medievale incastonato nel verde delle colline che si aprono a ventaglio alle sue spalle, in uno scenario sovrastato dietro ad esse dalle poderose e grigie cime delle Alpi Apuane addolcito dalla prospettiva marina che gli si apre dinnanzi, non manacano le notizie storiche che riguardano il poderoso maniero che si erge maestoso su un costone di roccia. … continua a leggere Castello Malaspina a Fosdinovo

Serravalle Pistoiese

di Salvina Pizzuoli

Serravalle Pistoiese, il castello

A cavallo tra due valli, dell’Ombrone Pistoiese e del Nievole, occupa la cima di un cucuzzolo delimitato da due torri antiche: la prima a sinistra, quando si entra per la Porta Gabella, la cosiddetta Nuova per distinguerla dall’altra, di fronte all’estremità opposta dell’abitato, detta Vecchia, ma entrambe sono comunque datate; la Nuova iniziata intorno al 1318 e l’altra che porta il nome di Barbarossa, innalzata intorno al XII secolo. Ed è proprio la torre Vecchia ad attrarre il visitatore dato il suo svettare sulla valle percorrendo l’autostrada Firenze Mare. Un territorio che non solo attrae ma che ha molto da offrire in opere e antiche vestigia. … continua a leggere Serravalle Pistoiese: due antiche torri e non solo

Lastra a Signa

di Salvina Pizzuoli

Lastra a Signa, cinta muraria
Lastra a Signa, cinta muraria

Le prime documentazioni datano tra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo la presenza di un insediamento in felice posizione: il fiume, il Porto di Mezzo, il ponte sull’Arno, l’antica via Pisana, le cave di arenaria nelle colline limitrofe a cui aggiungere, non lontana, la presenza di un nucleo urbano in grande espansione quale era quello di Firenze. La denominazione di “lastra” gli deriva probabilmente dalla presenza delle cave anche se si affiancava in origine a quello di Gangalandi dal nome di una famiglia di conti e signori feudali che dominava sul territorio. Sarà comunque la vicinanza di Firenze a tracciare la storia dell’insediamento quando nel XII secolo si sostituirà al potere dei signori locali con la volontà di costituire una serie di baluardi lungo la via Pisana a difesa da attacchi esterni e a tutela delle attività commerciali che si svolgevano nel Porto di Mezzo, importante scalo fluviale per merci destinate all’approvvigionamento di Firenze e, verso Pisa, per i traffici marittimi, con la viabilità garantita per le altre destinazioni dalla presenza del ponte sull’Arno. … continua a leggere Visita al centro storico di Lastra a Signa, un borgo murato

Il borgo medievale di San Michele in Alta Garfagnana

di Salvina Pizzuoli

Mappa San Michele e Piazza al Serchio

Un torrente di limpide acque scroscianti tra i sassi del greto, un ponte a schiena d’asino a un solo arco, databile tra il XIII e il XIV secolo, due agglomerati urbani uno su un poggio e l’altro più in basso con il torrente, Acqua Bianca, appellativo che sottolinea le sue precipue caratteristiche, che li separa: siamo a San Michele tra Piazza al Serchio e Nicciano. Un bel torrente che, attraversato  San Michele,  confluisce nel Serchio di Gramolazzo poco sopra il borgo. Se già di per sé gli elementi indicati evocano un paesaggio suggestivo, il  ponte medievale di pietra lo lega alla storia del territorio, una storia lontana e ancora presente e attestata in quel piccolo borgo e nel suo antico ponte.

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Acone e le penne all’aconese

Acona, paesaggio

“La Toscana è, per universale sentimento, oltre ad ogni altra provincia italica bellissima: le riconobbero sì nobil pregio i più disappassionati tra i connazionali; e venne come tale salutata e vagheggiata in ogni tempo dagli stranieri. Bagnata dal Tirreno e recinta dall’Appennino, è tutta intersecata da poggi e colline formanti corona a pittoresche valli, cui natura favorì di temperato clima, e che la mano industre dell’uomo rese, quasi in ogni angolo, ridenti di campi sativi, di oliveti, di vigne…”

La breve citazione tratta dalla “Corografia fisica, storica e statistica” di Attilio Zuccagni Orlandini di metà Ottocento, disegna perfettamente anche questa valle toscana percorsa dalla Sieve, cui fanno corona poggi e colline, dove la storia ha lasciato traccia nelle bellezze e del paesaggio e dei manufatti creati dall’uomo in tempi lontani.   …   continua a leggere     Acone nella val di Sieve